Monfalcone

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Monfalcone
comune
Monfalcone – Stemma Monfalcone – Bandiera
(dettagli)
Monfalcone – Veduta
La rocca di Monfalcone
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoAnna Maria Cisint (Lega Nord) dal 7-11-2016
Territorio
Coordinate45°48′N 13°32′E / 45.8°N 13.533333°E45.8; 13.533333 (Monfalcone)Coordinate: 45°48′N 13°32′E / 45.8°N 13.533333°E45.8; 13.533333 (Monfalcone)
Altitudinem s.l.m.
Superficie20,5[1] km²
Abitanti28 020[2] (31-10-2017)
Densità1 366,83 ab./km²
FrazioniMarina Julia. Ulteriori dettagli
Comuni confinantiDoberdò del Lago, Duino-Aurisina, Ronchi dei Legionari, Staranzano
Altre informazioni
Lingueitaliano, veneto, sloveno, friulano
Cod. postale34074
Prefisso0481
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT031012
Cod. catastaleF356
TargaGO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 213 GG[3]
Nome abitantimonfalconesi
PatronoMadonna della Salute
Giorno festivo21 novembre
SoprannomeLa città delle navi da crociera [2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monfalcone
Monfalcone
Monfalcone – Mappa
Posizione del comune di Monfalcone nella ex provincia di Gorizia
Sito istituzionale

Monfalcone (Mofalcon in dialetto bisiaco[4], Monfalcon in friulano[5][6], Tržič in sloveno[7]), è un comune italiano di 28 020 abitanti del Friuli-Venezia Giulia.

Conosciuta anche come "la città delle navi da crociera"[8] (spesso anche come "la città dei cantieri"), Monfalcone è un importante polo industriale sede del secondo scalo marittimo della regione e di uno dei principali cantieri navali del Mediterraneo.

È la quinta città regionale per numero di abitanti e, assieme ai comuni di Ronchi dei Legionari e Staranzano, forma un conglomerato urbano di circa 50 000 abitanti.

Geografia fisicamodifica | modifica wikitesto

Monfalcone vista dal satellite, a destra rispetto alla foce dell'Isonzo

Territoriomodifica | modifica wikitesto

La città di Monfalcone si estende sulla fascia costiera settentrionale del Mar Adriatico per 24 km.[8] È racchiusa a sud dalla baia di Panzano e a nord-est dal Carso, mentre verso nord-ovest confina con i comuni di Ronchi dei Legionari e Staranzano.

Dal punto di vista sismico, il territorio comunale si trova, stando alla classificazione della Protezione Civile, in zona 3 soggetta a bassa sismicità.[9]

Idrografiamodifica | modifica wikitesto

Monfalcone costituisce il punto più settentrionale del Mar Mediterraneo, al quale si affaccia dal litorale sabbioso di Marina Julia e di Panzano Bagni.[10]

La città è sita nella Baia di Panzano, a pochi chilometri dalla foce del fiume Isonzo, e gode di diversi canali artificiali navigabili, tra cui il Canale "Eugenio Valentinis", il cosiddetto Canale "EstOvest", il canale "Locovaz" e il Canale del Brancolo.[11]

Le zone marino-costiere sono ricche di aree paludose e canneti, tra cui il biotopo delle risorgive Schiavetti e del fiume Cavana, che si sviluppano nella fascia sud-ovest a ridosso del canale del Brancolo e sono entrambi tutelati come siti di importanza comunitaria per l'importanza avio-faunistica, data anche la vicinanza alla riserva naturale dell'Isola della Cona.[12][13][14] Nella zona est, grazie anche alla vicinanza alle foci del Timavo, ha sviluppo il canneto del Lisert, già zona paludosa che ha ottenuto importanti lavori di bonifica all'inizio del '900.[11]

Orografiamodifica | modifica wikitesto

Il territorio monfalconese è pianeggiante.

A nordest si sviluppa l'altopiano carsico che comunque mantiene altitudini modeste (in media sugli 80 m s.l.m., con punte di 140 m s.l.m.). Il rilievo di maggiore importanza è sicuramente il Monte Falcone (la cui denominazione di "monte" è da ritenersi errata, date le minime altitudini che raggiunge), da cui prende il nome la città.

Climamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Trieste Ronchi dei Legionari.

Il clima, secondo la classificazione Köppen, è definito come temperato umido con estate calda.[15]

Si riscontrano estati anche molto calde, ma con una piovosità significativa distribuita nell'arco di tutto l'anno.[15]

In generale, il clima della città di Monfalcone si può considerare come la cerniera tra il clima della pianura veneto-friulana e quello della costiera triestina, riscontrandosi precipitazioni meno consistenti del primo e una ventosità meno accentuata (per i venti del primo quadrante) del secondo.

Su Monfalcone, comunque, insistono, soprattutto nei mesi invernali, forti venti di bora che possono raggiungere raffiche oltre i 100 km/h.

Dati di riepilogo nella tabella sottostante:[15][16]

MONFALCONE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,99,813,016,621,625,428,027,523,718,812,88,58,717,127,018,417,8
T. min. mediaC) 1,22,24,57,711,715,517,417,014,09,75,71,81,78,016,69,89,0
T. max. assolutaC) 1316202428323333292519141628332933
T. min. assolutaC) −6−5−2259101062−1−5−6−29−1−6
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 1815,310,01,80,30,00,00,00,12,37,515,248,512,10,09,970,5
Precipitazioni (mm) 797970105911067610611999119862442662883371 135
Giorni di pioggia 10,39,511,515,113,513,311,710,510,211,813,511,431,240,135,535,5142,3

Origine del nomemodifica | modifica wikitesto

Il nome Monfalcone deriva quasi certamente da Monte Falcone, ovvero il rilievo carsico che sorge alle spalle della città e su cui si staglia la rocca.

Origine di questa etimologia si ha in un documento del 1260, in cui ci si riferisce alla città come in castro et loco Montis falconis. A sua volta il nome del monte, con molta probabilità, venne dato per la presenza, soprattutto all'epoca, di numerosi falchi.[18][19]

Storiamodifica | modifica wikitesto

Il territorio dell'attuale comune di Monfalcone fu sede, in età preistorica, di insediamenti organizzati su diversi castellieri.[20]

Nel periodo della Roma repubblicana il territorio monfalconese, data la vicinanza ad Aquileia, fu soggetto ad un importante espansione. Qui vennero costruite numerose ville romane, come testimoniano anche le rovine pervenute, e soprattutto le terme.[21][22]

In età medievale, nonostante la povera documentazione pervenuta, siamo certi che vi fosse un insediamento nell'area dell'attuale rione di Panzano: la zona, infatti, era di strategica importanza per il controllo dell'est ed appartenne, infatti, agli Ostrogoti, ai Bizantini, al Ducato longobardo del Friuli, al Sacro Romano Impero. In questo periodo, nel 967, l'imperatore Ottone I donò la città al Patriarca di Aquileia affinché ne controllasse le invasioni da parte degli Ungari, con la costruzione di una fortificazione: la prima Rocca di Monfalcone. Nel 1260 Monfalcone fu citata per la prima volta in un atto con il quale il conte di Gorizia Mainardo II restituiva al Patriarca di Aquileia la località, ricevuta in pegno qualche anno prima. Ciò nonostante, le prime testimonianze di un nucleo abitato ai piedi della Rocca risalgono al 1289.[23]

Nel 1420 la Repubblica di Venezia invase il Friuli e pose fine al potere temporale del Patriarcato di Aquileia. Monfalcone fu presa il 14 luglio di quell'anno, dopo 3 giorni di assedio. Rimase sotto la Serenissima dal 1420 al 1797, nonostante alcune parentesi durante le quali Monfalcone venne controllata da altri Stati. Nel 1472, 1477 e 1499 il territorio subì tre incursioni dei Turchi ma la rocca e la città murata non furono conquistate. Nel 1511 fu occupata per breve tempo dai francesi in funzione anti-veneziana. Ripresa dai veneziani, nel 1514 fu espugnata dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, che occupò la città murata e distrusse la rocca. Nel 1521, con la dieta di Worms, il territorio tornò a Venezia, che fece ricostruire la struttura difensiva sulla sommità del monte, portando la Rocca alle sue fattezze odierne. Con la costruzione della fortezza di Palmanova (1593), il territorio di Monfalcone perse parte della primitiva importanza e non fu più potenziato. Fra il 1615 e il 1617, durante la guerra di Gradisca fra Venezia e l'Austria (detta anche degli Uscocchi), il territorio fu saccheggiato e incendiato, ma la città murata fu salvata dalle artiglierie della rocca.[24]

Nel 1751 fu soppresso il Patriarcato di Aquileia e furono create al suo posto le due arcidiocesi di Udine e Gorizia. Il territorio di Monfalcone fu aggregato ad Udine come tutta la parte veneta, mentre quella austriaca fu assegnata a Gorizia. Nel 1797, le truppe napoleoniche francesi occuparono il monfalconese. Col trattato di Campoformido gran parte della Repubblica di Venezia fu ceduta all'Austria, ma i francesi rimasero a Monfalcone fino al gennaio 1798, commettendo numerosi soprusi. Con la pace di Presburgo del 1805 la quasi totalità delle terre appartenute alla Serenissima, fra cui Monfalcone, l'Istria e la Dalmazia, furono cedute al Regno d'Italia. Con il trattato di Fontainebleau del 1807 fu deciso il nuovo confine fra Regno d'Italia e Impero austriaco sul fiume Isonzo. Monfalcone divenne così di nuovo austriaca anche se i francesi si riservarono il diritto di attraversarla per raggiungere l'Istria. Ma da questo momento, per la prima volta nella storia, Monfalcone fu staccata dall'area di Aquileia-Udine-Cividale ed entrò a far parte del Circolo di Gorizia.

Con il successivo trattato di Schönbrunn del 1809 Monfalcone fu unita, insieme ai territori a sinistra dell'Isonzo, alle appena costituite Province Illiriche poste sotto il diretto controllo francese. Nel 1813 l'Austria riconquistò le Province Illiriche e, con esse, Monfalcone. Successivamente (1825) il distretto di Monfalcone (comprendente i mandamenti di Monastero, Monfalcone, Duino e Sesana) fu incorporato definitivamente nella Contea Principesca di Gorizia e Gradisca e ne seguì le sorti (fra cui l'integrazione al Litorale austriaco, nel 1849) fino alla prima guerra mondiale.[25]

La notorietà della città è datata agli inizi del Novecento con la costruzione nell'allora inesistente villaggio di Panzano del massimo cantiere navale italiano (attualmente Fincantieri), fondato nel 1908 come Cantiere Navale Triestino dalla famiglia Cosulich (trasferitisi presso Monfalcone dopo la chiusura dei cantieri navali triestini), in cui ancor oggi vengono realizzate navi da crociera di grosso tonnellaggio.

Il 9 giugno 1915 la città venne presa dall'esercito italiano, ma a seguito della battaglia di Caporetto (ottobre 1917) tornò in mano austro-ungarica per circa un anno. Al termine del conflitto Monfalcone fu riunita all'Italia il 24 ottobre 1918.[26]

Furono coinvolti nei combattimenti nel territorio di Monfalcone numerose personalità di postuma notorietà come Enrico Toti, medaglia d'oro al valor militare, Giovanni Randaccio, maggiore della truppa dei lupi di Toscana[27], Ezio Giacich[28] e Antonio Sant'Elia, architetto medaglia d'oro al valor militare incaricato di progettare il cimitero della Brigata Arezzo in città.

Uscita dalla Grande Guerra molto provata, Monfalcone ebbe una ripresa grazie alla cantieristica, frenata solo nel periodo della crisi del '29.[29]

Durante la seconda guerra mondiale (dal 1º ottobre 1943) fu aggregata alla zona di operazione del Litorale austriaco. A partire dal 19 marzo 1944 fu più volte bombardata e gravemente danneggiata.

Nella zona di Monfalcone si organizzò la lotta di resistenza ai nazisti, concentrata in particolar modo sul Carso: venne costituita una locale brigata partigiana italiana dipendente dal CLNAI, e fu in particolare la numerosa classe operaia e la popolazione slovena del circondario ad intraprendere una determinata lotta agli occupatori. La città per 40 giorni fu occupata dalle truppe di Tito. Dal giugno 1945 al settembre 1947, trovandosi ad occidente della cosiddetta linea Morgan, fu sotto amministrazione militare alleata.

Con l'entrata in vigore del trattato di Parigi, il 15 settembre 1947 ritornò definitivamente all'Italia. Unita dal 1923 fino al 1947 alla provincia di Trieste, fu trasferita, in quello stesso anno, alla Provincia di Gorizia.[30]

Simbolimodifica | modifica wikitesto

Monfalcone-Stemma.png

Stemma:

« D'argento, al falco al naturale, su un monte roccioso. Coronamenti esteriori da comune e corona di città. »

Stemma concesso con D.C.G. del 1º aprile 1937

Onorificenzemodifica | modifica wikitesto

Monfalcone dal 1937, gode del titolo di città.

Titolo di città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di città
«Dissertazione storico-geografica tendente a dimostrare che Monfalcone vanta il titolo di città»
— 1º aprile 1937[31]
I partigiani comunisti accolgono le truppe neozelandesi giunte a Monfalcone inneggiando all'annessione della città alla Jugoslavia

Monfalcone è tra le città decorate al valor militare in quanto insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione sia durante la prima guerra mondiale, quando fu quasi completamente rasa al suolo, sia durante la seconda guerra mondiale, quando subì l'occupazione ad opera delle truppe tedesche e, successivamente, quella ad opera dei soldati Jugoslavi di Tito.

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Sentinella avanzata di italianità, nelle epiche battaglie del 1915-1918, immolava interamente se stessa; rasa al suolo dagli obici nemici, durante più anni dispersa nei propri figli in lungo penoso esilio, divenne madre adottiva di puri eroi quali Toti e Randaccio e custode di epici ricordi: quota 87, quota 121, Hermada, Monte Sei Busi, che tutti si riassumono e si esaltano nel nome fatidico di Redipuglia. Non permise mai che infiltrazioni straniere potessero comunque alterare la purezza della sua stirpe italica. Durante la guerra 1940-45, diede il proprio contributo di sangue e di rovine subendo sette bombardamenti che la mutilarono gravemente e falcidiarono numerosi suoi figli. Dall'armistizio del 1943 in poi, attraverso duri anni di lotta cruenta, seppe reagire, indomita ai nemici d'Italia che, avvicendandosi nell'invasione e sopraffazione, tentarono, con ogni mezzo, di arretrare all'Isonzo il confine patrio per strappare questo lembo di terra al territorio nazionale. Conseguì la sua seconda redenzione il 18 settembre 1947»
— Monfalcone[32]

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica wikitesto

Architetture militarimodifica | modifica wikitesto

Rocca di Monfalconemodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rocca di Monfalcone.
Vista della rocca

La rocca è senza ombra di dubbio il principale monumento di Monfalcone, sovrastando la città dalla vetta del Monte Falcone.

Si ritiene sia stata edificata nel 490 da Teodorico re degli Ostrogoti; tuttavia deve la sua struttura attuale alla ricostruzione dovuta ai patriarchi di Aquileia in epoca medievale. Ulteriori lavori di rinforzo furono eseguiti durante la proprietà di Venezia, specialmente per la difesa contro gli assedi turchi. Segni tangibili del controllo veneziano sono, ad esempio, la presenza del leone di San Marco, posto sopra l'accesso principale.[33]

La rocca ha risentito di pesanti danneggiamenti durante le guerre mondiali ed è stata oggetto di preciso restauro. Oggi, al suo interno è allestito un museo speleologico e paleontologico.

Zona carsica dei castellierimodifica | modifica wikitesto

I rilievi carsici antistanti Monfalcone sono, già dalla preistoria, luogo di dimora di uomini primitivi. Ne sono chiara testimonianza i resti di antichi castellieri ritrovati sopra l'attuale abitato, di periodo compreso tra l'eta del bronzo e quella del ferro.[34]

Attualmente sono visibili le rovine di 5 diversi castellieri, tutti su quote diverse e in comunicazione visiva tra loro ad un'altitudine di circa 60 m s.l.m..[34] Sono generalmente riconoscibili parti delle cinte murarie.

È da dire che, sebbene ora non più presente, anche sul Monte Falcone era presente un castelliere preistorico.[35]

Siti archeologicimodifica | modifica wikitesto

Ville e terme romanemodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terme romane di Monfalcone.
Veduta delle terme romane restaurate e dei resti archeologici

La città di Monfalcone, data la vicinanza ad Aquileia, in epoca romana è stata notevolmente caratterizzata da architetture e servizi tipici dell'epoca.

Sul territorio comunale sono stati rinvenuti numerosi resti di ville signorili romane che si affacciavano sul lacus timavii, molte delle quali oggi sono andate completamente distrutte.[36]

D'altro canto, esempio plausibile di peculiare architettura romana ancora presente sul territorio è rappresentato dalle terme. Edificate in antichità, si ha testimonianza diretta delle terme dalla Tavola Peutingeriana sulla quale l'edificio compare.[37] La funzionalità dell'edificio continuò fino alla decadenza di Aquileia nel 452. Le terme vennero nuovamente riattivate nel 1433, trovando sede definitiva appena nel 1840, periodo nel quale ricevettero le lodi di Sir Richard Francis Burton nel suo saggio Aqua dei et vitae.[37][38]

Subirono pesanti danneggiamenti durante le guerre mondiali, cadendo in uno stato di abbandono. Sono state rilanciate nel 2014, riacquistando la loro funzionalità.[39] Nell'area dell'attuale stabilimento sorge una piccola zona archeologica nella quale sono visibili i resti delle antiche terme.

Architetture religiosemodifica | modifica wikitesto

Santuario della Beata Vergine della Marcellianamodifica | modifica wikitesto

Il santuario della Beata Vergine della Marcelliana è la chiesa più antica della città. L'edificazione del primo santuario, costituito da una piccola cappella dedicata alla Madonna, è da far risalire al 1386, anno in cui la terribile epidemia di peste colpiva la zona. In quegli anni, si dice, una barca alla deriva con una statua della madonna giunse sino al luogo dell'attuale santuario, incoraggiando il vescovo di Aquileia Marcelliano ad edificare un luogo di culto.[40]

Il santuario, negli anni, ha subito numerose ricostruzioni: fra il 1360 e 1364 fu distrutto dalle invasioni turche e quindi successivamente ricostruito, mentre nel XVI secolo fu ampliato e abbellito di numerosi affreschi.[41]

L'attuale chiesa risale al 1844 ed è abbellita da alcuni affreschi del 1943, tra cui quello che rappresenta l'arrivo della barca con la madonna. La statua della madonna, una delle più antiche sculture di tale soggetto (di età tardoromanica), è conservata sull'altare principale.[42][43]

Veduta del duomo

Basilica di Sant'Ambrogiomodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Monfalcone.

La basilica di Sant'Ambrogio è il duomo cittadino. La chiesa è stata insignita del titolo di basilica minore nel 1940 da papa Pio XII.[44]

L'edificio attuale è nato dalla ricostruzione del duomo dopo la distruzione del precedente dovuta alle ostilità del primo conflitto mondiale.

Per la ricostruzione, venne presentato un progetto dall'ingegner Dante Fornasir, già progettista del quartiere di Panzano, che prevedeva lo spostamento dell'edificio nella posizione attuale dinanzi l'asse viario di via Fratelli Rosselli. L'edificazione dell'edificio terminò con la consacrazione nel 1929, mentre il campanile fu eretto nella posizione attuale, alle spalle del duomo, solo nel 1958.[45][46] L'edificio è costruito secondo uno stile architettonico neoromanico.

Architetture civilimodifica | modifica wikitesto

Palazzetto venetomodifica | modifica wikitesto

Vista della facciata del "palazzetto veneto"

Nel centro storico trova luogo il cosiddetto "palazzetto veneto", struttura di origine veneta edificata nella metà del XV secolo come sede del podestà. Testimonianze dell'epoca suggeriscono che fosse sede di una guarnigione e fungesse anche da piccola prigione.[47]

La funzione del palazzetto negli anni è stata varia, tra cui anche canonica del duomo, fino al 1962, anno in cui venne acquistato dal comune che lo restaurò secondo gli stili originari e lo adibì ad edificio di fruizione pubblica.[48]

Altromodifica | modifica wikitesto

Monumento a Gabriele d'Annunziomodifica | modifica wikitesto

Sul confine tra Monfalcone e Ronchi dei Legionari è presente un monumento dedicato a Gabriele d'Annunzio. Il monumento, costituito di una colonna romana, è stato inaugurato nel 1960 per commemorare la partenza dei legionari per l'impresa di Fiume, dai quali il comune di Ronchi di Monfalcone ha successivamente preso il nome.

Nonostante ciò, il monumento si trova nel territorio di Monfalcone, appena oltre il confine tra i comuni, per volere dell'amministrazione comunale ronchese che all'epoca ha bocciato l'installazione del cippo commemorativo, fondamentalmente per ideologie politiche contrapposte.[49]

Zona monumentale di quota 85 "Enrico Toti"modifica | modifica wikitesto

All'interno del parco tematico della Grande Guerra, sui rilievi carsici alle spalle della città, sorge, a quota 85, una zona monumentale in ricordo delle vittime dei combattimenti della prima guerra mondiale sul carso monfalconese. Nella zona vengono ricordati con dei cippi i reparti che combatterono la guerra a Monfalcone e vennero insigniti della medaglia d'oro al valore militare; in particolare, è presente un grande monumento in commemorazione di Enrico Toti nel luogo in cui egli è caduto in battaglia.[50]

Societàmodifica | modifica wikitesto

Evoluzione demograficamodifica | modifica wikitesto

La popolazione di Monfalcone, sin dall'apertura dei cantieri navali nel 1907, è stata profondamente influenzata, passando da poche migliaia di cittadini di inizio '900 ai 30 000 di fine secolo. Tuttora la produttività dell'azienda richiama sul territorio numerose maestranze che contribuiscono ad influenzare il bilancio demografico cittadino.[51]Abitanti censiti[52]

Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica wikitesto

Il lavoro del cantiere navale ha comportato per la città una forte immigrazione di lavoratori provenienti da altre zone del Friuli-Venezia Giulia e d'Italia, oltreché da alcuni paesi esteri che hanno formato nel corso degli anni comunità relativamente numerose. Le principali zone d'origine sono cambiate nel tempo: inizialmente, oltre a giuliani e friulani, la Puglia (in particolare Gallipoli, con cui il comune è gemellato), successivamente la Campania. Negli ultimi anni si sono stanziati a Monfalcone immigrati di origini croate, romene e, soprattutto, bengalesi.[53]

Gli stranieri residenti nel comune sono 5 817, ovvero circa 1/5 della popolazione (la percentuale più alta in regione). Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti aggiornati al 31 dicembre 2016:[54]

  1. Bangladesh, 1959
  2. Romania, 1109
  3. Croazia, 462
  4. Bosnia ed Erzegovina, 383
  5. Macedonia, 280
  6. Albania, 175
  7. Cina, 164
  8. Serbia, 138
  9. Ucraina, 130
  10. Bulgaria, 88

Lingue e dialettimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetto bisiacco.

La parlata tipica di Monfalcone è il bisiacco, una particolare variante del veneto diffusa nella provincia di Gorizia meridionale (Bisiacaria). In tempi recenti questo dialetto ha subito la forte influenza del triestino che, di fatto, ha finito per soppiantarlo[55].

A Monfalcone sono inoltre riconosciute due minoranze linguistiche che godono di un certo grado di tutela a livello ufficiale: lo sloveno[7], e il friulano, entrambe di radicata e storica presenza ma accresciutesi con le recenti immigrazioni seguite all'apertura dei cantieri navali e lo sviluppo industriale[56]. Entrambe le comunità possono usufruire di appositi "sportelli della lingua" presso gli uffici comunali[57]. In città ha sede inoltre un fogolâr furlan, riferimento sociale e culturale per la minoranza friulanofona[56].

Religionemodifica | modifica wikitesto

La religione principale professata a Monfalcone è, come per l'Italia, quella cattolica.

In città sono presenti numerose chiese facenti capo a 5 parrocchie, grossomodo una per rione, tutte facenti capo alla diocesi di Gorizia.[58]

Per la numerosità delle comunità straniere presenti in città, inoltre, negli ultimi anni stanno nascendo dei centri culturali di fede islamica, sebbene non vi siano luoghi di culto ufficialmente consacrati.[59]

Tradizioni e folcloremodifica | modifica wikitesto

Tradizione monfalconese per eccellenza è senza dubbio il carnevale. Derivante da tradizioni di storia pluri-centenaria, si ha la prima testimonianza di un cerimoniale simile a quello attuale nel 1884[60], quando si dice fu pronunciata la frase di rito ancora oggi utilizzata: “che tale usanza non venga mai meno finché un solo monfalconese calpesterà le strade di questa nostra cara città”.[61]

I festeggiamenti sono caratterizzati da diversi eventi che culminano con la cerimonia della "lettura del testamento" di Sior Anzoleto Postier, maschera della città, e della cantada (cantata) di tipiche canzoni dialettali.

Culturamodifica | modifica wikitesto

Istruzionemodifica | modifica wikitesto

Scuolemodifica | modifica wikitesto

In città vi sono 7 scuole dell'infanzia, 5 scuole primarie e 2 scuole secondarie di primo grado facenti capo a due istituti comprensivi statali. Sono inoltre presenti 3 scuole secondarie di secondo grado in grado di fornire una variegata offerta formativa agli studenti locali.

È sicuramente peculiare il fatto che tutti gli istituti scolastici primari e secondari di primo grado della città siano intitolati a personalità locali di degna importanza, soprattutto per quanto concerne il ruolo nei cantieri navali o nella prima guerra mondiale.[62][63]

Museimodifica | modifica wikitesto

A Monfalcone, città non dalla vocazione prettamente culturale, sono tuttavia presenti alcuni poli museali peculiari nel panorama locale e nazionale.

MuCa - Polo Museale della Cantieristica navalemodifica | modifica wikitesto
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Polo museale della cantieristica navale di Monfalcone.

Unico polo museale italiano dedicato alla cantieristica navale, inaugurato nel 2017 si presenta come progetto di museo diffuso urbano incentrato sul tema dell'archeologia industriale.

Il principale punto di interesse è costituito dal museo della cantieristica, alloggiato al piano terra dell'ex "albergo operai" del quartiere di Panzano, che racconta la storia e il lavoro del cantiere navale affiancata dallo sviluppo della città e dalla nascita del quartiere operaio.[64]

Museo speleologico e paleontologico della Roccamodifica | modifica wikitesto
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rocca di Monfalcone.

Come già accennato, all'interno della rocca è presente un'esposizione permanente divisa in due settori: speleologico e paleontologico.

Le esposizioni sono relative al territorio, in particolar modo incentrate sui fenomeni carsici e sui fossili ritrovati durante le campagne di scavo svolte sul territorio.[65]

Parco tematico della grande guerramodifica | modifica wikitesto

Essendo stata Monfalcone in prima linea durante le ostilità della prima guerra mondiale, nel 2005 è nato il parco tematico della grande guerra.

Il parco è esteso su un'area di circa 4 km² ed è composto da tre itinerari, nei quali sono visitabili caverne carsiche, trincee e posizioni di artiglieria. Dal 2015 il parco della grande guerra è stato inserito nei percorsi italiani di nordic walking.[66]

Fa parte del parco anche la citata quota monumentale 85 "Enrico Toti".

Musicamodifica | modifica wikitesto

Sebbene la città non sia storicamente legata ad alcun movimento musicale in particolare, la rilevanza di Monfalcone in detto ambito è sicuramente dettata dal prestigio nazionale e internazionale ottenuto da numerosi artisti originari del comune. Tra questi si menzionano la cantautrice Elisa Toffoli, i cantautori Gino Paoli e Paolo Rossi e i cantanti Mo-Do, conosciuto per il tormentone del 1994 Eins, Zwei, Polizei e Riccardo Zara, membro de I cavalieri del re.

A livello locale, sono attivi l'orchestra filarmonica "Città di Monfalcone" e l'associazione culturale "Ermes Grion", storico coro cittadino decorato con numerosi premi.[67]

Non è di minor importanza la canzone dialettale in bisiaco, per la quale ogni anno si tiene il Cantafestival de la Bisiacaria, festival canoro che ne celebra l'arte e la diffusione.[68]

Geografia antropicamodifica | modifica wikitesto

Urbanisticamodifica | modifica wikitesto

La struttura urbanistica della città, in particolar modo quella del centro storico, risente dei cambiamenti portati nel tempo.

È sicuramente da premettere che non vi sono grosse influenze dal punto di vista dell'evoluzione morfologica dovute all'origine medievale della città; ciò è dovuto principalmente al ruolo geografico che Monfalcone ha ricoperto nella storia: zona di passaggio di popoli e di battaglie, ha subito pesanti danni e ricostruzioni nel tempo (per ultimi, i bombardamenti della seconda guerra mondiale) tali da modificare l'assetto urbano di volta in volta adattandolo alle esigenze storiche. Questo ha portato a far coesistere contemporaneamente edifici e scelte urbanistiche di diversi periodi e concezioni, sebbene quasi tutti di età grossomodo contemporanea.

Ciò nonostante, nel piano regolatore generale comunale si tiene conto della centralità e dell'importanza storica del centro cittadino, che viene regolato da norme più rigide riguardo alle attività ludiche e commerciali, oltre che dai limiti strutturali su edifici ritenuti di storico interesse, nonché per essere in gran parte chiuso alla circolazione veicolare tramite l'istituzione di zone a traffico limitato.[69][70][71]

Altra zona di particolare rilevanza urbanistica gestita in maniera particolareggiata dal piano regolatore è quella del quartiere di Panzano, edificato attorno gli anni 20. La struttura del quartiere segue uno schema a sé stante per l'epoca e le modalità in cui è stato progettato. Per la sua peculiarità urbanistica, il rione è stato inserito in un piano di recupero specifico, comprendente rigorose norme di edificazione e restauro degli edifici presenti.[72]

Parlando più in generale, il territorio comunale è regolato secondo un piano comprendente zonizzazioni specifiche: l'ingente presenza di attività industriali viene governata in parallelo alle aree residenziali, pure di diversa struttura, alle aree costiere e alle aree verdi e di importanza naturalistica. Queste diverse realtà vengono fuse attraverso un piano del traffico specifico, volto a garantire una buona fruibilità dei grandi assi viari che collegano la città e, contemporaneamente, a permettere una circolazione fluida anche nelle zone abitative e più centrali della città.[73][74][75][76]

Suddivisioni storichemodifica | modifica wikitesto

Il Comune di Monfalcone è diviso in molteplici località, molte delle quali storicamente conosciute, quali: Archi, Aris, Borgo Rosta, Crociera (in dialetto Crosara), Enel, Lisert, Marina Julia, Marina Nova, Marina Vecchia, San Michele, San Polo.

A livello macroscopico, tuttavia, vengono riconosciuti 5 rioni: Aris-San Polo-Anconetta, Largo Isonzo-Crociera, Centro, Panzano e Romana-Solvay.[77]

Frazionimodifica | modifica wikitesto

L'abitato di Marina Julia è di fatto l'unica frazione di Monfalcone riconosciuta a livello amministrativo e come tale può essere indicata autonomamente sugli indirizzi.[78]

Marina Julia rappresenta l'abitato più periferico di Monfalcone ed è, agli effetti, la località balneare cittadina, essendo sede di un villaggio turistico e di una spiaggia con stabilimenti attrezzati.

Economiamodifica | modifica wikitesto

La città di Monfalcone è da almeno un secolo una città con vocazione prettamente industriale. Sul territorio sono insediate numerose aziende di rilevanza anche nazionale e internazionale per lo più operanti nel settore metalmeccanico, della cantieristica navale e dei traffici portuali.[79] Sempre riguardo l'economia del mare, non è da dimenticare il settore terziario con il turismo che, negli ultimi tempi, si sta affermando a livello nazionale soprattutto per quanto riguarda la nautica da diporto, oltre che per le attività balneari.[80]

Le attività economiche insediate sul territorio fanno capo al Consorzio di Sviluppo Economico del Monfalconese.

Industriamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cantiere navale di Monfalcone.

In città coesistono realtà aziendali di pregio nazionale ed europeo, affiancate da piccole imprese artigiane.[79]

La distribuzione delle industrie non è capillare, ma concentrata in due zone industriali: Schiavetti-Brancolo e Lisert, che occupano rispettivamente la parte sud e la parte est della città.[81]

L'economia del mare, come premesso, ricopre a Monfalcone un ruolo fondamentale: nel quartiere di Panzano, infatti, hanno sede i più grandi cantieri navali del gruppo Fincantieri[82], specializzati nella produzione di navi da crociera ad elevato tonnellaggio per i principali operatori crocieristici mondiali. Parallelamente, nella zona del Lisert ha sede il porto commerciale più settentrionale del Mediterraneo, facente capo all'autorità portuale del Mare Adriatico Orientale[83], mentre a livello più dettagliato trovano sede nelle aree costiere di Lisert e Schiavetti numerosi cantieri navali per nautica da diporto.

A Monfalcone, inoltre, sono insediate molte prestigiose aziende metalmeccaniche come Cimolai, Mangiarotti, Liebherr e SBE, oltre che diverse impiegate dell'indotto Fincantieri come Nidec-Asi.[79]

Sul territorio comunale, infine, ha sede una centrale termoelettrica del gruppo A2A, attualmente in fase di riconversione dal carbone a nuove fonti più sostenibili.[84]

Turismomodifica | modifica wikitesto

Negli ultimi anni il turismo ha visto aumentare notevolmente i traffici a Monfalcone. L'interesse si concentra principalmente sull'offerta delle numerose marine per nautica da diporto, presenti nella zona del Lisert e di Panzano Bagni.[80] Ciò nonostante, anche l'offerta storico-culturale fornita, ad esempio, dal parco tematico della grande guerra piuttosto che dalle altre offerte museali non è da sottovalutare.

In fase di affermazione si è dimostrata infine essere la spiaggia di Marina Julia, con numerose presenze nel periodo estivo, estese anche al vicino villaggio turistico.[85][86][87]

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica wikitesto

La città di Monfalcone è ben servita e facilmente raggiungibile sfruttando le numerose vie di comunicazione presenti.

In città, riguardo alla mobilità sostenibile, è presente una fitta rete di piste ciclabili estesa per 21 km che collega facilmente i principali punti di interesse.[8]

Strademodifica | modifica wikitesto

Monfalcone è servita da assi viari di rilevanza regionale e nazionale. Vi passano, infatti la SS14 della Venezia Giulia e l'autostrada A4, che permette di entrare in città dai caselli:[88]

Ferroviemodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Monfalcone.

La Stazione di Monfalcone, posta immediatamente prima del bivio di San Polo, gestisce il traffico delle linee Venezia-Trieste e Udine-Trieste e serve l'intera città di Monfalcone e le zone limitrofe, essendo fermata di molti treni a percorrenza regionale e nazionale.[89]

Portimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Porto di Monfalcone.

Come già detto, Monfalcone è sede del porto commerciale più settentrionale dell'Adriatico, del Mediterraneo e d'Italia, rendendolo così secondo scalo a livello regionale e teatro di sbarco di merci destinate a tutta Europa. Il Porto di Monfalcone risulta così essere un porto molto vario, con una specializzazione di fatto per il mercato automobilistico, i cui traffici sono in forte ascesa.[90]

Aeroportimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari.

Per giungere a Monfalcone, ci si può servire del vicino Aeroporto del FVG, posto a circa 5 km dal centro della città e servito da diverse compagnie aeree, che collegano l'aeroporto a numerose città d'Italia e d'Europa.[91]

Mobilità urbanamodifica | modifica wikitesto

Monfalcone è servita da una fitta rete di autobus urbani e corriere extraurbane che la collegano ai comuni limitrofi e alle principali località regionali. Tutti i trasporti sono gestiti dalla società APT Gorizia.[92]

Amministrazionemodifica | modifica wikitesto

Si riportano di seguito i sindaci della città dalla nascita della Repubblica Italiana ad oggi:[93][94]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1948 1952 Aristide Grassilli Sindaco
1952 1957 Antonio Pacor Sindaco
1957 1958 Antonio Rizzatti Sindaco
1958 1961 Amelio Cuzzi Sindaco
1961 1969 Nazario Romani Sindaco
1969 1975 Matteo Versace Sindaco
1975 1979 Giovanni Maiani Sindaco
1979 1984 Luigi Blasig Sindaco
1984 1986 Gino Saccavini Sindaco
1986 1988 Roberto Porciani Democrazia Cristiana Sindaco
1988 1991 Gianfranco Demarchi Lista civica Sindaco Dimissionario
1991 1993 Cesare Calzolari Democrazia Cristiana Sindaco
1993 2001 Adriano Persi Partito Democratico Sindaco
2001 2011 Gianfranco Pizzolito Partito Democratico Sindaco
2011 2016 Silvia Altran Partito Democratico Sindaco
2016 in corso Anna Maria Cisint Lega Nord Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica wikitesto

Sportmodifica | modifica wikitesto

La città di Monfalcone è molto attiva nel settore sportivo, proponendo un'offerta di discipline varia e completa, con un gran numero di società operanti sul territorio.

Tra le attività sportive più rilevanti figura sicuramente il calcio, con la squadra cittadina dell'Unione Fincantieri Monfalcone che milita nel campionato di seconda categoria del Friuli Venezia Giulia, ma giunta negli anni ad arrivare fino al campionato di serie B.[95] Di notevole prestigio risulta pure la pallacanestro, in cui la FalconStar gareggia nel campionato di serie C gold, girone Triveneto.[96]

Meritevoli di menzione sono, infine, il pattinaggio a rotelle, che ottiene eccellenti risultati a livello nazionale ed europeo nel settore giovanile[97] e la squadra di hockey su prato, che milita nel campionato di serie A2.[98] Entrambi gli sport sono promossi dall'A.S.D. Fincantieri.

A livello dilettantistico vengono praticate numerose altre discipline, quali atletica leggera[99], pallavolo[100], arti marziali e sport del mare come canoa[101], canottaggio[102] e vela[103], di cui si ricorda la società velica "Tito Nordio", la prima in Italia ad affiliarsi alla FIV.[104]

Il prestigio nel settore sportivo dato alla città e alle sue società è sicuramente dovuto in parte ai risultati ottenuti da alcuni campioni locali. Tra questi si ricordano Mauro Pelaschiar, velista campione italiano e medaglia d'oro al valore atletico e Stefano Zoff, pugile, campione d'Europa e del mondo dei pesi leggeri.[105][106]

Impianti sportivimodifica | modifica wikitesto

In città sono presenti diversi impianti sportivi dedicati alla pratica di molteplici discipline. L'impianto sportivo "comunale" è la sede principale dell'attività calcistica e dell'hockey su prato; mentre presso l'impianto sportivo "Cosulich" sono presenti le strutture per la pratica del pattinaggio artistico (nel pattinodromo al coperto), delle attività calcistiche giovanili e dell'atletica leggera nel rinnovato impianto di recente intitolato al prof. Umberto Sanzin. Presso il polo sportivo "Cosulich" è presente anche il nuovo "Palabocce" per, appunto, la pratica del gioco delle bocce.

Le discipline indoor si svolgono prevalentemente nel palasport e nelle due palestre attrezzate situate vicine alla cosiddetta "area verde", grande parco attrezzato per l'attività ludica e sportiva.

Monfalcone è dotato anche di una piscina comunale per l'attività natatoria professionale e amatoriale.[107]

L'attività in mare si svolge prevalentemente nella baia di Panzano e nel canale del Brancolo.

Notemodifica | modifica wikitesto

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Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

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  • Elio Varutti, Il monumento a D'Annunzio, in Ferruccio Tassin (cur), Monfalcon, LXXXIII congresso, Monfalcon 24 settembre 2006, Udine, Societât Filologjiche Furlane, pp. 231–237. ISBN 978-88-7636-071-8
  • Claudia Carraro d'Amore, Gli ospedali di Gorizia e Monfalcone, Storia per Immagini, Saonara (Pd), Tipografia Bertaggia, 2005, p. 70.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

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