Elisabetta Gonzaga

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Elisabetta Gonzaga
Raffaello - ElisabettaGonzaga.jpg
Ritratto di Elisabetta Gonzaga, attribuito a Raffaello, Galleria degli Uffizi
Duchessa consorte di Urbino
Stemma
In carica 14881508
Predecessore Battista Sforza
Successore Eleonora Gonzaga della Rovere
Nascita Mantova, 9 febbraio 1471
Morte Ferrara, 28 gennaio 1526
Luogo di sepoltura Chiesa di San Bernardino, Urbino
Dinastia Gonzaga
Padre Federico I Gonzaga
Madre Margherita di Baviera
Consorte di Guidobaldo da Montefeltro
Figli nessuno
Religione Cattolica
Marchesato di Mantova
Gonzaga
Coat of arms of the House of Gonzaga (1433).svg

Gianfrancesco
Figli
Ludovico III
Federico I
Francesco II
Figli
Federico II
Figli
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Elisabetta Gonzaga, duchessa di Urbino (Mantova, 9 febbraio 1471Ferrara, 28 gennaio 1526), era figlia di Federico I Gonzaga, marchese di Mantova, e di Margherita di Baviera. Era quindi sorella di Francesco II Gonzaga.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Matrimoniomodifica | modifica wikitesto

L'11 febbraio 1488 sposò Guidobaldo da Montefeltro, duca di Urbino. La coppia non ebbe figli, a causa della sterilità del marito.

Elisabetta accompagnò Lucrezia Borgia nel viaggio verso Ferrara dove la figlia del papa avrebbe sposato Alfonso I d'Este. Elisabetta era confidente e amica della cognata Isabella d'Este, moglie di suo fratello Francesco II Gonzaga.

Fuga da Urbinomodifica | modifica wikitesto

Quando il 21 giugno 1502 Cesare Borgia occupò Urbino, mettendo in fuga Guidobaldo, Elisabetta si trovava a Mantova e qui rimase ospite finché la situazione non si ristabilì. Riuscì a tornare a Urbino nel 1503.

Nel 1508 rimase vedova ma poté continuare a vivere alla corte di Urbino, come Duchessa madre: sua nipote Eleonora Gonzaga aveva sposato il nuovo Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere che, peraltro, nutriva per la zia grande affetto, essendo stato precedentemente adottato dallo zio e marito di lei, Guidobaldo da Montefeltro.

Medaglia di Elisabetta Gonzaga

Nel giugno del 1516 dovette abbandonare di nuovo Urbino, cacciata via insieme alla corte da papa Leone X che voleva dare il Ducato a suo nipote Lorenzo de Medici. Insieme con la nipote, la Duchessa Eleonora Gonzaga e a sua cognata, la contessa Emilia Pia Montefeltro, senza un soldo, trovò rifugio a Ferrara.

Elisabetta nella letteraturamodifica | modifica wikitesto

È alla presenza di Elisabetta Gonzaga che si svolgono i dialoghi narrati nel Il Cortegiano (1528) di Baldassarre Castiglione. In questa importante opera Elisabetta Gonzaga, scomparsa due anni prima, viene descritta come una delle più colte e raffinate nobildonne dell'epoca.

Ascendenzamodifica | modifica wikitesto

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Gianfrancesco Gonzaga Francesco I Gonzaga  
 
Margherita Malatesta  
Ludovico III Gonzaga  
Paola Malatesta Malatesta IV Malatesta  
 
Elisabetta da Varano  
Federico I Gonzaga  
Giovanni l'Alchimista Federico I di Brandeburgo  
 
Elisabetta di Baviera-Landshut  
Barbara di Brandeburgo  
Barbara di Sassonia-Wittenberg Rodolfo III di Sassonia-Wittenberg  
 
Anna di Meissen  
Elisabetta Gonzaga  
Ernesto di Baviera-Monaco Giovanni II di Baviera  
 
Caterina di Gorizia  
Alberto III di Baviera  
Elisabetta Visconti Bernabò Visconti  
 
Regina della Scala  
Margherita di Baviera  
Erich I di Braunschweig-Grubenhagen Alberto I di Brunswick-Grubenhagen  
 
Agnese I di Brunswick-Lüneburg  
Anna di Braunschweig-Grubenhagen  
Elisabetta di Brunswick-Göttingen Ottone I di Brunswick-Göttingen  
 
Margherita di Berg  
 

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Sarah Bradford, Lucrezia Borgia, Milano, Mondadori, 2005. ISBN 978-88-04-51245-5
  • M.L. Mariotti Masi Elisabetta Gonzaga duchessa di Urbino Mursia, Milano ISBN 9788842519775
  • Renata Salvarani, I Gonzaga e i papi. Roma e le corti padane fra Umanesimo e Rinascimento (1418-1620), Roma, 2014. ISBN 978-8820991722

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF (EN8784727 · ISNI (EN0000 0000 7859 3185 · LCCN (ENn84080318 · GND (DE119439352 · BNF (FRcb15079082n (data) · BAV (EN495/64226 · CERL cnp00555794 · WorldCat Identities (ENlccn-n84080318