Deiva De Angelis

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Deiva De Angelis (Perugia, 16 luglio 1884Roma, 19 gennaio 1925) è stata una pittrice italiana.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Le notizie biografiche sulla pittrice, soprattutto quelle relative alla nascita e alla giovinezza, sono state sempre incerte e scarse[1]. Un lavoro di ricerca compiuto da alcuni discendenti, ha portato qualche certezza in più, almeno sul suo vero nome e sulle date di nascita e morte. Nata come Deiva Riposati da una famiglia molto povera a Piccione, frazione posta tra Perugia e Gubbio lungo la strada Eugubina a nord-est del capoluogo umbro, si trasferisce a Roma nei primi anni del '900, lavorando prima come fioraia e poi come modella. Legatasi al pittore inglese William Walcot (Odessa 1874 – Londra 1943)[2], compie con lui un viaggio in Europa e si avvia alla pittura. Tornata a Roma, sposa l'avvocato pugliese Alfredo De Angelis dal quale si separa poco tempo dopo, pur conservandone il cognome che continuerà ad usare nelle sue opere fino alla morte. Nell'ambiente artistico romano è però conosciuta anche col cognome materno di Terradura[3]. Viene introdotta negli ambienti culturali romani dal pittore Cipriano Efisio Oppo e partecipa, nel 1913, alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione Romana e alle successive terze e quarte edizioni. Anton Giulio Bragaglia, estimatore e amico della pittrice[4], arriva a definirla un ottimo cervello maschio che dipinge come un uomo e ospita la prima mostra personale di Deiva nella sua Casa d'Arte. Collabora alla rivista d'arte Cronache d'attualità illustrando le liriche di Arturo Onofri nell'opera antologica Arioso. Ammalatasi di cancro, si vede costretta a svendere molte delle sue opere per curarsi (motivo della dispersione di gran parte dei suoi lavori). Muore a Roma il 19 gennaio 1925.

Alcune Operemodifica | modifica wikitesto

Campagna romana, 1910-1920 ca.
  • Ritratto, 1913
  • Nudo femminile, 1912, olio su tela
  • Contadino, 1915
  • Case, 1915
  • Bottiglia tonda e bricco, 1915
  • Tolette, 1915
  • Paesaggio urbano, 1918
  • Tetti di Roma, 1918, olio su cartone
  • Ciclamini, 1918-1920, olio su cartone
  • Autoritratto, 1922, olio su tela
  • Ritratto di bambino, 1923 olio su tela

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Biografia in toponomasticafemminile.com
  2. ^ Scheda di Deiva De Angelis, scuolaromana.it. URL consultato il 19 aprile 2017.
  3. ^ Documentario di Gianluca Sannipoli, maggioeugubino.com. URL consultato il 19 aprile 2017.
  4. ^ Dipingeva come un uomo in dols.it

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Arioso di Arturo Onofri, Roma, Casa d'arte Bragaglia, 1921
  • Deiva De Angelis di Aldo Di Lea in “Cronache d’Attualità”, n.V, gennaio 1921
  • L’arte di Deiva De Angelis di Anton Giulio Bragaglia in “La Stirpe”, a. III, n.4-5, Roma, aprile-maggio 1925
  • Deiva De Angelis, la pittrice di Via Brunetti cominciò col fare la modella di Franco Cremonese , in “Il Giornale d’Italia”, 15-16 marzo 1960
  • Il complesso di Michelangelo di Simona Weller, Pollenza-Macerata, La Nuovo Foglio editrice, 1976, pp.188-189
  • L’altra metà dell’Avanguardia di Lea Vergine, Roma, Mazzotta editore, 1980, p. 53
  • Deiva De Angelis di Mario Quesada , in “Dizionario Biografico degli Italiani”, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1987, vol. 33, pp.270-272
  • Artiste. Dall’impressionismo al nuovo millennio di Martina Corgnati, Milano, Bruno Mondadori, 2004
  • Deiva De Angelis: 1885-1925 una "fauve" a Roma di Duccio Trombadori, Francesca Romana Morelli, Lucia Fusco, Roma, Nuova Galleria Campo dei Fiori, 2005
  • Artiste a Roma nella prima metà del ‘900 di Pier Paolo Pancotto, Roma, Palombi Editori, 2006
  • Deiva, il volo di una falena di Lucia Fusco, 2017

Filmografiamodifica | modifica wikitesto

  • Deiva di Gianluca Sannipoli, Media Video, 2017

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autorità VIAF: (EN8476009 · LCCN: (ENnr2005010474 · SBN: IT\ICCU\USMV\650410 · ISNI: (EN0000 0000 8195 755X · GND: (DE129831476 · ULAN: (EN500084836