Butera

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Butera
comune
Butera – Stemma
Butera – Veduta
Panorama di Butera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta
Amministrazione
Sindaco Filippo Balbo (lista civica) dal 12/06/2017
Territorio
Coordinate 37°11′N 14°11′E / 37.183333°N 14.183333°E37.183333; 14.183333 (Butera)Coordinate: 37°11′N 14°11′E / 37.183333°N 14.183333°E37.183333; 14.183333 (Butera)
Altitudine 402 m s.l.m.
Superficie 295 km²
Abitanti 4 754[1] (31-12-2015)
Densità 16,12 ab./km²
Frazioni Butera Scalo
Comuni confinanti Gela, Licata (AG), Mazzarino, Ravanusa (AG), Riesi
Altre informazioni
Cod. postale 93011
Prefisso 0934
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 085003
Cod. catastale B302
Targa CL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 271 GG[2]
Nome abitanti buteresi (in siciliano butirisi o vutrisi)
Patrono San Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Butera
Butera
Butera – Mappa
Posizione del comune di Butera nella provincia di Caltanissetta
Butera Sito istituzionale]

Butera (Vutera in siciliano) è un comune italiano di 4.821 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia.

Il nome tuttora utilizzato venne dato da Ruggero I di Sicilia, in seguito alla conquista della città.

Confina con i comuni di Gela, Licata, Mazzarino, Ravanusa e Riesi. Dista, a sud, 49 km da Caltanissetta, il capoluogo di provincia.

Geografia fisicamodifica | modifica wikitesto

Il territorio di Butera è collinare nell'interno, e pianeggiante sulle coste (piana di Gela). È compreso tra il fiume Salso e il Disueri. La città sorge su una collina a 402 metri sul livello del mare, a sud del capoluogo. È l'unico comune (con Gela) della provincia, ad essere bagnato dal Mediterraneo, nel golfo di Gela. Il territorio presenta al suo interno il lago Comunelli, formato da sbarramenti allo scopo di costituire riserve d'acqua in caso di siccità. Con i suoi 295 km² di superficie, è il nono comune in Sicilia, e il 39simo in Italia per estensione. Lungo la costa sono presenti le frazioni marine di Falconara e Marina di Butera, caratterizzate da un leggero interesse turistico.

Panorama Butera.jpg

Storiamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Butera.
Cista dolmenica a Butera (CL), Italia

La collina di Butera è stata meta di stanziamenti umani sin dalla preistoria: tracce di insediamenti sicani risalenti all'età del bronzo medio (1400-1000 a.C.) sono venuti alla luce nella parte più alta del costone roccioso. Più in basso, una necropoli[3] a strati sovrapposti fu cimitero della piccola comunità preistorica, e, seppur circoscritta ai secoli VIII-V a.C., avrà certamente iniziato ad esercitare la sua funzione cimiteriale già centinaia di anni prima. Ad avvalorare questa ipotesi, la presenza in località Piano fiera di un manufatto piuttosto remoto, indicato dagli archeologi col nome di cista dolmenica (lastre di pietra assemblate in maniera cubiforme), che dimostrerebbe una maggiore antichità abitativa del sito vista l'analogia di questo monumento con alcune architetture sarde risalenti all'età del rame (2900-2000 a.C.)[4].

Le vicende di questo territorio al momento della colonizzazione greca sono pochissimo documentate dalla storiografia antica, e non possono che essere ricostruite solo sulla base della ricerca archeologica. Sappiamo che già sin dal momento della sua fondazione, Gela dovette scontrarsi con le popolazioni indigene limitrofe conquistando i loro villaggi: Omphake, forse identificabile con Butera, dovette seguire questo destino. Lo si deduce dai reperti tombali. Infatti, se fino all'VIII sec. a.C. le tombe di Piano della Fiera non mostrano alcun rapporto con l'area greca, a partire dalla seconda metà del VII sec. vi appaiono ricchi corredi con vasi d'importazione greca. Nel corso del VI secolo, la cittadina sicana verrà abbandonata e sarà ricostruita solo durante il periodo di Timoleonte, poco dopo la metà del IV sec. a.C[5]. Rimase però sempre un piccolo villaggio abitato da agricoltori, valido baluardo ai tentativi di aggressione esterna che non mancarono per tutto l'alto medioevo (500-1100 d.C.). Intorno all'845 Butera fu teatro di una battaglia tra arabi e bizantini, conclusasi con il massacro di almeno 9000 soldati bizantini. Questa battaglia fu decisiva per il controllo dell'isola. Dal IX secolo, Butera venne chiamata dagli Arabi بوتيرة Būtīrah [, che significa luogo scosceso. Nell'aprile del 1089[6] le truppe normanne guidate dal Granconte Ruggero espugnarono la città, ultima roccaforte dei Saraceni in Sicilia, in una memorabile battaglia che li vide vincitori sui musulmani.

La terra fu subito elevata a contea da parte del conte normanno, il quale la assegnò in dote al cognato-genero Enrico del Vasto, che in quello stesso anno contrasse matrimonio con Flandina d'Altavilla, figlia di Ruggero.

Stemma di Butera

La contea di Butera fu uno dei maggiori stati normanni in Sicilia per importanza. Passata quindi agli aleramici del Vasto - che la mantennero fino al XII secolo - nel territorio vi migrarono consistenti unità di coloni provenienti dall'Italia settentrionale, che fecero del territorio una delle maggiori terre lombarde di Sicilia[7].

Dai del Vasto passò ai normanni Bartolomeo de Luci e Guglielmo Malconvenant, e, in epoca sveva, precisamente nel 1219 la contea fu acquisita da Bernardo d'Ocrea. Nel 1252 passò al figlio Gualtieri[8], ma poco tempo dopo, Galvano Lancia si impossessò del feudo. Alla morte di quest'ultimo avvenuta nel 1268 a seguito della cattura e decapitazione insieme a Corradino di Svevia, il territorio buterese passò al Regio Demanio.

Nel 1320 il re Federico II la vendette per 100 onze a un militare del regno. Successivamente fu elevata nuovamente a contea sotto gli Alagona.

Gli Alagona ebbero il possesso della contea fino al 1392. Ostili al re Martino e sconfitti da quest'ultimo, la terra venne confiscata e ceduta, unitamente alla torre Falconara, al principe catalano Ugo di Santapau con diploma concessogli il 18 ottobre a Castrogiovanni, per i suoi servizi resi al re aragonese nella guerra contro i ribelli.

Il Santapau trasformò la contea in terra baronale. Nel 1563 Butera divenne la prima terra ad essere eretta in principato per la famiglia Santapau che nel 1580 la trasmise ai Branciforte[9] che la tennero fino al principio del secolo XIX quando si estinsero nei Lanza.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica wikitesto

Castello arabo-normanno

Castello arabo-normannomodifica | modifica wikitesto

Risalente all'XI secolo, nel corso dei secoli ha ricevuto diversi ritocchi, come evidenziato dal torrione e dalle finestre a bifora. Ancora oggi è in ottimo stato di conservazione, dopo i lavori di restauro eseguiti nell'ultimo decennio.

Necropoli di Piano della Fieramodifica | modifica wikitesto

In uso fino al VI secolo a.C. e alla fase ellenistica, le sue origini risalgono all'età preistorica.

Chiesa di Santa Maria di Gesù

Chiesemodifica | modifica wikitesto

  • Chiesa madre di San Tommaso Apostolo
  • Chiesa di San Rocco, eretta nel 1700, ad unica navata, custodisce la statua del Santo, patrono della città. È sita in via Armando Diaz.
  • Piazza Dante è la piazza principale della città; dove oggi sorge il palazzo municipale un tempo si trovava la chiesa di S.Giovanni Battista.
  • Chiesa di San Francesco è la chiesa più antica di Butera. Fu fondata dai primi normanni cristiani, in seguito divenne una chiesa a di monaci francescani.

Fortificazionimodifica | modifica wikitesto

  • Porta Reale, così chiamata, poiché, nel 1062, vi entrò insieme ad un esercito di lombardi, il conte normanno Ruggero I di Sicilia, per impossessarsi della roccaforte.

Societàmodifica | modifica wikitesto

Evoluzione demograficamodifica | modifica wikitesto

Abitanti censiti[10]


Persone legate a Buteramodifica | modifica wikitesto

Economiamodifica | modifica wikitesto

L'economia si basa soprattutto sulla coltivazione di grano, mandorle, carrube, olive e agrumi. Importante è la viticoltura, che alimenta la produzione del vino. Notevole rilevanza ha l'allevamento di ovini e bovini. Importanti sono le sagre della pasta e delle mandorle. Il turismo, negli ultimi decenni, si sta lentamente sviluppando, soprattutto nelle zone costiere di Marina di Butera e Falconara, con le creazioni di diversi villaggi turistici.

Amministrazionemodifica | modifica wikitesto

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1988 27 gennaio 1990 Carmelo Scuvera Partito Comunista Italiano Sindaco [11]
5 febbraio 1990 7 settembre 1991 Giuseppe Chimera Partito Comunista Italiano Sindaco [11]
8 ottobre 1991 24 agosto 1992 Giuseppe Di Vita Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
4 marzo 1993 7 giugno 1993 Giuseppe Scalia Comm. straordinario [11]
7 giugno 1993 1º dicembre 1997 Giuseppe Chimera Partito Democratico della Sinistra Sindaco [11]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Carmelo Scuvera centro-sinistra Sindaco [11]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Aldo Maria Cateno Scichilone centro-destra Sindaco [11]
15 maggio 2007 8 maggio 2012 Luigi Casisi lista civica Sindaco [11]
8 maggio 2012 12 giugno 2017 Luigi Casisi centro-sinistra Sindaco [11]
12 giugno 2017 in carica Filippo Balbo lista civica Sindaco [11]

Gemellaggimodifica | modifica wikitesto

Galleria d'immaginimodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pietro Orlandini, Kokalos VIII, 1962, p. 79; Dinu Adameşteanu, Piano della fiera. Scavo della necropoli, in «Monumenti Antichi dell'Accademia dei Lincei», vol. XLIV, Roma 1958
  4. ^ Salvatore Piccolo, Antiche Pietre. La cultura dei Dolmen nella Preistoria della Sicilia sud-orientale, Morrone 2007, p. 16.
  5. ^ Filippo Coarelli, Mario Torelli, Sicilia, Guide archeologiche Laterza, 1992, p. 165
  6. ^ M. Camera, Memorie storico-diplomatiche dell'antica città e ducato di Amalfi, Stab. top. nazionale, 1875, p. 283
  7. ^ AA.VV., Il Cimento: rivista di scienze, lettere ed arti vol. 6, Tip. Sebastiano Franco e Figli, 1855, p. 120.
  8. ^ v. Berardo Pio, Gualtieri da Ocre, in Dizionario Biografico degli Italiani
  9. ^ Francesco Maria Emanuele e Gaetani, Della Sicilia nobile, Parte II, Lib. I, p.15.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autorità VIAF: (EN247385187 · GND: (DE4581282-2
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