Caraglio

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Caraglio
comune
Caraglio – Stemma
Caraglio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoGiorgio Lerda (lista civica) dall'8-6-2009, riconfermato il 26-5-2014
Territorio
Coordinate44°25′N 7°26′E / 44.416667°N 7.433333°E44.416667; 7.433333 (Caraglio)Coordinate: 44°25′N 7°26′E / 44.416667°N 7.433333°E44.416667; 7.433333 (Caraglio)
Altitudine575 m s.l.m.
Superficie41,68 km²
Abitanti6 814[1] (31-5-2017)
Densità163,48 ab./km²
FrazioniBottonasco, Paniale, Paschera San Carlo, Paschera San Defendente, San Lorenzo, Vallera
Comuni confinantiBernezzo, Busca, Cervasca, Cuneo, Dronero, Montemale di Cuneo, Valgrana
Altre informazioni
Cod. postale12023
Prefisso0171
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004040
Cod. catastaleB719
TargaCN
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanticaragliesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caraglio
Caraglio
Sito istituzionale

Caraglio (Caraj in piemontese, Carài in occitano) è un comune italiano di 6 814 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Faceva parte della Comunità montana Valli Grana e Maira[2].

Geografia fisicamodifica | modifica wikitesto

Il comune si trova allo sbocco della Valle Grana sulle rive del Torrente Grana.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Materiali archeologici risalenti all'età del ferro testimoniano la presenza di popolazioni ligure e celtiche.

Il nome origina dal latino Cadralius, Quadralius, riferito alla centuriazione quadrata romana della zona, essendo un importante presidio[3] della viabilità romana diretta verso le Gallie. La frequentazione del territorio in età romana fu molto intensa, e documentata con più evidenza in un nucleo posto presso la frazione San Lorenzo. Altre ipotesi, meno probabili e più tardive rispetto al toponimo latino, lo danno invece come il paese paese del caro-aglio, riferito al fatto che il clima e il terreno calcareo della Valle Grana permisero lo spuntare di una particolare varietà di aglio (l'aj d' Caraj), molto delicato e digeribile, a tal punto da produrre poca alitosi, recentemente inserito in un Consorzio a tutela di prodotto tipico.

Il nome di Caraglio compare per la prima volta in un documento del 984, nel quale il marchese Manfredo donò ad Alineo e Anselmo Caraglio e Cervere. Fino al 1244, Caraglio restò sottoposto ai marchesi di Saluzzo. Si susseguirono diversi Signori fino all'affermazione dei Savoia. Coinvolto nei problemi della Riforma, il paese si sviluppò soprattutto dal XVI secolo. Fiorì più tardi l'agricoltura, specialmente con l'allevamento del baco da seta. Vi erano quattro filande e un filatoio che davano lavoro a più di seicento persone. Nacque una Società di mutuo soccorso ed in seguito una Cassa rurale, mentre nel 1879 fu inaugurata la linea tramviaria Cuneo-Caraglio-Dronero.

Sono state rinvenute strutture architettoniche quali un impianto termale, abitazioni private, epigrafi e materiale numismatico databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo a.C. Nel IX secolo i documenti attestano la presenza della villa medioevale alle falde della collina sulla quale sorgeva un importante castello citato per la prima volta nel 1128. Dalla sovranità dei conti di Auriate e Torino Caraglio entra a far parte del Marchesato di Saluzzo e concorre nella spinta alla rivolta contro il Marchese e alla fondazione di Cuneo nel 1198.

Nel 1198 i caragliesi oppressi dal sovrano si unirono, in seguito tre loro rappresentanti si riunirono sull'altipiano cuneese dove sorgeva una cappella intitolata a Nostra Signora del Bosco per decidere il da farsi. Quello stesso giorno cominciò la rivolta, il castello di Caraglio prese fuoco e poco dopo si videro fiamme provenire da Boves e Cervasca. I nobili vennero cacciati o trucidati, i caragliesi però decisero di scappare e si rifugiarono dove oggi sorge Cuneo. L'altipiano era proprietà dell'abate di Pedona che accettò di ospitarli, la nuova città contava circa duecento uomini e le loro famiglie.

Sin dal 1500 è stata trovata presenza di eretici, per questo motivo vennero bruciati un uomo e tre donne. Caraglio diventa francese e gli ugonotti demoliscono in parte la chiesa di San Paolo e San Giovanni e cacciarono i sacerdoti cattolici. L'8 maggio gli eretici hanno l'ordine di dichiararsi entro una settimana, il 10 giugno vengono banditi. Emanuele Filiberto arriva a Caraglio ad agosto Nel corso del XVI secolo nel momento conclusivo della lotta religiosa e politica contro la Riforma, si assiste all'annientamento della fiorente Chiesa Riformata di Caraglio. Nel 1620-1621 la chiesa di San Paolo venne restaurata e consacrata dal vescovo di Saluzzo il 13 giugno 1621 festa di Sant'Antonio da Padova. La storia di Caraglio nei secoli successivi s'intreccia con quella del Piemonte Sabaudo. Nell'Ottocento diventò un centro importante per la produzione della seta.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica wikitesto

A partire dal 2000 il paese ha conosciuto una grande fase di restauro che ha compreso i principali edifici storici pubblici e privati e che lo rendono interessante.

Tra i principali edifici, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, la chiesa di San Giovanni Battista, il palazzo del Fucile, la Finestra di Cecilia, il teatro civico, la fontana delle Tre Grazie, il convento dei Cappuccini, la chiesa sconsacrata di San Paolo, Villa Vacchetta, l'ex albergo del Gallo e il filatoio.

Architetture religiosemodifica | modifica wikitesto

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta: è di origine medievale, ma riedificata nel XVIII secolo in stile barocco e completata definitivamente solo all'inizio del 1900.
  • Chiesa di San Giovanni Battista: di essa si hanno notizie a partire dal 1270, ma probabilmente di origini più antiche, presenta l'esterno gotico, la facciata e l'interno barocchi e il campanile (del XIV secolo) nelle tipiche forme del gotico alpino.
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: probabilmente fondata tra l'VIII e il IX secolo, fu completamente rimaneggiata nel corso dei secoli. Oggi si presenta con la facciata barocca, che risale al 1621, e il campanile romanico.
  • Chiesa della Confraternita
  • Chiesa e convento dei Cappuccini
  • Chiesa di Sant'Agnese
  • Santuario della Madonna del Castello

Museimodifica | modifica wikitesto

Monumentimodifica | modifica wikitesto

  • II palazzo dell'Antico Municipio è un edificio risalente al Duecento, situato lungo la medievale via Brofferio e ha un portico al piano terra formato da un unico arco a sesto acuto.
  • Il castello sorge su una collina che domina la città. Dell'antica costruzione rimangono la cappella, incorporata nell'attuale edificio del santuario della Madonna del Castello, lunghi tratti di mura merlate e alcune torri.

Architetture civilimodifica | modifica wikitesto

  • Ospedale Sant'Antonio: l'ospedale Sant'Antonio di Caraglio fu fondato nel 1295, nel corso dei secoli però andò sempre più perdendo importanza; Questo sino al 1832 quando il suddiacono Francesco Cometti lasciò in eredità alla Congregazione che gestiva l'Ospedale 30.000 Lire che furono utilizzate per sistemare l'ospedale. Nel 1835 grazie alla cospicua eredità lasciata da Stefano Arnaud all'ospedale cominciarono i lavori di costruzione del nuovo edificio accanto a quello vecchio. Sino al 1841 il nome dell'ospedale era: "Congregazione di Carità ed Ospedale di Sant'Antonio: opere unite".

Societàmodifica | modifica wikitesto

Evoluzione demograficamodifica | modifica wikitesto

Abitanti censiti[4]


Culturamodifica | modifica wikitesto

Manifestazioni, fiere e sagremodifica | modifica wikitesto

Il paese si presenta oggi vivace dal punto di vista culturale con iniziative di richiamo tra le quali si segnalano la Fiera d'autunno, la mostra mercato di arte tessile Di filo in filo che si svolge ogni anno nel mese di giugno, Aj a Caraj (festa dell'aglio) e feste patronali nelle frazioni e la festa della Madonna del Castello nel capoluogo.

Persone legate a Caragliomodifica | modifica wikitesto

Economiamodifica | modifica wikitesto

In passato, con la presenza di cinque filande e filatoi, si passa da un'economia esclusivamente basata sull'agricoltura, allo sfruttamento di risorse diverse che hanno permesso uno sviluppo della cittadina e dato possibilità ad una manodopera femminile.
Il Filatoio è un esempio in Caraglio di questo sviluppo protoindustriale e rimane a testimonianza di un periodo di forte sviluppo dell'allevamento del baco da seta che aveva comportato un mutamento del paesaggio agrario con la diffusione della coltivazione del gelso. Nel settore dell'artigianato è ancora molto rinomata la produzione di broccati e damaschi, soprattutto finalizzata all'ambito religioso.[5][6]

Prodotti tipicimodifica | modifica wikitesto

A Caraglio, comune della Valle Grana, si può trovare una ricca varietà di prodotti delle vallata quali formaggi e prodotti ortofrutticoli: aglio (aj d' Caraj), pere, fagioli, castagne, piccoli frutti, mele, pesche. Tra le specialità, La torta amara della Vallera, dall'antica ricetta caratterizzata dalla presenza di armelline, mandorle o nocciole e dall'assenza di lievito.

Amministrazionemodifica | modifica wikitesto

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Aurelio Blesio Partito Democratico della Sinistra Sindaco [7]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Aurelio Blesio Lista civica Sindaco [8]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giorgio Lerda Lista civica Sindaco [9]
26 maggio 2014 in carica Giorgio Lerda Lista civica Sindaco [10]

Gemellaggimodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2017.
  2. ^ Comunità montana Valli Grana e Maira- Amministrazione - Statuto, su vallemaira.cn.it. URL consultato il 29 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2009).
  3. ^ Comune di Caraglio - Valle Grana - Cuneo - Piemonte - Italia
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 6.
  6. ^ Stefano Milioni, Artigianato in Italia, Touring club italiano, 2003, p. 30.
  7. ^ Elezioni del 13 giugno 1999, su amministratori.interno.it.
  8. ^ Elezioni del 13 giugno 2004, su amministratori.interno.it.
  9. ^ Elezioni del 7 giugno 2009, su amministratori.interno.it.
  10. ^ Elezioni del 25 maggio 2014, su elezioni.interno.it.

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF: (EN245086466
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