Luigi Galleani

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Luigi Galleani nel 1912

Luigi Galleani (Vercelli, 12 agosto 1861Aulla, 4 novembre 1931) è stato un anarchico italiano, attivo anche negli Stati Uniti dal 1901 al 1919, dove fondò il periodico anarchico in lingua italiana Cronaca Sovversiva (soppresso nel 1919). Fu autore di molti libri, tra cui La fine del Anarchismo?.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Divenuto anarchico quando era studente di legge all'Università di Torino, sotto la minaccia di procedimenti giudiziari si rifugiò in Francia, dove visse dal 1880 al 1900. Espulso dalla Francia per aver preso parte a una manifestazione di protesta, si trasferì in Svizzera, dove frequentò il geografo anarchico francese Elisée Reclus, che aiutò nella stesura della «Nouvelle Géographie Universale».

Per aver partecipato, insieme con studenti dell'Università di Ginevra, a una commemorazione dei Martiri di Haymarket, anarchici giustiziati a Chicago nel 1887, fu espulso dalla Svizzera e tornò in Italia, venendovi arrestato nel 1895 e confinato a Pantelleria da dove riuscì a fuggire nel 1900, trovando rifugio in Egitto. Qui visse un anno finché, minacciato di estradizione, si trasferì a Londra e di qui s'imbarcò per gli Stati Uniti, dove giunse nell'ottobre del 1901, un mese dopo che l'anarchico statunitense di origine polacca Leon Czolgosz aveva ucciso il presidente William McKinley.

Stabilitosi a Paterson, nel New Jersey, una cittadina dove era una numerosa colonia di immigrati anarchici, Galleani divenne capo redattore della rivista anarchica «La Questione Sociale», appoggiando gli scioperi dei lavoratori della seta di Paterson nel 1902 e venendo ferito dalla polizia che sparò sugli scioperanti. Sotto minaccia di arresto, fuggì in Canada ma ritornò clandestinamente nel 1903 negli Stati Uniti, stabilendosi a Barre, nel Vermont e fondandovi, il 6 giugno, il periodico anarchico «Cronaca Sovversiva», diretta per qualche mese dallo scultore italiano Carlo Abate, qui emigrato alla fine dell'Ottocento, che disegnò anche la testata del settimanale.

Una polemica giornalistica con Giacinto Menotti Serrati, socialista e redattore de «Il Proletario» di New York, rivelando alle autorità americane la sua identità, gli procurò l'estradizione nel New Jersey e il processo a Paterson nel mese di aprile 1907 nel quale fu tuttavia assolto - uno degli scioperanti di allora fu condannato a morte. Tornato a Barre, riprese l'attività di pubblicista. In Italia, l'ex-anarchico e ora socialista Francesco Saverio Merlino aveva, in un'intervista pubblicata nel giugno 1907 dal quotidiano torinese «La Stampa» con il titolo La fine dell'anarchismo, proclamato la prossima scomparsa dell'anarchismo, da lui considerato una dottrina ormai sorpassata e priva di validi teorici.

Galleani ne prese spunto per rispondere sulla sua «Cronaca sovversiva» con diversi articoli - che poi saranno raccolti in volume dal titolo «La fine dell'Anarchismo?» - in cui sostenne la validità e la vitalità delle teorie anarchiche. Nel 1912 si trasferì a Lynn (Massachusetts), continuandovi la pubblicazione del suo periodico nel quale denunciò, nel 1914, la guerra, polemizzando con l'anarchico principe Kropotkin, favorevole alla guerra a fianco dell'Intesa. L'entrata in guerra degli Stati Uniti, nell'aprile del 1917, gli procurò l'arresto con l'accusa di disfattismo, la chiusura del giornale e, il 24 giugno 1919, l'espulsione dal paese, dove fu costretto a lasciare la moglie e i quattro figli, con l'estradizione in Italia. Stabilitosi a Torino, Galleani riprese la pubblicazione della «Cronaca sovversiva».

Con l'avvento del fascismo, la rivista fu soppressa ed egli fu arrestato e condannato a quattordici mesi di reclusione. Tornato in libertà, collaborò con la rivista anarchica pubblicata in America in lingua italiana «L'Adunata dei Refrattari». Nuovamente arrestato nel novembre 1926, fu prima confinato a Lipari e poi, per insulti a Mussolini, condannato a sei mesi di reclusione che scontò nel carcere di Messina. Liberato per motivi di salute nel febbraio del 1930. Galleani fu inviato in soggiorno obbligato nel piccolo paese di Caprigliola, nel comune di Aulla (provincia di Massa-Carrara), dove morì l'anno dopo, a settanta anni, per un attacco di cuore. Di Galleani e dei suoi compagni ne ha un ricordo Francesco Leone uno dei capi degli Arditi del Popolo operanti a Biella, Vercelli e Novara nel periodo inerente agli attacchi degli squadristi fascisti nel Vercellese.

« .....Vedi, c'era un gruppo di anarchici. Qui c'era stato Luigi Galleani, che era stato in America e per un certo periodo poi era stato anche qui. Anzi, io credo che questo gruppo di anarchici si chiamasse il gruppo Galleani. E questo gruppo era composto da elementi molto decisi, molto decisi. Ricordo, per esempio, dopo quella lotta lì con i fascisti, io son sempre uscito tutte le sere, nonostante che ci fossero sempre scontri, una volta mi hanno anche sparato da un viale: a pochi metri di distanza non m'hanno preso. Ebbene, questi anarchici, a mia insaputa, dopo questo atto, si distribuivano la notte nei giardini proprio a mia difesa, senza che io neanche lo sapessi.....[1] »

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Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Ugo Fedeli, Luigi Galleani, Catania 1984

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Controllo di autorità VIAF: (EN39431956 · LCCN: (ENn79054100 · SBN: IT\ICCU\CFIV\046990 · ISNI: (EN0000 0000 8374 1189 · GND: (DE124341314 · BNF: (FRcb122404310 (data) · NLA: (EN35944626
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