Operaismo

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L'operaismo o sinistra operaista è una corrente di pensiero e di ricerca marxista antiautoritaria, sviluppatasi in Italia agli inizi degli anni sessanta.

La corrente partiva dalla considerazione che la classe operaia fosse il motore dello sviluppo economico: che fossero le lotte operaie a determinare lo sviluppo capitalistico, e non viceversa. Di conseguenza, non poteva che essere la classe operaia l'agente principale di un processo rivoluzionario, che scavalcasse le istituzioni classiche (partiti, sindacati), visti come una "gabbia". Gli operaisti teorizzavano che le masse operaie dovevano prendere coscienza della loro forza e rinunciare al lavoro, e di conseguenza perdere la loro identità. Un'autodistruzione necessaria per l'abbattimento del capitale.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Manifestazione di un gruppo operaista recante uno striscione con uno slogan attribuito a Lenin

Nel 1961 Mario Tronti, Toni Negri e Raniero Panzieri, teorici del pensiero operaista, fondarono, insieme ad altri intellettuali comunisti, la rivista Quaderni rossi, che sarà la culla del pensiero operaista, per opera di intellettuali staccatosi dal Partito Comunista Italiano, troppo legato all'Unione sovietica, ma anche dal Partito Socialista Italiano.

Nel 1963 dal gruppo fondatore della rivista uscirono Mario Tronti, Alberto Asor Rosa, Rita Di Leo, Romano Alquati, Toni Negri, Massimo Cacciari e altri per fondare "Classe operaia".

Sinistra extraparlamentaremodifica | modifica wikitesto

Nel 1969 il pensiero operaista diede origine a due movimenti politici rivali tra loro: uno più "ortodosso", Potere Operaio (PO), e uno più movimentista, Lotta Continua (LC). Esisteva inoltre un terzo gruppo operaista, Avanguardia Operaia, poi confluito in Democrazia Proletaria assieme a LC (DP a sua volta confluì in Rifondazione comunista nel 1991).

Dopo lo scioglimento di entrambi i principali movimenti, nel 1976, alcuni militanti di LC e PO entrarono a far parte della galassia di Autonomia Operaia, la cui ideologia prendeva spunto proprio dalla centralità operaia, autonoma appunto sia da partiti che da sindacati. Altri scelsero la strada della lotta armata e del terrorismo, fondando Prima Linea.

Ritorno nel PCI di alcuni operaistimodifica | modifica wikitesto

Anche nel Partito Comunista Italiano di epoca berlingueriana esistettero gruppi operaisti: nella corrente ingraiana confluì Alberto Asor Rosa, mentre altri furono membri della corrente che faceva riferimento ad Armando Cossutta (futuro fondatore di Rifondazione, poi del Partito dei Comunisti Italiani), corrente che aveva però forti legami con la tradizione filo-sovietica.[1]

Fuori dall'Italiamodifica | modifica wikitesto

L'operaismo ebbe un suo pendant in Francia, con il gruppo Socialisme ou Barbarie, e negli Stati Uniti con la corrente di pensiero Johnson-Forest.

Oggimodifica | modifica wikitesto

Dagli anni '90 il pensiero operaista è portato avanti, oltre che da personalità come lo stesso Toni Negri, da alcuni gruppi e correnti della cosiddetta sinistra radicale, oltre che dai moderni "Autonomi".

Definizionemodifica | modifica wikitesto

Michael Hardt e Toni Negri, intellettuali operaisti, offrono una definizione del pensiero operaista citando Marx. L'operaismo parte dal pensiero di Marx, il quale affermava che il capitale reagiva per distruggere le rivolte della classe lavoratrice. Il capitalismo è reattivo, la classe operaia è attiva.

  • Sviluppo tecnologico: alle lotte operaie, segue lo sviluppo tecnologico. «Sarebbe possibile scrivere un'intera storia delle innovazioni tecnologiche inventate dal 1830 con lo scopo unico di dotare il capitale di armi contro la ribellione della classe operaia» (Il Capitale, vol. 1, capitolo 15. sezione 2).
  • Distruzione politica: la legislazione britannica sulle fabbriche è una risposta repressiva alle lotte della classe operaia per la giornata lavorativa. «Questa formulazione, proclamazione ufficiale e riconoscimento da parte dello Stato fu un risultato della grande lotta della classe operaia» (Il Capitale, vol. 1, capitolo 10, sezione 6).

Notemodifica | modifica wikitesto

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Sandro Mezzadra, Operaismo, in R. Esposito et C. Galli (ed.), Enciclopedia del pensiero politico. Autori, concetti, dottrine, Laterza, Roma-Bari, 2000.
  • Gli operaisti. Autobiografie di cattivi maestri. A cura di Guido Borio, Francesca Pozzi, Gigi Roggero. DeriveApprodi, Roma, 2005.
  • L'operaismo degli anni Sessanta. Da "Quaderni rossi" a "classe operaia". A cura di Giuseppe Trotta e Fabio Milana. Saggio introduttivo d Mario Tronti. DeriveApprodi, Roma, 2008.
  • Matteo Pasquinelli. Italian Operaismo and the Information Machine, Theory, Culture & Society, 2 February 2014.
  • Steve Wright, L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo, Edizioni Alegre, Roma, 2008.
  • Michele Filippini,Mario Tronti e l'operaismo politico degli anni Sessanta, EuroPhilosophie, 2011.
  • Franco Milanesi, Nel Novecento. Storia, teoria, politica nel pensiero di Mario Tronti, Mimesis, Milano, 2014.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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