Isole Canarie

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Isole Canarie
comunità autonoma
Comunidad Autónoma de Canarias
Isole Canarie – Stemma Isole Canarie – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Isole Canarie – Veduta
Vista dal satellite dell'arcipelago
Localizzazione
StatoSpagna Spagna
Amministrazione
CapoluogoCoat of Arms of Santa Cruz de Tenerife.svg Santa Cruz de Tenerife
Escudolaspalmasgc.png Las Palmas de Gran Canaria
PresidenteFernando Clavijo Batlle (CC) dal 09-07-2015
Data di istituzione10 agosto 1982
Territorio
Coordinate
del capoluogo
28°07′12″N 15°25′48″W / 28.12°N 15.43°W28.12; -15.43 (Isole Canarie)Coordinate: 28°07′12″N 15°25′48″W / 28.12°N 15.43°W28.12; -15.43 (Isole Canarie)
Superficie7 446,95 km²
Abitanti2 101 924
Densità282,25 ab./km²
Province2
Comuni88
Altre informazioni
LingueSpagnolo
Fuso orarioUTC+0
ISO 3166-2ES-CN
Nome abitanticanario
Rappresentanza parlamentare15 congressisti, 13 senatori
Cartografia
Isole Canarie – Localizzazione
Sito istituzionale

Le Isole Canarie (in spagnolo: Islas Canarias) sono un grande arcipelago di sette isole maggiori ed altre isolette minori, tutte di origine vulcanica, situate nell'Oceano Atlantico al largo dell'Africa nord-occidentale, e formano una comunità autonoma della Spagna. Grazie alla loro posizione geografica, le isole Canarie sono la regione più meridionale e occidentale della nazione. È anche una delle otto regioni, con particolare considerazione di Nazionalità storica riconosciute come tali dal governo spagnolo.[1][2]

Il ruolo di capoluogo è diviso tra Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas de Gran Canaria[3][4]; fino al 1927 la capitale canaria era soltanto Santa Cruz.[3][4]

Geografia fisicamodifica | modifica wikitesto

Le Canarie sono isole tropicali, situate nell'oceano Atlantico, davanti alla costa dell'Africa e al deserto del Sahara, al largo del Marocco, poco più a nord rispetto al Tropico del Cancro (al 28º parallelo, ovvero alla stessa latitudine di Florida, Bahamas, Bermuda, Caraibi, Hawaii).

Le isole per ordine di estensione, sono:

L'isola più vicina all'Africa, Fuerteventura, si trova a circa 95 km dalla costa africana, mentre l'arcipelago dista 940 km dalla costa continentale europea.

Le isole formano l'ecoregione della Macaronesia, assieme a Capo Verde, Madera, le Isole Azzorre e le Isole Selvagge. Il vulcano del Teide, situato nell'isola di Tenerife, con i suoi 3.718 metri è la montagna più alta della Spagna.

Vista del Teide (Tenerife) da "Los Roques de García"

Climamodifica | modifica wikitesto

Isole Canarie Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 2525262729293030292726252527,329,727,327,3
T. min. mediaC) 1516181820222322212019171618,722,32019,3
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 00000000000000000
Precipitazioni (mm) 18241472000101318276923041133
Giorni di pioggia 64322100256717711338

Le isole godono di un clima molto mite durante tutto l'anno che può essere però, grazie all'influenza degli alisei, alternativamente molto secco oppure piuttosto umido. Essendo comunque le Isole Canarie in pieno Oceano Atlantico la temperatura dell'acqua raggiunge i 18 °C nei mesi di gennaio-febbraio (periodo più freddo dell'anno), per poi aumentare fino ai 28 °C nei mesi di luglio-agosto-settembre (periodo più caldo dell'anno). Il regime pluviometrico è di tipo desertico, in quanto solo in alcuni punti più elevati si superano i 200 mm annui, concentrati esclusivamente nella stagione invernale.

Flora e faunamodifica | modifica wikitesto

Prima dell'arrivo degli aborigeni, le isole Canarie erano popolate da animali endemici, alcuni estinti, come ad esempio: lucertole giganti (Gallotia goliath), ratti giganti (Canariomys bravoi e Canariomys tamarani)[5] e tartarughe giganti (Geochelone burchardi e Geochelone vulcanica),[6] tra gli altri.

Sono presenti diverse specie autoctone di flora, come il cosiddetto albero del drago (Dracaena draco), le foreste di laurisilva, pini e palme tropicali, numerosi bananeti, i cui frutti si chiamano plàtanos, più piccoli, sodi e saporiti delle classiche banane, piante grasse di agave, aloe vera e cactus. L'"albero del drago", considerato il simbolo delle Canarie, può raggiungere anche i 20 metri di altezza. Si ritiene che gli esemplari più antichi possano essere addirittura millenari. In particolare il più antico esemplare vivente si trova a "Icod de los Vinos", nella zona nord-occidentale di Tenerife. La sua linfa è di colore rosso intenso, e proprio per questo motivo è chiamata "sangue di drago". Essa veniva usata dagli antichi abitanti delle Canarie (gli indigeni aborigeni, Guanci) nei loro riti animisti, e questa pratica era considerata magica. I fiori simbolo delle Isole Canarie sono le buganvillee, (Bougainvillea) e le orchidee. Solo nell'isola di Gran Canaria, proclamata Riserva della Biosfera esistono ben 2.000 varietà differenti di fiori esotici, considerati unici al mondo. Mentre è Macizo de Anaga a Tenerife anche Riserva della Biosfera, il luogo che ha il maggior numero di specie endemiche in Europa.[7]

Ricchissima è anche la fauna marina tropicale. I pesci esotici più noti sono il pesce pappagallo, le murene, i pesci volanti, e il pesce civetta. Si possono trovare nelle acque intorno alle isole anche le tartarughe marine e i delfini. Ci sono anche molti tonni, barracuda, aragoste, sardine e al largo dell'Oceano Atlantico si possono incontrare le balene, marlin, pesci vela, ma anche squali, come lo squalo martello.

Le Canarie sono un paradiso per gli uccelli; solo a Gran Canaria ci sono settanta specie diverse di volatili, che si riproducono nell'arcipelago e un gran numero di migratori fanno rotta nelle isole Canarie, dove svernano. Numerosi sono i pappagalli e il canarino è sicuramente l'uccello più rappresentativo delle Isole Canarie.

Particolare menzione meritano le lucertole del genere Gallotia, endemiche delle isole Canarie, che a volte raggiungono i sessanta centimetri di lunghezza.

Una vastissima varietà di fauna e flora, locale e esotica si può ammirare nei grandi parchi di "Loro Park", a Puerto de la Cruz, nell'isola di Tenerife, oppure nell'"Oasis Park" nel sud dell'isola di Fuerteventura, nella località di La Lajita - Pajara, e anche nel "Palmitos Park" nel sud di Gran Canaria, vicino alla località di Maspalomas.

Le isole vennero battezzate Canarie (dal latino "canis", cane) viste le grandi quantità di cani selvatici (chiamati ora Presa Canario o Dogo Canario) che popolavano l'arcipelago, fatto reso noto per la prima volta dallo studioso romano Plinio il Vecchio.

Aree protettemodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette delle Isole Canarie.

Quattro dei 13 parchi nazionali spagnoli si trovano sulle Isole Canarie, più che in ogni altra comunità autonoma:

Il timple, strumento musicale tradizionale delle Canarie

Simboli naturalimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Simboli animali e vegetali delle Isole Canarie.

I simboli naturali delle Isole Canarie sono: Serinus canaria (canarino) e Phoenix canariensis (palma delle Canarie).[8]

Geografia politicamodifica | modifica wikitesto

La Comunità Autonoma delle Isole Canarie consiste di due province, Provincia di Las Palmas e Provincia di Santa Cruz de Tenerife le cui capitali, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife, sono co-capitali della comunità autonoma. Le due province canarine non sono enti locali non avendo una struttura istituzionale, ma ognuna delle sette isole principali è governata da un'assemblea chiamata cabildo insular.

Mappa delle Isole Canarie

Suddivisioni amministrativemodifica | modifica wikitesto

Le province di Santa Cruz e di Las Palmas, create nel 1927 dalla divisione della Provincia di Canarias che dal 1833 includeva tutto l'arcipelago con capitale Santa Cruz de Tenerife[9], sono suddivise in 88 comuni.

Mapa municipal de Canarias (España).
Isola Bandiera Stemma Capitale Area (km²) Popolazione (2010)
El Hierro Flag of El Hierro with CoA.svg Escudo de El Hierro.svg Valverde 268,71 10.960
Fuerteventura Flag of Fuerteventura.svg Escudo de Fuerteventura.svg Puerto del Rosario 1.659,74 103.492
Gran Canaria Flag of Gran Canaria.svg Escudo de Gran Canaria.svg Las Palmas de Gran Canaria 1.560,10 845.676
La Gomera Bandera La Gomera.PNG Escudo de La Gomera.svg San Sebastián de la Gomera 369,76 22.776
Lanzarote Flag of Lanzarote.svg Escudo de Lanzarote.svg Arrecife 845,94 141.437
La Palma Flag of La Palma with CoA.svg Escudo de La Palma.svg Santa Cruz de La Palma 708,32 87.324
Tenerife Flag of Tenerife.svg Escudo de Tenerife.svg Santa Cruz de Tenerife 2.034,38 906.854

Storiamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guanci.

Antichitàmodifica | modifica wikitesto

Sembra che Fenici e Cartaginesi conoscessero l'arcipelago delle Canarie. A ogni modo, il mondo classico le conobbe in modo approssimativo. Sia Plinio il Vecchio sia Claudio Tolomeo ne parlano in maniera sommaria. Si pensa che le Isole Canarie abbiano dato origine al mito greco del Giardino delle Esperidi. Secondo alcuni, l'arcipelago sarebbe quello che rimane della mitica Atlantide, per via della posizione geografico/geologica.

Il nome Canarie non ha un'origine chiara. Una possibilità è che derivi dal latino canis, cane e che sia collegato alla presenza sulle isole di grandi quantità di cani, riferita per la prima volta da Plinio il Vecchio. Con il tramonto dell'impero romano furono tagliate fuori da qualsiasi contatto con l'Europa cristiana. Un'altra possibilità, più accreditata dagli storici della cultura canaria e della cultura amazigh del Nord Africa, riferisce invece del principe Giuba II (figlio di Giuba I, ucciso nel 45 a.C. durante le battaglie contro l'Impero Romano) e della sua lunga attività in qualità di storico, dopo che Giulio Cesare gli ha concesso salva la vita, e ha fatto in modo di farlo studiare e dargli una posizione all'interno della società romana. Juba II nel trattato "Sulla Libia" descrive la catena montuosa dell'Atlante e le stesse popolazioni che vivevano la zona, una tra quelle: canarii.[10]

Contatto con gli europeimodifica | modifica wikitesto

San Brandano, isola immaginaria a nord delle Canarie

Benché le prospicienti coste africane siano state popolate durante l'Alto Medioevo da genti arabe e berbere di religione musulmana, non risulta che tali popoli abbiano conosciuto le isole Canarie. Si sa per certo che dal 1291 cominciarono a raggiungere l'arcipelago diverse spedizioni genovesi e, più tardi anche aragonesi, baleari e portoghesi. Un primo contatto diretto avvenne forse in occasione della guerra ispano-genovese condotta da Sancho IV di Castiglia contro il Marocco. Tuttavia, l'avvio di contatti sia pure saltuari è concordemente attribuito al genovese Lanzarotto Malocello, sotto il cui comando, attorno al 1312, approdò una nave sull'isola che da lui prende il nome: non si conoscono con certezza le motivazioni del suo sbarco, ma si è ritenuto che la Repubblica di Genova l'avesse inviato nell'area perché reperisse informazioni circa Ugolino e Vadino Vivaldi, esploratori genovesi che, cercando una via nuova per raggiungere le Indie assai prima della circumnavigazione dell'Africa da parte di Vasco da Gama e della traversata oceanica di Cristoforo Colombo, finirono dispersi.

Nel 1341 una spedizione capitanata dal genovese Nicoloso da Recco e dal fiorentino Angiolino de' Corbizi esplorò tutto l'arcipelago per conto di Alfonso IV del Portogallo. Per la spedizione del 1341 possiamo contare su un reperto di eccezionale importanza: il De Canaria et insulis reliquis ultra hispaniam noviter repertis di Giovanni Boccaccio[11]. In quest'opera vengono descritti i Guanci e viene attestato anche il loro modo di computare. I Guanci, popolazione pacifica, parlavano lingue differenti a seconda dell'isola di appartenenza e incomprensibili tra di loro. Non conoscevano la navigazione ed è possibile che fossero anche etnicamente molto differenti da isola a isola. Quelli incontrati dalla spedizione di cui parla Boccaccio vivevano in Gran Canaria. Erano nudi, salvo per un sottanino di palma, con l'eccezione dei capi, che vestivano indumenti in pelle caprina tinti di giallo e rosso e cuciti con budella. Conoscevano l'allevamento (capre, pecore e cinghiali) e l'agricoltura, coltivando frutta (soprattutto fichi), ortaggi e legumi, frumento, orzo e biade da cui ricavavano farina che però consumavano sciolta nell'acqua, non conoscendo il pane. Vivevano in case costruite di pietre squadrate e legno e imbiancate all'interno. Adoravano una divinità maschile con in mano una palla, la cui statua fu trafugata dalla spedizione e portata in Portogallo assieme ad alcuni degli abitanti. L'anno dopo seguiva una spedizione di catalani.

Dal momento che le popolazioni indigene non producevano nulla che permettesse un commercio lucrativo, le spedizioni puntavano soprattutto a catturare dei Guanci, destinati a essere venduti come schiavi, e, probabilmente, anche ad acquisire dell'estratto di Dracaena draco, conosciuto come sangue di drago, un pregiato colorante rosso. Tuttavia si pose subito il problema del possesso coloniale delle nuove terre. Nel 1344, ad Avignone, papa Clemente VI elesse principe delle isole Fortunate don Luiz de la Cerda, cugino del re portoghese Alfonso IV. A partire dalla fine del XIV secolo furono i Portoghesi che si sforzarono di più per ottenere la sovranità sulle isole, scontrandosi con le medesime intenzioni da parte della Castiglia.

La spedizione di Jean de Béthencourt del 1402modifica | modifica wikitesto

Una volta conosciuta l'esistenza delle isole Canarie e il fatto che le sue popolazioni non erano cristiane, crebbe in Europa lo zelo di chi mirava a conquistarle e a cristianizzarle. Tra gli avventurieri che tentarono la conquista delle Canarie, vi fu il nobile normanno Jean de Béthencourt, che organizzò la prima grande spedizione di conquista. Era costituita da una varietà di avventurieri, alcuni provenienti dall'aristocrazia, come Gadifer de la Salle, che esercitò le funzioni di comandante in seconda, e Pierre Bontier, un francescano di Saint Jouin de Marnes, che poi officiò a Lanzarote nella chiesa di Saint Martial de Rubicon che sarebbe stata costruita dalla spedizione, e Jean le Verrier, un sacerdote che si sarebbe poi installato a Fuerteventura come vicario della cappella di Nostra Signora di Béthencourt, costruita anch'essa nel corso della spedizione. Questi ecclesiastici furono anche gli storici della spedizione, e registrarono gli avvenimenti in testi che sopravvivono ancor oggi e che, con modifiche e aggiunte, costituiscono la cronaca medievale Le Canarien (pubblicata in varie lingue). La spedizione partì il 1º maggio 1402 dal porto di La Rochelle, con scali a La Coruña e Cadice. La spedizione arrivò alle isole dirigendosi all'isola La Graciosa. Da qui si portò a Lanzarote dove sbarcò pacificamente il 30 giugno 1402, cominciando la costruzione di un forte cui diede il nome di Rubicon. Lasciando a una parte della spedizione l'incarico di difendere il nuovo forte, Bethencourt partì con Gadifer de la Salle diretto a Fuerteventura, ma fu obbligato a ritornare per vari motivi tra cui una mareggiata e la mancanza di viveri. Per la verità, a questi motivi si aggiungeva anche un'insubordinazione, una costante per tutta la permanenza nelle Canarie, che raggiunse il culmine il 25 novembre 1402, quando una parte della spedizione si ribellò prendendo come ostaggio Guardarifa, il re guance di Lanzarote, che era alleato di Bethencourt. Alla spedizione si unirono navi provenienti dalla Castiglia, dopo che Béthencourt fu tornato a Cadice per sollecitare un appoggio reale e dopo che gli venne concessa, il 10 gennaio 1403, la sovranità sulle isole (per cui era passato a chiamarsi Re delle Canarie). Béthencourt visiterà tutte le isole, ma senza riuscire a sottomettere la loro popolazione (gli ultimi Guanci si arrenderanno solo nel 1496).

Conquista spagnolamodifica | modifica wikitesto

Battaglia di Acentejo durante la conquista delle Canarie
Statua del capo guanci Bencomo

Risolte le questioni di concorrenza con il Portogallo, le Canarie finirono senza problemi nell'orbita della Castiglia, che assumeva su di sé il compito di cristianizzare le isole. A partire dai due punti già acquisiti da Jean de Béthencourt, la conquista delle Canarie proseguì rapidamente, senza che ciò significasse la sottomissione delle popolazioni guance, in particolare nelle isole maggiori. Al momento dell'inizio della conquista castigliana, si calcola che vi fossero tra 30.000 e 35.000 Guanci a Tenerife e tra 30.000 e 40.000 a Gran Canaria, una popolazione piuttosto ragguardevole tenuto conto delle caratteristiche del territorio. Privi di imbarcazioni e di capacità bellica adeguata, dal momento che usavano pietre e bastoni contro forze che disponevano della migliore tecnologia europea, i Guanci furono costretti a ritirarsi sempre più verso le zone più alte e accidentate delle isole, lasciando il litorale aperto alla colonizzazione castigliana. Le popolazioni che si sottomettevano venivano battezzate e assimilate a forza. Un altro grave problema che afflisse i Guanci fu la loro mancanza di difese immunitarie contro le malattie che venivano portate dai colonizzatori. Le epidemie si susseguivano a ripetizione, provocando perdite irreparabili tra le file della popolazione, dal momento che il lungo isolamento nelle isole aveva lasciato i Guanci con un sistema immunitario impreparato nei confronti delle più comuni malattie europee. La resistenza guance finì per concentrarsi a Tenerife e Gran Canaria, dove la popolazione era più numerosa, e si concluse solo con lo sterminio delle ultime forze rifugiate nelle montagne. In questo contesto assunse particolare rilievo la resistenza a Gran Canaria, dove la lotta condotta sotto il comando di Doramas, un capo guance di origine plebea, costituì l'ultimo grande focolaio di ribellione. A partire dalla sconfitta di Doramas e dello sterminio dei resistenti a Orotava, la sottomissione fu inevitabile, e alcuni degli ultimi resistenti commisero un suicidio rituale, gettandosi dai dirupi. A partire da questo momento, i guanci vennero rapidamente assimilati, visto che, dopo la guerra e le malattie, la popolazione restante non poteva impedire una rapida commistione. Già a metà del XVI secolo la memoria dei Guanci cominciava a sparire. Oggi ben poco resta dei Guanci, anche se il nazionalismo canario tenta con tutte le forze di farne rivivere la memoria. Perfino lo studio delle loro mummie e dei loro resti archeologici è avanzato poco al confronto dello studio di altri popoli assai più remoti.

Comunità autonomamodifica | modifica wikitesto

Le Isole Canarie formano oggi una Comunità autonoma facente parte del Regno di Spagna. I suoi abitanti si sentono ponte fra Europa, Africa e America, con una cultura molto ricca e un sentimento di identità proprio. Nel 2011 il sentimento di essere solo canario era soltanto del 14,9%, ma l'Unione africana individua nelle Canarie un futuro possibile membro, definendole "territorio africano sotto occupazione di una potenza straniera". La Spagna le considera però un territorio transcontinentale: le isole hanno formato parte del paese per più di cinquecento anni e i suoi abitanti sono cittadini di pieno diritto.

Religionemodifica | modifica wikitesto

Come nel resto della Spagna, la società delle Canarie è prevalentemente cristiana, soprattutto cattolica.[12] Tuttavia, l'aumento dei flussi migratori (turismo, immigrazione, ecc) sta aumentando il numero di seguaci di altre religioni che si incontrano nelle isole, come musulmani, protestanti e praticanti d'Induismo. Religioni minoritarie significativamente importante delle Isole Canarie sono: religioni afro-americane, Religione popolare cinese, buddisti, l'ebraismo e la fede Bahá'í. Esiste anche una forma di neopaganesimo nativa, la Chiesa del popolo guanci.[12]

Nelle Isole Canarie sono nati due santi cattolici, che sono stati tra i più grandi missionari nelle Americhe: Pedro de San José de Bethencourt (missionario in Guatemala)[13] e José de Anchieta (missionario in Brasile).[14]

Economiamodifica | modifica wikitesto

Dune di Maspalomas (Gran Canaria)

Il PIL pro capite delle Isole Canarie è di € 19 806 (2012), simile a quello della Sardegna.

L'economia è cresciuta rapidamente negli ultimi decenni. Oggi è basata sul turismo, l'agricoltura tropicale, la costruzione e i servizi. I prodotti agrari di maggior peso per l'esportazione sono banane, pomodori, fiori e piante ornamentali, avocado, papaye e manghi. Le isole ricevono circa 12 milioni di turisti l'anno, che muovono a loro volta l'attività immobiliare e vari settori di servizi. Le due isole economicamente maggiori, Tenerife e Gran Canaria posseggono grandi centri pubblici che stimolano e diversificano l'economia, come le due università principali, l'amministrazione e i porti. Gli ecologisti sono preoccupati che le risorse vengano sovrasfruttate e che il territorio sia sempre più occupato dall'intensa attività edilizia.

Le isole sono al di fuori del territorio doganale dell'Unione europea, anche se politicamente sono all'interno dell'UE. Nei documenti doganali sono rappresentate dal codice ISO 3166-1 alpha-2 IC. I beni soggetti alle tasse doganali e all'IGIC (sostitutivo dell'IVA spagnola) come tabacco o apparecchi elettronici, sono quindi significativamente più economici alle Canarie, così come la benzina, meno cara che nella Spagna continentale. Le isole non hanno un codice nazionale internet separato dal resto della Spagna.

Regime fiscale ridottomodifica | modifica wikitesto

La ZEC, Zona Especial Canaria è una zona di bassa pressione fiscale, attualmente la più bassa d'Europa, nata con lo scopo di promuovere lo sviluppo sociale ed economico dell'arcipelago Canario e diversificare la sua struttura produttiva. La ZEC fu autorizzata dalla Commissione europea nel mese di gennaio del 2000 e prorogato successivamente sino al 2006 con istanza del governo spagnolo in relazione all'adeguamento della legislazione e regime economico fiscale delle isole Canarie per quanto concerne la ZEC, secondo i termini dell'autorizzazione (Título V de la Ley 19/1994, modificada por el Real Decreto-Ley 12/2006 y desarrollada por el Real Decreto-Ley 1758 / 2007). REQUISITI: investimento di minimo 100 000 euro e la creazione di almeno 5 posti di lavoro nelle Isole di Tenerife e Gran Canaria; 50 000 euro e 3 posti di lavoro nelle altre isole dell'arcipelago.

Non tutte le attività sono autorizzabili come per esempio costruzioni e altre che compromettono l'ambiente e hanno un dannoso impatto ambientale. Attualmente i benefici della ZEC restano in vigore sino al 31 dicembre del 2019, essendo prorogabile solo su autorizzazione dell'Unione europea. L'autorizzazione all'iscrizione nel Registro Ufficiale di Entità ZEC (ROEZEC) aveva un termine del 31 dicembre del 2013. È da considerare il fatto che questa specifica situazione non rientra nelle aree "offshore" e "black list" in quanto viene riconosciuta e autorizzata dall'Unione europea stessa, e in tutti i casi vigono le leggi europee di trasparenza in materia fiscale.

Statistica del turismomodifica | modifica wikitesto

Numero di turisti che hanno visitato le Isole Canarie nel 2016, per isola di destinazione (in migliaia):[15]

Astronomiamodifica | modifica wikitesto

La combinazione di alte montagne e cieli limpidi ha reso il picco di Roque de los Muchachos (su La Palma, quota 2 450 m) un punto ottimale per il posizionamento di telescopi. Nel 1985 nacque perciò l'Osservatorio del Roque de los Muchachos, che comprende anche un telescopio italiano, il Telescopio nazionale Galileo. Anche a Tenerife, sul Pico del Teide a 2 400 m di altitudine, è stato creato l'osservatorio astronomico Carlos Sánchez operativo dal 1972.

Il fuso orario delle Canarie è il WET, un'ora indietro rispetto al resto della Spagna.

Cucina e prodotti tipicimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina delle Canarie.

La cucina delle Canarie è ricca di colori e sapori subtropicali, esotica e multietnica; è caratterizzata da semplicità, varietà, ricchezza di ingredienti, dovuti alla frammentazione del territorio, alla varietà dei prodotti della terra, alla pescosità delle acque, ai numerosi sedimenti culturali che ha ricevuto durante la sua storia. Sapori, odori, preparazioni e colori originali si combinano con quelli arrivati da altri paesi, sia nella cucina tradizionale canaria sia nella nuova cucina creativa delle Isole. La gastronomia canaria è stata influenzata dalla eredità dei Guanci e dalla tradizione latinoamericana, specialmente venezuelana. Infine, si trovano reminiscenze della gastronomia africana continentale.

Il gofio è l'alimento per antonomasia, che dalla notte dei tempi ha accompagnato le popolazioni indigene dei Guanci, fino ad arrivare ai giorni nostri. È fatto di farina ottenuta dall'orzo tostato, ma anche da altri cereali. Viene consumato in diverse forme: mescolato con latte, oppure con miele, si usa anche mangiarlo mischiato a zuppe di legumi o a brodo di pesce, di verdura o carne. Le Canarie sono l'unico posto della Spagna dove si consuma. Tradizionalmente, il gofio si portava in una bisaccia e si impastava al momento con acqua, ottenendo il gofio amasado (impastato).

Il condimento più comune è il mojo, una salsa che può accompagnare una grande varietà di pietanze.

Un altro piatto molto utilizzato, a base di patate cotte con la buccia in acqua e sale, condite con il mojo, prende il nome di papas arrugadas.

Fiestasmodifica | modifica wikitesto

La danza dei Nani è uno degli atti più importanti delle feste lustrali della Bajada de la Virgen de las Nieves a Santa Cruz de La Palma.
Ballerine con costume tipico a El Hierro.

Il giorno ufficiale della Comunità Autonoma è il Giorno delle Canarie cioè il 30 maggio. Questo è l'anniversario della prima sessione del Parlamento delle Isole Canarie, con sede a Santa Cruz de Tenerife, il 30 maggio 1983.

Il calendario comune delle vacanze nelle isole Canarie è il seguente:[16]

Inoltre, ognuna delle isole ha le proprie vacanze. Queste sono le feste dei santi protettori delle isole di ogni isola:[19]

Le feste più famose e internazionali dell'arcipelago sono il carnevale. Il carnevale è celebrato in tutte le isole e in tutti i suoi comuni, ma i due più frequentati sono quelli delle due capitali delle Isole Canarie; il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife e il Carnevale di Las Palmas de Gran Canaria.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Reforma de Estatuto de las Islas Canarias
  2. ^ Canarias en la España contemporánea: La formación de una nacionalidad histórica Archiviato il 7 luglio 2016 in Internet Archive.
  3. ^ a b Real Decreto de 30 de noviembre de 1833 en wikisource
  4. ^ a b Real Decreto de 30 de noviembre de 1833 Archiviato il 22 luglio 2012 in Internet Archive. en el sitio web oficial del Gobierno de Canarias
  5. ^ Algunas extinciones en Canarias Archiviato il 28 dicembre 2009 in Internet Archive. Consejería de Medio Ambiente y Ordenación Territorial del Gobierno de Canarias
  6. ^ «La Paleontología de vertebrados en Canarias.» Spanish Journal of Palaeontology (antes Revista Española de Paleontología). Consultado el 17 de junio de 2016.
  7. ^ El macizo de Anaga alberga mayor concentración de endemismos de toda Europa
  8. ^ Ley 7/1991, de 30 de abril, de símbolos de la naturaleza para las Islas Canarias - in Spanish, Gobcan.es, 10 maggio 1991. URL consultato il 26 aprile 2010.
  9. ^ Reale Decreto del 30 di novembre del 1833 en wikisource
  10. ^ Tamazight Culture in Gran Canaria. Article., su grancanariatraveltrip.com.
  11. ^ È la traduzione in latino del breve resoconto di viaggio firmato da Nicoloso da Recco. La datazione di questo testo documentario è alquanto controversa. M. Pastore Stocchi lo ritiene non molto posteriore al 1341, e ne colloca la composizione dopo il rientro di Boccaccio a Firenze, rigettando la cronologia tradizionale che l'ascriveva invece al 1353. [1]
  12. ^ a b Religiones entre continentes. Minorías religiosas en Canarias. Editado por la Universidad de La Laguna
  13. ^ Pedro de San José Betancurt, Santo
  14. ^ José de Anchieta, Santo
  15. ^ Número de turistas que visitaron Canarias en 2016, por isla de destino (en miles)
  16. ^ Calendario oficial en Canarias
  17. ^ Programa de las Fiestas de la Virgen de Candelaria. Agosto de 2017
  18. ^ Candelaria se prepara para recibir en agosto a 150.000 devotos de la Virgen
  19. ^ Fiestas insulares de Canarias

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Sandro Pellegrini, Le Canarie descritte dal console francese Auguste Broussonet agli inizi dell'Ottocento, in "Geostorie", a. 17, n. 3, 2009, pp. 319–337.
  • Bruno Foggi, Fiori delle Canarie
  • Alfonso Licata,"Lanzarotto Malocello,dall'Italia alle Canarie",' Roma, Commissione Italiana di Storia Militare del Ministero della Difesa, pagine 254, anno 2012'

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF (EN148386330 · LCCN (ENn82164461 · GND (DE4073188-1 · BNF (FRcb12263408m (data)