Discussione:Scienza

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Scienza
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Materiabiologia
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Progetto Wikipedia e scuola italiana

Ma cos'è quel riferimento al detto "una mela al giorno..." nel quinto paragrafo della voce. Chi lo ha inserito deve citare una fonte autorevole o eliminarlo.


Testo rimosso dall'articolo, per sensibile sensibilità, ma discordante stile:

Alla base di tutta la Scienza sta la verità. Scienza significa conoscere. E la conoscenza più grande è la conoscenza di se stesso. La fisica quantistica è lo studio del mondo del molto piccolo. Una scoperta fondamentale in questa Scienza è che l'oservatore crea la realtà. Quello che si aspetta l'oservatore, diventa realtà o accade.

Le aree di studio delle scienze sono vaste: Biologia, Fisica, Chimica, Astronomia, Matematica, Informatica, Medicina, sono alcune. E i suoi ibridi, Biochimica, Fisica Nucleare, Astrofisica, Molti non considerano la psicologia, o lo studio della mente e dello spirito come scienza. Nonostante questo molti scienziati stanno trovando nelle loro discipline bisogno di affrontare questi temi, e i matematici puri collo studio dei frattali stanno diventando artisti, e molti dei frattali che creano sono veramente belli.

Alcuni paragrafi, Obbiettivi della scienza e Luoghi di Scienza non mi sembrano particolarmente POV. Andrebbero riscritti (anche dall'autore originario) con una visione più enciclopedica e NPOV - Gac 11:13, Gen 20, 2005 (UTC)

Alcune delle cose cancellate come POV sono scientificamente corrette! In campo scientifico si usa il termine "falsificare un teoria" quando un esperimento nega la validità di questa. Anche la parte sul differente significato di alcuni termini era corretta. Il tutto non era molto ben spiegato, su questo concordo, penso che l'autore non abbia tenuto conto di dover scrivere anche per coloro che non sono abituati a tale linguaggio. La cosa migliore sarebbe recuperare le parti tolte e riscriverle in odo più chiaro (definendo meglio il valore dei termini usati)--Madaki 11:40, Gen 20, 2005 (UTC)

L'articolo sulla Scienza originariamente l'ho tradotto io. Come per altri articoli mi considero un "operaio" della traduzione, con i suoi difetti (tanti) e i suoi pregi (pochi), ma nello stesso tempo mi sento utile a questo progetto che trovo stupendo. Se nell'articolo originale ci sono "fregnacce", se me ne accorgo le tolgo, se no benvengano gli "esperti" e intervengano loro a correggerlo. Questo articolo era sul Wikipedia in inglese e non era segnalato come POV, se lo fosse stato non lo avrei certo tradotto. --Govoch 13:23, Gen 25, 2005 (UTC)

Madaki ha ragione, un campo scientifico si usa proprio il termine "falsificazione" e non "modifica". L'articolo almeno in questo era più corretto prima delle modifiche. Per approfondimenti cercate informazioni su Popper che spiegava tra le altre cose proprio perchè e come si falsificano le teorie. Walter 20:32, Feb 15, 2005 (UTC)

Madaki ha perfettamente ragione; ho ripristinato il termine falsificare erroneamente corretto. Sorry - Gac 20:56, Feb 15, 2005 (UTC) capita :-)


In base alla definizione dell'articolo, oggi la Matematica non è considerata scinza.

--Danilo 17:14, Lug 22, 2005 (CEST)

Inoltre, in un parqagrafo si limita la scienza alle scienze naturali, nel successivo si parla delle scienze siociali. Il tutto mi sembra portatore di confusione.

--Danilo 22:16, Ago 6, 2005 (CEST)


il concetto di "verità"modifica wikitesto

Non necessariamente questo processo rigoroso conduce ad una verità universalmente condivisa è probabilmente vero, ma non è questo il punto. La frase precedente stava a dire che la pretesa della conoscenza scientifica è di raccogliere "verità" su cui due persone, messe di fronte al fenomeno, non possono che concordare. Questo non vuol dire che tutti debbano essere d'accordo che essa "sia la verità", perché per esempio qualcuno può negare validità cognitiva al processo sperimentale. Sebbene in ambito scientifico siano centrali interpretazioni personali o soggettive, alla base ci sono comunque dei fatti concreti sui quali tutti convengono. Poi esistono quelli che dicono che è vera una teoria e altri che dicono che è vera un'altra, ma tutti cercano di raccogliere prove allo scopo di "dimostrare" l'universalità e la bontà dei propri enunciati. Il senso di una disciplina scientifica è proprio quello di raggiungere una verità che, per il mezzo stesso con il quale la si raggiunge, non è se non condivisa. L'essenza della differenza tra una conoscenza scientifica e una non scientifica è esattamente questa. Pertanto chiedo se non sia meglio ripristinare la versione precedente:

"Per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un processo sistematico di acquisizione delle stesse allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi della verità universalmente condivisa."

Gbnogkfs 14 giugno 2006, 0:07 (TMEC)


vi sono 2 tipi di verita' , quella opinabile e quella non opinabile , questa affermazione fu detta dal buhhismo a tempi a dietro oggi le si puo' dividere come non opinabile alla scenza e invece quella opinabile al vaticano , spiace dire questo , perche' dovrebbe essere al contrario , se lo fosse stata forse a quest' ora vi sarebbero stati moltissimi meno problemi ^ primo non e' opinabile che tutto si muove ,tutto vibra quindi , mentre oggi e' assai molto opinabile che dio c' e' pero' .....incosenza totale ^ il regno di dio e' la 4 dimensione , quella volumetrica , non e' opinabile che vediamo in 3d , se lo e' questo , io non avrei piu' nulla da dire , il concetto unito ad una dose di felicita' il concetto di illuminazione , indice che si e' un po' ovunque , senza la perdita completa totale inesauribile e quindi non piu' recuperabile della propria identita' , cosi' e' stato detto dalal chiesa sul concetto di vuoto tanto amato gia' da tempo dall' oriente ^ io non so' perche' hanod etto questa voglia non ho capito se mai loro provata , il conosce quello che mai conosciuto significa per un medico evolversi difficilissimo oggi avere l' illuminazione sulla terra , non tutti gli illuminati sono uguali il dailai lama arriva attraverso la meditazione , il taoismo attraverso lo sciamanesimo , un' altro metodo , ma tutti e due adorano la stessa cosa , il vuoto , il concetto piu' razionale possibile per indicare l' onnipresente madre dell'atomo tutto l' insieme totale che passa dal defecare , fino alla sfumatura di un sentimento attraverso l' atomo ^ quello piu' piccolino e' quello dell' idrogeno , in pratica un protone che ha perso il suo ecquilibrio e ha attirato un elettrone ^ definizione ufficiale dei ricercatori massimi sull' atomo , mai successo che un qualcosa perda di ecquilibrio nel cosmo , il motivo e' una vera e propria fecondazione , un qualcosa di vero reale e' entrato nei quark e ha raffereddato una parte rimpicciolendo il protone , mica le dimensioni di un protone cosmico sia come quello dell idrogeno adesso e' quello che e' successo la ra' il sole giallo e' piccolissimo come sole e ha in satellite mercurio , esempio di sciamanesimo taoista , cambia anche la gentilezza tra un taoista e un vero buddhista spiace dire ma e' cosi' , la 4 dimensione serve a capire anche , siamo o no figli delle stelle? una verita' non opinabile e' quella che cosi' come sta andando oggi sulla terra non va beneQuesto commento senza la firma utente è stato inserito da 151.30.74.242 (discussioni · contributi).

Sequenza voci correlatemodifica wikitesto

L'elenco delle voci correlate andrebbe messo in ordine di importanza o significanza piu che in ordine alfabetico--Democrito 01:16, 3 ago 2006 (CEST)


Rasoio di Occam e sistema solaremodifica wikitesto

Il sistema eliocentrico e' stato provato con osservazioni astronomiche che vanno ben oltre la scelta fra due modelli in funzione della semplicita' delle formule matematiche usate per spiegarli. Il paragrafo matematica mi sembra che stia diventando un poco POV o quantomeno soggetto a teorie personali. Oppure e' da riscrivere eliminando interpretatzioni ambigue.--Bramfab 15:16, 3 nov 2006 (CET)

Mmmh... digressioni di questo tipo mi lasciano in effetti perplesso. Riflettiamo un po' su come impostare questa voce difficile in modo più razionale, magari dando un'occhiata alle cugine in lingua straniera. Ylebru dimmela 19:23, 3 nov 2006 (CET)

Sono d'accordo che il paragrafo possa indurre in errore o ad imprecisioni. Storicamente il passaggio è avvenuto per ben altre ragioni, ma oggigiorno credo che si possa rivedere questo sistema con un occhio moderno. Forse al fine di non cadere in fraintendimenti si potrebbe aggiungere un paragrafo sulla scelta storica. Cercherò una soluzione da proporvi. Per quanto riguarda il "personale" sono perplesso, ma assolutamente aperto a discussioni; avendo apportato il mio pensiero non posso certo ritenerlo universale. Sono felice di vedere che una voce così importante non sia stata messa nel dimenticatoio, l'avevo vista un po abbandonata e ho voluto apportare delle informazioni nuove e, come detto prima, non pretendo imporle .--Lahan

In effetti preferisco eliminare tale parte, perché forse troppo complessa e troppo poco sviluppata (soprattutto non è questo il luogo), ma ritengo che sarebbe necessario aggiungere o citare il concetto del rasoio di Occam almeno in un paragrafo --Lahan 22:04, 5 nov 2006 (CET)

Caro Lahan, dopo queste tue ultime modifiche la voce mi sembra meno confusa, per quanto il paragrafo sia piuttosto claudicante, (vedi la frase finale su B. Russel che sembra caduta li' per caso) come d' altronde e' inewvitabile che lo sia, essendo una voce in progress scritta a piu' mani. Il rasoio di Occam e' trattato in epistemologia , rasoio di Occam e potrebbe essere inserito in metodo scientifico. Sarebbe anche da vedere come tutte queste voci, incluso le altre collegate non finiscano per essere doppioni o voci similari, trattate con visuali o basi/approcci cultural/filosofiche diversi. In ogni caso cercherei degli esempi meno complessi (aih ! mi son tagliato col rasoio) e citerei anche casi in cui il criterio del rasoio sembra dover venir meno (per esempio la dimostrazione del mappa dei quatto colori). Ciao --Bramfab 11:01, 6 nov 2006 (CET)

Ti ringrazio per i commenti e sto cercando di raccogliere più informazione, ma sinceramente non vedo la connessione tra la mappa a quattro colori ed Occam...

Inoltre il discorso del rasoio di Occam è estremamente complicato perché non scientifico, ma squisitamente imposto, il che ci riconduce alla scelta della matematica come rappresentazione della Natura. Non voglio arrivare a dire che la matematica deriva da Occam, ma è certo che se la matematica descrive bene la Natura, è inutile trovare altri assiomi per complicarla; esiste comunque il rovescio della medaglia, quando definiamo che la matematica che abbiamo descrive bene la Natura? Bisogna quindi definire dei limiti entro i quali il rasoio possa funzionare, perché è chiaro che essendo la scienza evolutiva, come si può definire a priori che certi assiomi siano inutili? --Lahan 17:04, 6 nov 2006 (CET)

Molto brevemente sposterei la discussione nelle pagine del progetto matematica, cio' per coinvolgere un maggior numero di utenti ed evitare il rischio teorie personali. La mappa dei 4 colori l' ho citata perche' la sua dimostrazione, non allineata con la usuale linearita' ed apparente semplicita' di altre dimostrazioni matematiche ha suscita perplessita', in questo senso IMHO ho visto un possibile legame col rasoio. Ciao --Bramfab 19:13, 6 nov 2006 (CET)

Scusate se faccio ancora un intervento praticamente inutile: non ho tempo adesso di contribuire, ma vorrei farlo presto. Teniamo conto che le voci di carattere generale sono le più difficili da scrivere, e questa è forse una delle più complesse di tutta l'enciclopedia! Ylebru dimmela 19:19, 9 nov 2006 (CET)

Una mela al giornomodifica wikitesto

Effettivamente ... sic. Precisando che a leggere altri interventi sembra ci sia da parte dell'autore una disponibilità molto minore ad accettare critiche o segnalazioni, ma anche solo capire meglio il funzionamento di Wikipedia. --felisopus (abusa pure del mio tempo) mail 14:51, 3 giu 2007 (CEST) In compenso il suo sito fa pubblicita' a maghi e veggenti --Bramfab Parlami 12:05, 4 giu 2007 (CEST)

Definizione di scienzamodifica wikitesto

Proporrei di modificare la definizione di scienza con l'aggiunta di tre parole, in modo che si legga così: "Per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un preciso processo sistematico di acquisizione delle stesse (metodo scientifico) allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi di una verità universalmente condivisa." al fine di lasciar intendere senza possibilità di equivoco che il metodo scientifico è uno e uno solo.

Inoltre, non sono sicuro che uno degli obiettivi della scienza sia ottenere una "verità universalmente riconosciuta", e vorrei aprire una discussione in merito per decidere se rimuovere quet'ultima parte della definizione - soluzione per la quale propenderei. credo infatti che parlare di una "verità universalmente condivisa" sia inesatto perchè un po' distante dal concetto scientifico di verità, poichè quest'ultima è verificabile o smentibile solo attraverso il metodo scientifico.

Ringrazio per l'eventuale attenzione alla mia proposta...

Orazio

  1. "il metodo scientifico è uno e uno solo."

Mi sembra un'affermazione al quanto pesante visto che non vi e' ne definizione specifica ne tanto meno unanimita' per quanto riguarda la struttura di un eventuale metodo scientifico. Proporrei che un articolo senza tendenze dovrebbe parlare di 'scienza' come "attivita' dell'uomo" che la societa' occidentale riconosce come forma legittima, e a volte unica, di inseguimento al sapere. Affermare che la scienza e' 'obbiettiva' o basata su 'fatti' e 'osservazioni' e' una posizione non del tutto disinteressata. --Dakrismeno 15:03, 16 gen 2008 (CET) --Dakrismeno 15:03, 16 gen 2008 (CET)

La definizione di scienza attualmente nella voce è la seguente: "Per scienza si intende un sistema di conoscenze ottenute attraverso un'attività di ricerca prevalentemente organizzata e con procedimenti metodici e rigorosi, allo scopo di giungere ad una descrizione, verosimile, oggettiva e con carattere predittivo, della realtà e delle leggi che regolano l'occorrenza dei fenomeni". Si dice: "si intende"; la mia domanda è: chi intende la scienza così? La storia del pensiero scientifico presenta innumerevoli definizioni di scienza. La definizione attuale sembra il frutto di un accordo almeno per il momento relativamente stabile tra la visioni di diversi utenti. Tutti scienziati noti e affermati?--151.20.162.243 (msg) 22:44, 27 nov 2017 (CET).

Reichenbach ed il potere predittivo della scienzamodifica wikitesto

Servirebbe un cenno alla capacità della scienza di prevedere eventi altrimenti inaspettati, Hans Reichenbach lo spiegava bene. Con Popper c'è stato (IMHO) un passo indietro, perchè c'è stata un'attenzione eccessiva sulle teorie e su come spiegano il mondo. Se si dimentica Reichenbach si perdono almeno due aspetti importanti, molto evidenti all'uomo comune e stranamente poco citati dai filosofi:

  • la storia della scienza è la storia di un progressivo aumento del controllo del mondo naturale da parte dell'uomo
  • la storia della scienza evidenzia un progressivo accrescimento della conoscenza.

Ambedue gli aspetti sembrano inavvertiti in Popper e trascurati dai suoi critici. Stranamente la critica più pesante del falsificazionismo, come teoria incoerente, la ritrovo in Robert Nozick (Invarianze). Anche Enrico Bellone mi appare però decisamente critico su tali aspetti (Lineamenti naturalistici per la storia e la filosfia della scienza).Truman 17:12, 29 nov 2007 (CET)

Verità condivisa?modifica wikitesto

Nell'intestazione c'è scritto che la scienza mirerebbe ad una verità condivisa: ma condivisa da chi? Quando mai la scienza mira alla condivisione? La velocità della luce è tale perché è condivisa? E magari se le opinioni "condivise" in proposito cambiano, cambia anche la velocità della luce? Passo a correggere subito questa spiritosaggine. --Kerron 18:32, 27 gen 2008 (CET)

Ma non basta parlare di "descrizione precisa della realtà fattuale delle cose"? Che bisogno c'è di aggiungere "e in ultima analisi di una verità oggettivamente e universalmente valida"?. --Pokipsy76 19:03, 27 gen 2008 (CET)

Non confondiamo la scienza con una verità assoluta a cui aspirare. La scienza è verità condivisa da chi condivide il metodo scientifico, è tautologico, ma è la verità. Più in là è ben più difficile andare. --Bramfab Discorriamo 22:29, 27 gen 2008 (CET)

Piuttosto che dire una tautologia meglio non dire nulla sulla verità.--Pokipsy76 10:20, 28 gen 2008 (CET)

Non c'è bisogno d'affondare nel relativismo, la scienza deve arrivare a risultati condivisi e ripetibili, ma questi possono essere partecipati anche da chi possiede semplicemente intelletto per comprendere la realtà che lo circonda, pur non sottoscrivendo esplicitamente il metodo scientifico. Teniamo la locuzione "verità condivisa". -- Ma c'ero anch'io! 00:12, 29 gen 2008 (CET)

Ma tutte queste definizioni chi le ha date? qualche scienziato noto, qualche privato individuo? Nel primo caso ci vorrebbero le citazioni, nel secondo andrebbero proprio tolte--151.20.162.243 (msg) 21:53, 27 nov 2017 (CET)

Spinoza e Kantmodifica wikitesto

Non capisco cosa c'entri Spinoza con il tema del sistema e della scienza. La geometria di cui parla Spinoza non riguarda la scienza ma la morale come dice il titolo della sua opera (Ethica more geometrico demonstrata).

La geometria di cui parla Spinoza è la geometria euclidea che Spinoza assume come modello per la struttura del suo trattato; definizioni, postulati, assiomi, scoli, corollari ecc.; a differenza di Euclide Spinoza ritiene che la sua Ethica non abbia per oggetto soltanto le proprietà delle figure, ma l'essenza della realtà (in genere un buon manuale di storia della filosofia spiega questo punto, talvolta anche con l'ausilio dei testi dell'autore--151.20.171.234 (msg) 20:36, 25 giu 2017 (CEST).

Per quanto riguarda Kant questi parla di sistema riferendolo alla metafisica nella Dialettica trascendentale dicendo che "l'idea della ragione è il tentativo che fa la metafisica di organizzare in un sistema unico tutti i concetti elaborati dall'intelletto" ma essendo l'idea priva di contenuto questo tentativo fallisce per cui l'idea non ha nessun valore conoscitivo per cui è pura e semplice astrazione metafisica. Questo lo dice, ripeto, a proposito della metafisica e non della scienza di cui ha già risolto il problema nella Estetica trascendentale.--Gierre (msg) 09:47, 2 set 2008 (CEST)

Il concetto di scienza in Kant è oggetto di numerosi studi nonché congressi internazionali; non solo negli studi espressamente dedicati a quel concetto, ma anche in altri che si occupano di altri temi. Non mi pare, come accade spesso, che sul tema ci sia unanimità tra gli interpreti (mi riferisco alle lingue a me accessibili; inglese, tedesco, francese, olandese, spagnolo, italiano; delle altre non saprei che dire perché la ricerca su Kant è molto viva in Cina, Giappone e Corea). Per cui, inevitabilmente, quando si vuol dire che cosa si scienza per Kant si propone una visione che altri potrebbero non condividere. Per limitarsi alle tre Critiche, mi sembra di poter affermare che il concetto cambia in ognuna di esse. Sistema è infatti contrapposto ad aggregato e ogni critica dà al sistema una sua configurazione. Per esprimersi schematicamente: il sistema della critica è tripartito (tre Critiche), il sistema della metafisica è bipartito (metafisica dei costumi e metafisica della natura); ma ci sarebbe ancora molto da dire. Non si può invece condividere quanto scrive l'utente Gierre circa il fatto che l'idea sia pure e semplice astrazione metafisica; nella seconda Critica esse assumono il significato di ipotesi come le chiama Kant, non di astrazioni e queste ipotesi sono dimostrate apoditticamente dalla "conoscenza pratica", ovvero dalla morale. Non è inoltre condivisibile la tesi che il problema della scienza sia risolto nell'Estetica trascendentale, perché al contrario esso è tema essenziale dell'Analitica trascendentale, della Dialettica, delle tre critiche e di Metafisica dei costumi 1797 e Primi principi metafisici della scienza della natura del 1786--151.20.171.234 (msg) 20:15, 25 giu 2017 (CEST).

Critica alla sezione "Obiettivi della scienza"

L'ultima frase "...Lo scopo ultimo della scienza è la comprensione e la modellizzazione della natura al fine di potere prevedere e possibilmente intervenire sullo sviluppo di uno o più fenomeni..." non arriva al nocciolo:

L'idea che inaugura l'indagine scientifica sorge da un desiderio di salvezza e si evince dalle parole "...prevedere e possibilmente intervenire sullo sviluppo di uno o più fenomeni.".

Lo sfondo psicologico è sempre dato da una prospettiva di salvezza che avvia una lotta, nei suoi recessi psicologici più profondi, sempre contro la morte. Per la scienza la morte è quindi interpretata come un evento anomalo da contrastare, come fosse un errore genetico, un virus. La scienza medica ne è l’emblema.

Ciò che seguè è una analisi psicologica e filosofica sull'indagare scientifico.

La scienza è il Dio dell’ateo

La scienza è nata dalla filosofia in contrapposizione ai miti degli Dei quindi rifiuta il concetto di fede e si fa forte dei dati empirici. Ma un dato empirico si ottiene da un cosmo che è ignoto. Ignoto è tutto ciò che è posto al di là dell’Io. Solo in seguito all’esperienza dell’Io si ottiene un dato empirico.

Ogni domanda sorge quindi dal dubbio sul mistero che le cose hanno in quanto sono poste al di la dell’io.

Il dubbio è figlio delle paure di non conoscere mai la forma di quel dipendere cosmico che in tutte le civiltà ha sempre generato l’idea di almeno un Dio. Un dipendere che inaugura perciò una speranza in contrapposizione a una potenziale minaccia (questo è il dubbio nei suoi più profondi recessi).

Di fronte al dubbio, ogni passo verso quell’esterno che non è diventato ancora esperienza è anticipato da un “credere” che quella che si vuol percorrere sia la strada giusta. Solo in seguito sarà appurata una verità dalla prova empirica. Credere è fiducia, fede. La scienza è quindi anch'essa costituita da una fede, perciò illumina come un Dio.

Lo scienziato vive così una contraddizione.

L’utopia scientifica sta nel concetto di “migliorare”.

Ogni forma del cosmo sottostà a una “funzione di dipendenza”. Dalla forza di gravità cui le masse sono sottoposte e che contemporaneamente causano, all’aria che l’uomo per vivere deve respirare; dalla salute di ognuna dei miliardi di cellule da cui un organismo pluricellulare dipende, ai danni che lo stesso agire globalmente di quell’organismo può procurare alle sue cellule.

Con il termine “scienza” si è isolata una prospettiva sulla globalità. Quella globalità che un tempo era carpita nella filosofia. Una prospettiva che tende ad allontanare l’uomo dal resto della natura così com’è data; a interpretarla come ostile; a vederla come in contrapposizione a se stesso, quindi a tentare di modificarla in base al concetto di “miglioramento”.

Il concetto di "migliorare" è sempre riferito a un rapporto con qualcos'altro all'interno di un'unità.

Mentre la scienza, mediante il progresso tecnologico, vanta di aver creato i farmaci e di proteggere l'umanità per tanti motivi e, a riprova di questo, si fa forte di una popolazione straordinariamente aumentata e più longeva, obnubilando l'aumentato numero di malati e malattie da inquinamento causato dalla stessa tecnologia, quel rapporto con l'altro lato dell'unità si rivela in un minor spazio e risorse sempre meno disponibili.

Nel suo processo crea distruzione e ricostruzione, malattia e cura, ma la tendenza finale, almeno per quel che riguarda la salute attuale del pianeta, è la distruzione.

Come riempiendo una bottiglia di acqua si riduce automaticamente l'aria all'interno. È una legge logica universale in cui un lato dell'unità è sempre dipendente dall'altro.

Questo anche perché la scienza, se vuole uscire dalla pura contemplazione filosofica e operare fisicamente, necessita di fondi economici che, nella maggior parte dei casi, sono elargiti da capitalisti il cui fine, come dice il nome, è l’aumento del capitale, non di certo l’armonia con la natura.

Così l’uomo è caduto come in un loop infernale entro il quale non sa rinunciare alla stessa tecnologia che lo sta strangolando. Forme di vita estinte o soffocate per sopperire alla produttività capitalistica alla quale la scienza si è assoggettata per ricerche tecnologiche, chimiche, batteriologiche e genetiche.

Poi, percependo questo risultato non come “da evitare”, ma necessario, immagina e anticipa la fanta-scienza di colonizzare altri pianeti e magari ripetere, anche là, lo stesso processo.

A conti fatti non esiste nessun miglioramento che è sempre bilanciato da un peggioramento sia nella natura, tra cura e malattia, progresso e inquinamento, che negli aspetti umani tra il “benessere” della ricchezza e delinquenza dalla povertà, lavoro e libertà. Tutto ciò per una competizione dell’uomo sulla natura e dell’uomo sull’uomo. Il risultato non è un miglioramento ma una complicazione.

A riprova del fatto che la scienza non è necessaria se non a contrastare lo stesso agire umano, è sufficiente osservare popoli che vivono tuttora in ambienti “ostili” come l’amazzonia senza alcuna scienza, tra gli animali più pericolosi e alluvioni, da quando l’uomo è comparso sulla terra.

Il paradiso inconscio dello scienziato.

Dove vuole arrivare la scienza?

Qual é l'idea più profonda che alberga nella psiche dello scienziato?

Lo scienziato che è morto con quelle idee, riponeva in esse una speranza per l'umanità futura nella quale egli s’identifica. Nella sua psicologia rientrano sempre gli stessi concetti di una religione monoteistica: credere, sperare, fede in questo caso nella scienza.

Il suo paradiso è posto nel futuro come vittoria su di una natura in cui la morte è interpretata come un virus da sconfiggere, un errore genetico e non, per esempio, una trasformazione necessaria come stadio evolutivo da una struttura ad un'altra. La morte, poi, avviene anche al di là del codice genetico, per un semplice trauma.

Non si rendono conto della contraddizione insita nella loro ideologia:

1)Da un lato desiderando l'immortalità nella vita reale, considerano di conseguenza la morte il fallimento per eccellenza.

2)Dall'altro, nella coscienza della propria mortalità, ripongono la speranza nel futuro dell'umanità grazie alla scienza e, in quel futuro, immaginano di parteciparvi proiettandosi come fosse il loro paradiso desiderato. Rinnegano un paradiso ma lo desiderano inconsciamente ponendo un merito del loro travaglio nel futuro.

Il paradiso è sempre presente nell'immaginario umano, che sia nella realtà oppure oltre la morte, è sempre nel futuro ma, quando non si accetta la realtà presente, genera psicopatologie con le relative azioni.

Ciò che cambia è solo l'idea di sfondo che può diventare sempre più l'origine di un circolo di dannazione.

Ghedini Filippo 06/06/2010 Questo commento senza la firma utente è stato inserito da Daredevil665 (discussioni · contributi) 15:59, 7 giu 2010 (CEST) (CEST). Skywolf (msg) 14:32, 20 ago 2010 (CEST)


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Skywolf (msg) 14:21, 20 ago 2010 (CEST)
Penso che l'analisi qui sopra abbia certe verità, per cui se l'autore è d'accordo e non ci sono ostacoli, direi di inserirla in uno spazio apposito, non su Wikipedia, ma su Wikibooks. --Aushulz (msg) 01:35, 4 apr 2011 (CEST)
Penso che questo sia solo un delirio postmoderno che non significa niente, quindi non sono affatto d'accordo ad inserirla su wikibooks. Chi parla di scienza deve conoscere la scienza, non mettere assieme frasi senza significato. Le certe verità Aushulz le vedi solo tu. --Gfpaleorna (msg) 00:49, 30 ott 2018 (CET)
Penso che l'intervento sia innanzitutto da cassettare per WP:COMIZI e mi meraviglio non sia stato fatto prima. Le pagine di discussione di Wikipedia non sono uno spazio per bloggers. Appare evidente anche dal resto della contribuzione che l'autore era interessato a esprimere da qualche parte pensieri personali piuttosto che a dare un contributo concreto ed enciclopedico, intanto procedo in tal senso.--Shivanarayana (msg) 09:54, 30 ott 2018 (CET)

Scopo della scienzamodifica wikitesto

Un utente ha eliminato questa parte, giudicandola non abbastanza importante. Secondo me invece è una frase sempre vera ed è importante a capire parecchi dibattiti tra scienza e religione; tale frase affermava che lo scopo della scienza è capire "come" avvengono i fenomeni, non "perché" avvengono. Chi ha studiato la fisica, la chimica e altre materie scientifiche si renderà conto che ciò è vero: ad esempio ai medici non interessa per dare una cura sapere perché nasciamo, perché cresciamo e perché moriamo (se ad esempio è causa di un intervento divino, del caso o di un rigore predeterministico), ma interessa sapere come nasciamo, come cresciamo e come moriamo (in particolare la fisiologia del corpo umano). In altre parole, la parola "perché" assume un significato differente in ambito religioso-filosofico e in ambito scientifico: in ambito religioso-filosofico si cercano i motivi "soprannaturali" (cioè non fisici) che giustificano un determinato fenomeno, mentre nel caso scientifico si cercano i fenomeni fisici che hanno preceduto/causato il fenomeno studiato. Ad esempio, alla domanda "perché nasciamo" la religione può rispondere "perché Dio nella sua bontà ci ha voluto donare la vita", mentre la scienza può rispondere: "perché i nostri genitori ci hanno concepito fisicamente"; come vedete, nessuna delle due risposte esclude l'altra, per cui il significato della parola "perché" cambia nei due casi.
Nello spirito collaborativo di Wikipedia, lascio qui questa mia opinione: se è condivisa da tutti e servirà all'utente che ha cancellato la frase in questione a ricredersi, vi invito a reinserire la frase in questione, magari aggiungendo una fonte (in qualche libro se ne sarà parlato); in ogni caso capisco che parlare di religione, filosofia e scienza può portare a dibattiti non inerenti allo scopo enciclopedico di Wikipedia, quindi se la mia discussione rischia di portare a editwar o lunghe discussioni inconcludenti, vi autorizzo a cancellarla e ad ammonirmi. --Aushulz (msg) 01:31, 4 apr 2011 (CEST)

essendo Wikipedia un'enciclopedia, essa non dovrebbe contenere opinioni personali, altrimenti se tutti scrivessero il proprio parere diventerebbe un bel pasticcio--151.20.181.207 (msg) 21:50, 27 nov 2017 (CET)

Scienze esatte e scienze sperimentabilimodifica wikitesto

Secondo come è adesso la voce, sembra che le scienze sperimentabili sono scienze esatte. Ma la matematica, scienza esatta, è sperimentabile?--Tenan (msg) 19:34, 17 feb 2012 (CET)

Imprecisioni relative alla parte "Scienza e matematica".modifica wikitesto

Allora, tendo a sottolineare delle imprecisioni relative alla parte "Scienza e matematica". Ebbene, la prima imprecisione sta nel fatto che si tende a considerare la matematica come uno strumento creato dall'uomo; il che non può considerata un'asserzione esatta, poiché rimane ancora una questione aperta in filosofia della matematica. La seconda imprecisione, sta nel fatto che si tende a considerare la matematica come uno strumento di approssimazione, in modo da descrivere sempre con maggiore verosimiglianza la realtà. Ma ciò rifiuta la questione che la natura sia governata dalla matematica, poiché, appunto, essa è solo un'approssimazione. Ma... se fosse confermata una teoria del tutto? Beh, sarebbe un vero trionfo della matematica. Come si può vedere, quindi, la questione rimane aperta. Terza ed ultima imprecisione (ma non per importanza), riguarda l'errata distinzione che si fa tra matematica e scienza, come ricerca pura e applicata; infatti, si tende a considerare le due cose indipendenti, il che è assurdo. La distinzione esatta che si dovrebbe fare tra scienza e matematica, come ricerca pura e applicata è la stessa fatta a scienza e tecnologia: le due cose sono indissolubili. Perché, oggi come oggi, ha ancora senso parlare di ricerca "pura"? Beh, magari essa lo è solamente ed esclusivamente per lo scienziato, in quanto, serve a soddisfare in lui un qualcosa di molto profondo, che sia inquinato da applicazioni pratiche, appunto puro, e cioè la sua curiosità. Anonimkultra 12:04, Set 9, 2012 (CEST)

Condivido i tuoi dubbi. Aggiungo che il concetto di "approssimazione" potrebbe calzare meglio all'ingegneria, mentre la matermatica è una delle cose più esatte che ci siano. Infatti l'ingegneria fornisce dei metodi che riescono a dare una "stima": tale stima è appunto un'approssimazione che viene fatta per motivi pratici; ad esempio ad un ingegnere poco importa se la densità dell'acqua è 1 kg/m3 o 0,999923245686145871236124576 kg/m3, mentre per i matematici la precisione non è mai troppa, per cui gli ingegneri utilizzano in genere numeri approssimati a 3, 5 o al massimo 10 cifre decimali, mentre i matematici fanno uso di numeri "esatti", senza approssimazioni di alcun tipo. Ovviamente nella voce il termine "approssimazione" è inteso in un altro senso, cioè come "attinenza" con la realtà. Da questo punto di vista la matematica è "poco attinente" alla realtà: i modelli matematici più evoluti (ad esempio la teoria del caos) riescono infatti a "imitare" la natura ma non la descrivono in maniera completamente esatta, in quanto l'imprevedibilità e la casualità sono presenti ovunque nella realtà, nella matematica invece non sono presenti.
Tornando a noi: come dobbiamo agire sulla voce? Cosa bisogna modificare e in che maniera? --Aushulz (msg) 14:55, 9 set 2012 (CEST)

Non credo che ci siamo perfettamente intesi: non è che la matematica ha poca attinenza della realtà, ma la nostra matematica ha poco attinenza della realtà, per cui dobbiamo - almeno per ora - limitarci ad approssimazioni. Il caos, ad esempio, è perfettamente deterministico, ma la nostra limitata comprensione di quest'ultimo fa sì che dobbiamo limitarci a queste approssimazioni. Per quanto riguarda alla modifica, cerchiamo prima di metterci d'accordo su questo aspetto. Anonimkultra 15:35, 9 set, 2012 (CEST)

Penso che nel significato siamo concordi, ma non nella terminologia. In particolare dovremmo metterci d'accordo su cosa intendiamo per "approssimazione" e "attinenza" ed eventualmente adottare altri termini non ambigui. Infatti in matematica e in ingegneria il termine "approssimazione" ha un significato ben preciso, che corrisponde a quanto una certa grandezza calcolata si discosti dal valore reale. Per "poco attinente" intendo che nella realtà non "vediamo" con i nostri occhi logaritmi passeggiare per strada o funzioni coseno svolazzare nel cielo: gli enti matematici sono semplicemente delle "astrazioni" (o come le vogliamo chiamare) che hanno il ruolo di interpretare la realtà, che non è fatta di matematica, bensì di fenomeni fisici. La matematica è semplicemente un mezzo che serve alla nostra mente per comprendere i fatti fisici, che altrimenti rimarrebbero solo mere "osservazioni".
Inoltre la matematica, sebbene sia intrinsecamente "esatta" (cioè non dia adito a contraddizioni interne) è comunque un mezzo creato e adattato dall'uomo per studiare fenomeni che prima dell'avvento della matematica l'uomo non capiva, per cui possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma in ogni caso la matematica e la realtà fisica sono due cose distinte, in quanto la matematica è stata creata dalla mente dell'uomo, mentre la realtà fisica esiste a prescindere dall'esistenza dell'uomo e della mente umana. Il collegamento tra la matematica e la realtà è stato voluto dall'uomo, che ha adattato la matematica alle sue esigenze (ad esempio creando nuovi enti matematici a partire da quelli esistenti).
Comunque mi sa che così non andiamo da nessuna parte: mi sa che è meglio se iniziamo a cercare fonti attendibili e riportare quelle, altrimenti possiamo anche dire cose giustissime, ma rischiamo di creare una ricerca originale.
Secondo te a quale autore o corrente di pensiero dovremmo conformarci per avere una definizione più "moderna" possibile della matematica? --Aushulz (msg) 18:33, 9 set 2012 (CEST)

Allora, tu consideri la matematica come pura astrazione, e pertanto prodotto della mente umana; ma per tua informazione ci sono delle scuole di pensiero che prendono posizioni nettamente opposte, si veda, ad esempio, ai platonici (platonismo matematico); per non parlare poi della teoria di Tegmark, secondo cui la realtà è matematica. Io non voglio assolutamente conformarmi su un autore, su una scuola di pensiero, ma rimanere in una posizione neutrale. (Anonimkultra) 19:42, 13 set 2012 (CEST)

Anch'io voglio rimanere in una posizione neutrale, ma pensavo che nel 2012 tra i matematici e gli scienziati in genere si fosse affermata un'ottica comune riguardo alla matematica. Se non è così, o illustriamo nella voce almeno i pensieri più accreditati in merito oppure forniamo una definizione più generale possibile senza scendere nei dettagli. --Aushulz (msg) 00:15, 14 set 2012 (CEST)
Fra matematici e scienziati l'ottica e' comune (o meglio esistono prese di posizione diverse ma partendo da basi ben diverse vedi Ernst Mayr), ma esistono quando si confrontano con scuole di pensiero filosofiche i cui esponenti vogliono discutere di matematica ma non sono ne in grado di descrivere matematicamente la caduta di un grave, ne di spiegare perché cadendo nell'atmosfera un grave non segua perfettamente le leggi scoperte da Galileo, figuriamoci quando si passa alle teorie del caos!. Sono invasioni di campo, strano che raramente accada l'opposto di un matematico che spieghi ai filosofi perché non saranno mai in grado di spiegare e capire la realtà.
Detto questo il paragrafo e' penosetto, ma non semplice da riscrivere, abbisognerebbe almeno di un miglior supporto di fonti, come tutta la voce, che e' scritta "a orecchio" senza un valido supporto di fonti.--Bramfab Discorriamo 11:08, 14 set 2012 (CEST)

Descrizione: un paragrafo da buttaremodifica wikitesto

Questo processo consente il raggiungimento di un corpo di conoscenze in qualche modo oggettivo, ovvero teoricamente verificabile da chiunque e ovunque, al contrario del sapere filosofico da cui la scienza prende origine distaccandosene sin dall'inizio. Inoltre, a differenza della filosofia, la scienza è per sua natura tendenzialmente cumulativa, ovvero ciascuna scoperta, una volta verificata, si aggiunge alle precedenti senza rigettarle mai completamente, fornendo al più teorie di validità più generale che ricomprendono le precedenti come caso particolare.

4 errori:

1) "e ovunque" --> no. La proposizione "il monte Everest è alto 8848 metri" può essere considerata una proposizione scientifica, eppure non può essere verificata ovunque.

2) "al contrario del sapere filosofico da cui la scienza prende origine distaccandosene sin dall'inizio". --> Come dire che invece il sapere filosofico è un'insieme del tutto arbitrario d'opinioni. Nulla di più falso: anche la filosofia ambisce ad un sapere "in qualche modo oggettivo" - non doxastico.

3) "a differenza della filosofia, la scienza è per sua natura tendenzialmente cumulativa". --> Evidentemente chi ha scritto questo passaggio non ha presente Hegel.

4) "la scienza è per sua natura tendenzialmente cumulativa, ovvero ciascuna scoperta, una volta verificata, si aggiunge alle precedenti senza rigettarle mai completamente, fornendo al più teorie di validità più generale che ricomprendono le precedenti come caso particolare." --> Proprio no. La storia della scienza è stracolma di rivoluzioni, dove appunto una nuova teoria prende il posto d'una vecchia, che viene rigettata completamente.

(Bramfab, ho segnalato l'inesattezza di questo paragrafo evidenziandone alcune parti come bisognose di fonti. Con questo più preciso intervento critico spero di averti saputo far manifeste le mie perplessità prima forse non chiare) Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 143.239.9.1 (discussioni · contributi) 14:08, 5 mag 2015 (CEST).

1)La frase sottintende evidentemente le leggi o le scoperte del sapere, non misurazioni puntuali. 2)Opinabile, se fosse del tutto cosi' il contrasto mai sarebbe nato. 3)Hegel non è scienziato, il "semplice" sviluppo della matematica sottintende un processo cumulativo. 4)La teoria della relatività di Einsten per esempio non ha rigettato Newton--Bramfab Discorriamo 13:18, 9 mag 2015 (CEST)

1) Ma la scienza non si occupa solo di leggi! Bramfab, io ho l'impressione che la tua idea di 'scienza' si restringa alle sole cosiddette scienze esatte. Ma se Curiosity dovesse scoprire forme di vita su Marte, non sarebbe forse questa una grandissima scoperta scientifica? Certo. Sarebbe verificabile ovunque? No.

2) No guarda, chiedi a chiunque si occupi di filosofia, questo paragrafo fa accapponare la pelle. Fin dalle sue origini in Gracia il sapere filosofico si caratterizza come non doxastico (ovvero fondato sull'opinione), bensì epistemico.

3) Infatti il mio punto era: Hegel è considerato essere uno dei 'mostri sacri' della storia della filosofia - e concepiva questa proprio come una disciplina "per sua natura tendenzialmente cumulativa", dove ciascuna scoperta "si aggiunge alle precedenti senza rigettarle mai completamente"... cosa che questa voce (che ho appena citata) nega! Insomma, questa voce dovrebbe occuparsi di scienza, ma parla anche di filosofia, e lo fa a sproposito.

4) E grazie tante. La voce dice: tutti i cigni sono bianchi. Io dico: falso: ci sono molti cigni neri. Tu replichi: però quel cigno è bianco. E allora? La voce nega l'esistenza delle rivoluzioni scientifiche, ovvero processi in cui una visione dominante nel consenso scientifico viene sovvertita ed un'altra prende il suo posto. E'un errore grave. Vedi numerosi esempi Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 143.239.9.1 (discussioni · contributi) 10:34, 10 mag 2015 (CEST).


1) La possibilità di scoprire forme di vita o altrove dalla terra e' principalmente un problema di tecnica e strumentazione, non tanto di scienza di per se, salvo discutere quando una molecola complessa o un suo raggruppamento possa essere considerata vita. Se sara' trovata traccia di vita su Marte per verificarlo basteranno altre missioni indipendenti su Marte (problema finanziario non di scienza). Idem la misurazione dell'altezza del monte Everest e' ugualmente un problema tecnico che involve strumentazione e teoria dell'errore e permessi "politici" per muoversi lungo i confini di stati.
2)Fa accapponare la pelle ai filosofi sensu strictu moderni che ormai vedono che il pensiero scientifico si muove autonomente senza piu' sentire sudditanza verso i filosofi tour court, costruendo un suo sapere che non richiede ne cerca l'approvazione dei primi, anzi producendo i propri pensatori (si veda per esempio gli scritti di Ernst Mayr sulla filosofia della biologia), a loro volta ignorata dai primi.
3) Il punto e' semplicemente che oggi la Scienza può anche far a meno di Hegel. Sul cumulativismo della filosofia pesa da un lato il fatto che non esista un manuale di filosofia che in molti passi non contenga frasi del genere ... Caio rovescia l'interpretazione di Tizio ... , dall'altro che le cosiddette scoperte filosofiche non sono sottoponibili al metodo scientifico con quel ne consegue ...
4) Khun ha scritto cose interessanti, non accettate da tutti e molte delle cose che chiama rivoluzioni non sono avanzamenti della scienza che ripartono da zero, ma passi avanti con nuove visioni fondate sul cumulo di quanto scoperto, solamente riconsiderato con sguardo diverso. Lavoisier, per esempio non e' ripartito da alambicchi e crogioli per reinventare la chimica, anche se capisco che chi vede la cose da fuori (ovvero non fa scienza), fatica a capire come sono utilizzate scoperte e concetti preesistenti per avanzarne di nuovi. Per esempio in esempi si indica la tettonica a placca: questo e' il tipico esempio di rivoluzione che e' avvenuta grazie all'accumulo di tante scoperte ed osservazioni, di cui nulla e' stato gettato via dopo la sua scoperta, quella che e' stata buttata via e' l'idea di una litosfera statica. Incidentalmente alcune ipotesi sviluppate in precedenza per la terra statica ora sono riconsiderate in planetologia per alcuni corpi solari in cui non vi sono tracce di tettonica a zolle.--Bramfab Discorriamo 10:33, 11 mag 2015 (CEST)
Un saluto. Il paragrafo in questione, senza fonti di sostegno, sarebbe una ricerca originale oppure un pov presso da qualche manuale o da altre fonti. E rimane molto discutibile, come è stato indicato dall'utente anonimo. Per non fare qui un dibattito sulla scienza e sulla filosofia, la cosa migliore sarebbe cercare una buona descrizione dell'agire scientifico. Sicuramente non mancheranno libri e articoli sull'argomento.--Tenan (msg) 17:42, 11 mag 2015 (CEST)
Cercando le fonti ci sono, il problema e' quella della non facile mutua comprensione; oggi chi fa scienza e scrive di scienza, di alcune problematiche più' prettamente filosofiche non si cura e sopratutto ha occhio e orecchio per i filosofi greci e non per i posteriori, e mantiene il discorso sulla differenza fra scienze esatte (tipo matematica e fisica) e scienze storiche (dove per storiche intende scienze come biologia, geologia, non quelle umanistiche) talvolta distinte in hard e molli, sopratutto, pur senza cadere in un relativismo per il quale quello che e' giusto oggi, domani potrebbe essere errato, ha una visione più pragmatica e meno bianco/ o nera sulla conoscenza scientifica (vedi per esempio gli scritti di Orion e di Genzo che trovi qui) dei filosofi, che per l'appunto sembrano ancora fermi al problema dei cigni tutti bianchi e di quello nero.--Bramfab Discorriamo 11:43, 13 mag 2015 (CEST)

Scienza e filosofiamodifica wikitesto

Nella sezione "Descrizione" c'è una frase senza fonte che mi appare parzialmente errata: "Inoltre, a differenza della filosofia, la scienza è per sua natura tendenzialmente cumulativa, ovvero ciascuna scoperta, una volta verificata, si aggiunge alle precedenti senza rigettarle mai completamente, fornendo al più teorie di validità più generale che ricomprendono le precedenti come caso particolare". Non vedo alcun motivo di confrontare alla filosofia e trovo l'aspetto cumulativo troppo enfatizzato, la scienza è capace di rigettare teorie errate, il lamarckismo, le teorie di Lombroso, Lysenko, ... sono stati rigettati. Edito la frase lasciando il "senza fonte", ma cercando di dare un minimo di senso.--Truman (msg) 11:38, 9 giu 2017 (CEST)

Ho rivisto la frase, ma il concetto che la scienza (sempre e comunque) ingloba la conoscenza precedente è ripetuto nel testo ed è sostanzialmente errato, nella visione di Popper la falsificazione di una teoria la invalida semplicemente e niente garantisce che la vecchia teoria sia in qualche modo riutilizzabile. (Solitamente qui su wiki si usa classificare queste scienze scartate come "pseudoscienza"). Citavo sopra Reichenbach, il quale faceva molta attenzione alla crescita della conoscenza scientifica, ma neanche lui affermava che la teoria falsificata restasse in qualche modo limitato valida--Truman (msg) 11:54, 9 giu 2017 (CEST).

Volendo cercare fonti riguardo all'accrescimento della conoscenza scientifica, credo converebbe cercare qualche citazione di Reichenbach, o di Enrico Bellone. Anche Feyerabend, nel suo "Contro il metodo" faceva parecchi esempi su come la falsificazione di una teoria non riuscisse ad ucciderla.--Truman (msg) 12:03, 9 giu 2017 (CEST)

Edito anche il punto in cui si dice che "le nuove teorie inglobano le vecchie", frase che viene giustificata con le varie teorie della gravitazione. Però la meccanica quantistica non ingloba le vecchie teorie, in sostanza essa è radicalmente nuova. Ciò consente di studiare fenomeni microscopici con un minimo di senso. Analoghe sono teorie del caos (Prigogine e altri)--Truman (msg) 12:15, 9 giu 2017 (CEST)

Ho rimosso anche la frase "teoricamente verificabile da chiunque al contrario del sapere filosofico da cui la scienza prende origine distaccandosene sin dall'inizio", provando a rifrasare in modo più sintetico e sensato. In pratica ciò che distingue la scienza dalla filosofia è più l'esperimento che la universalità. I motivi sono già forniti qui sopra nella discussione. A occhio mi sembrano ancora mancare due punti importanti. (1) nella visione di Popper, generalmente accettata, una teoria è scientifica solo se è falsificabile, cioè deve essere almeno pensabile un esperimento per decidere se la teoria è vera o falsa. Su questo assunto Popper scartava Marxismo e Psicanalisi dal novero delle teorie scientifiche. Va detto che la teoria delle stringhe mi risulta classificabile in modo analogo come non falsificabile. (2) Il risultato delle falsificazione di una teoria a volte consiste semplicemente nell'esclusione di tale teoria dalla scienza e la sua inclusione nella junk science (scienza spazzatura). A Lysenko, Lamarck e Lombroso si può anche aggiungere la teoria della "madre frigorifero" di Bettelheim. Può sembrare poco fine, ma la capacità della scienza di scartare i suoi errori mi appare uno degli aspetti più potenti.--Truman (msg) 17:58, 14 giu 2017 (CEST)

Fonti: solo Popper?modifica wikitesto

Mi domando; come si può scrivere una voce su di un tema del genere facendo riferimento a un solo autore, cioè a Popper? Esiste una storia della scienza, una storia del pensiero scientifico, ci sono centinaia e centinaia di testi di filosofi e scienziati, centinaia e centinaia di testi critici sui singoli scienziati, ognuno dei quali aveva un suo concetto di scienza, diverso perfino all'interno del pensiero di uno stesso scienziato, perfino diverso all'interno di una stessa opera di ogni scienziato. Qui compare solo Popper e una definizione di scienza che vale per chi? In altre pagine c'è chi scrive "Scienza, poi, non è "chi" ma "cosa"". La domanda è: e chi l'ha detto?--151.20.178.245 (msg) 20:48, 26 giu 2017 (CEST)

Intanto ho aggiunto un riferimento a Reichenbach.--Truman (msg) 15:08, 29 giu 2017 (CEST)

Solo per avere un'idea della complessità della questione: Storia del pensiero filosofico e scientifico a cura di Ludovico Geymonat, Garzanti Libri, 1997 11 voll., 6450 p.

Ma cosa è scienza?modifica wikitesto

Ho letto la voce, va bene. Però, io alla fine rimango con un interrogativo: chi decide cosa sia scienza o meno? Dopo aver capito che, ad esempio, medicina e psicologia dovrebbero essere scienza, ma: filosofia, letteratura, storia, contabilità, diritto, e ciò che non è fisica, chimica e matematica, è scienza o no? A me sembra che la voce lasci la questione un po' ambigua o è perché è ambigua la questione? Ad esempio: su testi universitari di chiara fame si legge "la scienza contabile": è un errore o tanto nessuno può venire querelato se dice che qualcosa è scienza? --87.0.100.193 (msg) 16:52, 1 set 2017 (CEST)

Concordo, la questione è talmente complessa e viene discussa nel pensiero occidentale da millenni, che una voce di questo genere, scritta in questo modo, purtroppo, non ha grande utilità--151.20.186.99 (msg) 12:04, 26 nov 2017 (CET).

Allora se non è di grande utilità (cosi scritta), quale utilità avrà mai, se ne se discute da millenni e non se ne viene a capo, il libro e citazione dello stesso autore che hai inserito ?--☼Windino☼ Rec 12:23, 26 nov 2017 (CET)

L'utilità consiste nel cominciare a comprendere che la questione è dibattuta da millenni con soluzioni continuamente cangianti; per cui arrivare qui e dire scienza è questo, e scienza è quello e citare due o tre testi, quando da millenni ci sono pubblicazioni, scritti, congressi, scienziati, università ecc. che ne discutono, ribadisco, non è molto utile. Avrebbe più senso scegliere alcuni tra i filosofi, scienziati tra i più noti a tutti e citare qualcuna tra le loro definizioni di scienza, chiarendo bene al lettore che la questione, come molte di quelle di cui si tratta in un'Enciclopedia, ha una sua lunga storia, e una grande complessità. Per esempio citare Einstein e come lui definisce la scienza, oppure Galilei, Newton, Kepler, Darwin ecc. senza pretendere di dare proprie e personali definizioni di scienza. Questo è utile e si fa in ogni Enciclopedia--151.20.186.99 (msg) 12:36, 26 nov 2017 (CET)

Il mio appunto (ti) voleva dire: se ritieni una pagina così scritta poco utile, perché (hai) inserire una fonte libraria ? Cosa cambia ? a quale pro ? sono d'accordo che molte pagine che definiscono le materie dello sciibile sono quantomeno perfettibili. Ma o se ne prende atto, o si collabora e se lo si fa non è buttando li una fonte e dire bah. Saluti.--☼Windino☼ Rec 22:06, 27 nov 2017 (CET)

Ho capito la domanda e ho risposto: per quel che posso e negli ambiti di cui ho sufficiente conoscenza sto cercando di contribuire, citando le fonti; troppe sono le discussioni e le definizioni personali; troppi citano fonti senza leggerle, troppi si avventurano in campi che non conoscono e scrivono cose loro--151.20.162.243 (msg) 23:08, 27 nov 2017 (CET).

In via generale posso essere d'accordo con te. Facile buttare una fonte che, quando non è promo, è..chissà cosa tanto pochi controllano. Ma se non si parte dal presupposto della buona fede si entra in un mare di pattume. Ognuno proporrebbe del proprio. Nello specifico la voce non la conosco, mi limito al controllo di forma. Però piuttosto che sollevare obiezioni, se ritieni che la voce sia male proposta puoi benissimo integrarla. Non c'è nessun veto. Saluti--☼Windino☼ Rec 23:27, 27 nov 2017 (CET)

"Promo" di che cosa? Allora Wikipedia è già piena di "promo". In tutte le pubblicazioni si citano altre pubblicazioni che sono pubblicate da qualche parte e da qualche editore e da qualcuno; anche se citi Newton o citi i Philosophiae Naturalis principia mathematica nell'edizione originale del 1687, oppure se citi traduzioni o edizioni critiche in teoria tutto è "promo". Chissà cosa? C'è scritto che cosa è: Storia del pensiero filosofico e scientifico; Facile buttare? Io la ho letta e studiata; ad altri non è facile perché non sanno neppure che esiste, e quindi scrivono opinioni personali infarcite di luoghi comuni trovati qui e là senza saperne più di tanto, come ben si vede. Wikipedia è usata per lo più nelle scuole medie e forse superiori, oltre non si va perché gli esperti dei vari ambiti sghignazzano se la si nomina. Di integrazioni ne faccio anche altrove; per un po' resistono poi vengono cancellate anche se sono citazioni incontrovertibili. Quindi a che serve contribuire?--151.20.162.243 (msg) 01:36, 28 nov 2017 (CET).

Nel passo sopra non parlavo di tue integrazioni. Ed in senso generale promo (per me) è qualcosa che, a prescindere dalla sua veridicità, è riconosciuto da una massa tale che ne diviene parte integrante. A piccoli passi o con qualcosa di eclatante che stravolge il comune senso di consapevolezza ed allora non puoi non esserne coinvolto.--☼Windino☼ Rec 07:57, 28 nov 2017 (CET)

Credo di non aver capito molto bene; in ogni caso, come contributo, cercherò, dopo essermi ben documentato, di inserire integrazioni portando qualche definizione di scienza da parte di Kant o Newton--151.20.185.93 (msg) 12:57, 28 nov 2017 (CET).

La definizione di scienza da Popper è insensatamodifica wikitesto

Trovo incredibile che venga inserita come incipit una definizione di scienza fatta da un non scienziato che praticamente sconfessa la scienza stessa. Propongo la rimozione e se proprio si vuole una definizione in cima alla voce, che venga inserita una definizione fatta da uno scienziato, da chi quindi la scienza la fa o l'ha fatta in un laboratorio. E smettiamola anche con Occam visto che ci siamo. --Gfpaleorna (msg) 20:36, 10 giu 2018 (CEST)

Beh Popper è controverso. Vediamo che si può fare. Ad ogni modo concordo. La voce è in monitoraggio classificata come minimo, ergo dovrebbe bastare un minimo consenso...--☼Windino☼ Rec 20:42, 10 giu 2018 (CEST)
Non saprei... A me sembra che in un certo senso Popper abbia ragione, in quanto la scienza è in continua evoluzione e spesso le vecchie teorie vengono smentite dalle nuove. In ogni caso, concordo di fornire una citazione meno "catastrofica". --Daniele Pugliesi (msg) 02:20, 11 giu 2018 (CEST)
Ok e già che ci siamo eliminiamo Kuhn da cui tu Daniele probabilmente ti sei ispirato per la tua idea di rivoluzione (evoluzione) scientifica. Naturalmente quello che dice Kuhn è falso, perché non è vero che la scienza sia così inesatta. Mi citerai a questo punto Newton e Einstein, ma questo è un paragone improprio perché la relatività non è una rivoluzione, ma una estensione a domini relativistici della fisica di Newton, infatti a velocità e gravità non relativistiche la fisica di Einstein è la stessa di quella di Newton, a parte naturalmente come i due sistemi vedono lo spazio-tempo. Per i viaggi spaziali la NASA usa Newton, non Einstein, a parte immagino per invii a velocità relativistiche o vicino alle stelle, ma non sarà per ora… La gravità di Newton è incorporata in Einstein, non rigettata, o Einstein è un’estensione di Newton, se vogliamo usare slogan a tutti i costi. Quindi, Newton non è stato "smentito" da Einstein. Anche Kuhn diceva stupidaggini e oggi, se vogliamo usare il principio di autorità, è sconfessato ad esempio da Mayr. Riguardo il “minimo consenso” di cui parla Windino, mi cadono le braccia pensando che potremmo ritrovarci a fare sondaggi con persone che la scienza l'avranno vista l'ultima volta al liceo. Nella scienza uno non vale uno! Rimuoviamo comunque questo incipit, non si muore se non ce n’è uno all’inizio della voce. Tra l’altro contrasta fortemente con le prime righe della voce. Normalmente non amo discutere su wikipedia, ma questa voce è importante e non voglio che complottisti e ignoranti si facciano una idea così negativa e falsa della scienza come quella prospettata da Kuhn, Popper e Occam, che sono buoni per gli slogan, ma che poco hanno da dire di concreto e di generale sulla scienza. --Gfpaleorna (msg) 11:58, 11 giu 2018 (CEST)
Mi sembri piuttosto prevenuto o, evidentemente tra voi c'è un trascorso che non conosco. Sui citati: escludendo l'ovvietà di Einstein che viene infilato da tutte le parti e, tra un pò si dirà che ha scoperto anche l'acqua calda, andrei su un classico o su Galileo, che a dire il vero fu più astronomo che scienziato. Eviterei pensatori o critici, la scienza è di chi la fa. Concordo che una citazione non debba essere necessaria (sono molto contrario alle citazioni). Mi pare che tra noi tre già vi sia un consenso: quella citazione non è ottimale (meglio una propositiva), si può rimuovere.--☼Windino☼ Rec 13:03, 11 giu 2018 (CEST)
Tra noi non c'è nessun discorso pregresso, e nessuna polemica, anticipavo una probabile risposta a commenti che mi si fanno sempre quando parlo di scienza, da persona che la scienza l'ha fatta in laboratorio per 8 anni. Visto che Daniele dava ragione a Popper ho pensato bene di dire subito quello che pensavo del banale terzetto Popper-Occam-Kuhn, ecco tutto. Questo se intendevi che sono prevenuto verso Daniele, se poi lo pensi in generale perché appoggio la scienza, è un pensiero tuo che non mi riguarda. Comunque sono d'accordo e anzi mi piace l'espressione "la scienza è di chi la fa", se permetti faccio mia questa riflessione. A questo punto rimuovo l'incipit, che tra l'altro non è presente neanche nella wiki inglese e francese. ciao --Gfpaleorna (msg) 20:33, 11 giu 2018 (CEST)
Non prevenuto. (Lo sarei stato io). Trascorso, come ho detto. Di confronti, diretti o interessi, insomma l'uno conosce (o al più, ha un opinione del) l'altro e, mi pare che lo confermi. Bene così. --☼Windino☼ Rec 21:19, 11 giu 2018 (CEST)
Ognuno ha una propria opinione sulla scienza. Non era mia intenzione fare trasparire la mia in questa sede, dove bisogna essere più neutrali e "terzi" possibili. Mi scuso per avere innescato questo leggero off topic. Dopo questo giustissimo intervento sulla voce, possiamo mettere un po' la filosofia da parte e tornare a parlare di scienza. :) (comunque non me ne intendo di filosofia e non ho mai avuto il piacere di conoscere Kuhn, forse di vista...) --Daniele Pugliesi (msg) 03:21, 13 giu 2018 (CEST)

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