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Oligarchia

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L'oligarchia (dal greco oligoi (ὀλίγοι) = pochi e archè (ἀρχή) = potere, comando; cioè "governo di poche persone") è un sistema di governo in cui il potere è detenuto da un gruppo ristretto di persone.

Caratteristichemodifica | modifica wikitesto

Il termine oligarchia (a differenza di "monarchia", democrazia", ecc.) non indica una specifica forma di stato o di governo o un insieme di istituzioni, ma soltanto che il potere è detenuto da un gruppo ristretto tendenzialmente chiuso, omogeneo, coeso e stabile, che lo esercita nel proprio interesse. In questo senso può essere usato anche al di fuori della politica, e si può parlare ad esempio di oligarchie economiche, finanziarie, burocratiche, militari, ecc. Oggi sono quasi scomparse le forme di governo in cui si accede al potere per nascita (cioè le aristocrazie in senso proprio); i componenti del gruppo oligarchico sono invece legati tra loro da vincoli di altro tipo: di interesse, di appartenenza a un determinato corpo di pubblici ufficiali (militari, funzionari) o a un gruppo politico come un movimento rivoluzionario o di liberazione nazionale.

Nel pensiero politico classicomodifica | modifica wikitesto

Oligarchia significa "governo di pochi", ma nell'antica Grecia il termine spesso indicava in modo più specifico il "governo dei ricchi": lo si ritrova usato in questo senso sia da Platone nella Repubblica (550c) sia da Aristotele nella Politica (1290b).

Nella classificazione delle forme di governo formulata da Aristotele nella Politica (governo di uno/di pochi/di tutti), l'oligarchia e l'aristocrazia sono le due forme che può assumere il governo di pochi. Mentre l'aristocrazia (il governo dei migliori) è la forma pura del governo di pochi, l'oligarchia ne è la forma corrotta. L'oligarchia è una forma di governo cattiva, non perché antidemocratica, ma perché quei pochi esercitano il potere indebitamente, o in quanto non ne hanno il diritto o in quanto lo fanno violando le leggi o, infine, in quanto lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità. Se, invece, i pochi che esercitano il potere lo fanno in maniera legittima e in vista dell'interesse generale, allora il loro governo è un'aristocrazia, naturalmente nell'accezione greca in cui a governare sono gli aristoi, i migliori. Secondo Aristotele l'oligarchia è dunque la degenerazione dell'aristocrazia. Il termine oligarchia conteneva quindi una valutazione negativa che ha mantenuto a lungo anche in seguito.

Esempi nell'antica Greciamodifica | modifica wikitesto

Ad Atene del V secolo a.C. vi furono il governo oligarchico dei Quattrocento nel 411 a.C. ed il regime dei Trenta tiranni del 404 a.C. Governi oligarchici furono presenti anche in altre città, come Sparta o Tebe.

Nel pensiero politico modernomodifica | modifica wikitesto

Il concetto di oligarchia è stato ripreso in età moderna dalle teorie delle élites formulate da studiosi come Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Robert Michels. Secondo queste teorie, ogni governo è sempre un governo di pochi. Ciò non significa che tutti i governi siano uguali, ma soltanto che i governanti sono sempre, numericamente, una minoranza. Mosca e Pareto non usarono il termine oligarchia, ma espressioni come "classe politica", "minoranza governante", "aristocrazia", "classe eletta". Michels invece lo usò nei suoi studi sull'organizzazione dei partiti politici e giunse a formulare la cosiddetta "legge ferrea dell'oligarchia", secondo cui in un partito politico, e più in generale in ogni grande organizzazione, il potere inevitabilmente si concentra nelle mani di un gruppo ristretto.

Come conseguenza del successo di queste teorie, il termine oligarchia è entrato largamente nel linguaggio della scienza politica, e ha in gran parte perduto la sua connotazione negativa, assumendone una più neutra e descrittiva.

Nella tradizione del pensiero occidentale si è conservato a lungo, dall'antichità al Medioevo, il concetto che un governo di pochi non è cattivo in sé ma solo in quanto i pochi governino male. Nell'età moderna invece si è progressivamente affermata la concezione democratica e, con essa, la tesi che un governo di pochi è, in quanto tale, un cattivo governo: un governo buono è quello in cui è la maggioranza (i più) che governa. In realtà, anche in un governo democratico il potere è esercitato da un gruppo ristretto; ma nelle democrazie il gruppo che governa è scelto e legittimato per mezzo di elezioni, esiste un'opposizione che potrebbe sostituirlo, e sono garantite le libertà politiche per la generalità dei cittadini.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

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