L'Opinione delle libertà

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L'Opinione delle Libertà
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàsettimanale (1976-1993)
quotidiano (1993-2012)
giornale online (dal 2012)
Generestampa nazionale
Fondazione1976
Inserti e allegati
  • Speciale Ambiente (lunedì)
  • Punto.it
SedeVia Augusto Riboty 22, 00195 Roma
EditoreAmici de L'Opinione
DirettoreAndrea Mancia
CondirettorePaolo Pillitteri
Sito webwww.opinione.it/
 

L'Opinione delle Libertà (meglio conosciuto come L'Opinione) è un giornale online di orientamento liberale con sede a Roma. Fondato nel 1976 come settimanale ufficiale del Partito Liberale Italiano, con la direzione di Arturo Diaconale il giornale è diventato quotidiano dal 14 dicembre 1993, per poi cessare le pubblicazioni cartacee nel 2012, proseguendo solo on-line ed in pdf.[1]

Storiamodifica | modifica wikitesto

L'Opinione fu fondata nel 1976 come settimanale ufficiale del Partito Liberale Italiano, che non disponeva di un organo di partito fin dalla chiusura del quotidiano Risorgimento Liberale nel 1948. Il nome della testata era ripreso dallo storico quotidiano liberale piemontese.

In seguito allo scoppio dello scandalo Tangentopoli nel 1992 il PLI e L'Opinione entrarono in grave crisi finanziaria, com'era successo anche agli altri giornali di proprietà dei partiti coinvolti nell'inchiesta Mani Pulite. Nel 1993 il direttore Arturo Diaconale (designato alla carica dal partito l'anno precedente) acquistò la testata dal partito, ormai prossimo allo scioglimento, costituendo contestualmente la società cooperativa Amici de L'Opinione. Sotto la proprietà di Diaconale, la testata fu ribattezzata L'Opinione delle Libertà, passando contestualmente da settimanale a quotidiano.

Nel 1995 si verifica una crisi in redazione a causa del mancato pagamento degli stipendi ai redattori: il quotidiano è costretto a sospendere le pubblicazioni per pochi mesi. In seguito diventa organo ufficiale del “Movimento delle Libertà per le garanzie e i Diritti Civili”, fondato dal politico di Forza Italia Massimo Romagnoli, potendo quindi accedere ai finanziamenti pubblici per l'editoria.[1]

Nel marzo 2007, dopo vari problemi finanziari che hanno portato progressivamente alla chiusura delle edizioni locali e di quella domenicale, il giornale effettua un'operazione di restyling. In particolare vi è un aumento delle pagine, una nuova grafica, la diffusione in 70 grandi città (grazie al distributore de Il Giornale) e soprattutto la nascita dell'inserto Punto.it, diretto da Paolo Pillitteri, dedicato all'analisi dei media e del loro ruolo nella società. Nell'ottobre dello stesso anno appare sulle pagine del quotidiano una rubrica di critica televisiva, tuttora esistente, curata da Giovanni De Stefano intitolata Etere & Cloroformio.

In seguito alla riforma dei contributi all'editoria approvata dal Governo Berlusconi IV, L'Opinione delle Libertà cessa di beneficiare di finanziamenti pubblici. Questo provoca una crisi finanziaria della testata che sospende nel 2012 le pubblicazioni cartacee, proseguendo solo online e su pdf, mentre dal 2012 al 2015 parte della redazione è in cassa integrazione.[1]

Finanziamenti pubblicimodifica | modifica wikitesto

Fino al 2011 L'Opinione beneficiava dei contributi previsti dalla legge per l'editoria[2].

Le cifre incassate dal quotidiano, secondo gli ultimi dati disponibili (relativi al 2003)[3] superano i 2 milioni di euro e pongono tale giornale tra i primissimi posti sia nel rapporto finanziamenti pubblici/totali degli incassi sia finanziamenti pubblici/copie effettivamente vendute.

Nel 2011, in seguito alla riforma dei contributi all'editoria approvata dal Governo Berlusconi IV, L'Opinione ha cessato di beneficiare dei finanziamenti pubblici.

Distribuzionemodifica | modifica wikitesto

Oltre all'edizione nazionale, fino al 2007 L'Opinione pubblicava inserti locali che analizzavano la realtà politica della zona di riferimento:

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b c Diaconale, chi è il berlusconiano del cda Rai, su l'Espresso, 7 agosto 2015. URL consultato il 5 giugno 2020.
  2. ^ Inchiesta di Report condotta da Milena Gabanelli. Archiviato il 28 febbraio 2009 in Internet Archive.
  3. ^ (PDF) Contributi all'editoria 2006 (PDF), su sitiarcheologici.palazzochigi.it. URL consultato il 7 agosto 2015.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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