8ª Divisione fanteria di marcia

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8ª Divisione fanteria di marcia
Descrizione generale
Attiva 1º luglio 1942
Attivo agosto 1943
Nazione Italia Italia
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipo divisione di marcia
Guarnigione/QG Bolzano (1942-1943)
Verona (1943)

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Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'8ª divisione di marcia fu una grande unità del Regio Esercito. La terminologia indica le unità provvisorie create per gestire i rimpiazzi destinati alle unità operative.

Storiamodifica | modifica wikitesto

La divisione viene costituita a Bolzano il 1º luglio 1942 per trasformazione del Comando Truppe Complementi del Corpo di spedizione italiano in Russia, al fine di gestire il flusso di complementi destinati all'8ª Armata operante in Russia. Era costituita su tre brigate di marcia.

La "I Brigata di marcia" (con sede a Milano) alimentava il XXXV Corpo d'armata (ex CSIR) con il 30º Reggimento bersaglieri di marcia per la componente bersaglieri della 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta", il 9º ed il 52º Reggimento di marcia rispettivamente per la 9ª Divisione fanteria "Pasubio" e la 52ª Divisione fanteria "Torino" e l'8º Reggimento di marcia per le altre componenti direttamente dipendenti dal Corpo e dall'Armata. Terminata l'attività in Russia, il 30º ed il 52º Reggimento vengono soppressi nell'aprile del 1943; il Comando Brigata viene trasformato nel Comando della XXVIII Brigata costiera ed inviato in Dalmazia, con l'8º Reggimento che viene trasformato in 183º Reggimento fanteria costiera; il 9º Reggimento rimase di marcia e venne inviato in Albania. Dal 15 ottobre 1942, il comando della grande unità viene affidata al Generale di brigata Giuseppe Vitelli;

La II Brigata di marcia (con sede a Bologna) alimentava il II Corpo d'Armata con il 2º, 3º e 5º Reggimento di marcia rispettivamente per la 2ª Divisione fanteria "Sforzesca", la 3ª Divisione fanteria "Ravenna" e la 5ª Divisione fanteria "Cosseria" ed il 7º Reggimento per le componenti di Corpo. Terminate le operazioni in Russia, nella primavera-estate del 1943, il Comando Brigata viene trasformato nel Comando della XXIX Brigata costiera; questa unità viene trasferita in Sicilia alle dipendenze, mentre i suoi reggimenti di marcia vengono sciolti o trasformati in reggimenti costieri. Fino al 20 ottobre 1942 l'unità è al comando del Generale di brigata Arturo Benigni, sostituito successivamente dal Generale di brigata Luigi Fazzini.

La III Brigata di marcia (con sede a Bergamo, poi a Udine) alimentava il Corpo d'Armata Alpino con 102º, 103º e 104º Reggimento alpini di marcia, rispettivamente per 2ª Divisione alpina "Tridentina", la 3ª Julia e la 4ª Cuneense. Al termine delle operazioni in Russia, nell'aprile del 1943 la brigata viene messa a disposizione del XXIII Corpo d'armata per la difesa delle Provincie di Gorizia e quella di Trieste ed impiegata in operazioni contro i partigiani nella zona di Tolmino e Circhina, al confine con la Jugoslavia. La grande unità ed i tre reggimenti vengono sciolti il 31 agosto 1943 ed il personale confluisce nelle Divisioni alpine "Julia", "Tridentina" e "Cuneense" rientrate dal fronte russo. Fino al 20 dicembre 1942, l'unità era al comando del Generale di brigata Carlo Baudino, al quale subentrò, fino allo scioglimento, il Generale di brigata Luigi Masini.

L'8ª Divisione di marcia si considera sciolta il 20 maggio 1943: mentre le brigate vengono sciolte o trasformate, il Comando divisionale si trasforma in Comando della 230ª Divisione Costiera, costituitasi in Sicilia occidentale alle dipendenze del XII Corpo d'Armata.

Ordine di battaglia: 1942modifica | modifica wikitesto

  • I Brigata
    • 30º Reggimento bersaglieri di marcia
    • 9º Reggimento di marcia
    • 8º Reggimento di marcia
    • 52º Reggimento di marcia
  • II Brigata
    • 2º Reggimento di marcia
    • 3º Reggimento di marcia
    • 5º Reggimento di marcia
    • 7º Reggimento di marcia
  • III Brigata
    • 102º Reggimento alpini di marcia
    • 103º Reggimento alpini di marcia
    • 104º Reggimento alpini di marcia

Comandanti (1942-1943)modifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

George F. Nafziger "Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II" (3 vol)