Croazia

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Croazia
Croazia – Bandiera Croazia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Croazia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Croazia
Nome ufficiale Republika Hrvatska
Lingue ufficiali croato
Altre lingue bilinguismo a livello locale
Capitale Zagabria  (792.875 ab. / 2011)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Kolinda Grabar-Kitarović
Primo ministro Andrej Plenković
Indipendenza Dalla RSF di Jugoslavia,
25 giugno 1991
Ingresso nell'ONU 22 maggio 1992
Ingresso nell'UE 1º luglio 2013[1]
Superficie
Totale 56.594 km² (124º)
% delle acque 1,90%
Popolazione
Totale 4.154.200 ab. (2017) (117º)
Densità 75,4[2] ab./km²
Tasso di crescita -0,092% (2012)[3]
Nome degli abitanti Croati
Geografia
Continente Europa
Confini Slovenia, Ungheria, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro
Fuso orario UTC+1
Economia
Valuta Kuna croata
PIL (nominale) 75 475[4] milioni di € (2018) (74º)
PIL pro capite (nominale) 15 856 € (2018) (54º)
PIL (PPA) 114,782 milioni di € (2018) (80º)
PIL pro capite (PPA) 27 618 € (2018) (57º)
ISU (2016) 0, 827(molto alto) (46º)
Fecondità 1,5 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166 HR, HRV, 191
TLD .hr, .eu
Prefisso tel. +385
Sigla autom. HR
Inno nazionale Lijepa naša domovino
Festa nazionale 25 giugno, 8 ottobre
Croazia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Jugoslavia Jugoslavia
  • Flag of Croatia (1947-1990).svg RS di Croazia
  •  

    Coordinate: 45°15′N 15°28′E / 45.25°N 15.466667°E45.25; 15.466667

    La Croazia, ufficialmente Repubblica di Croazia (Republika Hrvatska, in croato), è uno Stato dell'Unione europea con una popolazione di 4.154.200 abitanti (2017), la sua capitale è Zagabria (Zagreb, 792.875 abitanti, ultimo censimento nel 2011).

    Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, ad est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata sul mare Adriatico. La superficie territoriale è di 56.542 km² mentre la superficie delle acque territoriali è pari a 31.067[6] km².

    La Croazia è una repubblica parlamentare[7] e la lingua ufficiale è il croato. La Regione Istriana, comprendente la maggior parte dell'Istria, adotta ufficialmente il bilinguismo (croato e italiano), ma la sua attuazione varia a livello comunale.

    La Croazia tra il 1102 e il 1918 fu unita al Regno d'Ungheria, seguendone le sorti; successivamente ha fatto parte della Jugoslavia fino al 1991 divenendone indipendente all'inizio delle guerre dei Balcani. La Croazia ha aderito alla NATO il 1º aprile 2009[8] e dal 1º luglio 2013 è il ventottesimo Stato membro dell'Unione europea.[1]

    Attualmente la Festa nazionale croata (così come quella slovena) ricorre il 25 giugno, anniversario della dichiarazione d'indipendenza del 1991. È festa nazionale croata anche la data dell' 8 ottobre (Dan neovisnosti), data dell'indipendenza dalla Jugoslavia, nel 1991.

    Storiamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Croazia, Regno di Croazia (Medioevo), Regno di Croazia (Asburgo), Regno di Croazia e Slavonia, Jugoslavia, Repubblica Socialista di Croazia e Guerra d'indipendenza croata.
    Ricostruzione del palazzo imperiale di Diocleziano a Spalato al momento del suo completamento nel 305

    Fra il II e il I secolo a.C. la regione abitata dagli Illiri cadde in potere dei Romani (province di Pannonia ed Illiria) che la governarono fino al V secolo dell'era volgare.

    Nel tardo impero romano fu invasa prima dagli ostrogoti e poi dagli avari. Ristabilita la sovranità romana (Impero Romano d'Oriente) nel VI secolo, fu occupata, nel secolo successivo, dai croati, una tribù slava originaria dell'odierna Ucraina. Nel X secolo divenne un regno indipendente, il Regno di Croazia, il cui sovrano, Tomislav fu incoronato nel 925.

    Nel 1102 fu annessa al regno di Ungheria, il cui re era stato chiamato a governarla dal 1091. I re d'Ungheria garantirono ampia autonomia e protezione dai nemici esterni (Sacro Romano Impero, Venezia, Bisanzio, più tardi Mongoli e Turchi).

    La carica di Nikola Šubić Zrinski dalla fortezza di Szigetvár nel corso dell'assedio di Szigetvár, 1566

    In età moderna, precisamente nel 1603, la Croazia diventò parte dell'Impero Asburgico. Come un regno autonomo apparteneva ai territori delle Terre della Corona di Santo Stefano (l'Ungheria in senso stretto con la Transilvania e la Croazia-Slavonia), dal 1868 Regno di Croazia-Slavonia.

    Alcune città dalmate (eccetto la Repubblica di Ragusa) fecero parte dello Stato da Mar veneto dal 1409 al 1797 (pace di Campoformio). Dopo la breve dominazione francese, la Dalmazia nel 1816 divenne un paese della corona austriaca (Regno di Dalmazia). L'Istria costiera occidentale apparteneva sin dal Medioevo alla Repubblica di Venezia, mentre Pisino fu una contea in seno all'Arciducato d'Austria. In seguito al Congresso di Vienna (1815), l'Istria fece parte dell'Impero Asburgico, dal 1860 come Margraviato d'Istria in seno al Litorale austriaco.

    Al termine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, la Croazia-Slavonia e la Dalmazia entrarono a far parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, successivamente denominato (1929) Regno di Jugoslavia, mentre l'istria e la città di Fiume furono annesse al Regno d'Italia del quale fecero parte integrante fino al termine della seconda guerra mondiale. Nel 1939 la Croazia divenne un'entità autonoma (Banato di Croazia).

    Nel 1941, nel corso della seconda guerra mondiale, grazie all'appoggio italo-tedesco, la Croazia si costituì in Stato nominalmente indipendente, ma di fatto satellite delle Potenze dell'Asse, con un governo collaborazionista presieduto da Ante Pavelić.

    Al termine del conflitto nel 1945, il paese diventò membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (come Repubblica Popolare di Croazia, dal 1963 Repubblica Socialista di Croazia), sotto la presidenza del maresciallo Tito, che instaurò un governo socialista spesso in disaccordo con l'Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell'Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica. La maggior parte dell'Istria venne incorporata nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, e a sua volta spartita tra Slovenia e Croazia dopo la seconda guerra mondiale. Da ciò derivò l'esodo delle popolazioni italiane istriane, fiumane e dalmate.

    Il crollo dei regimi comunisti dell'Europa orientale provocò un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava: nel partito vi furono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Slobodan Milošević, di orientamento contrario. I delegati croati e sloveni abbandonarono il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e nel 1991 la Croazia si proclamò stato indipendente. Nonostante l'invito dei capi di Stato della CEE a non procedere ad un riconoscimento separato, l'Islanda, (per voce del suo ministro degli esteri Jón Baldvin Hannibalsson), seguita dalla Città del Vaticano, Austria e Germania procedettero ad un riconoscimento unilaterale. I paesi della CEE riconobbero la Croazia come uno Stato indipendente il 15 gennaio 1992 e il 22 maggio 1992 la Croazia divenne un membro dell'ONU. Seguì un duro conflitto con Serbia e Bosnia, che si concluse con gli Accordi di Dayton (1995). Oggi la Croazia è anche membro del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea.

    Geografiamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Croazia.
    Mappa topografica della Croazia

    La Croazia è situata nell'Europa meridionale, si affaccia sul Mare Adriatico e il suo territorio comprende parte delle Alpi Dinariche e l'estremo occidentale del bassopiano Pannonico.

    Morfologiamodifica | modifica wikitesto

    Da un punto di vista morfologico il paese può essere distinto in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse: la fascia costiera, le catene montuose e la vasta area pianeggiante.

    Il bassopiano pannonico

    Nella parte orientale del paese si trova un'estesa pianura interrotta solo da alcune formazioni collinari, l'area fa parte del bacino dei fiumi Drava e Sava, affluenti del Danubio. In questa zona dal clima continentale, si distinguono la Croazia settentrionale e la Slavonia:

    • la Croazia settentrionale comprende l'area tra il fiume Kupa e il confine con l'Ungheria, le pianure lungo il fiumi Sava e Kupa, le aree intorno alle città di Zagabria, Karlovac e Sisak che demograficamente ed economicamente rappresentano il centro della Croazia, l'area montuosa dello Zagorje e la regione di Međimurje nella parte nord-orientale del paese fra i fiumi Drava e Mur.
    • la Slavonia comprende l'estremità orientale del paese costituita in prevalenza da pianure del bassopiano pannonico situate lungo i fiumi Sava (Posavina) e Drava (Podravina) fino al Danubio.
    La zona montuosa delle Alpi Dinariche

    La zona montuosa è situata nella parte centrale del paese ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l'Adriatico. Il clima è alpino. Fanno parte di quest'area la regione del Gorski Kotar tra Fiume e Karlovac, le valli di Licca e Crobavia tra la catena costiera delle Alpi Bebie e il confine con la Bosnia e una parte dell'entroterra dalmata (Dalmatinska Zagora, ed il monte Biocovo).

    Dalmazia
    La costa adriatica

    La zona costiera è caratterizzata da clima mediterraneo. L'ampiezza della fascia costiera è molto variabile, da pochi chilometri ( in corrispondenza dei rilievi del Velebit e di Biocovo) in altre zone si allarga notevolmente nell'entroterra. Da nord a sud si possono individuare le seguenti regioni storiche:

    • L'Istria, la penisola nella parte settentrionale del paese
    • La regione del Litorale Croato (Hrvatsko Primorje) corrispondente all'area intorno a Fiume e Segna con le isole del golfo del Quarnero
    • La Dalmazia con la sua costa frastagliata e che si estende verso sud da Zara comprendendo le numerose isole antistanti la costa e città storiche come Ragusa e Spalato.

    I monti principali sono il monte Dinara (1.831 m s.l.m.) e il monte Vaganski Vrh (Monte Drago, nella catena delle Bebie) con un'altitudine di 1.758 m s.l.m.

    La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui solo 50 abitate[6].il clima è continentale

    Idrografiamodifica | modifica wikitesto

    Le cascate del fiume Cherca

    La gran parte dei fiumi della Croazia appartiene al bacino del Mar Nero (Danubio, Sava, Drava, Kupa e Una), ma un ridotto numero di fiumi sfocia nel Mare Adriatico (Zermagna, Cherca, Čikola, Cetina e Narenta). I fiumi nella parte settentrionale del paese hanno problemi di inquinamento, soprattutto la Sava nel tratto compreso tra Zagabria e Sisak.

    I fiumi più lunghi sono Sava (562 km) e Drava (505 km) che delimitano parte del confine tra Croazia e Bosnia-Erzegovina e Ungheria. Entrambi sfociano nel Danubio di cui la Sava è l'affluente principale, in ordine di apporto idrico mentre la Drava è il quarto. Il Danubio delimita il confine tra la Croazia e la provincia serba della Vojvodina. Il tratto croato del Danubio è lungo 188 km.

    L'alto corso del fiume Kupa (269 km) forma il confine naturale fra Croazia e Slovenia, sfocia nella Sava a Sisak. Altri fiumi sono il Korana, Krapina, Lonja, Mur e Vuka.

    I fiumi provenienti dalle Alpi Dinariche e che sfociano nell'Adriatico hanno un corso breve, fatta eccezione per il fiume Narenta. Le coste sono caratterizzate da una flora mediterranea mentre i rilievi sono coperti da fitte foreste di latifoglie e conifere.

    Climamodifica | modifica wikitesto

    Isole Spalmadori

    Si distinguono quattro aree climatiche:

    • pianure interne, con clima semi-continentale caratterizzato da estati secche ed abbastanza calde (medie di luglio attorno ai +22/+23 °C) ma con forti contrasti (possono esserci molti giorni di fila con massime intorno ai 35° ed afa e, per contro, periodi molto freschi caratterizzati da forte maltempo) ed inverni freddi (0/+1 °C di media in gennaio) con cieli spesso coperti e nebulosità diffusa e frequente, nevicate non infrequenti ma raramente intense e persistenza del manto nevoso al suolo abbastanza prolungata (specie nelle zone nord-orientali).
    • regioni montuose: queste zone hanno clima di tipo alpino con estati moderatamente calde (ma condizionate dall'altitudine e con frequenti temporali, soprattutto pomeridiani) ed inverni rigidi (con medie invernali inferiori a 0 °C). Le nevicate sono frequenti e spesso copiose sui rilievi a quote medio-alte (dove la neve può cadere abbondante anche in primavera). Le precipitazioni annue, in queste regioni montuose, sono in genere tra moderate ed abbondanti, con picchi soprattutto autunnali e tardo primaverili.
    • regioni costiere: hanno clima temperato caldo di tipo submediterraneo, contraddistinte da estati calde e soleggiate ma abbastanza ventilate (medie giornaliere di luglio +23/+25 °C) ed inverni miti (medie giornaliere di gennaio che si portano dai +5 °C ai +7 °C circa procedendo da Nord verso Sud, a eccezione delle zone più esposte alla bora dove si scende anche a +3°).Le precipitazioni sono in genere abbondanti in tutte le stagioni tranne che in estate (un picco precipitativo più marcato si ha tra ottobre e novembre), le nevicate sono sporadiche (se non rare) e la neve solo eccezionalmente permane al suolo per più di 1 o 2 giorni.
    • la Zagora, l'entroterra pedemontano della Dalmazia che si estende in latitudine da Zara a Spalato: questa zona è relativamente poco esposta alle brezze marine a causa della presenza di colline costiere, perciò subisce massime estive più elevate rispetto alla costa (non mancano giornate torride).

    Regioni storiche e geografichemodifica | modifica wikitesto

    Macroregioni della Croazia:

         Croazia Centrale o Zagabrese-Moslavina-Murania

         Slavonia o Slavonia-Barania-Sirmia

         Croazia Montana o Liburnia Montana-Licca

         Litorale Croato Settentrionale o Istria-Liburnia Litorale-Quarnero

         Dalmazia o Dalmazia-Ragusa

    Accanto alle regioni amministrative, vengono talora individuate alcune regioni storiche e geografiche, prive di status istituzionale; oltre alle regioni storiche note, ve ne sono alcune proposte in sedi pubblicistiche[9][10][11]:

    • Banovina o Banija, nella Croazia centrale tra i fiumi Sava, Una e Kupa;
    • Baranya o Baranja, compresa tra la Slavonia e l'Ungheria, nel nord-est della Croazia; gran parte della regione storica si trova in Ungheria;
    • Dalmazia, regione che include la gran parte delle isole croate; va dall'isola di Arbe fino alle Bocche di Cattaro, comprende la città di Ragusa, la più importante meta turistica della Croazia[senza fonte], e ha una superficie totale di circa 13.100 km²;
    • Gorski Kotar, l'area tra le città di Karlovac e Fiume; comprende anche la città di Delnice e il fiume Kupa la separa dalla Slovenia, a nord;
    • Istria (parte croata della penisola); Pola è la città maggiore, nella parte meridionale;
    • Val di Canali; piccola regione pianeggiante nella parte meridionale della Croazia da Ragusa Vecchia fino alla penisola di Prevlaka, vicino al Montenegro;
    • Kordun, regione della Croazia centrale situata tra la Licca e la Banovina;
    • Licca, tra la Croazia continentale e la costa, via di comunicazione tra Zagabria e il mare; ospita il Parco nazionale dei laghi di Plitvice;
    • Međimurje, piccola regione nella parte settentrionale della Croazia, situata tra i fiumi Mura e Drava;
    • Moslavina, che comprende le regioni di Zagabria, di Sisak e della Moslavina e di Bjelovar e della Bilogora; le sue città più importanti sono Kutina e Ivanić-Grad;
    • Podravina, intorno alla Drava lungo il confine settentrionale con l'Ungheria;
    • Podunavlje, lungo il confine serbo-croato che, nella parte orientale della Slavonia, segue il corso del Danubio che dà il nome alla regione (Dunav in serbocroato);
    • Posavina, intorno al fiume Sava e poi lungo il confine croato-bosniaco nella Slavonia meridionale;
    • Prigorje, intorno a Zagabria, tra Žumberak e la Moslavina;
    • Slavonia, la più parte maggiore della Croazia orientale, giace tra le microregioni Posavina, Podravina, Baranja e Podunavlje (verso est, lungo il confine serbo); tra le città più importanti, Osijek e Đakovo;
    • Sirmia (o Srijem), divisa tra la Serbia e la parte più orientale della Croazia;
    • Turopolje, microregione nella valle del fiume Sava a sud di Zagabria, con al centro la città di Velika Gorica;
    • Hrvatsko Zagorje (o semplicemente Zagorje), a nord di Zagabria, include il sito archeologico di Krapina; a nord confina con la Slovenia, la Podravina e il Međimurje, a est con la Slavonia, a ovest con il Kordun e il Gorski Kotar.

    Societàmodifica | modifica wikitesto

    Al censimento del 2011 la Croazia aveva una popolazione pari a 4.290.612 abitanti. Della popolazione censita del 2001, 4.399.364 (99,14 %) persone avevano la cittadinanza croata, 44.340 (1,00 %) delle quali avevano doppia cittadinanza. 17.902 persone (0,40 %) erano di cittadinanza straniera, gli apolidi erano 9.811 (0,22 %) mentre di 10.383 abitanti (0,23 %) non è stata accertata la cittadinanza.

    L'emigrazione croata è stata consistente: i croati residenti all'estero sono oltre due milioni; la comunità più numerosa è quella insediatasi negli Stati Uniti (Hrvatska bratska zajednica). Nel parlamento croato vi sono alcuni deputati rappresentanti delle comunità croate all'estero (e dei Croati autoctoni di Bosnia ed Erzegovina).

    Demografiamodifica | modifica wikitesto

    Popolazione della Croazia, Dati della FAO - anno 2005 (in migliaia)
    • Fonte dei dati:
    Struttura per età
    • 0-14 anni: 16,2% (maschi 373.638/femmine 354.261)
    • 15-64 anni: 67% (maschi 1.497.958/femmine 1.515.314)
    • oltre i 65 anni: 16.8% (maschi 288.480/femmine 465.098)
    Tasso di crescita della popolazione
    • -0,03%
    Tasso di fecondità totale
    • 1,4 nati/donna
    Natalità
    • 9,61 nati/1.000 abitanti
    Mortalità
    • 11,48 morti/1.000 abitanti
    Tasso di migrazione netta
    • 1,58 immigranti/1.000 abitanti
    Mortalità infantile
    • totale: 6,72 morti/1.000 nati vivi
    • maschi: 6,7 morti/1.000 nati vivi
    • femmine: 6,74 morti/1.000 nati vivi
    Aspettativa di vita
    • totale: 74,68 anni
    • maschi: 71,03 anni
    • femmine: 78,53 anni

    Etniemodifica | modifica wikitesto

    I croati (in lingua croata Hrvati) appartengono alla famiglia dei popoli slavi. Provenendo dall'area delle attuali Polonia e Ucraina, i croati sono giunti nell'odierna Croazia attorno al VII secolo d.C. Comunità croate autoctone vivono anche in Bosnia ed Erzegovina, Ungheria, Slovenia, Serbia (Voivodina), Montenegro (Bocche di Cattaro), inoltre si trovano insediamenti storici croati in Austria (Burgenland) e in Italia (i croati del Molise).

    Etnie in Croazia
         Croati
         Serbi
         Cechi
         Ungheresi
         Italiani

    Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,63%) di religione cattolica. Fra le minoranze vi sono serbi (4,54%), bosgnacchi (0,5%), ungheresi (0.37%) e circa 20.000 italiani (ovvero lo 0,45% circa) sparsi tra Istria, Fiume, Dalmazia (Zara, Spalato), Slavonia (Požega) e Moslavina (Sisak), quello che è rimasto di una presenza italiana che prima dell'inizio della seconda guerra mondiale ammontava - nelle terre attualmente croate - a circa 300.000 persone.

    La popolazione serba, insediatasi in queste zone dal XVI secolo, in passato era composta per lo più da funzionari dell'Impero Austroungarico e costituiva una sorta di casta militare scarsamente integrata con il resto della popolazione. Con l'andare dei secoli la situazione cambiò e l'etnia serba si integrò con la popolazione croata. Alla fine della prima guerra mondiale si costituì il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni e le etnie convissero fra mille tensioni; ne è esempio l'omicidio di tre deputati croati in Parlamento nel 1928, episodio che causò l'abbandono permanente dell'aula da parte di tutti i deputati croati. La degenerazione nei rapporti culminò nelle stragi dei serbi durante la seconda guerra mondiale, quando lo stato indipendente della Croazia - capeggiato dal dittatore ustascia Ante Pavelić - perseguitò l'etnia serba. All'inizio delle guerre etniche degli anni Novanta dopo l'aggressione serba e montenegrina alla Croazia, la popolazione serba era concentrata nelle zone della Krajina e della Slavonia, e costituiva il 12% della popolazione complessiva della Croazia. I serbi della Krajina si autoproclamarono indipendenti dalla Croazia, affermando di voler esercitare gli stessi diritti all'autodeterminazione che avevano portato la Croazia a dichiarare la propria indipendenza. Dopo la riconquista della Krajina (con l'Operazione Tempesta), circa 400.000 serbi fuggirono, incalzati dalle truppe croate. Ci furono numerose stragi di popolazioni civili perpetrate dall'esercito croato.

    Negli ultimi anni il governo croato, sollecitato dall'Unione europea, ha attuato alcune azioni volte a non ostacolare il rientro dei serbi fuggiti dalla Croazia. Una parte della popolazione serba è effettivamente ritornata.[12][13]; la percentuale dei serbi in Croazia risulta ancor oggi diminuita di quasi due terzi.

    In Bosnia-Erzegovina vivono circa 700.000 croati, che sono una delle tre comunità etniche principali e costituenti questa nazione.

    Composizione della popolazione per nazionalità dichiarata - Censimento 2001:[14][15]

    1. Croati 3.977.171 (90,42%) 7. Sloveni 13.173 (0,30%)
    2. Serbi 186.633 (4,4%) 8. Cechi 10.510 (0,24%)
    3. Bosniaci 20.755 (0,49%) 9. Rom 9.463 (0,21%)
    4. Italiani 19.636 (0,44%) 10. Montenegrini 4.926 (0,11%)
    5. Ungheresi 16.595 (0,37%) 11. Slovacchi 4.712 (0,11%)
    6. Albanesi 15.082 (0,34%) 12. Macedoni 4.270 (0,10%)

    Gli italiani in Croazia e le altre popolazioni romanzofonemodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dalmati italiani e Lingua dalmatica.
    La Dalmazia della Repubblica di Venezia nel 1509

    In Croazia risiedevano, nel 2001, circa 20.000 cittadini appartenenti al gruppo etnico italiano (al censimento del 2001 sono stati in 19.636 a dichiararsi di tale nazionalità[16] e 20.521 di madrelingua italiana[17]), che danno vita a 51 Comunità Nazionali Italiane locali e sono organizzati nell'Unione Italiana con sede a Fiume (Rijeka in croato). Sono insediati principalmente nell'area dell'Istria, di Fiume, delle isole del Quarnaro e della Dalmazia. Solo in parte dell'Istria (regione istriana, che però non include la parte nordorientale peninsulare), a Fiume e nell'arcipelago dei Lussini sono riconosciuti da alcuni statuti comunali come popolazione autoctona, mentre nel resto del Quarnaro e in Dalmazia non viene riconosciuto loro nessuno status particolare. In tale gruppo etnico italiano sono inserite sia le popolazioni autoctone venetofone (Istria nord-occidentale e Dalmazia) che quelle istriotofone della costa istriana sud-occidentale. Nel corso del XIX secolo un numero considerevole di artigiani italiani si trasferirono a vivere a Zagabria e in Slavonia (Požega) dove tuttora abitano molti loro discendenti. Sempre in Istria (Val d'Arsa e Seiane) è presente la piccola comunità etnica Istrorumeni o Cicci, popolazione originaria della Romania la cui lingua, di ceppo latino ed affine al Romeno, risulta quasi estinta in favore del croato. Altro gruppo etnico originariamente di lingua romanza è quello dei Morlacchi, popolazione affine a quella Istroromena rappresentata oggi solo da alcune sparute comunità, e la cui lingua è praticamente estinta.

    Secondo il linguista Matteo Bartoli l'italiano era l'idioma parlato come prima lingua da circa il 33% della popolazione dalmata all'inizio delle guerre napoleoniche.[18][19] Secondo il censimento austriaco del 1865 raggiungeva il 12,5% del totale nella regione.[20].

    Religionemodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Croazia.
    Religioni in Croazia[21]
    Cristianesimo cattolico
      
    87,8%
    Ateismo
      
    5,2%
    Cristianesimo ortodosso
      
    4,4%
    Islam
      
    1,3%
    Cristianesimo protestante
      
    0,3%
    altro o non dichiarato
      
    0,9%

    La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%, secondo statistiche cattoliche[22]), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islam sunnita (1,3%).

    Santi patroni dei Croati sono San Giuseppe e San Girolamo.

    Linguemodifica | modifica wikitesto

    La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino.

    Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano) sono parlate come prima lingua da meno del 5% della popolazione.

    La lingua italiana è conosciuta, sia come prima lingua che come lingua straniera, da 1.004.097 abitanti (il 23,91% della popolazione); considerando solo la Regione Istriana, la percentuale sale al 32,69%[23][24].

    Nella regione istriana vige il bilinguismo ufficiale croato/italiano. L'italiano è parlato da buona parte della popolazione, anche se il livello di tutela della minoranza nazionale italiana è assai diverso da comune a comune.

    Media e libertà d'informazionemodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Media in Croazia.
    Dnevnik è uno dei programmi di notizie più popolari di HRT.

    La televisione, le riviste e i giornali in Croazia sono gestiti sia da società statali, sia da aziende private che dipendono dalla pubblicità, dall'abbonamento e da altri ricavi relativi alle vendite. La Costituzione della Croazia garantisce la libertà di parola. La Croazia si è classificata al 63 ° posto nel Rapporto sulla libertà della stampa 2016 stilato da Reporter senza frontiere, con un calo di 5 posizioni rispetto all'indice del 2015.

    Nelle trasmissioni radiotelevisive, la società croata Radiotelevision (HRT), finanziata dal governo, aveva il monopolio delle trasmissioni trasmesse a livello nazionale fino alla fine degli anni '90, sebbene un certo numero di emittenti radiofoniche e televisive locali iniziarono a nascere dagli anni '80. Negli anni successivi alla caduta del comunismo e alla successiva liberalizzazione del mercato dei media, la HRT è stata riorganizzata con il suo ramo infrastrutturale costituito come società separata Transmitters and Communications Ltd (OiV) ed è stato adottato un sistema in cui le società private possono acquisire licenze di trasmissione rinnovabili a livello nazionale e di regione. Il primo canale nazionale privato, Nova TV è stato quindi lanciato nel 2000, ad esso si è aggiunto RTL quattro anni dopo, nel 2004. Sia Nova TV che RTL sono di proprietà straniera.

    Nel settore della stampa, il mercato è dominato dalle società croate Europapress Holding e Austrian Styria Media Group che pubblicano i loro quotidiani di punta Jutarnji list, Večernji list e 24sata. Altri quotidiani nazionali ampiamente letti sono Novi list e Vjesnik di proprietà del governo. Il settimanale più popolare di attualità è Globus, insieme a una serie di riviste specializzate, alcune delle quali sono pubblicate da istituzioni culturali sponsorizzate dal governo. Nel settore dell'editoria, il mercato è dominato da diverse case editrici importanti come Školska knjiga, Profil, VBZ, Algoritam e Mozaik e l'evento principale del settore è la fiera Interliber che si tiene annualmente a Zagabria ed è aperta al pubblico.

    L'industria cinematografica croata è di piccole dimensioni e fortemente assistita dal governo, principalmente attraverso sovvenzioni approvate dal Ministero della Cultura per film spesso co-prodotti da HRT. Il ministero sponsorizza anche il Pula Film Festival, l'annuale premio cinematografico nazionale, nonché una varietà di festival cinematografici internazionali specializzati come Animafest e ZagrebDox, che spesso presentano programmi che contengono opere di registi locali.

    Internet è ampiamente utilizzato nel paese, con circa il 63% della popolazione che ha accesso da casa nel 2012.

    Ordinamento dello Statomodifica | modifica wikitesto

    Costituzionemodifica | modifica wikitesto

    La Costituzione della Repubblica di Croazia, approvata dal Parlamento croato il 22 dicembre 1990 e promulgata lo stesso giorno, è la legge fondamentale dello Stato croato. La Costituzione proclama la Repubblica di Croazia uno "stato unitario ed indivisibile, democratico e sociale" che deriva la sua sovranità dal "popolo come comunità di cittadini liberi ed uguali"[25][26]. La Costituzione ha subito, nel tempo, numerose modifiche (1997, 2000, 2001, 2010 e 2013). Gli emendamenti costituzionali del 9 novembre 2000 hanno apportato consistenti correttivi che hanno determinato il passaggio da una repubblica semipresidenziale ad una repubblica parlamentare, pur mantenendo l'elezione diretta del presidente.[26] In questo modo è stata ridotta la concentrazione di poteri in mano al Presidente prevista dalla precedente versione della Carta costituzionale, costruita su misura dell'ex-presidente Franjo Tuđman.

    Hanno diritto a proporre modifiche della Costituzione almeno un quinto dei deputati, il Presidente della Repubblica ed il Governo. Il Parlamento decide a maggioranza dei voti di tutti i deputati se procedere alle modifiche costituzionali e stabilisce con stessa maggioranza i disegni delle modifiche. Le modifiche della Costituzione vengono approvate a maggioranza dei due terzi di tutti i deputati. Un decimo degli elettori (cittadini aventi diritto di voto) anche possono proporre le modifiche della Costituzione e tale revisione è sottoposta al referendum per approvazione. La modifica viene accolta a maggioranza di voti favorevoli dei cittadini votanti.

    Istituzionimodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Politica della Croazia, Presidenti della Croazia e Primi ministri della Croazia.

    Parlamentomodifica | modifica wikitesto

    Il Parlamento croato (Hrvatski sabor) è un organismo legislativo unicamerale[27] con al massimo 160 rappresentanti (deputati), eletti mediante voto popolare ogni quattro anni (salvo nei casi di scioglimento anticipato) a suffragio universale e diretto (elettorato attivo e passivo: tutti i cittadini che hanno raggiunto 18 anni al momento della votazione). Dal 2011, secondo le norme stabilite con la legge elettorale, il Parlamento conta 151 deputati. 143 vengono eletti utilizzando il sistema proporzionale (metodo d'Hondt nei collegi plurinominali, soglia di sbarramento al 5% in ogni circoscrizione-collegio elettorale).[28][29] Con le modifiche del 17 febbraio 2015, è possibile per gli elettori esprimere una preferenza per candidato nella lista votata (non è permesso il "voto disgiunto": ogni elettore dispone di un voto di lista e di una preferenza nell'ambito della lista indicata). Otto deputati sono rappresentanti delle minoranze nazionali/etniche (tre serbi, un rappresentante degli italiani, uno degli ungheresi, un rappresentante della minoranza ceca e slovacca e due rappresentanti delle altre minoranze) e vengono eletti utilizzando il sistema maggioritario a turno unico (maggioranza relativa). I deputati non hanno mandato vincolante e non sono revocabili. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali, dal 15 gennaio al 15 luglio e dal 15 settembre al 15 dicembre.[26][30]

    I deputati sono organizzati in gruppi parlamentari che, secondo le norme del Regolamento, sono gli strumenti della presenza dei partiti politici (o coalizioni o deputati indipendenti) all'interno del Parlamento e sono definiti "associazioni di deputati". La condizione numerica minima, prescritta dal Regolamento, per la costituzione del gruppo è di 3 deputati.

    Il presidente del Parlamento, eletto dall'assemblea per tutta la legislatura, presiede e dirige i lavori del Parlamento e della Presidenza parlamentare (composta dal presidente e da cinque vicepresidenti) secondo le norme stabilite con la Costituzione ed il Regolamento del Parlamento.

    Le commissioni parlamentari permanenti sono organi collegiali del Parlamento ai quali vengono assegnati i disegni di legge prima che essi vengano discussi in sede parlamentare. La composizione dei membri delle commissioni deve rispettare le proporzioni tra i vari gruppi parlamentari.

    Il Parlamento adotta la Costituzione, le modifiche costituzionali e il Regolamento parlamentare; emana le leggi ordinarie (a maggioranza semplice, cio'è a maggioranza dei voti di deputati presenti se il quorum - la metà più uno di tutti i deputati - è raggiunto), le leggi organiche (a maggioranza dei voti di tutti i deputati) e le leggi costituzionali che stabiliscono i diritti delle minoranze nazionali/etniche e l'organizzazione della Corte Costituzionale (a maggioranza di due terzi di tutti i deputati); ogni anno approva il bilancio (su proposta del Governo a maggioranza dei voti di tutti i deputati); ratifica i trattati internazionali; concede o revoca la fiducia al Governo e svolge anche altri compiti in conformità alla Costituzione. L'iniziativa legislativa appartiene ai deputati, alle commissioni parlamentari, ai gruppi parlamentari ed al Governo. Il Parlamento può essere sciolto a maggioranza dei voti di tutti i deputati (maggioranza assoluta), e su proposta del Governo in casi di fiducia negativa e di voto contrario al bilancio dopo 120 giorni della presentazione dello stesso (in questi casi è sciolto formalmente dal Presidente della Repubblica con la controfirma del Primo ministro). Il Presidente della Repubblica ha l'obbligo di sciogliere il Parlamento se il nuovo Governo non può formarsi.

    Al Parlamento croato spetta anche l'elezione dei giudici della Corte Costituzionale, dei componenti di nomina parlamentare del Consiglio Giudiziario dello Stato e del Consiglio dell'Avvocatura/Procura dello Stato, del Presidente della Corte suprema, dell'Avvocato/Procuratore generale dello Stato, del governatore della Banca nazionale croata, del Difensore civico e d'altri pubblici dirigenti, conformemente alla Costituzione ed alle leggi.[31]

    Il Difensore civico, eletto dal Parlamento per un periodo di otto anni, è il delegato del Parlamento croato per la promozione e la tutela dei diritti umani e delle libertà stabiliti dalla Costituzione, delle leggi e dagli altri atti giuridichi internazionali approvati dalla Repubblica di Croazia.

    Il Parlamento ha la facoltà di indire di propria iniziativa un referendum, è invece obbligato a proporlo qualora lo richieda almeno un decimo degli elettori. Il referendum può anche essere indetto dal Presidente della Repubblica con la controfirma del Primo ministro. Nei referendum la proposta viene accolta a maggioranza di voti favorevoli dei cittadini votanti.[26]

    Presidente della Repubblicamodifica | modifica wikitesto

    Il Presidente della Repubblica (Predsjednik Republike) è eletto a suffragio universale diretto (sistema maggioritario con ballottaggio) per un massimo di due mandati della durata di cinque anni. In seguito all'elezione deve rinunciare all'iscrizione a qualsiasi partito politico. Rappresenta l'unità nazionale, promulga le leggi, accredita i diplomatici croati all'estero e riceve le credenziali di quelli stranieri in Croazia. Il Presidente della Repubblica è inoltre comandante in capo delle Forze armate della Repubblica di Croazia e con il Primo ministro dirige le attività dei servizi segreti.

    Se il Presidente è impedito nell'esecuzione dei propri doveri, il Presidente del Parlamento assume i poteri presidenziali per un massimo di 60 giorni a partire dalla convocazione di nuove elezioni.

    Qualora nello svolgimento della propria funzione il Presidente della Repubblica violi la Costituzione, il Parlamento, a maggioranza dei due terzi di tutti i deputati, può metterlo in stato d'accusa dinanzi alla Corte Costituzionale (per responsabilità speciale o attentato alla Costituzione). La Corte Costituzionale delibera sulla responsabilità speciale del Presidente a maggioranza dei due terzi di tutti i giudici; se è colpevole, viene destituito dalla carica.

    Governomodifica | modifica wikitesto

    Il Governo (Vlada) si compone del Primo ministro (Predsjednik Vlade, traduzione esatta è Presidente del Governo), dei vice primi ministri e dei ministri, secondo le norme stabilite dalla Costituzione e dalla Legge sul Governo[32]. Il Governo, su proposta del Primo ministro, nomina i segretari di Stato (hanno funzioni analoghe ai sottosegretari di Stato nel sistema politico italiano).

    Essendo l'organo principale del potere esecutivo, il Governo ha come scopo primario l'attuazione di una determinata politica nazionale. Propone le leggi ed il bilancio, si occupa della politica interna ed estera del Paese.

    Il Governo è responsabile verso al Parlamento. Dopo le elezioni parlamentari, il Presidente della Repubblica, previa consultazione con i rappresentanti designati dai gruppi politici che hanno ottenuto rappresentanza parlamentare, propone un candidato alla Presidenza del Governo che dovrebbe essere il leader del partito di maggioranza o il leader della coalizione di maggioranza. Il candidato presenta al Parlamento il programma politico ed i nomi dei ministri del Governo che intende formare e chiede la fiducia del Parlamento. Se il Parlamento a maggioranza assoluta (almeno la metà più uno di tutti i deputati), dà fiducia al candidato, il Presidente della Repubblica lo nomina Primo ministro (Presidente del Governo) e, da questo momento, il Primo ministro nomina i ministri. Prima di assumere le funzioni, il Primo ministro e i ministri devono prestare giuramento davanti al Parlamento. Se entro quattro mesi dalla prima proposta nessun candidato ottiene il sostegno del Parlamento, il Presidente della Repubblica scioglie il Parlamento e convoca nuove elezioni. Il Primo ministro può rimettere al Parlamento la questione di fiducia, il Parlamento accorda la fiducia a maggioranza dei voti di tutti i deputati; il Parlamento potrebbe rimuovere in qualsiasi momento il Primo ministro (e tutto il Governo) o singoli ministri attraverso una mozione di sfiducia, che richiede il sostegno della maggioranza dei voti di tutti i deputati (maggioranza assoluta). Se il nuovo Governo non viene eletto dopo 30 giorni (un mese) dalla delibera di sfiducia (il candidato per la carica di Primo ministro è proposto dal Presidente della Repubblica e può nominare i ministri dopo l'investitura parlamentare), il Presidente della Repubblica deve sciogliere il Parlamento e convocare nuove elezioni. Singoli ministri possono essere destituiti dal Primo ministro e nuovi sono inoltre nominati dal Primo ministro dopo la fiducia parlamentare espressa dalla maggioranza dei voti di tutti i deputati.

    Magistratura e ordinamento giudiziariomodifica | modifica wikitesto

    Il sistema giudiziario della Croazia è così modellato: 32 tribunali municipali o comunali (primo grado: giurisdizione civile e penale per i delitti minori; dal 2018 con le sezioni per le trasgressioni (contravvenzioni); i tribunali per le trasgressioni/contravvenzioni, con funzioni analoghe a quelle degli ex pretori italiani, sono aboliti nel luglio 2018 eccetto il Tribunale municipale per le trasgressioni di Zagabria e il Tribunale municipale per le trasgressioni di Spalato), 15 tribunali regionali/tribunali delle varie contee (primo grado: giurisdizione penale per i delitti gravi e secondo grado: giurisdizione civile e penale contro le sentenze dei tribunali municipali), la Corte suprema (alta corte d'appello e corte di cassazione). Esistono anche 9 tribunali commerciali (primo grado), l'Alta Corte Commerciale (secondo grado), l'Alta Corte Penale (secondo grado) e l'Alta Corte per le Trasgressioni (secondo grado). La giurisdizione amministrativa è demandata a giudici speciali: 4 tribunali amministrativi (primo grado) e l'Alta Corte Amministrativa (corte d'appello amministrativa e corte di cassazione amministrativa).

    Secondo le norme stabilite dalla Costituzione, i giudici sono indipendenti e vengono nominati dal Consiglio Giudiziario dello Stato (Consiglio Superiore della Magistratura) composto da undici membri: sette sono eletti da e tra i giudici, due sono professori ordinari universitari in materie giuridiche eletti dalle facoltà di giurisprudenza delle università croate e due membri sono eletti dal Parlamento (uno tra i deputati della maggioranza ed uno tra i deputati dell'opposizione). I consiglieri durano in carica quattro anni. Il Presidente della Corte Suprema è eletto dal Parlamento su proposta del Presidente della Repubblica (sentito il parere della Corte Suprema in seduta plenaria e la Commissione parlamentare Giustizia).

    In conformità alla Legge sull'Avvocatura dello Stato[33], il Pubblico ministero ("Procura e Avvocatura dello Stato"; Državno odvjetništvo, traduzione esatta è Avvocatura dello Stato, ma nell'ordinamento croato l'Avvocatura dello Stato svolge le funzioni della Procura e dell'Avvocatura dello Stato nell'ordinamento giudiziario italiano) promuove la repressione dei reati, è responsabile della conduzione delle indagini preliminari e rappresenta l'accusa nel processo penale; vigila sull'osservanza delle leggi e sulla regolare amministrazione della giustizia; rappresenta lo Stato nelle controversie legali civili ed amministrative avverso le controparti. In Croazia esistono uffici municipali ed uffici regionali della Procura/Avvocatura dello Stato; un ufficio specializzato (l'Ufficio per la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, USKOK); e l’ufficio della Procura/Avvocatura generale dello Stato a Zagabria. I procuratori/avvocati dello Stato ed i procuratori/avvocati aggiunti dello Stato (negli uffici municipali, regionali, nel ufficio generale/centrale e nel ufficio speciale) vengono nominati dal Consiglio della Procura/Avvocatura dello Stato (indipendente dal potere esecutivo), eccetto il Procuratore/Avvocato generale dello Stato, che è eletto dal Parlamento su proposta del Governo.

    Corte Costituzionalemodifica | modifica wikitesto

    La Corte Costituzionale (Ustavni sud), non essendo parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa, è formata da tredici giudici eletti dal Parlamento a maggioranza dei due terzi di tutti i deputati per un mandato di otto anni. Essa giudica sulla conformità delle leggi alla Costituzione, dei regolamenti alla Costituzione e alle leggi; risolve il conflitto di competenze fra gli organi di potere legislativo, esecutivo e giudiziario; delibera, in conformità alla Costituzione, sulla responsabilità speciale del Presidente della Repubblica; controlla la costituzionalità dei programmi e dell’azione dei partiti politici e può, conformemente alla Costituzione, vietare il loro lavoro; controlla la costituzionalità e la legalità delle elezioni e del referendum statale e delibera sulle cause elettorali che non sono di competenza dei tribunali. Svolge la funzione fondamentale di garantire l'applicazione dei principi e degli articoli della Costituzione.[34]

    Suddivisione amministrativamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Regioni della Croazia.

    La Croazia è divisa in 20 regioni (županije), mentre la capitale Zagabria costituisce una propria entità.

    Nr. Regione Nome in croato Capoluogo
    1 Regione di Zagabria Zagrebačka županija Zagabria (Zagreb)
    2 Regione di Krapina e dello Zagorje Krapinsko-zagorska županija Krapina
    3 Regione di Sisak e della Moslavina Sisačko-moslavačka županija Sisak
    4 Regione di Karlovac Karlovačka županija Karlovac
    5 Regione di Varaždin Varaždinska županija Varasdino (Varaždin)
    6 Regione di Koprivnica e Križevci Koprivničko-križevačka županija Koprivnica
    7 Regione di Bjelovar e della Bilogora Bjelovarsko-bilogorska županija Bjelovar
    8 Regione litoraneo-montana Primorsko-goranska županija Fiume (Rijeka)
    9 Regione della Lika e di Segna Ličko-senjska županija Gospić
    10 Regione di Virovitica e della Podravina Virovitičko-podravska županija Virovitica
    11 Regione di Požega e della Slavonia Požeško-slavonska županija Požega
    12 Regione di Brod e della Posavina Brodsko-posavska županija Slavonski Brod
    13 Regione zaratina Zadarska županija Zara (Zadar)
    14 Regione di Osijek e della Baranja Osječko-baranjska županija Osijek
    15 Regione di Sebenico e Tenin Šibensko-kninska županija Sebenico (Šibenik)
    16 Regione di Vukovar e della Sirmia Vukovarsko-srijemska županija Vukovar
    17 Regione spalatino-dalmata Splitsko-dalmatinska županija Spalato (Split)
    18 Regione istriana Istarska županija Pisino (Pazin)
    19 Regione raguseo-narentana Dubrovačko-neretvanska županija Ragusa (Dubrovnik)
    20 Regione del Međimurje Međimurska županija Čakovec
    21 Città di Zagabria Grad Zagreb

    Città principalimodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Titolo di città in Croazia e Comuni della Croazia.

    La Croazia conta ufficialmente 127 città (grad) e 424 comuni o municipalità (općina). Le città principali sono:

    Ordinamento scolasticomodifica | modifica wikitesto

    L'istruzione in Croazia è regolata dal Ministero della Scienza e dell'Istruzione.

    La maggioranza delle scuole croate sono pubbliche, ma esistono anche scuole private (scuole elementari, scuole secondarie, alte scuole e di undici università croate, due sono private). Gli enti responsabili per le scuole private possono essere organizzazioni religiose, sociali, sportive, società di diritto o persone private. L'istruzione pubblica in tutti i cicli è gratuita (eccetto il terzo ciclo universitario - dottorato di ricerca).

    Il sistema scolastico è formato da diversi cicli di istruzione.

    Istruzione prescolasticamodifica | modifica wikitesto

    L'istruzione prescolastica è rappresentata dai nidi d'infanzia (jaslice) e dalle scuole dell'infanzia (vrtići - predškolski odgoj).

    Istruzione primariamodifica | modifica wikitesto

    L'istruzione primaria comprende la scuola elementare (osnovna škola), scuola dell’obbligo che dura otto anni (dai 6 ai 14 anni) ed è divisa in due sottocicli:

    • 1º sottociclo - istruzione primaria in senso stretto della durata di quattro anni;
    • 2º sottociclo - istruzione secondaria inferiore della durata di quattro anni.

    Dopo il termine degli otto anni della scuola elementare non è previsto nessun esame finale e la media dei voti degli ultimi quattro anni costituisce il punteggio per iscriversi alla scuola secondaria.

    Istruzione secondariamodifica | modifica wikitesto

    L'istruzione secondaria costituisce l'istruzione secondaria superiore (14-18 anni). Le scuole secondarie sono suddivise in quattro macro gruppi di istituti, a loro volta suddivisi in tipologie e indirizzi:

    • licei ad indirizzo generale o specifico (classico, linguistico, scientifico-matematico, scientifico; dal 2015 esistono anche licei ad indirizzo economico, turistico e tecnologico) della durata di quattro anni (gimnazije);
    • istituti e licei artistici ad indirizzo musicale, coreutico, dell’arte figurativa (arti visive), della durata minima di quattro anni (umjetničke škole);
    • istituti tecnici (programmi quadriennali) ad indirizzo economico-commerciale, turistico, amministrativo, elettrotecnico, elettronico-informatico, nautico, medico-sanitario, della durata di quattro anni (četverogodišnje srednje škole);
    • istituti professionali (programmi triennali) ad indirizzo industriale, artigianale, meccanico, gastronomico, della durata di tre anni (stručne škole).

    L'esame di maturità (državna matura) è un esame statale obbligatorio per terminare i licei e iscriversi all'università. L'esame di maturità prevede tre materie obbligatorie: croato (oppure, per le minoranze, serbo, ungherese, italiano o ceco) con letteratura, matematica e lingua straniera (che può essere inglese, italiano, francese, tedesco o spagnolo). Gli studenti frequentanti un liceo classico possono anche scegliere il latino o il greco antico in sostituzione della lingua straniera moderna, oppure come materia addizionale. Le materie opzionali sono invece storia, sociologia, psicologia, filosofia, logica, politica ed economia, arte figurativa e storia dell'arte, musica e storia della musica, seconda lingua straniera, latino, greco antico, geografia, biologia, fisica, chimica, informatica, catechismo e scienza delle religioni (o etica). Le materie obbligatorie possono essere inoltre affrontate ad un livello base (livello B) o più approfondito (livello A). Gli esami sono condotti dal Centro nazionale per la valutazione esterna dell'istruzione (Nacionalni centar za vanjsko vrednovanje obrazovanja).

    Istruzione superioremodifica | modifica wikitesto

    Dal 2005 il ciclo degli studi all'università (sveučilište), secondo il processo di Bologna è articolato su tre livelli:

    • 1º livello - baccalaureato universitario (sveučilišni prvostupnik) della durata di tre o quattro anni, titolo di univ. bacc. (laurea italiana);
    • 2º livello - master universitario (magistar struke) della durata di due anni o un anno, titolo di mag./mag. ing. (laurea magistrale italiana) e specialista universitario (sveučilišni specijalist) della durata d'un anno, titolo di univ.spec.; c'è anche titolo di mr. sc. (magistar znanosti, laurea specialistica nel vecchio ordinamento) riconosciuto come livello di master avanzato (laurea magistrale di ricerca o master di 2º livello);
    • 3º livello - dottorato di ricerca (doktor znanosti/umjetnosti) della durata di tre anni (minimo), titolo di dr.sc. o dr.art. (dottorato di ricerca italiano).

    Vi è inoltre la possibilità di iscriversi a un corso universitario (corso di laurea magistrale) a ciclo unico, avente la medesima validità del master universitario (laurea magistrale), della durata di cinque o sei anni (p.e. le facoltà di giurisprudenza, medicina, odontoiatria, medicina veterinaria, farmacia). Gli studi professionali sono organizzati da politecnici (veleučilište) o scuole alte professionali (visoka škola) della durata minima di tre anni (stručni prvostupnik, titolo di bacc.), e possono essere offerti anche nelle università.

    Universitàmodifica | modifica wikitesto

    La più antica università croata è l'Università di Zagabria, fondata il 23 settembre 1669.[35], da parte di Leopoldo I d'Asburgo.

    Oltre all'Università di Zagabria, in Croazia esistono otto università pubbliche:

    Due università sono private:

    • Università Croata Cattolica in Zagabria,
    • Università Internazionale Libertas in Zagabria e Ragusa.

    Lingue stranieremodifica | modifica wikitesto

    La prima lingua straniera (inglese) viene insegnata dal 1º grado della scuola elementare, mentre dal 4º grado viene insegnata anche una seconda lingua straniera comunitaria (tedesco, italiano, francese o spagnolo). Nei licei linguistici è anche obbligatoria una terza lingua straniera (tedesco, italiano, francese, spagnolo, russo, cinese, o giapponese). Una lingua straniera è obbligatoria anche in tutti i corsi universitari di 1º livello. Il latino è un insegnamento obbligatorio in tutti i licei (due anni), nel liceo classico la lingua latina è studiata per tutti i quattro anni, come il greco antico. È possibile studiare latino e greco antico anche nel secondo sottociclo delle scuole elementari (quattro anni di latino e due anni di greco antico).

    Sistema sanitariomodifica | modifica wikitesto

    La Croazia possiede un buon livello sanitario complessivo. Il servizio è controllato e gestito dal governo centrale, attraverso gli ospedali (statali) e i centri medici (circoscrizioni periferiche). Il Ministero della Sanità croato ha responsabilità in materia di legislazione, pianificazione sanitaria annuale e nazionale, monitoraggio e controllo, orientamento, ispezione, controllo igienico antisofisticazioni ed educazione.

    Politicamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Politica della Croazia.

    Politica internamodifica | modifica wikitesto

    Le ultime elezioni parlamentari si sono tenute l'11 settembre 2016. Le elezioni anticipate sono state precedute dalla sfiducia nei confronti del Governo Orešković il 16 giugno 2016 e dallo scioglimento del Parlamento.

    La IX Legislatura del Parlamento croato ha avuto inizio venerdì 14 ottobre 2016. La maggioranza parlamentare è stata composta dalla coalizione tra Unione Democratica Croata (HDZ) e Ponte delle Liste Indipendenti (Most) dal 14 ottobre 2016 al 27 aprile 2017. Božo Petrov (Most) viene eletto Presidente del Parlamento. Il 4 maggio 2017 Petrov ha rassegnato le dimissioni dopo che la coalizione HDZ - Most è stata terminata, il 5 maggio il Parlamento ha accettato le dimissioni e Petrov è destituito dalla carica. Lo stesso giorno Gordan Jandroković, segretario dell'HDZ è eletto Presidente del Parlamento croato (dal 14 ottobre 2016 è stato uno dei cinque vicepresidenti).

    L'attuale governo è guidato da Andrej Plenković, presidente dell'HDZ. Il Governo Plenković è in carica dal 19 ottobre 2016 (ha ottenuto la fiducia al Parlamento la sera del 19 ottobre 2016 con 91 voti favorevoli, 45 contrari e 3 astenuti; 139 presenti da 151 deputati eletti).[36][37] I membri del governo sono provenuti da due partiti: l'Unione Democratica Croata (Primo ministro e 14 ministri di cui 3 sono stati inoltre vice primi ministri) e il Ponte delle Liste Indipendenti (3 ministri di cui 1 è stato inoltre vice primo ministro). Tre ministri sono stati indipendenti (2 quota HDZ, 1 quota Most). Il 27 aprile 2017 il Primo ministro ha destituito tre ministri esponenti del Most, terminando la coalizione HDZ - Most. Venerdì 28 aprile 2017 tutti quattro ministri esponenti del Most hanno rassegnato le proprie dimissioni. Dal 28 aprile 2017 al 9 giugno 2017 il Governo funzionava come il governo di minoranza dell'HDZ. Nuova coalizione di governo, composta dall'Unione Democratica Croata (HDZ) e dalla maggioranza del Partito Popolare Croato - Liberal Democratici (HNS), è formata il 8 giugno 2017 e nuovi ministri (Primo ministro e 18 ministri sono esponenti dell'HDZ da cui 3 sono inoltre vice primi ministri; 1 ministro, anche vice primo ministro, è esponente dell'HNS; 2 ministri sono formalmente indipendenti - 1 quota HDZ e 1 quota HNS) hanno ottenuto la fiducia al Parlamento il 9 giugno 2017. Il 12 giugno 2017 vice primo ministro e ministro degli affari esteri ed europei Davor Ivo Stier (HDZ), insoddisfatto della nuova coalizione di governo, ha rassegnato le demissioni; il Parlamento ha confermato Marija Pejčinović Burić (HDZ) come nuova vice prima ministra e ministra degli affari esteri ed europei il 19 giugno 2017.

    L'attuale esecutivo (dal 9 giugno 2017) gode dell'appoggio dei seguenti partiti presenti in Parlamento: Unione Democratica Croata (HDZ), Partito Popolare Croato - Liberal Democratici (HNS), Partito Democratico Cristiano Croato (HDS), Partito Social-Liberale Croato (HSLS), Alleanza Democratica Croata di Slavonia e Barania (HDSSB), Partito Popolare - Riformisti (Reformisti), Bandić Milan 365 - Partito del Lavoro e della Solidarietà (BM 365), e dei deputati rappresentanti delle minoranze nazionali/etniche (Partito Democratico Indipendente Serbo, SDSS-СДСС; e cinque rappresentanti d'altre minoranze).

    Dal febbraio 2015 la Presidente della Repubblica è Kolinda Grabar-Kitarović.

    Partiti politicimodifica | modifica wikitesto

    I partiti politici che hanno almeno un rappresentante nel Parlamento croato o nel Parlamento Europeo sono (situazione: 11 agosto 2017)[38][39]:

    Politica esteramodifica | modifica wikitesto

    Organizzazioni internazionali
    Membro ONU dal: 22 maggio 1992
    Membro CE dal: 6 novembre 1996
    Membro NATO dal: 1º aprile 2009
    Membro UE dal: 1º luglio 2013

    Relazioni con l'Unione europeamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Unione europea e Adesione della Croazia all'Unione europea.

    È entrata a far parte dell'Unione europea il 1º luglio 2013.[1]

    Queste le tappe già percorse del processo di integrazione:

    Data o periodo Evento
    21 febbraio 2002 Presenta la domanda di adesione.
    3 ottobre 2005 Apre i negoziati di adesione all'Unione europea.
    30 giugno 2011 Chiude i negoziati di adesione all'Unione europea.
    9 dicembre 2011 Firma del trattato di adesione all'Unione europea.
    1º luglio 2013 Adesione ufficiale all'Unione europea.

    Difesa e sicurezzamodifica | modifica wikitesto

    Forze armatemodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Forze Armate della Repubblica di Croazia.

    Le Forze armate della Repubblica di Croazia (Oružane snage Republike Hrvatske) si compongono di questi rami:

    Il comandante in capo di tutte le forze armate croate è il Presidente della repubblica. Il Comandante in capo prescrive l'organizzazione delle forze armate croate su proposta del Capo di stato maggiore generale, con il consenso e la controfirma del Ministro della Difesa. Il servizio militare è volontario.

    Nell’aprile del 2009 la Croazia è diventata un membro effettivo della NATO. Attualmente i militari croati sono presenti all’estero in Afghanistan, nell’ambito della missione Resolute Support della NATO (106 effettivi), e in Kosovo in un’altra operazione dell’Alleanza atlantica, la KFOR (24 effettivi).[40]

    Sicurezza pubblicamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Obalna straža Republike Hrvatske e Lučke kapetanije.

    Il corpo della Polizia (Policija) e quello della Guardia costiera (Obalna straža Republike Hrvatske) hanno compiti di pubblica sicurezza.

    La Polizia statale, con la funzione predominante di gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica, è dipendente dal Direttorato della polizia del Ministero dell'Interno. In ogni regione (contea) è presente la Direzione della polizia come ufficio principale della polizia statale.

    La Guardia costiera fa parte della Marina militare croata. Tra le competenze della Guardia costiera vi sono la sicurezza della navigazione e la sicurezza marittima, lo soccorso in mare ecc. predominante nell'area marittima della Zona di protezione ecologica e della pesca. Nelle acque interne e acque territoriali i compiti dell'autorita della sicurezza marittima svolgono i Capitanati del porto dipendenti dal Ministero degli Affari Marittimi, dei Trasporti e delle Infrastrutture.

    Economiamodifica | modifica wikitesto

    L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2012 era di 17.618 dollari USA (a parità di potere d'acquisto).

    L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra).

    Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione europea, la quale rappresenta il suo principale partner commerciale.

    Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.

    Risorse naturalimodifica | modifica wikitesto

    La Croazia produce gas naturale sfruttando alcuni giacimenti offshore nel mare adriatico, al limite con le acque italiane, nell'aprile 2014 ha aperto quasi tutto il suo offshore alla ricerca di idrocarburi con la sua prima gara internazionale di aggiudicazione di licenze esplorative e di produzione d'idrocarburi[41][42]

    Principali aziendemodifica | modifica wikitesto

    Esportazionimodifica | modifica wikitesto

    Importazionimodifica | modifica wikitesto

    Trasportimodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Croazia.
    Treno su una ferrovia croata
    Autostrada croata

    Uno dei settori che ha visto maggiore sviluppo a partire dall'indipendenza è quello dei trasporti, in particolare la costruzione di autostrade e superstrade.

    Oltre all'importanza che per un'economia basata sul turismo riveste la disponibilità di una efficiente rete di comunicazione, a spingere in questa direzione hanno contribuito potentemente anche fattori storico-nazionalistici. L'interruzione, negli anni settanta, della costruzione dell'autostrada Zagabria-Spalato, ritenuta dal governo centrale jugoslavo troppo "nazionalistica", a favore del collegamento diretto con Belgrado, aveva lasciato infatti in Croazia forte risentimento. Questo ha fatto sì che nel 2001 venisse lanciato un piano di costruzioni autostradali, che vedeva nel completamento del collegamento tra le due città entro il 2005 il suo punto fondamentale. I lavori di costruzione godettero di un costante appoggio popolare, culminato in manifestazioni di giubilo al completamento 26 giugno 2005 dei lavori nei termini previsti[43]. Al termine del 2007 risultano in operatività oltre 1000 km di autostrade (dai poco più di 30 iniziali) che collegano i quattro angoli del paese, tutti completati nei termini previsti o con ritardi minimi, raggiungendo nel 2010 i 1500 km complessivi[44]. A questo si aggiunga poi che i lavori sono stati giudicati da osservatori internazionali di eccellente fattura e modernità, portando anche a riconoscimenti prestigiosi[45].

    Analoghi investimenti sono in corso in altri settori del comparto, in particolare in quello delle ferrovie, gestite da Hrvatske željeznice, attualmente il più arretrato ed il più danneggiato dalla dissoluzione dello stato jugoslavo.

    Con la presenza nell'Adriatico di numerosissime isole, grande rilevanza hanno i servizi di navigazione, anche grazie al forte turismo balneare della stagione estiva. Il maggiore operatore croato di servizi marittimi è la statale Jadrolinija, che opera anche sulla rotta internazionale con l'Italia. Le linee regolari tra Croazia e Italia sono le rotte Spalato-Ancona e Ragusa - Bari.

    In Croazia ci sono circa una decina di aeroporti civili che effettuano servizio viaggiatori. I più importanti sono gli scali di Zagabria-Pleso, Ragusa e Spalato, che effettuano anche voli internazionali.

    Turismomodifica | modifica wikitesto

    In Croazia, il turismo domina il settore dei servizi rappresentando quasi il 20% del PIL nazionale. Il reddito relativo al 2017 dell'industria turistica è stato stimato in 9,5 miliardi di euro.[46] I suoi effetti positivi vengono avvertiti in tutta l'economia corata in termini di aumento del volume di affari osservato nel commercio al dettaglio, negli ordini dell'industria di trasformazione e nell'occupazione stagionale estiva. L'industria è considerata un'attività di esportazione, poiché riduce significativamente lo squilibrio del commercio estero del paese.[47] Dalla fine della Guerra d'indipendenza croata, l'industria turistica è cresciuta rapidamente, registrando un aumento del quadruplo del numero di turisti, con oltre 11 milioni di ingressi ogni anno. I più numerosi sono coloro che provengono dalla Germania, dalla Slovenia, dall'Austria, dall'Italia, dalla Polonia e dalla stessa Croazia. Nel 2011, la durata media di permanenza turistica nel paese è stata di 4,9 giorni.[48]

    La maggior parte dell'industria turistica è concentrata lungo la costa del Mare Adriatico. Opatija è stata la prima località di villeggiatura. Divenne inizialmente popolare nella metà del XIX secolo. Intorno al 1890, era diventata uno dei più importanti centri di cura europei.[49] Più tardi un certo numero di resort sorsero lungo la costa e nelle isole, offrendo servizi sia per il turismo di massa che per quello di nicchia. Il più significativo è il turismo nautico, in quanto vi sono numerosi porti turistici con oltre 16 mila ormeggi, il turismo culturale che si è sviluppato grazie alle città costiere medievali e ai numerosi eventi culturali che si svolgono durante l'estate. Le aree interne offrono l'agriturismo, località montane e centri termali. Anche Zagabria è una destinazione turistica importante, che rivaleggia con le principali città e resort costieri.[50]

    La Croazia vanta aree marine incontaminate poste in numerose riserve naturali e 116 spiagge con bandiera blu.[51] La Croazia è classificata come la diciottesima destinazione turistica più popolare al mondo.[52] Circa il 15% di questi visitatori, o oltre un milione all'anno, è coinvolto nel naturismo, un'industria per la quale la Croazia è famosa nel mondo.[53]

    Vista panoramcia della città di Dubrovnik, un sito dell'UNESCO dal 1979.

    Ambientemodifica | modifica wikitesto

    Parco nazionale della Cherca

    La superficie complessiva delle aree protette del paese è pari a 532.063,35[54] ettari, pari al 6,07% dell'intera superficie e al 9,40% della superficie di terraferma. I parchi nazionali sono otto mentre i parchi naturali sono dieci, vi sono inoltre numerosissime altre aree protette[55], i parchi nazionali sono:

    Riserve idrichemodifica | modifica wikitesto

    Secondo le analisi della FAO la Croazia fa parte dei 30 stati mondiali più ricchi d'acqua collocandosi al terzo posto nella classifica europea con un totale di 32.818 m³ di riserve d'acqua rinnovabili pro capite/anno[56]. Il Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico (World Water Development Report) delle Nazioni Unite stima le riserve a 23.890 m³ pro capite/anno.[57]

    Flora e faunamodifica | modifica wikitesto

    Le regioni della Croazia, essendo così diverse tra di loro, hanno flora e fauna abbastanza differenti: il paese è quindi una delle più ricche in Europa in termini di biodiversità. Ci sono quattro tipi di regioni biogeografiche in Croazia: la zona mediterranea che comprende le coste i il suo immediato entroterra, la zona alpina a Lika e Gorski Kotar, la zona pannonica lungo la Drava e il Danubio, e la zona continentale nelle aree rimanenti. Significativi sono gli habitat che includono le aree carsiche sommerse come lungo il fiume Zermagna e i canyon della Cherca. La geologia carsica ospita circa 7.000 grotte e pozzi, alcuni dei quali sono habitat per il proteo, l'unico vertebrato troglobio esistente in territorio europeo.

    È da segnalare il fatto che il 44% del territorio nazionale croato (2,490,000 ettari) sia ricoperto da foreste, principalmente di latifoglie (querce), sempreverdi (pino d'Aleppo, lecci) o macchia mediterranea. La Croazia conta 523 specie vegetali endemiche (circa il 6% della flora nota), tra gli endemismi è da segnalare in Istria una orchidea (Serapias istriaca M. L. Perko).

    In Croazia vi sono più di 380 specie animali protette, tra cui quelle maggiormente degne di nota sono il cinghiale, il lupo, l'orso bruno e, principalmente sull'isola di Cherso, il grifone eurasiatico[58].

    Culturamodifica | modifica wikitesto

    Architetturamodifica | modifica wikitesto

    L'architettura croata è frutto di tradizioni composite e retaggi di epoche precedenti. Numerose sono le testimonianze di epoca romana, soprattutto in Istria e sulla costa dalmata (Anfiteatro e Arco dei Sergi a Pola, Palazzo di Diocleziano a Spalato, il sito archeologico di Salona). Vi sono anche molte architetture bizantino-romaniche, come la basilica Eufrasiana a Parenzo o la chiesa di Santa Eufemia a Rovigno. Con la conquista veneziana della costa croata, l'architettura subì decisamente l'influenza del gotico-veneziano, presente in molti palazzi delle città principali. Successivamente, l'architettura barocca si sviluppò prevalentemente nel nord e nella Slavonia, nei centri di Varaždin e Vukovar (quest'ultimo danneggiato durante la guerra di indipendenza croata). Infine, sotto l'Impero asburgico, furono costruiti fastosi e austeri edifici in stile austro-ungarico principalmente nelle città di Zagabria, Fiume e Pola.

    Pittura e sculturamodifica | modifica wikitesto

    Tra i più noti scultori croati del XX secolo spicca Ivan Meštrović (1883-1962), naturalizzato statunitense, con opere, tra le quali, la scultura di Nikola Tesla, Storia dei croati, ecc..

    Letteraturamodifica | modifica wikitesto

    Il primo esponente della letteratura croata è considerato Marco Marulo (1450-1524) poeta originario di Spalato; egli è famoso per aver scritto il primo documento letterario a stampa in croato, il poema Judita. Contemporaneamente a Ragusa si era sviluppata una corrente letteraria il cui maggior esponente fu Marino Darsa, che scrisse commedie sui problemi della società ispirandosi a Boccaccio e ad altri letterati italiani. La città di Ragusa, grazie anche alla sua florida economia, fu il fulcro della vita culturale croata per tutta l'età barocca; si ricorda il poeta Giovanni Gondola, che scrisse alcuni poemi riguardanti le vicende cittadine. Nell' '800 si sviluppò il Movimento Illirico, che mirava all'unificazione di Croati e Serbi all'interno dell'Impero Austro-ungarico; per questo le opere prodotte dai partecipanti a questo movimento trattano di temi nazionalistici, riflessivi e patriottici, pur facendo parte della corrente romantica.

    Nel XX secolo la letteratura croata raggiunge una certa notorietà internazionale con Miroslav Krleža, autore di romanzi a sfondo sociale, e con Josip Kosor, autore di drammi rappresentati con successo in molti paesi europei e di romanzi tradotti in numerose lingue.[59][60]

    Inoltre ricordiamo l'importante opera poetica di Tin Ujević.

    Musicamodifica | modifica wikitesto

    La musica croata tradizionale viene eseguita con delle zampogne, tra cui il mih, flauti, tra cui il rozenice e il sopilo, anche strumenti simili a chitarre e mandolini. Per l'accompagnamento vengono usati il contrabbasso e la fisarmonica. La musica classica invece assomiglia a quella serba e quella austriaca. Tipica musica tradizionale dalmata è la klapa.

    Tra i maggiori cantanti croati ricordiamo Oliver Dragojević.

    Scienzamodifica | modifica wikitesto

    Nel XVIII secolo ricordiamo l'importante contributo scientifico di Ruggero Giuseppe Boscovich.

    Nel XX secolo si distinse la figura del sismologo Andrija Mohorovičić (1857-1936), noto per la Discontinuità di Mohorovičić (1909), cioè una zona tra la crosta terrestre e il mantello terrestre.

    Sportmodifica | modifica wikitesto

    Calciomodifica | modifica wikitesto

    Lo sport più popolare è il calcio potendo vantare campioni del calibro di Zvonimir Boban, Robert Jarni, Darijo Srna, Davor Šuker, Ivan Perišić, Mario Mandžukić, Ivan Rakitić, Luka Modrić, Šime Vrsaljko e Marcelo Brozović. La Nazionale di calcio della Croazia raggiunse nel campionato mondiale di calcio 2018 un risultato storico, riuscendo ad arrivare seconda, sconfitta solo dalla Francia in finale con un risultato di 4-2 per i francesi.

    Tennismodifica | modifica wikitesto

    La Croazia vanta una buona tradizione tennistica con campioni del calibro di Goran Ivanišević, Mario Ančić, Ivo Karlović, Ivan Ljubičić e Marin Čilić.

    Sci alpinomodifica | modifica wikitesto

    Ottimi risultati ha conseguito la Croazia nella disciplina dello sci alpino con Janica Kostelić, vincitrice, tra l'altro, di ben 5 ori mondiali e Ivica Kostelić

    Pallacanestromodifica | modifica wikitesto

    Per il basket ricordiamo la figura di Dražen Petrović, uno dei migliori cestisti di sempre.

    Pallanuotomodifica | modifica wikitesto

    La Nazionale di pallanuoto maschile della Croazia ha vinto due ori mondiali nel 2007 e nel 2017.

    Pallamanomodifica | modifica wikitesto

    La Nazionale vanta numerosi titoli tra cui un mondiale ed un europeo, ma soprattutto il successo alle Olimpiadi del 1996 e alle Olimpiadi del 2004.

    Giochi olimpicimodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Croazia ai Giochi olimpici.

    Il primo oro olimpico per la Croazia fu conquistato dalla Nazionale di pallamano maschile della Croazia, ai Giochi olimpici di Atlanta 1996.

    Mezzi di informazionemodifica | modifica wikitesto

    Mediamodifica | modifica wikitesto

    Televisionemodifica | modifica wikitesto

    Nella Croazia sono presente differenti piattaforme televisive: DVB-T nazionale, DVB-T regionali e locali, IPTV (MaxTV, Iskon TV, OptiTV, B.net TV, Vip TV, H1 TV, Amis TV), televisione satellitare, televisione mobile, DVB-T Pay TV (Evo TV).

    Canali della televisione digitale terrestre (DVB-T) gratuiti sono i seguenti:

    A ottobre 2010 è stato completato il passaggio al televisione digitale terrestre o DVB-T su tutto il territorio croato (lo switch-off: il 5 ottobre 2010).

    Giornalimodifica | modifica wikitesto

    I giornali quotidiani maggiori sono:

    • Večernji list - quotidiano a diffusione nazionale (Zagabria)
    • 24sata - quotidiano formato tabloid (Zagabria)
    • Jutarnji list - quotidiano a diffusione nazionale (Zagabria)
    • Slobodna Dalmacija - quotidiano a diffusione nazionale (Spalato)
    • Novi list - quotidiano a diffusione nazionale (Fiume)
    • Glas Slavonije - quotidiano a diffusione nazionale (Osijek)
    • Glas Istre - quotidiano a diffusione nazionale (Pola)
    • La Voce del popolo - quotidiano in lingua italiana (Fiume)

    Tradizionimodifica | modifica wikitesto

    Festività nazionalimodifica | modifica wikitesto

    Data Nome Significato
    22 giugno Giorno della lotta antifascista primo distaccamento partigiano a Sisak, nel 1941
    25 giugno Festa nazionale della Croazia Dichiarazione di indipendenza dalla Jugoslavia, nel 1991
    8 ottobre Dan neovisnosti Giorno dell'indipendenza dalla Jugoslavia, nel 1991

    Gastronomiamodifica | modifica wikitesto

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina croata.

    La cucina croata è molto variegata ed è proprio per questo conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali; l'Unione europea ha già riconosciuto e protetto alcuni prodotti tipici sotto la denominazione di prodotti ZOI e ZOZP croati. Le radici affondano nel periodo preslavo e la differenza nella scelta degli ingredienti e nelle preparazioni è molto accentuata, se si paragona la parte continentale con quella marittima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina preslava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungherese, viennese e turca. Una delle preparazioni più originale è quella della carne di tìblizze del Međimurje, tipica dell'estremo Nord del paese. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri; poi dei Veneziani e più tardi anche dalle cucine italiana e francese. Alcuni tra i più famosi piatti tipici sono essenzialmente a base di pesce appena pescato e cotto, servito con contorno di bietola (blitva) o patate (krumpir). Allo stesso modo si servono i frutti di mare, come le vongole (mušule), gli scampi (škampi), le ostriche (kamenice) e i mitili (dagnje). Un antipasto estivo molto comune è la salata od hobotnice, un'insalata di pollo con patate, cipolline e polpo. Gli influssi della cucina italiana (e specificatamente di quella veneziana) sono presenti nei risotti (rižot), come lo crni rižot, il risotto al nero di seppia, o il rižot sa škampima, il risotto ai gamberetti. I dolci sono pochi, e il più comune è la palačinke (crepes), serviti con nocciole, marmellata o cioccolato. Nei dintorni di Ragusa si può assaporare la rožata, simile alla crême brulée, mentre sull'isola di Lissa il dolce tipico è la pogača, una focaccia sottile farcita. Sono noti in Croazia anche i ćevapčići.

    Notemodifica | modifica wikitesto

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