Portale:Livorno

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Stemma di Livorno

Livorno (pronuncia: /liˈvorno/) è un comune italiano di 161.273 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.

Situata lungo la costa del Mar Ligure, Livorno è uno dei più importanti porti italiani, sia come scalo commerciale che turistico, centro industriale di rilevanza nazionale e, tra tutte le città toscane, è solitamente ritenuta la più giovane, sebbene nel suo territorio siano presenti testimonianze storiche di epoche remote sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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Il monumento dei Quattro mori con la statua a Ferdinando I

Il monumento dei Quattro mori è un celebre gruppo scultoreo che si innalza in piazza Micheli, a Livorno.

Il monumento si erge davanti alla piccola darsena che il granduca Ferdinando I de' Medici fece scavare sul finire del Cinquecento per ampliare il porto di Livorno; il gruppo scultoreo, posto nei pressi della possente cinta muraria, avrebbe così attestato l'autorità granducale agli occhi dei numerosi viaggiatori che avrebbero fatto scalo a Livorno.

L'opera è costituita dai Quattro mori in bronzo incatenati alla base di un alto piedistallo, sopra il quale si innalza la statua del medesimo Ferdinando I. Il granduca è rappresentato con l'uniforme dell'Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, l'istituzione militare fondata da Cosimo I de' Medici per combattere gli ottomani e la pirateria nel Mar Mediterraneo.

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Armando Picchi

Armando Picchi (Livorno, 20 giugno 1935 – Sanremo, 26 maggio 1971) è stato un calciatore italiano.

Esordì nel Livorno nella stagione 1954/55 da mezzala. All'inizio la sua carriera sembrò stentare, ma decisiva fu l'intuizione dell'allenatore Mario Magnozzi, il quale decise di spostarlo in difesa, da terzino destro. Da terzino guadagnò ben presto il posto da titolare. Rimase al Livorno per cinque stagioni, giocando complessivamente 105 partite con 5 goal all'attivo. Nel 1960 fu ingaggiato dalla SPAL, allora militante in Serie A . Fu una stagione magnifica per la squadra di Paolo Mazza che raggiunse il quinto posto in classifica (traguardo mai più toccato dalla squadra ferrarese). Picchi offrì un rendimento straordinario e l'Inter decise di puntare su di lui pagandolo 24 milioni, la cessione definitiva di Massei, Matteucci e Valadè, ovvero una contropartita veramente ingente per l'epoca.

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