Elia di Enna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Elia Juniore)
Jump to navigation Jump to search
Sant'Elia di Enna
Ss.Elia e Filaretu.jpg
Santi Elia di Enna e Filarete
 

monaco

 
Nascita823
Morte903
Venerato daChiesa cattolica e Chiesa ortodossa
Santuario principaleSeminara, Enna
Ricorrenza17 agosto
Patrono diEnna

Elia di Enna, al secolo Giovanni Rachites (ίωάννης ῥαχίτης) (Enna, 822-823 – Salonicco, 17 agosto 903), è stato un monaco cristiano italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa.

Elia è conosciuto anche come Sant'Elia il Giovane, o lo Juniore, per distinguerlo dal profeta biblico Elia.

Egli visse una vita estremamente avventurosa nell'IX secolo e fu protagonista di alterne vicende e ripetute peripezie.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

L'invasione araba della Sicilia costrinse Giovanni ad abbandonare la città natale, che fu espugnata dai Saraceni nell'859 nonostante la sua validità di roccaforte militare. Gli arabi riuscirono comunque ad imprigionare Elia, che fu così portato in Africa per essere venduto quale schiavo. Dopo essere riuscito a liberarsi, Elia decise di predicare il Vangelo, mettendo più volte a repentaglio la propria stessa vita, e, giunto a Gerusalemme, nell'aprile dell'878, si fece monaco presso la basilica dell'Anastasis (Resurrezione), professando nelle mani del patriarca Elia III che gli impose il proprio nome. Dopo tre anni trascorsi in un monastero del Sinai, Elia intraprese un'avventurosa serie di viaggi, recandosi prima ad Alessandria d'Egitto, quindi in Persia, ad Antiochia e nuovamente nel continente nero. Dopo che nell'878 anche Siracusa cadde in mano araba, Elia tornò sull'isola, dove incontrò a Palermo l'anziana madre, ed a Taormina conobbe Daniele, suo nuovo discepolo. Risalendo verso nord, Elia soggiornò in Calabria, dove fondò nell'anno 884, nella Vallis Salinarum (Valle delle Saline), due chilometri a nord-est di Seminara, la prima colonia monastica siciliana della Calabria, un monastero in seguito a lui intitolato. Le invasioni arabe fecero riparare Elia prima in Grecia, a Patrasso, e poi sulle montagne dell'Aspromonte, in località Santa Cristina.

Elia era ormai un conosciutissimo monaco, allorché si recò in pellegrinaggio a Roma. Le peripezie, i prodigi e l'opera vastissima di evangelizzazione che Elia aveva svolto in tre continenti estese la sua fama fino a Costantinopoli, dove l'imperatore bizantino Leone VI, detto il Filosofo, lo invitò a soggiornare. Elia però, ormai ultrasettantenne, nonostante avesse cominciato il viaggio per Costantinopoli e giunto a Tessalonica (l'odierna Salonicco in Grecia), percependo l'ora del trapasso, chiamò a sé Daniele e gli espresse il desiderio che la sua salma venisse trasportata nel monastero di Seminara.

Il feretro fu trasportato da Salonicco, al porto di Tauriana[1] e ad attenderlo vi erano i figli spirituali del santo, i monaci del suo cenobio vicino Seminara[1] Il fedelissimo amico e compagno, il monaco Daniele, fece tumulare Elia nel monastero di Seminara, dal santo fondato.

Riconoscimentimodifica | modifica wikitesto

Sono dedicati al santo di Enna il Monastero ortodosso dei Santi Elia e Filarete a Seminara e il l'omonimo monte di Palmi.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b Minuto, p. 324.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Giuseppe Rossi Taibbi, Vita di Sant'Elia il Giovane, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, 1962
  • A. Basile, Il monastero di Sant'Elia nuovo e di San Filarete presso Seminara in ASCL XIV, 1945, n. 2;
  • N. Ferrante, Il monastero di S. Elianovo e Filareto di Seminara in Historica XXXII (1979);
  • Anonimo (monaco), Vita e Opere Del Nostro Santo Padre Elia Il Giovane (Siculo) (a cura editoriale e traduzione in Neogreco Monaco Aghiorita Cosma, traduzione in italiano Stefano dell'Isola), Giuseppe Pontari Editore, Roma
  • Domenico Minuto, La Valle delle Saline, in Polis. Studi interdisciplinari sul mondo antico, n. 2, 2006, pp. 323-328, ISBN 88-8265-415-X.

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto