Partito di Unità Proletaria

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Partito di Unità Proletaria
Partito di Unità Proletaria logo.svg
LeaderVittorio Foa, Silvano Miniati, Giovanni Russo Spena, Lucio Magri, Valentino Parlato
StatoItalia Italia
SedeRoma
AbbreviazionePDUP
Fondazione1972
Dissoluzione1984
Confluito inPartito Comunista Italiano
IdeologiaComunismo, Marxismo, Socialismo massimalista, Socialismo rivoluzionario
CollocazioneEstrema sinistra
Coalizionecon DP
Seggi massimi Camera
6 / 630
 (1979)
Seggi massimi Senato
1 / 315
 (1979)
Seggi massimi Europarlamento
1 / 81
 (1979)
Seggi massimi Consiglio regionale
8 / 720
 (1980)
TestataUnità Proletaria
il manifesto

Il Partito di Unità Proletaria (PdUP) è stato un partito politico italiano di sinistra radicale fondato nel dicembre 1972 mediante la confluenza di due distinti soggetti politici, il Nuovo PSIUP e Alternativa Socialista.

Nel 1974 si fuse con il gruppo del manifesto divenendo il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Nel 1984 confluì nel Partito Comunista Italiano.

Partiti fondatorimodifica | modifica wikitesto

Nuovo PSIUPmodifica | modifica wikitesto

Il Nuovo PSIUP, di orientamento socialista, fu fondato nel luglio 1972 da Vittorio Foa e Silvano Miniati e raccoglieva i militanti della corrente di destra dello PSIUP che non avevano condiviso la scelta di sciogliere il partito e di confluire nel PCI.

Al Senato, dove il PSIUP contava 11 componenti (eletti nelle liste del PCI-PSIUP), il gruppo si sciolse il 1º agosto 1972: 8 senatori aderirono al PCI; due (Nicola Corretto e Vincenzo Gatto) passarono al PSI; uno, Dante Rossi, aderì al Nuovo PSIUP, iscrivendosi al gruppo della Sinistra Indipendente.

Alternativa Socialistamodifica | modifica wikitesto

Alternativa Socialista era stata fondata da Giovanni Russo Spena e Domenico Jervolino come corrente di sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori. Dopo la scelta del Movimento di confluire nel PSI, Alternativa Socialista si costituì come formazione autonoma.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Nascita del PdUPmodifica | modifica wikitesto

Alla sua nascita poteva contare su 13 000 iscritti, 6-700 consiglieri comunali e sul senatore Dante Rossi.

Lo scopo dichiarato era di "far convergere il patrimonio storico del movimento operaio italiano (come Foa) con quello dei gruppi del dissenso cattolico (come Giangiacomo Migone)", come ebbe a spiegare nel 1972 un suo alto dirigente, Pino Ferraris, e come tale porsi come unico partito di estrema sinistra alternativo al PCI, ma convintamente parlamentare.

Il Congresso nazionale del Partito di unità proletaria, che si svolse al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 19 al 21 luglio 1974, sancì l'unificazione con Il manifesto, che aveva tenuto il suo congresso di sciolgimento dal 12 al 14 luglio 1974 a Roma, e la fondazione del Partito di Unità Proletaria per il comunismo. Va rilevato che, grazie all'impegno del segretario della Commissione Internazionale, Mario Albano, per la prima volta in Europa erano presenti i rappresentanti di quasi tutti i movimenti di liberazione del Terzo Mondo.

Il Pdup per il Comunismo (1974)modifica | modifica wikitesto

Alcuni mesi dopo aderì alla nuova formazione anche il Movimento autonomo degli studenti di Milano di Mario Capanna. Nella fase di unificazione emersero contrasti con la corrente leninista guidata dal palermitano Mario Mineo, che accusata di frazionismo, fu espulsa dal partito nel dicembre del 1975[1] .

Il Congresso di fondazione del PdUP per il comunismo si tenne a Bologna dal 29 gennaio al 1º febbraio 1976, con l'attestarsi di tre posizioni interne: quella maggioritaria (47,34%) del Manifesto di Rossana Rossanda e Lucio Magri (orientata ad un impegno critico ma unitario con il PCI e la CGIL), quella ex PSIUP (43,48%) di Miniati, Foa e Capanna (orientata verso le formazioni dell'estrema sinistra), e una terza (9,18%) di Luigi Pintor che si astenne nei voti diventando ago della bilancia nella vita del partito. Segretario del nuovo PdUP divenne Lucio Magri. Nel Congresso di Firenze (luglio 1974), per la prima volta in Europa, grazie all'impegno del segretario della Commissione Internazionale, Mario Albano, furono presenti quasi tutti i rappresentanti dei movimenti di liberazione del Terzo Mondo.

L'esperienza demoproletaria (1976)modifica | modifica wikitesto

Durante le elezioni politiche del 1976 tutta la nuova sinistra si presentò con il cartello elettorale di Democrazia Proletaria (DP). Inizialmente il PdUP per il comunismo fu contrario alla presenza di Lotta Continua nella nuova formazione, tuttavia accettò per non creare divisioni al suo interno al momento del voto. Nelle liste di DP furono eletti 6 deputati, tra cui 5 del PdUP per il comunismo (Lucio Magri, Eliseo Milani, Luciana Castellina e Vittorio Foa che, eletto in due circoscrizioni, rinunciò a favore di Silverio Corvisieri e di Mimmo Pinto) e uno, Massimo Gorla, di Avanguardia Operaia.

Scissioni e aggregazioni (1977-1981)modifica | modifica wikitesto

Nel gennaio 1977 iniziò la separazione tra le due componenti del "PdUP per il comunismo" (il manifesto da una parte e gli ex-PSIUP-MPL, ovvero i PdUP dall'altra), a causa del fallimento di una strategia di governo comprendente tutte le sinistre: così il 20 febbraio il partito si divise in due tronconi: la maggioranza di Magri e Rossanda da un lato, e la "sinistra" (l'area di Foa e Miniati, le cosiddette Federazioni Unitarie e la corrente sindacale di Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi). Le ultime tre componenti presero parte alla costituente di DP in partito.

La maggioranza magriana assorbì invece la minoranza di Avanguardia Operaia, legata ad Aurelio Campi, che poi nel Congresso di Viareggio (1978) si lacerò nuovamente per divergenze sul tema della solidarietà nazionale. Alle elezioni politiche italiane del 1979 intanto raggiunge 1.37% alla Camera e sei deputati.

Nel Congresso di Roma invece (1981) avvenne la confluenza con il gruppo del Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS), guidato da Luca Cafiero presente in tutto il territorio nazionale ma particolarmente radicato a Milano. L'alleanza con il MLS aveva già consentito, due anni prima, il raggiungimento del quorum alle elezioni politiche, obiettivo fallito invece da DP, presentatasi con la sigla "Nuova Sinistra Unita".

La confluenza nel PCI (1983-1991)modifica | modifica wikitesto

Nel 1983, in occasione delle elezioni politiche, e nel 1984, in vista di quelle europee, il PdUP per il Comunismo presentò liste comuni col PCI, partito che aveva sostenuto sempre più esplicitamente da quando il suo segretario, Enrico Berlinguer, aveva abbandonato il compromesso storico. A fine marzo del 1984 si tenne a Milano nella sala della Provincia, il Congresso nazionale del PdUP per il comunismo nel quale Magri nella sua relazione iniziale dichiarava finito il compito del PdUP in quanto il PCI si era di nuovo spostato a sinistra. La stragrande maggioranza degli interventi che seguirono convinsero Magri che il tempo della confluenza non era ancora maturo e che del PdUP per il Comunismo c'era ancora bisogno. Il Congresso si concluse il 1º aprile 1984.

Il 25 novembre 1984 il partito, con l'accordo di Magri, Luciana Castellina e Cafiero, e dei più giovani parlamentari Vincenzo Vita e Luciano Pettinari, deliberò il proprio scioglimento e la confluenza nel PCI, concordata col nuovo segretario comunista Alessandro Natta. Tuttavia rifiutarono la decisione dirigenti come Ivano Di Cerbo, e soprattutto Lidia Menapace che fondò il Movimento Politico per l'Alternativa. Da ricordare come rifiutò la confluenza anche il segretario regionale della Liguria, Franco Astengo, in ragione dello scarso impegno del PCI sulla questione morale, esplosa in quella regione fin dall'inizio degli anni '80 con lo scandalo Teardo, dal Presidente della Regione inquisito e poi condannato per tangenti.

Il 30 novembre il Comitato Centrale e la Commissione centrale di controllo del PCI approvano all'unanimità la confluenza del PdUP per il Comunismo cooptando in Cc Magri, Cafiero, Vita, Pettinari e Castellina. Magri entra pure in Direzione, seppur con sette voti contrari e tre astensioni.

Quando nel 1991 iniziò la trasformazione, ad opera del segretario Achille Occhetto, del PCI in PDS, una parte significativa dell'ex-PdUP per il Comunismo si schierò con l'"area del No", ma solo successivamente aderì al neonato Partito della Rifondazione Comunista.

Il ritorno del Pdup: il Movimento dei Comunisti Unitari (1995-1998)modifica | modifica wikitesto

Nel marzo 1995 Rifondazione Comunista decise di togliere la fiducia al Governo Dini, e l'area del partito costituita da quadri del vecchio PdUP per il Comunismo, guidata da Famiano Crucianelli e dall'ex-segretario del PRC Sergio Garavini, votò a favore del governo e nel giugno successivo effettuò una scissione per formare il Movimento dei Comunisti Unitari, che rimase nella maggioranza di centro-sinistra per poi aderire, nel febbraio 1998, ai DS.

Risultati elettoralimodifica | modifica wikitesto

Elezione Voti % Seggi
Politiche 1976 Camera in DP
5 / 630
Senato
0 / 315
Politiche 1979 Camera 502.247 1,37
6 / 630
Senato -
0 / 315
Europee 1979 406.656 1,16
1 / 81
Politiche 1983 Camera nel PCI
7 / 630
Senato
1 / 315
Europee 1984 nel PCI
1 / 81

Congressi Nazionalimodifica | modifica wikitesto

  • Congresso Nazionale del Partito di Unità Proletaria - Firenze, Palazzo dei Congressi 19 -21 luglio 1974
  • Congresso Nazionale di unificazione con il manifesto - Roma, 12-14 luglio 1974
  • II Congresso Nazionale - Viareggio, 10-12 novembre 1978
  • Congresso di unificazione col MLS - 29-31 maggio 1981
  • IV Congresso Nazionale - Milano, 29 marzo-1º aprile 1984

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Dalmasso S., Il caso Praxis (PDF), in “Per il ‘68”, n. 5, 1994.

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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