Domenica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Domenica (disambigua).

La domenica è il giorno della settimana civile tra il sabato e il lunedì, considerato il settimo da alcuni ed il primo da altri.

Nella maggioranza dei paesi europei e in America latina è considerato l'ultimo giorno della settimana; in Argentina, Grecia, Giappone, Portogallo, Brasile, Stati Uniti, Gran Bretagna nella liturgia cattolica ed in genere nei paesi anglosassoni invece è considerato il primo.

Prima dell'avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il "giorno del Sole" in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.

La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l'imperatore stabilì che l'unica religione di Stato era il Cristianesimo ortodosso, bandendo e perseguitando sia il cristianesimo ariano che ogni altro culto pagano.

Per tale ragione, con decreto del 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominica (Giorno del Signore) e reso obbligatorio il riposo festivo. In tale forma è giunto fino a noi.

Origine del riposo domenicalemodifica | modifica wikitesto

L'origine della parola "domenica" deriva dall'espressione latina "dies Dominica (giorno del Signore), quale giorno della resurrezione di Gesù, nel terzo giorno dalla sua morte. Nel Genesi 2:3 Mosè narra che al termine della creazione "Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò al riposo, perché in esso aveva cessato da ogni opera che egli aveva fatto creando negli altri sei "[1].

Fin dall'età apostolica, il giorno della Resurrezione fu posto a confronto con il giorno di riposo di Dio Creatore. Se il settimo giorno segnò il compimento materiale del Progetto della creazione, l'incarnazione di Gesù ne fu il completamento spirituale, poiché la sua resurrezione tracciò un solco nel tempo storico, aprendo le porte della Città di Dio "al popolo pellegrinante" sulla terra[2]. Come afferma la lettera apostolica Dies Domini di Giovanni Paolo II[3]>[4], il secondo termine della Creazione è stato fissato da sempre con la Parusia (« Tutto è stato fatto per mezzo di lui » (Gv 1, 3)")[5].

Gli antichi Romani chiamavano la domenica il "giorno del sole", espressione che ancora vive nelle lingue moderne, e gli stessi cristiani fissavano la propria adunanza in tale giorno. San Giustino filosofo e martire (100-165, Roma) lo rilesse in chiave cristiana quale giorno di "Cristo-Luce"[6] del genere umano, non accolta dalle tenebre del mondo[7].

Con decreto 7 marzo 321 l'imperatore Costantino il Grande fissò il "dies Solis" romano come giorno di riposo per tutto l'impero, onde consentire anche ai cristiani la santificazione settimanale. Come tutti i predecessori[8][9], l'imperatore ricopriva anche la carica di Pontifex Maximus, la carica religiosa più elevata, del Collegio dei Pontefici, collegata al culto del Sol Invictus.

(LA)

«Imperator Constantinus. Omnes iudices urbanaeque plebes et artium officia cunctarum venerabili die solis quiescant. Ruri tamen positi agrorum culturae libere licenterque inserviant, quoniam frequenter evenit, ut non alio aptius die frumenta sulcis aut vineae scrobibus commendentur, ne occasione momenti pereat commoditas caelesti provisione concessa. * const. a. helpidio. * <a 321 pp. v non. mart. crispo ii et constantino ii conss.>»

(IT)

«Nel venerabile giorno del Sole, si riposino i magistrati e gli abitanti delle città, e si lascino chiusi tutti i negozi. Nelle campagne, però, la gente sia libera legalmente di continuare il proprio lavoro, perché spesso capita che non si possa rimandare la mietitura del grano o la semina delle vigne; sia così, per timore che negando il momento giusto per tali lavori, vada perduto il momento opportuno, stabilito dal cielo.»

(Codice Giustiniano 3.12.2)

Significato nella religione cristianamodifica | modifica wikitesto

Nel cristianesimo la domenica ricorda la risurrezione di Gesù (Marco 16,2; Luca 24,1; Giovanni 20,1), quindi questo è il giorno da santificare dedicandolo al culto, attraverso la partecipazione all'Eucaristia, con il riposo dal lavoro cioè il riposo sabbatico anticamente previsto dalla legge di Mosè con rituali diversi.

Il rispetto sabbatico del 7º giorno, cioè del giorno in cui il Creatore si riposò, è comandato nel Decalogo (Esodo 20 e Deuteronomio 5), legge che sarebbe stata scritta nella pietra direttamente da Dio sul Monte Sinai. Un comandamento teso a dimostrare lo stretto rapporto tra Dio ed il suo popolo.

I primi cristiani sin dalle origini hanno celebrato il riposo di domenica abbandonando il vecchio uso ebraico del sabato. Gesù fa capire che il sabato, per i cristiani, deve essere considerato solo un cerimoniale della legge mosaica. Il giorno di riposo giudaico, il sabato, è stato fatto per dedicarsi a Dio e agli altri. Assieme all'anno sabbatico ed al giubileo.

Dio nel giardino dell'Eden non aveva bisogno di un giorno di riposo per gli uomini perché il periodo nel paradiso era un riposo quotidiano in quanto non esisteva il lavoro faticoso della maledizione di Dio (Genesi 3,17), quindi senza bisogno di riposo ciclico. Invece dopo la caduta e la cacciata dll'Eden, l'uomo ne ha avuto bisogno.

Il Concilio di Gerusalemme ( Atti 15), il primo grande concilio cristiano, rende inutili le prescrizioni rituali e cerimoniali della legge mosaica per i cristiani, abolendo pure la circoncisione che legava all'osservanza di tutti i rituali dati da Dio agli ebrei. Inizia invece l'osservanza del quarto comandamento mediante la santificazione del primo giorno della settimana (At 20:17; 1Cor 6:2) noto come "Giorno del Signore".

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ si confronti a riguardo Libro della Genesi, capitolo 2, su maranatha.it (archiviato il 29 gennaio 2018). con Libro della Genesi, capitolo 2, su laparola.net.
  2. ^ Lettera apostolica "Dies Domini", n. 31: "Se la domenica è il giorno della risurrezione, essa non è solo la memoria di un evento passato: è celebrazione della viva presenza del Risorto in mezzo ai suoiQuanti infatti hanno ricevuto la grazia del battesimo, non sono stati salvati solo a titolo individuale, ma come membra del Corpo mistico, entrati a far parte del Popolo di Dio.(38) È importante perciò che si radunino, per esprimere pienamente l'identità stessa della Chiesa, la ekklesía, l'assemblea convocata dal Signore risorto, il quale ha offerto la sua vita « per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi » (Gv 11, 52)." Si veda in merito anche n. 37.
  3. ^ Lettera apostolica "Dies Domini", su vatican.va, 31 maggio 1998 (archiviato il 21gennaio 2018).
  4. ^ Commento di Sua Eccellenza Mons. Piero Marini alla Lettera Apostolica “Dies Domini” del Papa Giovanni Paolo II, in l'Osservatore Romano, 8 luglio 1998 (archiviato il 29 febbraio 2008).
  5. ^ citazione dal capitolo V della lettera apostolica Dies Domini: "Ciò che Dio ha operato nella creazione e ciò che ha attuato per il suo popolo nell'Esodo ha trovato nella morte e risurrezione di Cristo il suo compimento, anche se questo avrà la sua espressione definitiva solo nella parusia, con la venuta gloriosa di Cristo"
  6. ^ Giovanni Paolo II, Lettera apostolica "Dies Domini", Roma, 31 Maggio 1998, capitolo II-"Il giorno di Criato-luce", citando Gv 9, 5; 1, 4-5.9
  7. ^ Prologo del Vangelo secondo Giovanni, su maranatha.it (archiviato il 3 febbraio 2018)., vv. 9-11
  8. ^ Biografia dell'imperatore Graziano, Enciclopedia Britannica online, 2008. URL consultato il 1º settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2018).
  9. ^ J. Lendering, Pontifex Maximus, su Livius.org (archiviato il 12 giugno 2002).

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàGND (DE4055595-1
Festività Portale Festività: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Festività