Louis Jouvet

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Jules Eugène Louis Jouvet

Jules Eugène Louis Jouvet (Crozon, 24 dicembre 1887Parigi, 16 agosto 1951) è stato un attore francese, una delle figure più importanti del cinema e del teatro francese.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Il teatro Athénée-Jouvet

Dopo aver compiuto gli studi in farmacia, debutta a Parigi nel 1907 in una compagnia amatoriale.

Nel 1913, all'età di 26 anni, lavora per la prima volta nel cinema con il ruolo di Shylock (protagonista de Il mercante di Venezia di William Shakespeare).

Nello stesso anno, insieme a Charles Dullin, si unisce al gruppo di Jacques Copeau per fondare il Théâtre du Vieux-Colombier, dove è regista, decoratore, assistente e infine attore. A quel tempo maschera la sua balbuzie con una dizione sincopata che nel tempo lo renderà famoso.

Nel 1922 fonda la sua compagnia teatrale al Théâtre des Champs-Élysées dove ottiene il suo primo grande successo l'anno seguente con Knock, ou le triomphe de la médecine di Jules Romains. Nel 1927 incontra il drammaturgo Jean Giraudoux di cui rappresenterà molte opere. A partire dal 1935 dirige l'Athénée.

Da Don Giovanni all'Arnolfo de La scuola delle mogli, da Tartufo all'Alcesti de Il malato immaginario, inizia quella che verrà definita la "via" critica all'interpretazione di Molière. Di Giraudoux, dopo l'allestimento di Siegfried nel 1928, Jouvet mette in scena praticamente tutti i testi, da Anfitrione '38 (1929) a Judith (1931), da La guerra di Troia non si farà (1935) a Elettra (1937), da Ondine (1939) a La pazza di Chaillot (1945).

Dal giugno 1940 al giugno 1941 assume il controllo dei grandi teatri nazionali, e intraprende una tournée con la sua compagnia in America latina, accompagnato per un certo periodo da Charlotte Delbo[1]. Non tornerà in Francia che alla fine del 1944 e riprenderà la direzione del Théâtre de l'Athénée, che ha poi preso il suo nome.

Il suo vero debutto sul grande schermo avviene invece nel 1932, nel film Topaze di Louis Gasnier. Il successo arriva con Knock, ou le triomphe de la médicine (1933), di cui fu anche co-regista. Memorabili interpretazioni furono il frate di La kermesse eroica (1935) e il giocatore aristocratico in Verso la vita di Jean Renoir.

Tra il 1936 e il 1940 i suoi film più notevoli furono Mademoiselle Docteur (1937) di Georg Wilhelm Pabst, Lo strano dramma del dottor Molyneux (1937) di Marcel Carné, Carnet di ballo (1937) e I prigionieri del sogno (1939) di Julien Duvivier.

Nel secondo dopoguerra interpretò l'ispettore Antoine in Legittima difesa (1947) di Henri-Georges Clouzot, considerato uno dei capolavori del cinema francese di tutti i tempi.

Filmografiamodifica | modifica wikitesto

Attoremodifica | modifica wikitesto

Registamodifica | modifica wikitesto

Doppiatori italianimodifica | modifica wikitesto

Pubblicazionimodifica | modifica wikitesto

In base ai suoi studi e alla sua esperienza, Jouvet pubblicò anche alcuni saggi sul teatro:

  • Réflexions sur le comédien (1939)
  • Continuité du théâtre (1951)
  • Témoignages sur le théâtre (1951)

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Charlotte Delbo nacque il 10 agosto 1913 a Vigneux-sur-Seine in una famiglia di origine italiana; nel 1936 sposò Georges Dudach, conosciuto qualche anno prima nell'ambiente della Jeunesse Comuniste (Gioventù Comunista), di cui Georges era uno dei dirigenti. Insieme frequentarono i corsi della Université ouvrière (Università Operaia), dove insegnavano Georges Politzer, Jacques Solomon e il filosofo Henri Lefebvre, all’epoca non ancora un autore conosciuto, con il quale Charlotte lavorò di nuovo nel dopoguerra. Charlotte e il marito vivevano a Parigi, in un piccolo appartamento nel III arrondissement. Funzionario del Partito Comunista Francese, Georges viaggiava molto, mentre Charlotte lavorava come steno-dattilografa. Dalla primavera del 1937 i coniugi lavorarono per "Les cahiers de la Jeunesse" ("I quaderni della Gioventù") ed è proprio nella realizzazione di un'intervista per questo giornale che Charlotte conobbe il regista e attore Louis Jouvet, che l'assunse pochi giorni dopo come sua assistente, incaricandola di trascrivere i suoi appunti e il suo pensiero. Charlotte Delbo lavorò per lui fino al novembre del 1941, seguendolo anche nelle sue tournée in Svizzera e America Latina. Nel 1939, dopo la dichiarazione di guerra della Francia alla Germania, Georges fu chiamato alle armi. Smobilitato dopo la capitolazione, nel settembre 1940 fu tra coloro che si adoperarono per strutturare la resistenza contro il nazismo, tentando di mobilitare intellettuali e scrittori. Anche Charlotte collaborò con lui una volta rientrata dal Sudamerica. Usando nomi falsi, crearono riviste clandestine, diffusero volantini e documenti. Le "Brigades Spéciales" (Brigate Speciali) li arrestarono la mattina del 2 marzo 1942, nell’ambito di un'operazione volta a colpire la Resistenza degli intellettuali. Imprigionati insieme nel Carcere de La Santé, Charlotte e Georges si dissero addio il 23 maggio 1942. Lui fu fucilato il giorno stesso al Mont Valérien (La fortezza del Mont-Valérien è un forte poligono a cinque lati, costruito tra il 1840 e il 1846 sul Monte Valérien, una collina che culmina a 162 metri, situata ad alcuni chilometri ad ovest di Parigi, fra i comuni di Suresnes, Nanterre e Rueil-Malmaison. È uno dei sedici forti costruiti intorno a Parigi. Durante la seconda guerra mondiale più di un migliaio di partigiani ed ostaggi vi furono fucilati dai tedeschi. Addossato al lato sud del suo muro di cinta si trova il "Memoriale della Francia combattente", eretto in omaggio a tutti i morti della guerra 1939-1945, inaugurato dal generale De Gaulle il 18 giugno 1960). Lei venne trasferita al Forte di Romainville (situato in zona militare nella periferia di Parigi, nel 1940 fu occupato dalle forze armate tedesche e trasformato in una prigione, in cui furono internati resistenti e ostaggi prima di essere fucilati o deportati nei campi di concentramento di Auschwitz, Ravensbrück, Buchenwald e Dachau), dove incontrò le compagne con cui poi condivise la deportazione ad Auschwitz - Birkenau: Vittoria Nenni, Yvonne Blech, Yvonne Picard e altre. Giunte ad Auschwitz il mattino del 27 gennaio 1943, furono assegnate al blocco 26 di Birkenau, insieme alle ebree polacche. Furono addette ai lavori forzati, a due ore di cammino dal campo. Lavoravano nelle paludi, avevano le gambe gonfie, cadevano in continuazione, ma erano ancora vive. Ogni giorno il corpo sembrava soccombere all'abnorme sforzo fisico e alla costante denutrizione. Poi vennero destinate a lavorare in una fabbrica, al coperto, per cui la loro situazione fisica migliorò. Nel luglio 1943 Charlotte fu testimone dell'agonia di Vittoria Nenni, di cui, dopo la liberazione del campo ed il ritorno a Parigi, riferì al padre, il leader socialista Pietro Nenni. A gennaio 1944 furono richiamate a Birkenau e di qui trasferite, in piccoli gruppi, a Ravensbruck. La liberazione arrivò il 23 aprile 1945, poi, dopo un trasferimento in Svezia, Charlotte e le compagne sopravvissute rientrarono a Parigi. Faticosamente Charlotte ricominciò ad amare la vita e tornò al lavoro al fianco di Jouvet. Subito sorse in lei l'esigenza di raccontare la sua esperienza nel lager: finì di scrivere un resoconto manoscritto già nel luglio del 1946, ma lo pubblicò solo nel 1965. Il titolo, "Aucun de nous ne reviendra" ("Nessuno di noi tornerà"), è un verso della poesia di Apollinaire "La maison des morts" ("La casa dei morti"). Nello stesso anno pubblicò "Le convoi du 24 janvier" ("Il convoglio del 24 gennaio"), una ricostruzione sul nome e la storia di tutte le 230 donne deportate con lei nel convoglio 31. Compose anche un'opera teatrale, "Qui rapportera ces paroles?" ("Chi riferirà queste parole?"), dal sottotitolo «Une tragédie qui se passe dans un camp de concentration» ("Una tragedia che si svolge in un campo di concentramento") che fu messa in scena alla metà degli anni 1970 dal regista François Darbon. Essa era interpretata da ventitré attrici, che, mano a mano, scomparivano dalla scena; era priva di scenografia e i costumi "non contavano". Non veniva mai nominato il nome del campo, né vi erano riferimenti diretti al nazismo. Charlotte Delbo non cessò inoltre il suo impegno politico, specie in occasione della guerra d'Algeria, schierandosi a favore dell'indipendenza dell'ex-colonia francese. È morta a Parigi il 1º marzo 1985.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Daniela Pecchioni, Louis Jouvet, un uomo di teatro nel cinema, introduzione di Sandro Bernardi e Claudio G. Fava, Manduria, Pasquale Barbieri Editore, 2000.

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàVIAF (EN41841996 · ISNI (EN0000 0001 1333 573X · LCCN (ENn82044934 · GND (DE118776460 · BNF (FRcb11909146m (data)