Agostino Schoeffler

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Sant'Agostino Schoeffler, M.E.P.
Augustin Schoeffer MEP.jpg
 

Missionario

 
NascitaMittelbronn, 22 novembre 1822
MorteSon Tay, 1º maggio 1851
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione7 maggio 1900, da papa Leone XIII
Canonizzazione19 giugno 1988, da papa Giovanni Paolo II
Santuario principaleChiesa di San Martino, Mittelbronn
Ricorrenza1º maggio
Patrono diSeminario diocesano di Metz

Agostino Schoeffler (Mittelbronn, 22 novembre 1822Son Tay, 1º maggio 1851) è stato un presbitero e missionario francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Nascita e formazionemodifica | modifica wikitesto

Agostino Schoeffler è nato il 22 Novembre del 1822 nel villaggio di Mittelbronn, nell'allora dipartimento di Meurthe, in Francia. Fu battezzato il giorno seguente nella chiesa parrocchiale di San Martino. Dal 1834 al 1842 ha studiato presso il seminario minore di Pont-à-Mousson e l'università a Phalsbourg. Dal 1842 a 1846 ha studiato filosofia presso il Seminario maggiore di Nancy, dove ha conosciuto Nicolas Krick, oggi servo di Dio. Il 5 Ottobre del 1846, ha iniziato la sua formazione presso seminario della società per le missioni estere di Parigi. Il 29 maggio 1847, Agostino Schoeffler riceve l'ordinazione sacerdotale a Parigi[1].

Vita missionariamodifica | modifica wikitesto

Il 18 novembre del 1847, salpò da Anversa alla volta del Tonchino, dove vi arrivò il 6 luglio dell'anno seguente. Dal suo arrivo alla sua morte ha svolto la sua opera missionaria, apprendendo anche la lingua vietnamita.

Nella primavera del 1850, si recò a nord del Tonchino, dove il vescovo locale gli ordinò di andare ad evangelizzare nei pressi di Son Tay. Il 1º marzo del 1851, padre Schoeffler viene arrestato e, quattro giorni dopo, riconosciuto colpevole di proselitismo fu condannato alla decapitazione. Fu decapitato il 1º maggio dello stesso anno.

Padre Agostino Schoeffler raggiunse il luogo dove fu decapitato col sorriso in volto: appena vi giunse, s'inginocchio, baciò una croce e "offrì" il collo al carnefice.[2] Il capo del martire fu gettato nel fiume Rosso, e non fu mai trovato, ma la folla si precipitò a raccoglierne le reliquie. Alcuni sradicarono fin anche l'erba che era stata macchiata dal suo sangue[3]. Il suo corpo fu sepolto sul luogo della sua esecuzione. Due giorni dopo, alcuni ferventi cristiani locali riesumarono il corpo del martire e gli diedero degna sepoltura.

La canonizzazionemodifica | modifica wikitesto

Il 24 settembre del 1857 papa Pio IX proclamò Agostino venerabile. Fu beatificato da Leone XIII il 7 maggio del 1900 e Giovanni Paolo II lo canonizzò il 19 giugno del 1988 con altri 116 missionari martirizzati in Vietnam.

Le reliquiemodifica | modifica wikitesto

Dal 10 maggio del 2009, una reliquia di sant'Agostino Schoeffler si può trovare nella Chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria di Detroit.[4] I discendenti della famiglia del santo vivono in zona e frequentano la chiesa.[5]

Il cultomodifica | modifica wikitesto

Statua di sant'Agostino Schoeffler, fatta da Louis Stienne, situata nella chiesa dell'Assunzione di Nostra Signora a Phalsbourg)

La Chiesa cattolica la ricorda il 1º maggio (2 maggio nella diocesi di Nancy):

«Presso la rocca di Sơn-Tâi nel Tonchino, ora Viet Nam, sant’Agostino Schoeffler, sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi e martire, che, gettato in carcere dopo aver esercitato per tre anni il suo ministero, su ordine dell’imperatore Tự Đức, nel campo di Năm Mẫu ottenne con la decapitazione la grazia del martirio, che ogni giorno aveva chiesto a Dio.»

(Martirologio Romano)

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Joseph Noblet e Jean-Paul Berlocher, An Adventurer For God, 1988, pp. 46, OCLC 25134446.
  2. ^ Thomas William M Marshall, Christian Missions; Their Agents, Their Method, and Their Results, London Burns and Lambert, 1862, OCLC 162573014.
  3. ^ Nola Cooke, Early Nineteenth-Century Vietnamese Catholics and Others in the Pages of the Annales de la Propagation de la Foi, in Journal of Southeast Asian Studies, vol. 35, nº 2, June 2004, pp. 261–285, DOI:10.1017/s0022463404000141.
  4. ^ Assumption Grotto News[collegamento interrotto]
  5. ^ Te Deum laudamus!

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF (EN39685233 · ISNI (EN0000 0000 5463 9222 · LCCN (ENno2008031483 · BNF (FRcb155198051 (data) · WorldCat Identities (ENno2008-031483