Francesco Rutelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Rutelli" rimanda qui. Se stai cercando lo scultore italiano, vedi Mario Rutelli.
Francesco Rutelli
Rutelli Termoli-27 (cropped).jpg

Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Cotitolare Massimo D'Alema
Presidente Romano Prodi
Predecessore Gianfranco Fini
Giulio Tremonti
Successore Angelino Alfano

Ministro per i beni e le attività culturali
con delega al turismo
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Rocco Buttiglione
Successore Sandro Bondi
(Beni culturali)
Michela Vittoria Brambilla (turismo)

Ministro dell'ambiente e delle aree urbane
Durata mandato 28 aprile 1993 –
4 maggio 1993
Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Valdo Spini
Successore Valdo Spini

Sindaco di Roma
Durata mandato 8 dicembre 1993 –
8 gennaio 2001
Predecessore Aldo Camporota (commissario straordinario)
Successore Enzo Mosino
(commissario straordinario)

Presidente del COPASIR
Durata mandato 5 maggio 2008 –
25 gennaio 2010
Predecessore Claudio Scajola
Successore Massimo D'Alema

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 29 aprile 2008 –
14 marzo 2013
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
PD, Misto, Per il Terzo Polo
Coalizione PD-Italia dei Valori
Circoscrizione Umbria
Incarichi parlamentari
  • Membro della III Commissione (Affari esteri, emigrazione)
  • Presidente del Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 12 luglio 1983 –
5 luglio 1990

Durata mandato 23 aprile 1992 –
14 aprile 1994

Durata mandato 30 maggio 2001 –
28 aprile 2008
Legislature IX, X, XI, XV, XV
Gruppo
parlamentare
Partito Radicale (IX, X)
Verdi (XI)
La Margherita (XIV)
Partito Democratico (XV)
Coalizione L'Ulivo (XIV),
L'Unione (XV)
Circoscrizione Lazio 1 (XIV, XV)
Collegio Roma (IX)
Napoli (X)
Roma (XI)
Roma-Prenestino-Labicano (XIV)
Incarichi parlamentari
III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 6 giugno 2006
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PR (fino al 1989)
VA (1989-1990)
FdV (1993-1997)
Dem (1998-2002)
DL (2002-2007)
PD (2007-2010)
ApI (2010-2016)
PDE Italia (dal 2016)
Titolo di studio Laurea triennale in Pianificazione e progettazione del paesaggio e dell'ambiente
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Professione giornalista, dirigente

Francesco Rutelli (Roma, 14 giugno 1954) è un politico e dirigente italiano.

Ha iniziato la propria attività politica alla fine degli anni settanta nel Partito Radicale, di cui divenne segretario nel 1980 e di cui fu deputato dal 1983 al 1990. Fondatore dei Verdi Arcobaleno (confluiti successivamente nella Federazione dei Verdi), ricoprì brevemente la carica di Ministro dell'ambiente nel Governo Ciampi.[1]

Nel dicembre 1993 è stato eletto sindaco di Roma, ricoprendo la carica fino al gennaio 2001.[1] In quell'anno, assunse la guida della coalizione di centro-sinistra L'Ulivo, diventando il candidato alla Presidenza del consiglio per le elezioni politiche. Nel 2002, ha dato vita al movimento Democrazia è Libertà - La Margherita (che confluirà nel Partito Democratico nel 2007).[2]

Ha ricoperto il ruolo di Ministro per i beni e le attività culturali e Vicepresidente del Consiglio nel Governo Prodi II. È stato inoltre deputato dal 1983 al 1993, parlamentare europeo dal 1999 al 2004, nuovamente deputato dal 2001 al 2008 e senatore dal 2008 al 2013. Nel 2009, annunciò la sua uscita dal Partito Democratico e la fondazione di un nuovo movimento, Alleanza per l'Italia.[1]

Dopo aver rinunciato a candidarsi alle elezioni politiche del 2013,[1] ha presieduto e fondato varie iniziative per la conservazione e promozione del patrimonio culturale, dell'arte e dell'ambiente. Dal 2016 è presidente dell'Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali,[3] rieletto anche per il triennio 2020-2022.[4]

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Gli studi e l'esordio in politicamodifica | modifica wikitesto

Nato da genitori di origine romana, studiò presso il Liceo classico Massimiliano Massimo, gestito dai gesuiti,[5] per poi passare al Liceo classico statale Socrate, dove conseguì la maturità classica.[1] Si iscrisse alla Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza, ma dopo 22 esami non portò a termine gli studi, cominciando a dedicarsi a tempo pieno all'attività politica.[6]

Rutelli si iscrisse al Partito Radicale, diventando segretario regionale per il Lazio nel 1979 e, l'anno successivo, Segretario nazionale. Condusse iniziative per i diritti umani, i diritti civili, la giustizia (come il "caso Tortora"), il disarmo e l'ambiente.[7] Nell'estate del 1981, si fece arrestare nel corso di una manifestazione nonviolenta a favore della chiusura della centrale elettronucleare di Borgo Sabotino («un relitto obsoleto non dissimile da quello di Chernobyl»). Trattenuto in carcere per tre giorni, fu poi pienamente assolto.[8]

Nel 1983, venne eletto alla Camera dei deputati, diventando poi presidente del gruppo parlamentare radicale.[9] In quegli anni, per il piglio deciso e l'attivismo mostrato, l'allora presidente del Senato Francesco Cossiga gli attribuì il soprannome di "Cicciobello".[10][11] Nel 1987, fu rieletto alla Camera nella circoscrizione di Napoli,[12] dimettendosi il 4 luglio 1990 (optando per il ruolo di consigliere regionale in Campania)[13][14] e lasciando il seggio a Emma Bonino.[15]

La fondazione dei Verdi Arcobaleno e la nomina a ministro (1989-1992)modifica | modifica wikitesto

Dopo la trasformazione del Partito Radicale in Partito Radicale Transnazionale e la decisione di non partecipare più ad alcuna competizione elettorale nazionale,[16] nel 1989 Rutelli promosse la nascita dei Verdi Arcobaleno, una nuova formazione ecologista e progressista.[2][12] In quegli anni, fra i temi principalmente trattati risultano la lotta all'effetto serra, alle emissioni di anidride carbonica e al disboscamento delle foreste tropicali, la tutela della fascia di ozono e il sostegno finanziario necessario per i Paesi meno sviluppati per l'applicazione dei programmi di tutela ambientale.[17]

Rutelli in particolare fu promotore dell'aggregazione delle varie formazioni ambientaliste dell'epoca nella Federazione dei Verdi, della quale divenne coordinatore nazionale (1990).[2][12] Alle Politiche del 1992, fu rieletto alla Camera nella circoscrizione di Roma,[12] diventando capogruppo dei Verdi.[18] Il 28 aprile 1993, fu chiamato a rivestire la carica di Ministro dell'ambiente e delle aree urbane nel Governo Ciampi, ma si dimise dopo poco più di un giorno per protesta contro la decisione della Camera, nel pieno svolgimento dell'inchiesta "Mani pulite", di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex-Presidente del Consiglio Bettino Craxi.[2][12]

Sindaco di Roma (1993-2000)modifica | modifica wikitesto

Rutelli con l'allora portavoce della giunta Paolo Gentiloni (1993)
Il sindaco Francesco Rutelli con l'assessore alla cultura Gianni Borgna (1996)

Nel dicembre del 1993, la coalizione di centrosinistra lo propose candidato sindaco di Roma. Rutelli sconfisse al ballottaggio Gianfranco Fini, leader del Movimento Sociale Italiano, conquistando il 53,11% dei voti nella prima elezione a suffragio diretto del sindaco nella storia del comune.[2][12] Nel 1997 fu riconfermato sindaco con il 60,4% dei voti, battendo il candidato del centrodestra Pierluigi Borghini.[19] Il 5 dicembre 1997, Rutelli fu infine nominato Commissario straordinario per il Giubileo del 2000 dal Governo Prodi I.[2][20][21]

La sue giunte attuarono varie azioni di riqualificazione e ammodernamento della città, tra cui l'approvazione della variante al piano regolatore volto a tutelare parchi e spazi verdi (quantificato nella variante nel 65% del territorio),[22][23] il rilancio degli scavi nell'area archeologica dei Fori Imperiali,[24] il rinnovo dell'area del Campidoglio e dei Musei Capitolini,[25][26] il "Programma Centopiazze" (volto al restauro o alla costruzione ex novo di decine di piazze romane, tra cui Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti, Piazza Vittorio Emanuele II, Piazza dei Cinquecento, Piazza della Chiesa Nuova, Piazza del Pantheon, fino alle aree più periferiche),[27][28] la realizzazione della terza corsia dell'autostrada Roma-Fiumicino e di oltre due terzi del Grande Raccordo Anulare,[29][30] la creazione e l'attivazione delle ferrovie metropolitane e della linea tramviaria 8,[28] il rinnovo e l'ampliamento della linea A della metropolitana fino al nuovo capolinea di Battistini,[31] l'inaugurazione delle Scuderie del Quirinale[32] e della Centrale Montemartini.[33]

Furono inoltre completati il recupero dell'ex-fabbrica Peroni (che diventò sede del Museo di arte contemporanea di Roma – MACRO, inaugurato ufficialmente nel 2002)[34][35][36] e fu deciso l'avvio dei lavori per il nuovo Auditorium Parco della Musica (inaugurato nel 2002),[37] della Chiesa di Dio Padre Misericordioso e del nuovo Museo dell'Ara Pacis (entrambi assegnati all'architetto statunitense Richard Meier e inaugurati rispettivamente nel 2003 nel 2006),[38][39] della Galleria Giovanni XXIII (inaugurata nel 2004)[40][41] e del Roma Convention Center "La Nuvola" (inaugurato nel 2016),[42] un duro piano di riduzione del debito dell'azienda municipale dei trasporti ATAC,[43] la privatizzazione della Centrale del Latte di Roma (ceduta alla Cirio nel 1998)[44] e la quotazione in borsa dell'azienda municipale dell'energia elettrica Acea[28] (queste ultime ratificate da un referendum consultivo nel giugno 1997).[45]

Nel 1998, si fece promotore insieme ad altri sindaci (fra cui Massimo Cacciari, Enzo Bianco e Leoluca Orlando) del Movimento Centocittà,[46] che poi confluì ufficialmente nel gennaio 2000 ne I Democratici.[2] Alle Elezioni europee del 1999, fu eletto deputato al Parlamento europeo proprio nelle fila democratiche, aderendo al gruppo parlamentare del Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori.[47]

Leader de L'Ulivo e de La Margherita (2001-2004)modifica | modifica wikitesto

Il 25 settembre 2000 venne scelto come candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri della coalizione di centro-sinistra de L'Ulivo per le Politiche 2001:[48] la coalizione perse contro quella di centro-destra, la Casa delle Libertà, guidata da Silvio Berlusconi[49] di circa due punti e mezzo percentuali;[50] Rutelli fu rieletto deputato nel collegio maggioritario di Roma Prenestino (56% dei voti), contro il candidato del centro-destra Elio Vito.[51]

Nel 2002 contribuì a condurre I Democratici, il PPI e Rinnovamento Italiano a fondersi nel nuovo partito di centro-sinistra Democrazia è Libertà - La Margherita, di cui venne eletto presidente federale (scelta poi confermata nel 2004 e nel 2007).[52] Nel 2004, in occasione delle elezioni europee, La Margherita aderì alla lista unitaria Uniti nell'Ulivo, composta anche da Democratici di Sinistra, Socialisti Democratici Italiani e Movimento Repubblicani Europei.[53][54]

Sempre nel 2004, Rutelli co-fondò con François Bayrou il Partito Democratico Europeo, partito di centro che scelse di sedere al Parlamento europeo nel gruppo parlamentare dell'ALDE.[55] Il PDE diede successivamente vita, con il Partito Democratico statunitense e il Council of Asian Liberals and Democrats all'Alleanza dei Democratici, un network di forze politiche di centro-sinistra e moderate,[56] di cui Rutelli divenne co-presidente insieme a Bayrou ed Ellen Tauscher.[57]

Il Governo Prodi II e la nascita del Partito Democratico (2005-2008)modifica | modifica wikitesto

In occasione delle elezioni regionali del 2005, nonostante la forte pressione degli alleati dei Democratici di Sinistra,[58] Rutelli scelse di presentare liste autonome de La Margherita,[59] pur confermando l'idea di una federazione di partiti che ha ne L'Ulivo «la metafora, l'abbozzo, del partito democratico che deve nascere».[60]

A ottobre 2005, Rutelli propose all'Assemblea federale de La Margherita di approvare il varo di una lista unitaria, guidata da Romano Prodi, alla Camera dei deputati con i Democratici di Sinistra, mantenendo una lista separata al Senato. La decisione fu motivata dal fatto che «non sono più sufficienti proposte di coesione senza un'autentica unità politica concreta, perché non ci aiuterà più la coesione forzosa che ci derivava dalla legge elettorale maggioritaria», rilanciando in questo senso «il traguardo del partito democratico».[61]

Rutelli a Trieste (2007)

Alle elezioni politiche del 2006, fu eletto alla Camera come capolista della lista de L'Ulivo[62] e, in seguito alla vittoria della coalizione di centro-sinistra, fu nominato Vicepresidente del Consiglio (insieme con Massimo D'Alema) e Ministro per i beni e le attività culturali nel Governo Prodi II.[2] In qualità di ministro, realizzò la riforma del Codice dei beni culturali e del paesaggio,[63] istituì varie misure per sostenere il comparto cinematografico[64] e stabilì accordi con vari musei statunitensi (tra cui il Museum of Fine Arts di Boston,[65] il Getty Museum di Los Angeles[66] e il Princeton University Art Museum)[67] per il rientro di beni archeologici e culturali trafugati all'estero, fra cui il Cratere di Eufronio,[68][69] il Ritratto di Vibia Sabina[70] e la Dea di Morgantina.[71]

Il 23 maggio 2007, in vista della nascita ufficiale del Partito Democratico, venne nominato membro del Comitato promotore (soprannominato "Comitato dei 45").[72] Due mesi dopo, dichiarò il proprio sostegno alla candidatura di Walter Veltroni a segretario del PD, facendosi promotore di un manifesto politico-programmatico chiamato «Per il coraggio delle riforme», con il quale auspicò che il PD potesse produrre «un sano shock politico e progettuale per il centro sinistra».[73][74]

In seguito alle annunciate dimissioni da sindaco di Walter Veltroni, per correre come candidato alla Presidenze del Consiglio con il Partito Democratico alle elezioni politiche del 2008, Rutelli fu sollecitato a ricandidarsi per un terzo mandato a sindaco di Roma. L'8 febbraio 2008 annunciò una "campagna d'ascolto" di 10 giorni,[75] al termine della quale sciolse la riserva e accettò di candidarsi.[76] Fu sconfitto al ballottaggio, ottenendo il 46,3% dei voti, contro il 53,7% del candidato del centro-destra Gianni Alemanno (nonostante al primo turno avesse ottenuto il 45,8% contro il 40,7% di Alemanno).[77]

L'elezione al Senato (2008-2013)modifica | modifica wikitesto

Eletto al Senato alle Politiche 2008,[78] fu eletto all'unanimità Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR).[79] Fra le azioni svolte, contribuì a fare pressioni sul Governo Berlusconi IV perché rimuovesse il segreto di Stato sui documenti relativi alla scomparsa dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni, avvenuta il 2 settembre 1980: il Governo accettò nel dicembre 2009 di rimuovere le restrizioni su circa 1000 delle 1200 pagine relative al caso.[80] Fu inoltre relatore dei rapporti "Relazione sui rischi per l’efficienza dei Servizi di informazione per la sicurezza derivanti dall'acquisizione e mancata distruzione di dati sensibili per la sicurezza della Repubblica",[81] "La tratta di esseri umani e le sue implicazioni per la sicurezza della Repubblica"[82] e "Relazione sulle possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dall'utilizzo dello spazio cibernetico".[83]

Nel settembre 2009, Rutelli pubblicò il pamphlet La svolta – Lettera a un partito mai nato, nel quale criticava il Partito Democratico, definendolo «un partito mai nato» e diverso da quello prospettato due anni prima da Veltroni.[84] Dopo aver di fatto annunciato l'addio al partito verso fine ottobre,[85] l'11 novembre 2009, insieme a Bruno Tabacci, Lorenzo Dellai e altri fuoriusciti dal PD, fondò il nuovo partito di centro Alleanza per l'Italia.[86] Il giorno successivo, comunicò le proprie dimissioni dalla presidenza del COPASIR, perché «si determinino le condizioni per cui le rappresentanze parlamentari del Pd possano indicare nuovamente, nel corso di questa legislatura, il candidato presidente».[87][88]

A dicembre 2010, Rutelli fu i fondatori del Nuovo Polo per l'Italia, un coordinamento unitario fra Alleanza per l'Italia, Futuro e Libertà per l'Italia, Unione di Centro e altri movimenti per la costituzione di «una forza di opposizione seria e responsabile».[89] Il 14 luglio 2011, divenne presidente del neo-costituito gruppo parlamentare Per il Terzo Polo, composto dalle delegazioni parlamentari di ApI, FLI e Centro Democratico.[90][91] Tuttavia, in seguito al fallimento del progetto, verso la fine del 2012 dichiarò un suo riavvicinamento al centro-sinistra, annunciando il proprio sostegno alla candidatura di Bruno Tabacci alle primarie di coalizione di quell'anno.[92]

A metà gennaio 2013, Rutelli annunciò che non si sarebbe candidato alle elezioni politiche di quell'anno.[93]

Dopo il 2013 e l'abbandono della politicamodifica | modifica wikitesto

Francesco Rutelli (di spalle) al funerale civile di Marco Pannella, Roma, 21 maggio 2016

Dopo l'abbandono della politica, si impegnò nel fondare o presiedere associazioni e iniziative di carattere culturale e ambientale, come l'Associazione Incontro di Civiltà, l'Associazione Priorità Cultura, che organizza il Cultural Heritage Rescue Prize, un premio per coloro che salvano l'arte in pericolo nel mondo,[94] la Fondazione Centro per un futuro sostenibile[95] il Forum culturale Italia-Cina[96] e la Scuola di servizio civico.[97] È inoltre Coordinatore del Gruppo per le antiche vie culturali e religiose presso il Pontificio consiglio della cultura.[7]

Nel 2014, Rutelli si iscrisse nuovamente alla facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza di Roma,[6] dove nel gennaio 2017 conseguì la laurea in Pianificazione e Progettazione del Paesaggio e dell'Ambiente[98][99] con la votazione di 110 e lode. Ha ricevuto lauree honoris causa dalla John Cabot University, dalla American University of Rome e dalla Temple University.[7]

Il 19 ottobre 2016, viene eletto presidente dell'Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali,[3] ottenendo un rinnovo per un altro triennio nel luglio 2019.[4][100]

Il 29 novembre 2019, viene eletto presidente dell'Institute of European Democrats, fondazione no-profit affiliata al Partito Democratico Europeo.[101]

Controversiemodifica | modifica wikitesto

Le consulenze al Comune di Romamodifica | modifica wikitesto

Il 25 settembre 2001, Rutelli e gli assessori della sua giunta, con due sentenze separate della Corte dei conti, furono chiamati a pagare una sanzione di 3 miliardi e 479 milioni di lire circa al comune di Roma.[102] Entrambi i casi riguardavano varie delibere, «con le quali erano stati conferiti e/o rinnovati incarichi e consulenze professionali esterne» in un periodo compreso fra dicembre 1993 e dicembre 1996, che la Corte aveva ritenuto eccessive poiché «si sarebbe potuto ricorrere alla collaborazione di estranei all'amministrazione solo nel caso di inadeguatezza del personale in servizio».[103] Nello specifico, Rutelli fu condannato a una sanzione pecuniaria di 844 milioni circa nel primo caso e di 302 milioni circa nel secondo.[102]

Il 22 aprile 2002, in sede di appello, le sanzioni riguardanti Rutelli furono tuttavia ridotte rispettivamente a 47 200 000 lire (24 376 euro) nel primo caso[104] e a 77 495 000 lire (40 022 euro) nel secondo caso,[103] riconoscendo che il danno fu «parzialmente compensato con i vantaggi realizzati dall'ente per effetto dell'attività degli esperti stessi».[104] Entrambe le sanzioni amministrative furono confermate il 25 gennaio 2006 dalla Corte di cassazione.[103][104]

Il "Caso Lusi"modifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Luigi Lusi § Inchieste giudiziarie.

Francesco Rutelli si costituì parte offesa e fu ascoltato come testimone nell'ambito dell'inchiesta su Luigi Lusi, all'epoca senatore del Partito Democratico e tesoriere de La Margherita, accusato di appropriazione indebita per oltre 23 milioni di euro.[105] Il 16 maggio 2012, in sede di Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, Lusi dichiarò di aver versato soldi a varie personalità politiche, fra cui Rutelli,[106] il quale rispose annunciando una denuncia per calunnia contro il senatore per le «mostruose e grossolane calunnie» riferite.[107]

I magistrati già verso fine giugno espressero «diverse perplessità» sulle dichiarazioni e sui documenti resi da Lusi.[107] A metà luglio 2012, gli inquirenti dichiararono che le accuse rese da Lusi risultavano «smentite dai fatti», portando all'incriminazione del senatore anche per calunnia.[108][109] Il 2 maggio 2014, Lusi è stato condannato sia per il reato di appropriazione indebita, sia per quello di calunnia nei confronti di Rutelli.[110] Entrambe le condanne nei confronti di Lusi furono poi confermate sia in appello (2016),[111] sia in Cassazione (2017).[112]

Vita privatamodifica | modifica wikitesto

È sposato con la giornalista Barbara Palombelli dal 1982, con rito civile, da cui ha avuto un figlio. La coppia ha poi adottato altri tre figli.[1][113] Nell'aprile 1995, Rutelli e Palombelli celebrarono nuovamente il loro matrimonio, stavolta con rito religioso, officiato dal cardinale Achille Silvestrini.[114] Suo bisnonno è lo scultore Mario Rutelli.[7]

In una lettera aperta a la Repubblica, Rutelli ha dichiarato che la malattia e la morte di sua madre Sandra «hanno accelerato in me prima dei vent'anni un aspro distacco dalla religione. La militanza con i radicali è stata la sede per tradurre ed esplicitare l'asprezza di questo distacco». Negli anni a seguire, Rutelli si è poi riavvicinato al cattolicesimo.[115]

A settembre 2006, nell'ambito del dibattito sull'eutanasia riproposto dal Presidente Giorgio Napolitano, ha dichiarato la sua contrarietà «all'eutanasia finchè c'è una speranza», ma allo stesso tempo la sua contrarietà all'accanimento terapeutico.[116] È presidente della ANICA, in quanto è un grande appassionato di cinema.

È tifoso della Lazio.[117][118]

Librimodifica | modifica wikitesto

Onorificenzemodifica | modifica wikitesto

Cavaliere Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 16 ottobre 2000 [119] [120]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito civile (Spagna)
— 26 settembre 1998[120][121]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (San Marino)
— [120]
Grande ufficiale dell'Ordine del Rio Branco (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine del Rio Branco (Brasile)
— [120]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo II (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo II (Belgio)
— [120]
Gran Medaglia Gwanghwa dell'Ordine al merito del Servizio diplomatico (Corea del Sud) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Medaglia Gwanghwa dell'Ordine al merito del Servizio diplomatico (Corea del Sud)
— [120]

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b c d e f Francesco Rutelli, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 9 marzo 2020.
  2. ^ a b c d e f g h Treccani.it.
  3. ^ a b Cinema, Francesco Rutelli nuovo presidente dell’Anica, in La Stampa, 12 ottobre 2016. URL consultato il 9 marzo 2020.
  4. ^ a b Rutelli Presidente Anica per il triennio 2020-2022, Corriere delle Comunicazioni, 9 luglio 2019. URL consultato il 9 marzo 2020.
  5. ^ Sara Grattoggi, Scuole cattoliche, gli allievi al potere, in La Repubblica, 22 dicembre 2011. URL consultato il 9 marzo 2020.
  6. ^ a b Rutelli torna in università: «A 62 anni mi laureo come voleva mio padre», in Corriere della Sera, 24 settembre 2016. URL consultato il 9 marzo 2020.
  7. ^ a b c d Biografia, su francescorutelli.it. URL consultato il 9 marzo 2020.
  8. ^ Andrea Velardi, Roma e il mare, la rievocazione di Rutelli: «Che sogno la Ostia-Pozzuoli di Nerone», in Il Messaggero, 27 luglio 2019. URL consultato il 9 marzo 2020.
  9. ^ Francesco Rutelli - IX Legislatura della Repubblica italiana, su Camera dei deputati. URL consultato il 9 marzo 2020.
  10. ^ Francesco Rutelli - La vita & le opere, su oikos.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  11. ^ Dallo "zombie coi baffi" a Cicciobello. Le frasi celebri del "Picconatore", in Il Tempo, 10 agosto 2010. URL consultato il 9 marzo 2020.
  12. ^ a b c d e f Giuseppe Pullara, Roma ricomincia da Rutelli, un radical verde tinto di rosso, in Corriere della Sera, 6 dicembre 1993, p. 47C. URL consultato il 9 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2013).
  13. ^ Resoconto stenografico seduta di giovedì 5 luglio 1990 (PDF), su Camera dei deputati, 5 luglio 1990, p. 63022. URL consultato il 9 marzo 2020.
  14. ^ Regione Campania - Consiglio Regionale - Legislature dalla I alla IX (PDF), Associazione ex-Consiglieri Regione Campania, p. 130. URL consultato il 9 marzo 2020.
  15. ^ Resoconto stenografico seduta di martedì 10 luglio 1990 (PDF), su Camera dei deputati, 10 luglio 1990, p. 63351. URL consultato il 9 marzo 2020.
  16. ^ Chi siamo, Partito Radicale Transnazionale. URL consultato il 9 marzo 2020.
  17. ^ «L'uscita dal nucleare è stato un atto di civiltà», in la Repubblica, 21 ottobre 1989. URL consultato il 9 marzo 2020.
  18. ^ Francesco Rutelli - XI Legislatura della Repubblica italiana, su Camera dei deputati. URL consultato il 9 marzo 2020.
  19. ^ Rutelli, un milione di voti, in la Repubblica, 18 novembre 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  20. ^ Alberto Mattone, Rutelli commissario al Giubileo, in la Repubblica, 5 dicembre 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  21. ^ Paolo Boccacci, Giubileo, Rutelli "governatore", in la Repubblica, 5 dicembre 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  22. ^ Cecilia Gentile, Certezze urbanistiche, ok al piano, in la Repubblica, 30 maggio 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  23. ^ Massimo Frontera, L'urbanistica (eterna) di Roma: il Prg è ancora tutto da attuare [collegamento interrotto], in Il Sole 24 ORE, 3 giugno 2011. URL consultato il 9 marzo 2020.
  24. ^ Fori Imperiali: Rutelli, saranno più belli del Partenone, in Adnkronos, 14 luglio 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  25. ^ Paolo Boccacci, Il nuovo Campidoglio dei colori barocchi, in la Repubblica, 27 novembre 1995. URL consultato il 9 marzo 2020.
  26. ^ Elisabetta: Rutelli anticipa ultimi ritrovamenti archeologici, in Adnkronos, 18 ottobre 2000. URL consultato il 9 marzo 2020.
  27. ^ Roma: A tappe forzate il progetto "Cento piazze", in Adnkronos, 1º marzo 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  28. ^ a b c Paolo Boccacci e Alberto Mattone, Campidoglio in sette scene. Ecco la Roma di Rutelli, in la Repubblica, 4 novembre 2000. URL consultato il 9 marzo 2020.
  29. ^ Grande Raccordo Anulare di Roma e autostrada Roma – Aeroporto di Fiumicino, ANAS. URL consultato il 9 marzo 2020.
  30. ^ Fabrizio Caccia, 2001, Operazione Raccordo. Ponte d'acciaio sulla diga, in la Repubblica, 15 novembre 1999. URL consultato il 22 marzo 2020.
  31. ^ Giovanna Vitale, Metro A, si cambia: tre fermate in più, in la Repubblica, 2 gennaio 2000. URL consultato il 9 marzo 2020.
  32. ^ Francesca Giuliani, Assalto al museo, 40mila prenotazioni, in la Repubblica, 22 dicembre 1999. URL consultato il 9 marzo 2020.
  33. ^ Francesca Giuliani, Classico e industriale, un mix di archeologia, in la Repubblica, 1º novembre 1997. URL consultato il 9 marzo 2020.
  34. ^ La storia, Museo di arte contemporanea. URL consultato il 9 marzo 2020.
  35. ^ 1174 - MACRO, su museiincomuneroma.it. URL consultato il 9 marzo 2020.
  36. ^ Adriana Polveroni, Roma, apre il "Macro", la cittadella dell'arte, in la Repubblica, 22 ottobre 2002. URL consultato il 9 marzo 2020.
  37. ^ Auditorium, alla festa dei 10 anni battibecco Rutelli-Alemanno, in la Repubblica, 14 gennaio 2013. URL consultato il 9 marzo 2020.
  38. ^ Apre la chiesa delle vele di Maier, il Giubileo ritorna a Tor Tre Teste, in la Repubblica, 4 ottobre 2003. URL consultato il 9 marzo 2020.
  39. ^ L'Ara Pacis riapre dopo sette anni. Ma è scontro sulla teca di Meier, in la Repubblica, 21 aprile 2006. URL consultato il 9 marzo 2020.
  40. ^ Cecilia Gentile, L'Ara Pacis riapre dopo sette anni. Ma è scontro sulla teca di Meier, in la Repubblica, 14 novembre 2000. URL consultato il 9 marzo 2020.
  41. ^ Galleria Giovanni XXIII, il Comune: un anno di lavori e 4 milioni di spesa, in Corriere della Sera, 2 gennaio 2018. URL consultato il 9 marzo 2020.
  42. ^ Rory Cappelli e Laura Serloni, Inaugurazione della Nuvola, i fischi alla sindaca Raggi, in la Repubblica, 29 ottobre 2016. URL consultato il 9 marzo 2020.
  43. ^ Andrea Managò, Atac Roma, un secolo di debiti, indagini e autobus che ritardano, in Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2017. URL consultato il 9 marzo 2020.
  44. ^ Stefano Elli, Quel passaggio da Cragnotti a Tanzi, in Il Sole 24 ORE, 3 giugno 2011. URL consultato il 9 marzo 2020.
  45. ^ Roma, vincono le privatizzazioni. Taradash critica il no del Polo, in la Repubblica, 17 giugno 1997. URL consultato il 21 marzo 2020.
  46. ^ Giovanna Casadio, La sfida di Centocittà. Il nuovo Polo siamo noi, in la Repubblica, 14 febbraio 1999. URL consultato il 9 marzo 2020.
  47. ^ Francesco Rutelli – 5ª legislatura, Parlamento europeo. URL consultato il 9 marzo 2020.
  48. ^ La sorpresa di Rutelli: "Un gesto da galantuomo", in la Repubblica, 25 settembre 2000. URL consultato il 9 marzo 2020.
  49. ^ Rutelli ammette la sconfitta: «Ora opposizione intransigente», in la Repubblica, 14 maggio 2001. URL consultato il 9 marzo 2020.
  50. ^ Archivio storico delle elezioni - Camera 2001, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 9 marzo 2020.
  51. ^ D'Alema vince a Gallipoli, bene gli altri leader, in la Repubblica, 14 maggio 2001. URL consultato il 9 marzo 2020.
  52. ^ La Margherita, Democrazia è Libertà - La Margherita. URL consultato il 9 marzo 2020.
  53. ^ Presentato il simbolo della lista unitaria, in la Repubblica, 12 febbraio 2004. URL consultato il 9 marzo 2020.
  54. ^ Cronologia / Dall'Ulivo al Partito democratico, in Il Sole 24 ORE, 14 ottobre 2007. URL consultato il 9 marzo 2020.
  55. ^ Ecco il partito democratico europeo di Rutelli e Prodi, in Euronews, 9 dicembre 2004. URL consultato il 9 marzo 2020.
  56. ^ (EN) Towards a new Alliance of Democrats, Alleanza dei Democratici. URL consultato il 9 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2012).
  57. ^ (EN) Board of Directors, Alleanza dei Democratici. URL consultato il 9 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2012).
  58. ^ Dai Ds pressing sulla Margherita: «Gli elettori non capiscono», in la Repubblica, 23 maggio 2005. URL consultato il 9 marzo 2020.
  59. ^ Rutelli dice addio al listone, in la Repubblica, 20 maggio 2005. URL consultato il 9 marzo 2020.
  60. ^ Massimo Giannini, Rutelli: «Prodi resta il leader, ma indietro non si può tornare», in la Repubblica, 22 maggio 2005. URL consultato il 9 marzo 2020.
  61. ^ Paolo Boccacci, La Margherita segue Rutelli. Sì al partito democratico, in la Repubblica, 28 ottobre 2005. URL consultato il 9 marzo 2020.
  62. ^ Francesco Rutelli - XV Legislatura della Repubblica italiana, su Camera dei deputati. URL consultato il 9 marzo 2020.
  63. ^ e Tributi/2008/03/codice-paesaggio-beni-culturali.shtml Sì al Codice del paesaggio: 15 milioni l'anno per abbattere gli eco-mostri [collegamento interrotto], in Il Sole 24 ORE, 19 marzo 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  64. ^ Franco Montini, Arriva la tassa per il cinema, in la Repubblica, 28 settembre 2007. URL consultato il 9 marzo 2020.
  65. ^ Accordo culturale bilaterale fra il Ministero e il Museum of Fine Arts di Boston, Ministro per i beni e le attività culturali, 28 settembre 2006. URL consultato il 9 marzo 2020.
  66. ^ Firmato a Roma accordo tra MIBAC e Museo Getty, Ministro per i beni e le attività culturali. URL consultato il 9 marzo 2020.
  67. ^ Archeologia: firmato accordo tra Beni Culturali e Princeton, Ministro per i beni e le attività culturali. URL consultato il 9 marzo 2020.
  68. ^ Torna a Roma il vaso di Eufronio, in la Repubblica, 19 gennaio 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  69. ^ Il vaso di Eufronio ritornato a Roma, in la Repubblica. URL consultato il 9 marzo 2020.
  70. ^ Maria Novella De Luca, La moglie di Adriano e altri tesori. Boston restituisce l'arte rapita a Roma, in la Repubblica, 29 settembre 2006. URL consultato il 21 marzo 2020.
  71. ^ Los Angeles, il Getty Museum cede. Tornano in Italia 40 opere d'arte, in la Repubblica, 1º agosto 2007. URL consultato il 21 marzo 2020.
  72. ^ Pd, è nato il comitato dei 45. Prodi: «Nessuna egemonia Ds o Dl», in la Repubblica, 23 maggio 2007. URL consultato il 9 marzo 2020.
  73. ^ Giovanna Casadio, Rutelli sfida la sinistra radicale: «Riforme o cambieremo alleanze», in la Repubblica, 13 luglio 2007. URL consultato il 9 marzo 2020.
  74. ^ Pd, il documento di Rutelli, in la Repubblica, 13 luglio 2007. URL consultato il 9 marzo 2020.
  75. ^ Giovanna Vitale, Rutelli: «Dieci giorni per ascoltare Roma», in la Repubblica, 8 febbraio 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  76. ^ Rutelli: «Mi candido sindaco di Roma», in La Stampa, 18 febbraio 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  77. ^ Alessandra Vitali, Rutelli crolla contro Alemanno. Così finisce il "laboratorio Roma", in la Repubblica, 28 aprile 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  78. ^ Senato.it.
  79. ^ Claudia Fusani, Al via le Commissioni parlamentari: Rutelli al Copasir, Dini agli Esteri, in la Repubblica, 22 maggio 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  80. ^ Daniele Mastrogiacomo, In un faldone di mille documenti la verità sulla scomparsa di due reporter in Libano, in la Repubblica, 17 dicembre 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  81. ^ Relazione sulle possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dall'utilizzo dello spazio cibernetico (PDF), Camera dei deputati, 13 febbraio 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  82. ^ La tratta di esseri umani e le sue implicazioni per la sicurezza della Repubblica (PDF), Camera dei deputati, 29 aprile 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  83. ^ Relazione sulle possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dall'utilizzo dello spazio cibernetico (PDF), Camera dei deputati, 15 luglio 2010. URL consultato il 9 marzo 2020.
  84. ^ Alessandra Sardoni, Le lettere a un partito mai nato allontanano dal Pd un Rutelli molto obamiano, in Il Foglio, 30 settembre 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  85. ^ Pd, Rutelli annuncia lo strappo: «Percorso diverso, con persone diverse», in la Repubblica, 27 ottobre 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  86. ^ Si chiama Alleanza per l'Italia il nuovo partito di Rutelli, in la Repubblica, 11 novembre 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  87. ^ Rutelli lascia la guida del Copasir: «Il Pd indichi un nuovo presidente», in la Repubblica, 12 novembre 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  88. ^ Copasir, Rutelli si dimette: «Nessun obbligo, è atto politico», in la Repubblica, 20 dicembre 2009. URL consultato il 9 marzo 2020.
  89. ^ Fli-Udc-Api-Mpa uniti: nasce Polo della Nazione, in Il Giornale, 16 dicembre 2010. URL consultato il 9 marzo 2020.
  90. ^ Nasce il Terzo Polo Api-Fli, in Affaritaliani.it, 14 luglio 2011. URL consultato il 9 marzo 2020.
  91. ^ Gruppo Per il Terzo Polo (ApI-FLI-Centro Democratico), Senato della Repubblica. URL consultato il 9 marzo 2020.
  92. ^ Rutelli si riavvicina al Pd: «Ci saremo alle primarie», in Sky TG 24, 11 settembre 2012. URL consultato il 9 marzo 2020.
  93. ^ Tommaso Ciriaco, Lascia Rutelli, candidato premier del 2001, in la Repubblica, 16 gennaio 2013. URL consultato il 9 marzo 2020.
  94. ^ Helga Marsala, Difendere il patrimonio. Cultura, pace, diritti: a Palermo il Cultural Heritage Rescue Prize, in ArtTribune, 9 giugno 2018. URL consultato il 9 marzo 2020.
  95. ^ La fondazione, Fondazione Centro per un futuro sostenibile. URL consultato il 9 marzo 2020.
  96. ^ Italia-Cina: nasce Forum Culturale, Rutelli coordinatore, in Agenzia Giornalistica Italia, 4 ottobre 2016. URL consultato il 9 marzo 2020.
  97. ^ Arriva a Roma la Scuola di Servizio Civico di Rutelli, Adnkronos, 25 gennaio 2020. URL consultato il 9 marzo 2020.
  98. ^ Francesco Rutelli si laurea a 62 anni: «Lo faccio per mio padre», in Il Messaggero, 26 gennaio 2017. URL consultato il 9 marzo 2020.
  99. ^ Massimiliano Scafi, Rutelli si laurea a 62 anni per fare il direttore Unesco, in Il Giornale, 26 gennaio 2017. URL consultato il 9 marzo 2020.
  100. ^ Anica, Rutelli confermato alla presidenza, in la Repubblica, 9 luglio 2019. URL consultato il 9 marzo 2020.
  101. ^ (EN) Francesco Rutelli, new President of the IED, Institute of European Democrats, 4 dicembre 2019. URL consultato il 9 marzo 2020.
  102. ^ a b La Corte dei conti condanna Rutelli, in Italia Oggi, 27 settembre 2000. URL consultato il 9 marzo 2020.
  103. ^ a b c Corte di cassazione, Sezioni unite civili - Sentenza 25 gennaio 2006, n. 1379, su Ambientediritto.it. URL consultato il 9 marzo 2020.
  104. ^ a b c Corte di cassazione, Sezioni unite civili - Sentenza 25 gennaio 2006, n. 1378, su eius.it. URL consultato il 9 marzo 2020.
  105. ^ Domenico Lusi, Lusi verso il patteggiamento, in Il Sole 24 ORE, 1º febbraio 2012. URL consultato il 9 marzo 2020.
  106. ^ Domenico Lusi, Lusi: soldi a Rutelli, Renzi e Bianco. La replica: querela, in Il Sole 24 ORE, 18 maggio 2012. URL consultato il 9 marzo 2020.
  107. ^ a b I magistrati: «Da Lusi accuse poco credibili», in Il Sole 24 ORE, 26 giugno 2012. URL consultato il 9 marzo 2020.
  108. ^ Lusi, cadono le accuse a Rutelli e l'ex tesoriere della Margherita viene indagato per calunnia, in Il Sole 24 ORE, 14 luglio 2012. URL consultato il 9 marzo 2020.
  109. ^ Lusi indagato per calunnia per dichiarazioni su Rutelli e Bianco, in la Repubblica, 14 luglio 2012. URL consultato il 9 marzo 2020.
  110. ^ Caso Lusi: 8 anni di carcere all'ex senatore per essersi appropriato di 25 milioni del partito, in la Repubblica, 2 maggio 2014. URL consultato il 9 marzo 2020.
  111. ^ Luigi Lusi condannato in appello a 7 anni di carcere. Francesco Rutelli: "Sentenza riafferma l'onore della Margherita", in Huffington Post, 31 marzo 2016. URL consultato il 9 marzo 2020.
  112. ^ Confermata la condanna a 7 anni per Lusi: intascò 25 mln di euro della Margherita, in la Repubblica, 19 dicembre 2017. URL consultato il 9 marzo 2020.
  113. ^ TV: Chi è Barbara Palombelli [Scheda], in Adnkronos, 28 settembre 2006. URL consultato il 9 marzo 2020.
  114. ^ Matrimonio religioso per il sindaco Rutelli, in la Repubblica, 11 gennaio 1996. URL consultato il 9 marzo 2020.
  115. ^ Francesco Rutelli, Io laico credente, e il Campidoglio, in la Repubblica, 22 febbraio 2008. URL consultato il 9 marzo 2020.
  116. ^ Bertinotti: «Giusto l'invito di Napolitano», in Corriere della Sera, 25 settembre 2006. URL consultato il 9 marzo 2020.
  117. ^ Roma Lazio, i sindaci tifosi e gli astenuti, in Corriere della Sera, 18 settembre 2013. URL consultato il 9 marzo 2020.
  118. ^ Emiliano Bernardini e Valerio Cassetta, Buon compleanno Lazio: una storia d'amore lunga 120 anni, in Il Messaggero, 9 gennaio 2020. URL consultato il 9 marzo 2020.
  119. ^ [1]
  120. ^ a b c d e f Onorificenze, su francescorutelli.it. URL consultato il 9 marzo 2020.
  121. ^ (ES) Real Decreto 2053/19 (PDF), Bollettino ufficiale di Stato, 26 settembre 1998. URL consultato il 9 marzo 2020.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF (EN79187018 · ISNI (EN0000 0000 7843 4539 · SBN IT\ICCU\IEIV\040373 · LCCN (ENn95115970 · GND (DE119322099 · BNF (FRcb145023199 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n95115970