Francesco Petrin

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Francesco Petrin nel 1946

Francesco Petrin (Santa Maria di Sala, 28 novembre 1906Padova, 4 febbraio 1980) è stato un antifascista italiano.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Attività partigianamodifica | modifica wikitesto

Nel 1939 fondò la società Libertas, attraverso la quale sviluppò un'intensa propaganda antifascista per tutta la durata della guerra, assistendo i militari alleati aiutandoli ad evitare la cattura o in caso contrario favorendone l'evasione[1].

Partecipò poi direttamente alla resistenza come partigiano nella brigata G. Negri di Padova[2][3] e fu ferito gravemente al viso il 6 gennaio 1945 in un agguato, teso nel cortile di casa dalle brigate nere di Dolo[4]. Fu anche «capo di stato maggiore» nel comando Gruppo Divisioni del Popolo, sempre della zona di Padova: tale qualifica è stata in seguito equiparata al grado di capitano[5].

Attività politicamodifica | modifica wikitesto

Al termine della guerra esercitò, perdonando lui stesso per primo, un'azione di pacificazione nei confronti dell'intera popolazione, che usciva divisa tra fascisti ed antifascisti. Fu nominato ufficialmente, incarico esercitato di fatto subito dopo la Liberazione, primo sindaco del Comune di Pianiga dalla fine del 1945[6] e militò sempre nelle fila del partito liberale, col quale fu anche candidato nel 1946 alle elezioni per l'assemblea costituente nel collegio Venezia-Treviso.

Vita privatamodifica | modifica wikitesto

Insegnò in una scuola privata che lui stesso aveva fondato. Dopo la guerra fu iscritto dal 1º gennaio 1947 all'albo dei giornalisti del Veneto, categoria pubblicisti, e pubblicò articoli soprattutto di politica interna su diversi giornali, fra cui il Gazzettino, la Gazzetta del Veneto e la Frusta di Torino.

Sposò Maria Calzavara[7] da cui ebbe nove figli.

Riconoscimentimodifica | modifica wikitesto

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
«Motu proprio del Re Umberto II»
— 13 maggio 1946[8]
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di Guerra
— 1º febbraio 1957[9]

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Questa attività è stata certificata Archiviato il 25 giugno 2014 in Internet Archive. dal Comando supremo alleato per il teatro di guerra del Mediterraneo.
  2. ^ Riconosciuto per il periodo 1/1/1944 - 1/5/1945 dal Ministero per l'Assistenza post-bellica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione Regionale Triveneta, Padova, con atto del 10 giugno 1947 prot. 12852.
  3. ^ Giovanni Mion, Il prezzo per la libertà. Ricerche e testimonianze, racconti e ricordi di vita vissuta, I.T.E., Dolo, 1990, pagine 26, 51, 63, 68-69.
  4. ^ Pretura di Dolo, atto di notorietà datato 28 giugno 1946: comparsa e giuramento di testimoni.
  5. ^ Il riconoscimento è avvenuto per il periodo dal 6/1/1945 al 1/5/1945 da parte dello stesso organo con comunicazione prot. 9091 (riconoscimento gradi) del 1º ottobre 1948.
  6. ^ La nomina avvenne con decreto del prefetto di Venezia del 23 novembre 1945, approvato dal governo militare alleato (istituito immediatamente dopo la liberazione) il 6 dicembre, comunicato al Comune interessato con nota del prefetto prot. 2486/Gab. del 10 dicembre e ricevuto dal Comune in data 17 dicembre prot. n.8 cat.1 clas.2 fasc.1.
  7. ^ Mogliano Veneto, 15 agosto 1915 - Pianiga, 28 dicembre 1987.
  8. ^ Patente n. 3850.
  9. ^ N. 38725 d'ordine del Registro delle concessioni, Esercito italiano.

Altri progettimodifica | modifica wikitesto