Portale:Siracusa

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Immagine del giorno
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La città vista dalla foce dell'Anapo


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Citazione

Citazione del giorno...

« Quale delle città decadute, o scomparse, del mondo antico ha conservato, dopo Atene e Roma, una così vasta fama come Siracusa? C'è un uomo in Europa o in America, tra i meno colti delle classi non affatto ignoranti, il quale nel naufragio delle memorie scolastiche non ritrovi quel nome, e legati con quello altri ricordi confusi d'uomini grandi, di grandi fatti, d'opere meravigliose dell'ingegno umano? Non credo che ci sia al mondo altra grande città decaduta che abbia dinnanzi a sé una così meravigliosa immagine del suo grande passato. »
(Edmondo De Amicis, Viaggio in Sicilia, p. 40.)

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La città
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Siracusa (IPA: [siraˈkuːza], Sarausa in siciliano) è un comune italiano di 122 291 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Sicilia.

Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, Siracusa possiede una storia millenaria: la sua fondazione avvenne intorno all'anno 734-733 a.C., ad opera dei Corinzi. Annoverata tra le più vaste metropoli dell'età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla. Numerose le personalità influenti accolte al suo interno, come Platone che giungendovi per ben tre volte, cercò di instaurarvi lo Stato ideale della Repubblica. Patria di artisti, filosofi e uomini di scienza, diede i natali, tra gli altri, al celebre Archimede. Fu conquistata dall'antica Roma nel 212 a.C. Nell'anno 61 vi sostò per tre giorni l'apostolo Paolo, mentre veniva condotto a Roma. Siracusa è altresì nota per essere la città natale di Santa Lucia, il cui martirio avvenne il 13 dicembre del 304. Importante centro dell'Impero bizantino, ne divenne la capitale durante il VI secolo. La conquista araba, avvenuta nell'anno 878, pose fine all'egemonia siracusana.

Dopo il violento terremoto del 1693, il centro storico della città assunse lo stile Barocco che tutt'oggi lo contraddistingue. In epoca moderna fu una delle tappe principali del Grand Tour europeo.

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Pagina di storia

Dalle cronache della città...

L'assedio arabo di Siracusa

Avvenne nel mese di agosto dell'877 e terminò il 21 maggio 878. Tale assedio fu intrapreso dai musulmani arabi e berberi, che con la vittoria finale tolsero la città di Siracusa dal controllo dell'Impero bizantino e quindi dell'imperatore Basilio I.

Fu uno degli assedi più duri e sofferti della storia araba in Sicilia. Durato nove mesi, gli abitanti siracusani vennero circondati e impossibilitati a procurarsi del cibo. Gli assediati, pur ridotti alla fame, non cedettero comunque. La presa di Siracusa infatti avvenne non per resa ma per conquista. L'eroica, se pur vana, resistenza siracusana divenne proverbiale tra i bizantini.

La capitale di Sicilia fu espugnata e il titolo giuridico passò a Palermo. Questa conquista segnò la fine dell'egemonia siracusana sull'isola.

Gli arabi vennero chiamati in Sicilia da Eufemio di Messina, il quale si recò in Ifriqiya per chiedere aiuto ai musulmani dopo essersi inimicato l'esercito bizantino che voleva ucciderlo, poiché egli si era incoronato imperatore di Sicilia, usurpando il potere imperiale.

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I musei del territorio

Il museo del giorno...

Museo aretuseo dei pupi
L'esposizione al museo aretuseo dei pupi

Il museo aretuseo dei pupi si trova a Siracusa. Mostra al pubblico materiale artistico-teatrale sulla tradizione dell'Opera dei Pupi. Il Museo aretuseo dei pupi è il primo museo monotematico sui pupi in Italia. Nasce dalla volontà dell'associazione Vaccaro-Mauceri, la quale ha dato vita oltre al museo anche ad un "Centro studi sull'opra siracusana" ospitato dentro lo stesso museo.

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Geografia

Immgine del giorno dalla natura nel siracusano

Delfini nuotano a sud della città di Siracusa

La geografia del territorio siracusano funge da cerniera nell'ordito territoriale della Sicilia sud-orientale. Rappresenta la parte geografica più meridionale d'Italia, l'estrema punta sud-orientale dell'isola; Capo Passero è uno dei tre vertici che formano il nome di Trinacria, ovvero l'isola dalle tre punte. Il suo maggiore tratto distintivo viene dato dalla presenza dei monti Iblei. Il plateau ibleo è un complesso vulcanico sottomarino emerso tra il Miocene e il Pleistocene, composto da roccia lavica e carbonatica; contenente un elevato numero di fossili e conchiglie. Nel mar Ionio, a est di Siracusa (nella quale la piattaforma continentale è quasi del tutto assente) sorge la scarpata Ibleo-Maltese (o di Malta-Siracusa) che separa il blocco Pelagiano (avampaese africano) dal bacino ionico, delimitando la piana abissale più profonda del Mediterraneo. La vastità di caratteristiche geomorfologiche ha portato alla suddivisione del territorio in quattro sub-aree fisiche, che per le singole peculiarità danno luogo a paesaggi anche molto diversi tra loro...

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Enogastronomia del territorio

Hanno detto della cucina siracusana:

« È una vera dolcezza! Altro che il Lacryma-Christi! L'è poi così calido che il vin di Ciprio c'è per nulla! Questo, signori miei, questo è nient'altro che vin di Siracusa. »
(Victor Hugo, Alfred de Vigny, 'Lucrezia Borgia (prima versione italiana), 1837.)
Cassatine siciliane preparate a Solarino

La cucina siracusana è costituita da quell'insieme di piatti e preparazioni che nel corso dei millenni hanno formato il patrimonio tradizionale culinario del territorio. Lodata e discussa fin dai tempi antichi per la sua particolarità e per la sua popolarità, essa ha risentito, in maniera certamente positiva, dell'apporto enogastronomico lasciato in eredità dai vari popoli qui avvicendatisi. Situato tra la costa e i monti Iblei, il territorio si avvale, da sempre, dei prodotti pescati dal mare e li amalgama con quelli ricavati dalla terra, creando un prodotto unico nel suo genere; non a caso la tradizione colloca il primo piatto della storia denominato «mare-monti» proprio nella zona di Siracusa (fu un cuoco arabo a unire pesce ed erbe selvatiche del territorio). Antichissima è anche la produzione di miele e di vino: celebre ai tempi dell'Antica Roma fu il miele ibleo, mentre si narra che il vino Pollio di Siracusa fosse vetusto e leggendario, persino legato alle origini della città. Le olive di Siracusa erano già note a Platone e in generale agli antichi greci.

Numerosi alimenti siracusani sono odiernamente rinomati e apprezzati sia in Italia che all'estero, come ad esempio: il limone, la patata novella e l'anguria di Siracusa, la fragola di Cassibile, l'arancia rossa di Sicilia, i pomodorini di Pachino, la mandorla di Avola e il vino Nero d'Avola, il miele di Sortino, l'olio ibleo e tanti altri ancora.

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Libero consorzio comunale di Siracusa
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Per approfondire i comuni del territorio vedi apposita sezione del portale


Immagine del giorno dai comuni del territorio

Il libero consorzio comunale di Siracusa (SR) è un libero consorzio comunale della Sicilia di oltre 400.000 abitanti, con capoluogo Siracusa. È subentrato nel 2015 alla soppressa provincia regionale di Siracusa. Occupa una superficie di 2.109 km quadrati con una densità di popolazione di 188,8 abitanti per chilometro quadrato e confina a nord e nord-ovest con la Città metropolitana di Catania, ad ovest con il Libero consorzio comunale di Ragusa, mentre ad est ed a sud è bagnata rispettivamente dai mari Ionio e Mediterraneo. Punto di riferimento commerciale grazie al porto di Augusta, con i tre siti di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica, Noto, Palazzolo Acreide (gli ultimi due insieme con il Val di Noto) insigniti dall'UNESCO del titolo di Patrimonio dell'umanità il Libero consorzio comunale di Siracusa rappresenta un rilevante polo d'attrazione turistico, storico, artistico ed archeologico. Nei suoi confini sorge il Lago di Lentini, il bacino artificiale più grande d'Europa. Il capoluogo, Siracusa, è infine un importante snodo stradale e ferroviario della Sicilia.

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Siracusa nel passato

Immagini dal passato

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Siracusane lavano i panni alla Fonte di Aretusa in un'incisione di William Wilkins (1778-1839)

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Siti UNESCO
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La provincia siracusana è nota per essere sede di una delle maggiori concentrazioni di siti UNESCO al mondo: la città di Siracusa, nel suo insieme, è stata dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità congiuntamente alle necropoli rupestri di Pantalica, inoltre diversi monumenti di 8 città del Val di Noto sono stati dichiarati anch'essi siti UNESCO (denominazione complessiva: le città tardo barocche del Val di Noto), proseguendo, l'area siracusana confina a nord con un altro sito del World Heritage: il vulcano Etna. Infine, Siracusa e la sua provincia fanno naturalmente parte di altre due liste di patrimoni immateriali e orali dell'umanità: la dieta mediterranea e l'opera dei pupi siciliani. La presenza notevole di siti UNESCO è dovuta alla trimillenaria storia del territorio e alle sue ingenti ricchezze architettoniche, naturalistiche, culturali.

Il sito UNESCO: Chiesa di San Sebastiano a Palazzolo Acreide
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Lo sapevi che...

Siracusa da scoprire

Raffigurazione di Omero
SYRA è la forma più antica del nome di Siracusa che si legge nelle sue prime emissioni monetali
Siracusa nell'Odissea

Se pur il nome di Siracusa non viene citato espressamente nei testi di Omero, in uno dei poemi epici che gli vengono attribuiti, l' Odissea, sono stati notati vari passi che gli storici pensano possano contenere impliciti rimandi alla città siciliana. In particolare è il noto passo che si trova nel XV libro dell'Odissea a far discutere da decenni gli studiosi, indecisi se riconoscere nelle parole di Omero Siracusa e la sua isola, Ortigia, o Syrios e la sua vicina Delos (che in principio si chiamava Ortigia):

« Cert’isola, se mai parlar ne udisti,
Giace a Ortigia di sopra, e Siria è detta,
Dove segnati del corrente Sole
I ritorni si veggono. Già grande
Non è troppo, ma buona: armenti, e greggi
Produce in copia, e ogni speranza vince
Col frumento, e col vino...
Due cittadi ivi son di nerbo eguale
 »
(Omero, Odissea, XV, 403-412)

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Biografia del giorno...

Personalità legate a Siracusa

San Marciano di Siracusa

Marciano, o Marziano di Siracusa (Antiochia, I secolo d.C.Siracusa, ...), è stato un vescovo e martire, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. La più antica notizia su Marciano risale alla seconda metà del VII secolo e si tratta di un Kontakion — composto da un'omelia poetica e un inno liturgico, come l'Akathistos in uso nel VI secolo —, attribuito all'innografo Gregorio, anche se il gesuita Gaetani lo aveva erroneamente attribuito al siciliano Giuseppe l'Innografo. Nel Contacio Marciano viene presentato come:

« la prima stella… che dall’Oriente venne ad illuminare i popoli di Occidente »
Secondo la tradizione Marciano fu il protovescovo di Siracusa; discepolo dell'apostolo Pietro. Viene considerato il primo vescovo d'Occidente, poiché giunse in Sicilia quando l'apostolo si trovava ancora ad Antiochia.

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Monumenti

Monumento in evidenza

Orecchio di Dionisio
Esterno e interno dell'Orecchio di Dionisio
« Vi sono molti esempi di tali propagazioni di suoni non percettibili negli spazi intermedi. Mi ricordai che tale fenomeno era stato constatato in molti luoghi e fra gli altri nella galleria interna della cattedrale di San Paolo a Londra e soprattutto nelle strane caverne della Sicilia, in certe latomie vicino a Siracusa, la più straordinaria delle quali, per questo fenomeno, è conosciuta con il nome di Orecchio di Dionigi. »
(Jules Verne, Viaggio al centro della Terra.)

L'Orecchio di Dionisio (o Orecchio di Dionigi) è una grotta artificiale che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa. Scavata nel calcare, è alta circa 23 m e larga dai 5 agli 11 m, e si sviluppa in profondità per 65 m, con un andamento ad S che lo rende anche un luogo di amplificazione acustica dei suoni. Secondo la leggenda, la sua particolare forma ad orecchio d'asino fece coniare al pittore Caravaggio, recatosi nella città aretusea nel 1608 in compagnia dello storico siracusano Vincenzo Mirabella, l'espressione Orecchio di Dionisio. Secondo la tradizione infatti il tiranno Dionisio I fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, e appostandosi all'interno di una cavità superiore ascoltava i loro discorsi.

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Per approfondire vedi Architetture di Siracusa Tempietto tipo 2.png

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Eventi

Oggi in evidenza...

Rappresentazione classica al teatro greco di Siracusa

Le rappresentazioni classiche al Teatro Greco

Siracusa è stata una delle prime città al mondo in cui si è sviluppata la forma d'arte teatrale. Mentre ad Atene si è soliti accostare l'arte drammatica, la nascita dell'arte comica viene attribuita alla polis di Siracusa, per via delle parole di Platone, il quale nel Teeteto (Plato, Teet., 152 e) definisce il siracusano Epicarmo «archegeta della commedia» (o anche «principe della commedia»), paragonandolo ad Omero - che egli definisce «archegeta della tragedia» -, quelle di Alcimo in Ad Aminta, e per via del suo teatro greco; uno dei più vasti e importanti teatri dell'antichità. Nel suo palcoscenico hanno recitato Eschilo, Formide, Antifonte e atri grandi nomi.

Odiernamente si rivivono i fasti del teatro greco mettendo in scena le rappresentazioni classiche, organizzate ogni anno dall'INDA.

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Sport a Siracusa

L'immagine sportiva del giorno...

Siracusa: Concetto Lo Bello consegna la torcia olimpica diretta a Roma

Siracusa è una città a forte vocazione sportiva. Tanti gli atleti che durante la storia d'Italia hanno vestito l'azzurro nazionale. La città è stata e continua ad essere sede di importanti eventi e manifestazioni sportive regionali, nazionali, internazionali e finanche mondiali. Per citare alcuni degli eventi più significativi che hanno coinvolto la città e il suo territorio: nel 1960 fu la prima tappa italiana ad accogliere la fiaccola olimpica, proveniente da Olimpia e diretta a Roma. Nel suo circuito la Ferrari ha ottenuto le sue prime vittorie automobilistiche, durante il Gran Premio di Siracusa; il Giro d'Italia, che si vede pochissimo al sud, vi ha fatto tappa due volte; il Trofeo 8 Nazioni (successivamente detto Trofeo Syracusae) della pallanuoto e le tappe della World League della medesima disciplina; la finale della Supercoppa Italiana di pallavolo e la Final Eight Coppa Italia di pallamano; le gare internazionali ippiche all'Ippodromo del Mediterraneo; gli interi Campionati italiani assoluti di scherma, fino a giungere all'organizzazione del campionato mondiale di canoa polo nel 2016.

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Quartieri in primo piano

Il quartiere del giorno

Santa Panagia

Pescatori presso la rada di Santa Panagia

Santa Panagia (in dialetto siracusano Santa Banacia) è un quartiere sito a nord-ovest di Siracusa, facente parte della circoscrizione di Tiche. Conta una popolazione di circa 25.000 abitanti, rappresentando il quartiere più popoloso della città.

Il quartiere è sorto in epoca moderna, sulla parte periferica di Siracusa, esso conserva al suo interno ingenti testimonianze archeologiche che abbracciano la trimillenaria storia della città: la necropoli d'epoca greca, la chiesa d'epoca bizantina dalla quale ha preso il nome e la tonnara di Santa Panagia, la cui attività cominciò nel 1100. Nella zona della sua cava naturale sorgeva il famoso terzo porto di Siracusa, il Trogilo, descritto dagli antichi, ma le cui rovine non sono mai state individuate. Da qui il generale romano Marco Claudio Marcello diede avvio alla conquista di Siracusa, riuscendo a entrare tra le sue alte mura. Odiernamente dà il proprio nome alla rada dalla quale salpano e approdano le navi petroliere legate all'attività industriale del polo petrolchimico siracusano. Confina con i quartieri di Scala Greca, Targia e Mazzarona.

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Accadde a Siracusa...

Oggi si ricorda...

Pronti per la gara

Il Gran Premio di Siracusa

Nel 1951, nel circuito della città, si disputò la prima edizione del GP di Siracusa. Per quanto fosse una gara fuori dal calendario del campionato mondiale di Formula 1, ebbe un notevole riscontro di entusiasmo nei piloti e nel pubblico della Formula 1, tanto da farla diventare una tradizione per la città aretusea che da quel momento aprì annualmente la stagione delle corse europee; questo avvenne anche grazie al suo clima mediterraneo che permetteva la disputa della gara nei primi mesi dell'anno. I team, specialmente quelli italiani come la Ferrari, avevano l'abitudine di giungere a Siracusa sette giorni prima della gara, in modo tale da poter avere sugli avversari un vantaggio strategico, poiché durante il loro soggiorno, tra una passeggiata e l'altra, andavano a studiare e provare la pista per la gara.

A ricordo del Gran Premio, che si dusputò per l'ultima volta nel 1967, la casa di tuning svizzera, Mansory, nel 2011 ha prodotto un'auto col nome di "Siracusa" per celebrare il 50º anniversario della prima vittoria di una Ferrari a motore posteriore che avvenne proprio sull'autodromo siracusano, da qui la dedica chiamando l'auto Ferrari 458 Italia Siracusa.

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Voci di Qualità

Tra le voci che hanno ottenuto un riconoscimento di Qualità dalla comunità di Wikipedia:

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Viaggi di Platone in Sicilia

I viaggi di Platone in Sicilia si svolsero durante il IV secolo a.C. coprendo un arco di tempo che va dal 388 a.C. al 360 a.C., con una pausa tra il primo e il secondo viaggio di circa vent'anni.

Le fonti antiche sostengono che Platone giunse per la prima volta in Sicilia spinto dal desiderio di visitare i crateri etnei. Il tiranno di Siracusa, Dionisio I, venuto a conoscenza della sua presenza nell'isola, lo chiamò a corte, dove il filosofo conobbe il nobile siracusano Dione, collaboratore di Dionisio, che divenne suo discepolo; quando Platone attaccò con le sue parole la tirannide provocando l'ira del dinasta, fu proprio Dione che salvò il maestro facendolo imbarcare in tutta fretta per Atene.

Nel 367 a.C., Platone tornò nuovamente in Sicilia, invitato da Dione per educare il nipote Dionisio II, nuovo successore al trono, con l'obiettivo di farlo diventare un re-filosofo; tuttavia la situazione politica precipitò; Dione fu esiliato e la riforma di Platone, atta all'instaurazione dello Stato ideale, fu avversata [...]

Si sostiene che le reminiscenze dei suoi viaggi ebbero un impatto culturale notevole nella sua produzione letteraria: opere come il Simposio, le Leggi e i dialoghi su Atlantide, trarrebbero origine dall'esperienza del filosofo ateniese in Sicilia.


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