Il Cortegiano

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Il Cortegiano
Altri titoliIl libro del Cortegiano
Cortegiano.tif
Edizione del 1549
AutoreBaldassarre Castiglione
1ª ed. originale1528
Generesaggio
Lingua originaleitaliano

Il Cortegiano o, più propriamente, Il libro del Cortegiano, è un trattato scritto da Baldassarre Castiglione tra il 1513 e il 1524, sottoposto a correzioni e pubblicato definitivamente nel 1528, poco prima della sua morte. Baldassare trasse l'ispirazione per il Cortigiano dalla sua esperienza come cortigiano della duchessa vergine Elisabetta Gonzaga alla corte di Urbino. Il libro si presenta come un dialogo in quattro libri e descrive usi e costumi ideali del perfetto cortigiano. Il terzo parla delle regole per diventare una signora perfetta, mentre i rimanenti si occupano di come si diventa un vero cortigiano. Castiglione dedicò inizialmente Il Cortegiano ad Alfonso Ariosto ma, poco prima della stampa, aggiunse una dedica a Miguel da Silva

Il libro fu un successo immediato e fu uno dei libri più venduti nel sedicesimo secolo. Durante la sua visita in Italia Francesco I di Francia lo lesse e ne fu così impressionato da farlo tradurre in francese. Ne fece fare varie copie, che distribuì tra i suoi cortigiani. Pensava che il libro dipingesse il suo modello ideale di corte reale, lo stesso cui cercò di arrivare per la sua.

Al giorno d'oggi ll Cortegiano rimane un ritratto della vita di corte rinascimentale. Per questo aspetto è una delle opere più importanti del Rinascimento.

Descrizione dell'operamodifica | modifica wikitesto

La censura del Cortegianomodifica | modifica wikitesto

Nel 1583 Antonio Ciccarelli espurgò Il Cortegiano eliminando i personaggi ecclesiastici (il vescovo di Potenza diventò podestà), le espressioni cattoliche (Guardate bel becco! pare un san Paolo diventò Guardate bel becco! pare un Dante), vennero eliminati passi come questi:

«Di questo modo rispose ancor Rafaello pittore a dui cardinali suoi domestici [amici], i quali, per farlo dire tassavano [criticavano] in presenzia sua una tavola che egli avea fatta, dove erano san Pietro e san Paolo, dicendo che quelle due figure eran troppe rosse nel viso. Allora Rafaello sùbito disse:«Signori, non vi meravigliate, ché io questi ho fatto a sommo studio, perché è da credere che san Pietro e san Paolo siano, come qui gli vedete, ancor in cielo così rossi, per vergogna che la Chiesa sia governata da tali omini come siete voi»»

(Il Cortegiano, II, LXXVI)

«Eccovi che questa porta dice:ALEXANDER PAPA VI, che vol significare, che è stato papa per la forza che egli ha usata [VI viene inteso come l'ablativo latino di vis cioè con la forza] e più di quella si è valuto che dalla ragione. Or veggiamo che da quest'altra potremo inteneder qualche cosa del novo pontefice»; e voltatosi, come per ventura, a quell'altra porta, mostrò l'iscrizione d'un N, dui PP ed un V, che significava NICOLAUS PAPA QUINTUS, e sùbito disse:«Oimè, male nove; eccovi che questa dice: Nihil Papa Valet [il papa non vale nulla]»

(Ibidem, II, XLVIII)

«Di questa sorte è ancor quello che disse Alfonso Santa Croce; il qual, avendo avuto poco prima alcuni oltraggi dal Cardinale di Pavia [ovvero Francesco Alidosi, e passeggiando fuor di Bologna con alcuni gentilomini presso al loco dove si fa la giustizia, e vedendovi un omo poco prima impiccato, se gli rivoltò con un certo aspetto cogitabundo e disse tanto forte che ognun lo sentì: «Beato tu, che non hai che fare col Cardinale di Pavia!»»

(Ibidem, II, LXXII)

Edizioni modernemodifica | modifica wikitesto

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Ettore Bonora, Baldassarre Castiglione e il Cortegiano, in Storia della Letteratura Italiana, volume IV,Garzanti, Milano, 1988.
  • Elisabetta Soletti, Parole ghiacciate, parole liquefatte. Il secondo libro del «Cortegiano», Collana Contributi e proposte n.5, Edizioni dell'Orso, 1990, ISBN 978-88-7694-057-6.
  • Giulio Ferroni, Storia della letteratura italiana. Vol. II. Dal Cinquecento al Settecento, Torino, Einaudi Scuola, 1991, pp. cap. 4.4.5, ISBN 88-286-0074-8.
  • Peter Burke, Le fortune del Cortegiano. Baldassarre Castiglione e i percorsi del Rinascimento, Collana Saggi.Storia e scienze sociali, Roma, Donzelli, 1998, ISBN 978-88-7989-441-8.
  • Amedeo Quondam, «Questo povero Cortegiano». Castiglione, il libro, la storia, Collana Centro studi Europa corti.Biblioteca '500, Roma, Bulzoni, 2000, ISBN 978-88-8319-456-6.
  • Uberto Motta, Castiglione e il mito di Urbino. Studi sulla elaborazione del «Cortegiano», Collana Università, ricerche, storia n.20, Milano, Vita e Pensiero, 2003, ISBN 978-88-343-0967-4.
  • Marianna Villa, Moderni e antichi nel I libro del «Cortegiano», Collana Il Filarete n.248, LED Edizioni Universitarie, 2007, ISBN 978-88-7916-344-6.
  • Baldassarre Castiglione, Cortegiano, In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1549.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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