Drowned God

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Drowned God: Conspiracy of the Ages
videogioco
PiattaformaMicrosoft Windows
Data di pubblicazioneFlags of Canada and the United States.svg 31 ottobre 1996
Zona PAL 1996
GenereAvventura grafica
Temafantascienza
SviluppoEpic Multimedia Group
PubblicazioneInscape[1]
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputMouse
SupportoCD-ROM
Fascia di etàESRB: M

Drowned God: Conspiracy of the Ages è un'avventura grafica a tema fantascientifico sviluppata da Epic Multimedia Group e pubblicata nel 1996 da Inscape[2]. Il gioco prende ispirazione dalla teoria del complotto che sostiene che l'intera storia umana sia una falsità e che gli extraterrestri abbiano influito sull'evoluzione e sullo sviluppo umano. L'obiettivo del giocatore è scoprire la verità durante il corso del gioco, risolvendo enigmi, viaggiando in una varietà di mondi diversi e interagendo con personaggi storici e di fantasia.

Drowned God è basato su un presunto manoscritto del poeta inglese del diciannovesimo secolo Richard Henry Horne, rivelatosi un falso. Il documento, scritto nel 1983, è in realtà opera di un suo omonimo, Harry Horse. Lo scritto, originariamente abbandonato da Horse dopo aver affrontato accuse legali e ammende in seguito al tentativo di venderlo, venne riconsiderato dall'autore come possibile trama di un'avventura grafica in prima persona dopo aver giocato a Myst e The 7th Guest.

Il produttore Algy Williams incaricò una squadra di artisti multimediali e sviluppatori per aiutare Horse nella creazione di Drowned God. Il videogioco venne considerato un successo dopo la sua pubblicazione, ma la sua popolarità crollò a causa di bug presenti e una mancanza di patch correttive. Il concetto e la grafica del gioco furono lodate, mentre la giocabilità, il reparto audio e gli enigmi ricevettero alcune critiche. Un sequel del videogioco venne previsto (in quanto la trama venne definita «incompleta»), ma non fu mai realizzato.

Tramamodifica | modifica wikitesto

Premessemodifica | modifica wikitesto

La trama di Drowned God ruota attorno all'idea che la storia umana sia stata manipolata con l'obiettivo di nascondere alcuni avvenimenti che cambierebbero radicalmente il modo d'osservare la razza umana.[3] In verità, secondo il gioco, degli alieni provenienti dalla costellazione di Orione hanno geneticamente modificato l'umanità e guidato il suo sviluppo migliaia di anni fa.[4] Un'antica civiltà molto sviluppata si estinse durante il diluvio universale. La biblioteca di Alessandria, prima che fosse distrutta, deteneva quella che lo scrittore Harry Horse chiamava «conoscenza proibita». I cavalieri templari, che includevano tra i loro membri dei luminari come Leonardo da Vinci e Isaac Newton, hanno preservato queste informazioni per secoli. Nel XX secolo, l'esperimento di Filadelfia ha aperto un passaggio per un'altra dimensione, liberando degli alieni chiamati "la Legione". Un gruppo governativo indipendente è stato in contatto con gli alieni per decenni, dopo l'incidente di Roswell.[3]

La storiamodifica | modifica wikitesto

Il gioco inizia in una stanza contenente il Bequest Globe (traducibile in italiano come Globo Ereditato), un dispositivo appartenente al giocatore. Il Globo è un enorme cilindro d'ottone cosparso d'ingranaggi, avente di fronte il quadrante di un orologio diviso in piastre rotanti e scorrevoli comprendenti ventidue numeri romani, che rappresentano gli arcani maggiori, e la cabala ebraica al centro. Una voce da il benvenuto al giocatore, gli dice che il Globo è un regalo e gli spiega che il suo obiettivo è scoprire il segreto del dio annegato.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ (EN) Drowned God: Conspiracy of the Ages Credits (Windows), su MobyGames. URL consultato il 5 giugno 2018.
  2. ^ (EN) Drowned God: Conspiracy of the Ages, su Adventure Gamers. URL consultato il 5 giugno 2018.
  3. ^ a b (EN) An Interview with Drowned God creator Harry Horse, su GameSpot. URL consultato il 5 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2000).
  4. ^ (EN) Jeff Sengstack, Drowned God Preview, su GameSpot, 24 febbraio 2003. URL consultato il 5 giugno 2018.

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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