Ben Shapiro

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Ben Shapiro

Benjamin Aaron Shapiro, conosciuto come Ben Shapiro (Los Angeles, 15 gennaio 1984) è un opinionista e scrittore statunitense.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Studi e professionemodifica | modifica wikitesto

Shapiro è nato a Los Angeles all'interno di una famiglia ebraica emigrata in parte dalla Russia. Ha studiato alla Walter Reed High Middle School, diplomandosi nel 2000 all'età di sedici anni.[1][2] Ha terminato i suoi studi all'Università della California, Los Angeles e all'Harvard Law School, laureandosi in primis summa cum laude nel 2004, con il titolo di Bachelor of Arts in scienze politiche e in secundis cum laude nel 2007.[3] Ha successivamente praticato legge nella Goodwin Procter. Nel marzo del 2012 ha guidato uno studio di consulenza legale indipendente, la Benjamin Shapiro Legal Consulting, a Los Angeles.[2]

Vita privatamodifica | modifica wikitesto

Shapiro ha tre sorelle. Nel 2008 ha sposato la dottoressa[4] Mor Toledano, una cittadina israeliana di origini marocchine.[5][6] Entrambi sono ebrei ortodossi.[6] Hanno avuto due figli, una femmina nel 2014 ed un maschio nel 2016.[7][8]

Carrieramodifica | modifica wikitesto

Ben Shapiro alla Conservative Political Action Conference del 2018 ad Harbor, Maryland

Come autoremodifica | modifica wikitesto

Shapiro ha iniziato ad interessarsi alla politica in giovane età.[9] È stato assunto dalla Creators Syndicate a diciassette anni, divenendo il più giovane giornalista degli Stati Uniti. All'età di ventuno anni aveva terminato di scrivere due libri.[10]

Nel suo libro Brainwashed, Shapiro sostiene che gli studenti non siano esposti ad una gamma abbastanza vasta di punti vista nelle università e che coloro che sono privi di opinioni forti siano sopraffatti da un'atmosfera dominata da docenti universitari liberali, anche in caso di discussioni all'interno delle classi.[11]

Nel 2011, la HarperCollins ha pubblicato il suo quarto libro, Primetime Propaganda: The True Hollywood Story of How the Left Took Over Your TV, all'interno del quale Shapiro afferma che Hollywood sia politicamente schierata a sinistra e promuova attivamente la sua agenda politica attraverso dei programmi d'intrattenimento in prima serata.[12] Nel libro i produttori di Happy Days e M*A*S*H ammettono di aver seguito all'interno delle serie un'agenda politica pacifista e contraria alla guerra del Vietnam.[13] Nello stesso anno dell'uscita di Primetime Propaganda, Shapiro è diventato socio del David Horowitz Freedom Center.[14]

Nel 2013, il suo quinto libro, chiamato Bullies: How the Left's Culture of Fear and Intimidation Silences Americans è stato pubblicato dalla Threshold Editions.[15]

Come giornalistamodifica | modifica wikitesto

Il 7 ottobre 2013 Shapiro ha fondato il sito di notizie ed attivismo TruthRevolt, in associazione con il David Horowitz Freedom Center, chiuso esattamente cinque anni dopo, il 7 marzo 2018.[16] Nel 2012 è stato assunto come editor-at-large di Breitbart News. sito fondato da Andrew Breitbart.[17] Nel marzo 2016 si è dimesso dalla posizione a causa dell'assenza di supporto alla reporter Michelle Fields dopo la presunta aggressione di Corey Lewandowski, al tempo direttore della campagna elettorale di Donald Trump.[18][19]

Shapiro è inoltre caporedattore del sito The Daily Wire dal 2015. Ogni giorno feriale conduce il suo podcast online, The Ben Shapiro Show,[20] scaricato dieci milioni di volte al mese secondo dati del novembre del 2017.[21] Il podcast è stato trasmesso via radio dalla Westwood One nel 2018.[22]

Il 7 febbraio del 2013 ha pubblicato un articolo citando fonti non specificate del Senato che ritenevano un gruppo chiamato «Friends of Hamas» (lett. «Amici di Hamas») tra i sostenitori della campagna di Chuck Hagel, un ex senatore che al tempo doveva essere confermato come Segretario della difesa dal presidente Barack Obama. Settimane dopo, un giornalista dello Slate, David Weigel, ha segnalato l'assenza di prove che potessero dimostrare l'esistenza di tale gruppo.[23] Shapiro ha successivamente riferito a Weigel che all'interno dell'articolo da lui pubblicato «vi era la totalità delle informazioni in suo possesso»[24][25][26]

Dal 2016 è stato co-conduttore di «The Morning Answer» della KRLA, un programma radiofonico di stampo conservatore. Alcune email rivelarono che Shapiro fosse sottoposto a pressioni dei dirigenti della Salem Media (la società detentrice del programma), che gli richiesero di supportare Trump durante le elezioni presidenziali del 2016. Nonostante ciò, Shapiro rimase estremamente critico nei confronti del candidato repubblicano.[27]

Opinioni politichemodifica | modifica wikitesto

Le sue opinioni politiche sono state descritte dal New York Times come «estremamente conservatrici». Shapiro accusa i liberali contemporanei di aver creato un'immaginaria «gerarchia del vittimismo» e di aver glorificato le presunte vittime, determinando la nascita della politica dell'identità. Il Times considera questo il suo principale argomento di conversazione. Shapiro ritiene, come ha sostenuto in uno dei suoi libri, che la sinistra abbia utilizzato il dominio del cinema e della televisione per promuovere la sua agenda politica. Sostiene inoltre che l'elezione di Donald Trump sia stato un voto contro i liberali e in particolare Hillary Clinton, più che un voto a favore del conservatorismo di Trump.[28]

Shapiro ritiene inoltre che sebbene gli afroamericani siano stati in passato vittime di ingiustizie negli Stati Uniti, ciò non sia più veritiero nel presente.[28]

Bersaglio di antisemitismomodifica | modifica wikitesto

Nel maggio del 2016 il New York ha riportato:[29]

(EN)

« Shapiro [...] has increasingly found himself targeted by the so-called alt-right movement, a loose conglomeration of online personalities—many if not most of them anonymous—currently devoted to tweeting and posting their support for Donald Trump and attacking those who disagree, often in racist and anti-Semitic ways. They have been denigrating Shapiro as a 'pussy,' a 'cuck,' and — inevitably, given the nature of this movement — a 'Jew' and a 'kike.' »

(IT)

« Shapiro [...] si è sempre più ritrovato oggetto di attacchi dal cosiddetto movimento dell'alt-right, una conglomerazione di personalità di internet—molte se non tutte anonime—attualmente devote a twittare e postare il loro supporto a Donald Trump e ad attaccare coloro che non sono d'accordo, spesso con modalità razziste ed antisemite. Hanno spesso chiamato Shapiro una "fighetta", un "cornuto" e — inevitabilmente, data la natura di questo movimento — un "ebreo" spregiativamente. »

(Jesse Singal, Explaining Ben Shapiro’s Messy, Ethnic-Slur-Laden Breakup With Breitbart)

In un articolo sul National Review, Shapiro ha inoltre scritto:[30]

(EN)

« I've experienced more pure, unadulterated anti-Semitism since coming out against Trump's candidacy than at any other time in my political career. Trump supporters have threatened me and other Jews who hold my viewpoint. They've blown up my e-mail inbox with anti-Semitic conspiracy theories. They greeted the birth of my second child by calling for me, my wife, and two children to be thrown into a gas chamber. »

(IT)

« Ho fatto più esperienza di puro e genuino antisemitismo da quando mi sono espresso contro la candidatura di Trump che in qualunque altro momento della mia carriera politica. I sostenitori di Trump hanno minacciato me ed altri ebrei che condividono la mia opinione. Hanno riempito il mio indirizzo e-mail con teorie del complotto antisemite. Hanno accolto la nascita del mio secondo figlio sperando che io, mia moglie e miei due figli venissimo gettati in una camera a gas. »

(Ben Shapiro, Trump’s Anti-Semitic Supporters)

Pubblicazionimodifica | modifica wikitesto

  • (EN) Brainwashed: How Universities Indoctrinate America's Youth, WND Books, 2004, ISBN 0-78526148-6.
  • (EN) Porn Generation: How Social Liberalism Is Corrupting Our Future, Regnery, 2005, ISBN 0-89526016-6.
  • (EN) Project President: Bad Hair and Botox on the Road to the White House, Thomas Nelson, 2008, ISBN 1-59555100-X.
  • (EN) Primetime Propaganda: The True Hollywood Story of How the Left Took Over Your TV, Harper Collins, 2011, ISBN 0-06209210-3.
  • (EN) Bullies: How the Left's Culture of Fear and Intimidation Silences America, Threshold Editions, 2013, ISBN 1-47671001-5.
  • (EN) The People vs. Barack Obama: The Criminal Case Against the Obama Administration, Threshold Editions, 2014, ISBN 1-47676513-8.
  • (EN) A Moral Universe Torn Apart, Creator's Publishing, 2014.
  • (EN) What's Fair and Other Short Stories, Revolution Books, 2015.
  • (EN) True Allegiance, Post Hill Press, 2016, ISBN 1-68261077-2.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ (EN) Justin Pope, School liberalism blasted, in Deseret News, 10 agosto 2004. URL consultato il 28 giugno 2018.
  2. ^ a b (EN) Ben Shapiro (PDF), in ZMAN Magazine, marzo 2012, pp. 54-56. URL consultato il 28 giugno 2018.
  3. ^ (EN) Ben Shapiro, su simonandschuster.com. URL consultato il 28 giugno 2018.
  4. ^ (EN) Ben Shapiro, Happy Legal Guardian of Unspecified Gender Day!, in Cybercast News Service, 18 maggio 2017. URL consultato il 1º luglio 2018.
  5. ^ (EN) Dontei Wynter, Mor Shapiro’s Wiki: Who Is Ben Shapiro’s Wife?, in Earn The Necklace, 1º giugno 2018. URL consultato il 1º luglio 2018.
  6. ^ a b (EN) Michael Lewis, At-a-glance, su my.hsj.org, 14 aprile 2008. URL consultato il 1º luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2013).
  7. ^ (EN) Ben Shapiro, Letter to My Newborn Daughter, su townhall.com, 5 febbraio 2014. URL consultato il 1º luglio 2018.
  8. ^ (EN) benshapiro, With infinite gratitude to God, we're overjoyed to welcome to the world our new baby boy, who arrived at 10:30 this morning! (Tweet), su twitter.com, 7 maggio 2016.
  9. ^ (EN) Dan Harris, Ignacio Torres e Lauren Effron, Outspoken conservative Ben Shapiro on whether free speech still has a place on college campuses, in ABC News, 20 ottobre 2017. URL consultato il 28 giugno 2018.
  10. ^ (EN) Patrick May, Who is Ben Shapiro?, in The Mercury News, 15 settembre 2017. URL consultato il 28 giugno 2018.
  11. ^ (EN) Charlotte Hsu, Book misconstrues facts, in The Daily Bruin, 12 maggio 2004. URL consultato il 28 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2004).
  12. ^ (EN) Primetime Propaganda, su harpercollins.com. URL consultato il 28 giugno 2018.
  13. ^ (EN) Mark Lawson, Is US TV too leftwing?, in The Guardian, 29 giugno 2011. URL consultato il 28 giugno 2018.
  14. ^ (EN) Jamie Glazov, Primetime Propaganda, su frontpagemag.com, 30 maggio 2011. URL consultato il 29 giugno 2018.
  15. ^ (EN) Bullies: How the Left's Culture of Fear and Intimidation Silences Americans, su amazon.com. URL consultato il 29 giugno 2018.
  16. ^ (EN) Mark Tapson, Announcement: TruthRevolt Closing Shop, su truthrevolt.org, 7 marzo 2018. URL consultato il 29 giugno 2018.
  17. ^ (EN) David Weigel, Meet the Breitbarts, in Slate, 21 marzo 2012. URL consultato il 29 giugno 2018.
  18. ^ (EN) Cassandra Vinograd, Breitbart's Michelle Fields and Three Others Resign Over Trump Incident, in NBC News, 14 marzo 2016. URL consultato il 29 giugno 2018.
  19. ^ (EN) Breitbart reporter, editor resign over response to alleged assault by Trump campaign manager, in Fox News, 14 marzo 2016. URL consultato il 29 giugno 2018.
  20. ^ (EN) Elliot Kaufman, Ben Shapiro’s Astonishing Success, in National Review, 8 agosto 2017. URL consultato il 29 giugno 2018.
  21. ^ (EN) Sabrina Tavernise, Ben Shapiro, a Provocative ‘Gladiator,’ Battles to Win Young Conservatives, in The New York Times, 23 novembre 2017. URL consultato il 29 giugno 2018.
  22. ^ (EN) Jason Schwartz, Ben Shapiro to take his podcast to radio, in Politico, 29 marzo 2018. URL consultato il 29 giugno 2018.
  23. ^ (EN) David Weigel, "Friends of Hamas": The Scary-Sounding Pro-Hagel Group That Doesn't Actually Exist, in Slate, 14 febbraio 2013. URL consultato il 1º luglio 2018.
  24. ^ (EN) Tommy Cristopher, Secret Hagel Donor?: White House Ducks Questions On ‘Fox And Friends Of Hamas’, in Mediaite, 20 febbraio 2013. URL consultato il 1º luglio 2018.
  25. ^ (EN) Tommy Cristopher, The Young Turks Guest Catches Breitbart News’ Ben Shapiro In ‘Friends Of Hamas’ Lie, in Mediaite, 21 febbraio 2013. URL consultato il 1º luglio 2018.
  26. ^ (EN) J.K. Trotter, 'Friends of Hamas' Rumor Debunked by Reporter Who Accidentally Started It, in The Atlantic, 20 febbraio 2013. URL consultato il 1º luglio 2018.
  27. ^ (EN) Hadas Gold e Oliver Darcy, Salem executives pressured radio hosts to cover Trump more positively, emails show, in CNNMoney, 9 maggio 2018. URL consultato il 1º luglio 2018.
  28. ^ a b (EN) Sabrina Tavernise, Ben Shapiro, a Provocative ‘Gladiator,’ Battles to Win Young Conservatives, in The New York Times, 23 novembre 2017. URL consultato il 2 luglio 2018.
  29. ^ (EN) Jesse Singal, Explaining Ben Shapiro’s Messy, Ethnic-Slur-Laden Breakup With Breitbart, in New York, 26 maggio 2016. URL consultato il 2 luglio 2018.
  30. ^ (EN) Ben Shapiro, Trump’s Anti-Semitic Supporters, in National Review, 18 maggio 2016. URL consultato il 2 luglio 2018.
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