Jay David Bolter

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Jay David Bolter (17 agosto 1951) è un accademico statunitense, codirettore del Wesley Media Center e professore di New Media al School of Literature, Communications and Culture al Georgia Institute of Technology.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Inizialmente professore di Lettere e Civiltà Classiche, nel 1973 insegna all'Università di Toronto e dal 1977-78 al 1991 in quella della Carolina del Nord.

Nel 1991 ottiene l'incarico di direttore del programma Information Design and Technology del Georgia Tech.

Attualmente si occupa della creazione di applicazioni e nuovi media per l'intrattenimento e l'educazione informale.

Studiomodifica | modifica wikitesto

Area d'interesse dello studioso è l'applicazione delle nuove tecnologie alle discipline umanistiche nonché le conseguenze che ha portato in particolare l'avvento del computer alla cultura ed ai processi di scrittura. Bolter osserva ed analizza l'utilizzo delle tecnologie come medium innovativo per la comunicazione verbale, testuale e visiva.

Il suo pensiero si è diffuso in tutto il mondo industrializzato e computerizzato grazie a pubblicazioni, articoli, composizioni in rete, ipertesti da lui scritti, tradotti in diverse lingue e distribuiti a larga scala, nonché lezioni e conferenze a cui ha preso personalmente parte in diverse nazioni del mondo occidentale: Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Germania, Austria, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia.

Ricercamodifica | modifica wikitesto

Le sue ricerche, misto di pratica e teoria, si focalizzano sulla cultura mediatica, sulla storia delle tecnologie, dalla loro nascita (prima tra tutte la scrittura) allo stato attuale, e fino alla sperimentazione di nuove forme di media per il futuro.

I media vengono analizzati e osservati nel loro utilizzo e nelle loro potenzialità, sia singolarmente che complessivamente, dunque nella loro interazione, influenza reciproca o sovrapposizione, come accade per i nuovi media digitali che in qualche modo si ripercuotono sui precedenti media analogici (cinema, televisione, stampa).

Da questa analisi tra vecchio e nuovo, Bolter elabora il concetto centrale di tutti i suoi studi: la rimediazione.

Secondo Bolter il medium elettronico presenta elevate possibilità e maggiori vantaggi rispetto alla scrittura, permettendo di integrare percezioni visive e uditive al tempo stesso. Inoltre, trovandosi in rete, nessun elaborato resterà mai opera chiusa e finita come accade con i libri di testo e come implica la stampa, bensì diviene dinamico e fluido, si estende in un nuovo spazio che è lo schermo del computer, che non dà limiti e anzi permette, nella forma di ipertesto, collegamenti istantanei di una infinita rete di elementi testuali, così da poter connettere tra loro argomenti variegati e dar vita a creazioni multidisciplinari.

Con la pubblicazione di Plenitudine digitale (MinimumFax, 2020) Bolter ha proposto una visione "anti-convergente" della cultura mediale contemporanea, teorizzato una condizione, secondo il pensiero dell'autore, caratterizzata da un universo talmente vasto, vario e dinamico di prodotti e pratiche mediali da non risultare intellegibile come un tutto unico. "La plenitudine accoglie, anzi inghiotte, le forze contradditorie della cultura alta e di quella popolare, i vecchi e i nuovi media, le idee politiche conservatrici e quelle radicali"[1].

Tecnologie caratterizzantimodifica | modifica wikitesto

Bolter denomina “tecnologie caratterizzanti” quelle tecnologie che in un determinato momento storico e culturale influiscono maggiormente e più profondamente sulla percezione della realtà, quelle che più di tutte accompagnano e determinano trasformazioni socio-culturali e dunque cambiamenti nei processi di espressione e comunicazione.

Primo esempio di tecnologia caratterizzante è stata, a suo tempo, la scrittura, soprattutto se connessa all'invenzione della stampa e alla produzione in serie. Più recenti sono il cinema, la radio, la televisione.

Allo stato attuale, tecnologia caratterizzante è senza dubbio la rete Internet, con le sue possibilità infinite di creazione di ambienti comunicativi e formativi tradotti in linguaggio digitale.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • 1984 TURING'S MAN: WESTERN CULTURE IN THE COMPUTER AGE: frutto dei primi studi sull'intelligenza artificiale e sulle possibilità tecnologiche e culturali derivanti da quello che l'autore chiama “cervello elettronico”.trad.Italiana 1985 Pratiche Editrice Parma: L'uomo di Turing; la cultura occidentale nell'età del computer.
  • 1991 WRITING SPACE: THE COMPUTER, HYPERTEXT, AND HISTORY OF WRITING: presentazione e analisi dell'ipertesto, prima tecnologia di scrittura e di come la tecnologia in generale influenza la comunicazione simbolica e la letteratura.
  • 1999 REMEDIATION: la rimedi azione come modo in cui i nuovi media digitali prendono in prestito qualcosa dai media analogici ad essi precedenti.
  • 2003 WINDOWS AND MIRRORS: affermazione di nuove forme, generi e mestieri intorno al computer e al suo utilizzo.
  • Bolter, J. David (2019), Digital Plenitude: The Decline of Elite Culture and the Rise of New Media, MIT Press: Cambridge, tr. it. Plenitudine digitale: Il declino delle culture di élite e l’ascesa dei media digitali, MinimumFax: Roma, 2020.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Jay David Bolter, Plenitudine digitale. Il declino delle culture di élite e l’ascesa dei media digitali, MinimumFax, 2019, p. 36.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF (EN94367912 · ISNI (EN0000 0001 0926 5740 · SBN IT\ICCU\MILV\006495 · LCCN (ENn83073527 · GND (DE124879691 · BNF (FRcb12367339r (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n83073527
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