Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º)

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Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º)
CoA mil ITA rgt cavalleria 01.png
Stemma Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º)
Descrizione generale
Attiva 4 luglio 1690 - oggi
Nazione Regno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Italia
Italia Italia
Servizio Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Cavalleria
Ruolo Cavalleria di Linea
Guarnigione/QG Bellinzago Novarese (NO)
Soprannome "il Nizza"
Patrono Maria Santissima delle Vittorie
Motto "Nicaea Fidelis"
Colori Cremisi
Marcia "Marcia di Nizza"
Anniversari 16 giugno, commemorazione dei fatti di Monfalcone
Decorazioni Medaglia di bronzo al Valor Militare

Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare

Medaglia di bronzo al Valor Militare
Parte di
Reparti dipendenti
  • Comando di reggimento
  • Comando alla Sede
  • Reparto alla Sede
  • Centro Ippico Militare
  • Squadrone Comando e Supporto Logistico "Goito",
  • Gruppo Squadroni
    • 1º Squadrone Esplorante "Mortara"
    • 2º Squadrone Esplorante "Monfalcone"
    • 3º Squadrone Esplorante "Novara"
    • Squadrone Blindo Pesanti,
alimentato da volontari
Comandanti
Comandante attuale Col. Alessandro LUCCETTI

senza fonte

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Il Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º) è un reparto dell'Esercito Italiano con sede a Bellinzago Novarese (NO), inquadrato nella Brigata alpina "Taurinense".

Genealogiamodifica | modifica wikitesto

  • Reggimento Dragoni Jaunes (Asti, 1689-1690)
  • Dragoni di Piemonte I (Asti, Cuneo, Torino, sedi varie, 1690-1798)
  •  : [1691-1695 Difesa Savoia; 1696 Valenza; 1701-1712 Successione di Spagna; 1718 Sicilia; 1733-1735 Successione di Polonia; 1742-1748 Successione d'Austria; 1792-1796 Piemonte]
  • 3º Reggimento Cavalleria (Ferrara, 1798-1799)
  •  : [1799 Lombardia]
  • 3º Reggimento Dragoni Piemontesi (Torino, 1799)
  • Reggimento "Cavalleggeri di Piemonte" (Venaria Reale, Pinerolo, Casale Monferrato, sedi varie, 1815-1832)
  •  : [1815 Grenoble]
  • Reggimento Cavalleria "Nizza Cavalleria" (Venaria Reale, Vercelli, Vigevano, Saluzzo, sedi varie, 1832-1859)
  •  : [1848-1849 1ª G. d'indipendenza]
  • Reggimento Cavalleria "Corazzieri Nizza" (Saluzzo, 1859-1860)
  •  : [1859 Liberazione della Lombardia]
  • Reggimento "Nizza Cavalleria" (Pisa, Caserta, Milano, Brescia, Saluzzo, Torino, 1860-1871)
  •  : [1860-1861 Marche, Umbria, Bassa Italia; 1866 Liberazione del Veneto]
  • 1º Reggimento Cavalleria (Nizza) (Parma, Napoli, 1871-1876)
  • Reggimento Cavalleria "Nizza" (1º) (Napoli, S.M.Capua V., Roma, Voghera, Milano, Brescia, 1876-1897)
  • Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º) (Brescia, Padova, Milano, Savigliano, 1897-1920)
  •  : [1915-1918 Monfalcone, Vittorio Veneto]
  • Reggimento "Nizza Cavalleria" (Torino, 1920-1943)
  • Gruppo Esplorante 1º Dragoni (Pinerolo, 1946-1950)
  • Gruppo Cavalleria Blindata "Nizza" (Pinerolo, 1950-1951)
  • 1º Reggimento Cavalleria Blindata "Nizza Cavalleria" (Pinerolo, 1951-1958)
  • Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º) (Pinerolo, 1958-1959)
  • Gruppo Squadroni "Nizza Cavalleria" (Pinerolo, 1959-1975)
  • 1º Gruppo Squadroni corazzato "Nizza Cavalleria" (Pinerolo, 1975-1991)
  • Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º) (Pinerolo, 1991-2013)
  • Reggimento "Nizza Cavalleria" (1º) (Bellinzago Novarese, dal 2013)

Storiamodifica | modifica wikitesto

Le origini del reggimento risalgono al 4 luglio 1690, quando venne costituito da Bonifacio Antonio Solaro di Macello come Dragons Jaunes o Dragoni di Macello ordinato su 8 compagnie, che nel 1691 assunse il nome di Dragoni di Piemonte, partecipando alla guerra contro la Francia, distinguendosi il 4 ottobre 1693 nella battaglia della Marsaglia, una delle poche vittorie francesi, durante la guerra della Grande Alleanza;[1] Vittorio Amedeo di Savoia, volendo vendicare la sconfitta inflittagli dal Maresciallo de Catinat nella battaglia di Staffarda del 18 agosto 1690, attaccò i francesi contro il consiglio del cugino Eugenio di Savoia.[1] Per ragioni finanziarie, nel 1699 il reggimento venne appiedato fino al 1701.[1]

Nel 1713 i Dragoni di Piemonte vennero dislocati in Sicilia, passata ai Savoia col trattato di Utrecht; quando, in seguito alla guerra della Quadruplice alleanza, con la Convenzione del 29 dicembre 1718 ai Savoia venne attribuita la Sardegna in cambio della Sicilia il reggimento nel 1719 fece rientro a Nizza. Dal 1722 al 1729, colonnello titolare del Reggimento Dragoni di Piemonte fu S. A. R. Carlo Emanuele di Savoia, Principe di Piemonte.[1]

Nel corso del XVIII secolo il reggimento prese parte alla guerra di successione polacca (1733-1735) e alla guerra di successione austriaca (1741-1747). Con la parentesi napoleonica i Dragoni di Piemonte vennero sciolti dal giuramento di fedeltà al re di Sardegna e ricostituiti sotto il nome di 3º reggimento di cavalleria.

Dolo la sconfitta di Napoleone da parte delle forze della sesta coalizione, Vittorio Emanuele I il 19 maggio 1814 entrava trionfalmente a Torino accolto dalla popolazionee il 24 maggio 1814 il reggimento assunse il nome di Cavalleggeri di Piemonte. Il 3 gennaio 1832, il reggimento, lasciata la specialità cavalleggeri, assunse il nome di Nizza Cavalleria.

Nella corso della prima guerra di indipendenza il reggimento si distingue fin dagli inizi a Mantova e Santa Lucia, alle porte di Verona, meritando la medaglia di bronzo al valor militare con una carica nella battaglia di Goito, il 30 maggio 1848. Il 21 marzo dell'anno successivo il 2º e 3º squadrone combatterono a Mortara, guadagnando al loro stendardo la medaglia di bronzo al valor militare, decorazione con sarebbe stato decorato lo stendardo del reggimento per gli avvenimenti di due giorni dopo a Novara.

Nel 1850 il reggimento entrò a far parte della cavalleria di linea e, dopo avere assunto nel 1859 il nome di Reggimento Corazzieri di Nizza, nel 1860 riassunse nuovamente il nome di Reggimento Nizza Cavalleria.

Nel corso della seconda guerra di indipendenza nel 1859 il reggimento ha combattuto a Borgo Vercelli, mentre nella campagna per l'unità d'Italia, nel 1860, la partecipazione alla presa di Perugia.

Nel corso della terza guerra di indipendenza il reggimento prese parte, il 24 giugno 1866, ai combattimenti di Custoza e Villafranca a protezione del ripiegamento sul Mincio.

Durante la prima guerra mondiale incorpora il 3º squadrone "Cavalleggeri di Aquila", ed eredita nel 1920 le tradizioni del "Montebello".

Durante la seconda guerra mondiale opera sul fronte occidentale, in Jugoslavia, Francia e Tunisia

Fu l'ultimo reggimento ad arrendersi in Africa l'11 maggio 1943, poi venne sciolto dopo l'Armistizio di Cassibile.

Dopoguerramodifica | modifica wikitesto

Viene ricostituito nel 1946 come Gruppo Esplorante 1º Dragoni, inquadrato nella Divisione fanteria "Cremona" nel 1950 cambia denominazione in Gruppo Cavalleria Blindata "Nizza", nel 1951 cambia denominazione in 1º Reggimento Cavalleria Blindata "Nizza Cavalleria" e, dopo ulteriori modifiche, nel 1975 cambia denominazione in 1º gruppo squadroni corazzato "Nizza Cavalleria".

Tempi recentimodifica | modifica wikitesto

Mostrine e fregio di Nizza Cavalleria

Nel maggio del 2008 si inizia a parlare di uno scioglimento del Reggimento, causa la riduzione delle spese militari, ma nel corso del 2009, con il diretto interessamento del capo di stato maggiore dell'Esercito generale Fabrizio Castagnetti, che ha fatto visita ai reparti comandati dal colonnello Luigi Greco, l'ipotesi è stata cancellata, dando anzi nuovo impulso alle attività del reparto.[2].

A seguito di riorganizzazioni interne, si va ad affiancare allo Squadrone Comando e Supporto Logistico "Goito", lo Squadrone Ricognizione, che andrà a costituire le fondamenta per la rivitalizzazione del reparto negli anni a venire fino a quando il 7 settembre 2009 si ricostituisce il 2º Squadrone esplorante "Monfalcone" che dopo undici anni di fermo propone un plotone a fuoco con blindo armata Centauro B1, seguito dal 1º Squadrone esplorante "Mortara". Finalmente il Reggimento poteva articolarsi in due Squadroni Operativi supportati da uno di logistica.

Nel maggio del 2011 finalmente, dopo oltre un decennio che non vedeva il Reggimento partecipe ad operazioni in qualità di Plotone, viene affidato al Nizza l'incarico di preservare la sicurezza nella piazza di Milano, nell'ambito di Operazione Strade Sicure: l'operazione avrà termine circa 3 mesi dopo, con esito molto soddisfacente. Nel novembre del 2011 è stata celebrata la ricostituzione del 3º Squadrone Blindo Pesanti "Novara", che prenderà forma completa nei mesi a seguire, nonché la ricostituzione del Gruppo Squadroni.[3]

Dal 1º luglio 2013 si trasferisce dalla sua sede storica in Pinerolo (TO) per insediarsi presso Bellinzago Novarese (NO)[4], dove ritrova il suo splendore come Reggimento di Cavalleria. Nel 2014 viene impiagato nuovamente per la sicurezza di importanti città italiane come Milano e Torino nell'Operazione Strade Sicure, successivamente un suo Plotone partecipa alla sicurezza dell'evento mondiale EXPO Milano 2015.

Onorificenzemodifica | modifica wikitesto

Le Decorazioni allo Stendardomodifica | modifica wikitesto

  • 4 Medaglie di bronzo al valor militare
    • Goito 30 maggio 1848
    • Mortara 2º e 3º squadrone, 21 marzo 1849
    • Novara 23 marzo 1849
    • Officine di Adria giugno 1916

Decoratimodifica | modifica wikitesto

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Simbolomodifica | modifica wikitesto

Scudomodifica | modifica wikitesto

Partito. Nel primo d'oro all'aquila spiegata di nero; nel secondo partito: a) di rosso alla torre d'argento, b) d'argento alla torre rosso; alla punta incappata d'argento, aquila di rosso con il volo abbassato appoggiata sul monte a tre cime di verde su sfondo d'azzurro argentato.

Ornamenti esteriorimodifica | modifica wikitesto

Sullo scudo corona tinta d'oro, accompagnata sotto da quattro nastri azzurri, annodati nella corona scendenti e svolazzanti in sbarra e in banda ai lati dello scudo, della ricompensa al valore, su lista bifida d'oro, svolazzante, concavità rivolta verso l'alto, il motto "Nicaea fidelis"

Persone legate al Reggimentomodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b c d Gli Antichi Reggimenti Piemontesi e Italiani a Cavallo - Reggimento Dragoni di Piemonte
  2. ^ Renato Rizzo, Nizza Cavalleria suona l'ora dell'ultima carica, in La Stampa, 20 maggio 2008. URL consultato il 1 giugno 2013.
  3. ^ Ex-dragone di Nizza.
  4. ^ Antonio Giaimo, Addio ai dragoni del Nizza a Pinerolo resta solo il museo, in La Stampa, 30 maggio 2013. URL consultato il 1 giugno 2013.


Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto