Riccardo Moizo

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Riccardo Moizo
Moizo Riccardo.jpg
Generale Riccardo Moizo
NascitaSaliceto (Italia), 22 agosto 1877
MorteRoma, 27 febbraio 1962
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
Regia Aeronautica
ArmaArma di artiglieria
CorpoCorpo aeronautico militare
GradoGenerale di corpo d'armata
GuerreGuerra di Libia
Prima guerra mondiale
Comandante diAeronautica mobilitata del Corpo Aeronautico
6ª Divisione Militare Territoriale di Milano
1ª Divisione celere "Eugenio di Savoia"
58ª Divisione fanteria "Legnano"
1ª Divisione celere "Eugenio di Savoia"
Corpo dei Carabinieri Reali
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Riccardo Moizo
Moizo Riccardo.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXX
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione Giustizia
  • Membro della Commissione Forze Armate

Dati generali
Professione Generale

Riccardo Moizo (Saliceto, 22 agosto 1877Roma, 27 febbraio 1962) è stato un generale e prefetto italiano della prima metà del XX secolo.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Riccardo Moizo nasce a Saliceto il 22 agosto 1877, figlio di Francesco Moizo ed Ermenegilda Barberis. Diplomato sottotenente all'Accademia militare di Torino, in cui era entrato il 14 ottobre 1894, frequenta successivamente la Scuola di applicazione di artiglieria e genio da cui esce Sottotenente d'Artiglieria il 4 luglio 1897. Promosso tenente del Regio Esercito nel 1899 nella 7ª Brigata di artiglieria da Costa, frequenta la Scuola di guerra tra il 1905 ed il 1908. Promosso Capitano nell'agosto 1909 va al 3º Reggimento Artiglieria da fortezza e dal giugno 1910 al comando I Corpo d'armata.

La cattura in Libia dell'allora capitano Moizo in una retrocopertina della Domenica del Corriere

Dimostrando molto interesse per la neonata aviazione, seguì diversi corsi di specializzazione, divenendo uno degli aviatori italiani pionieri nell'uso militare dell'arma aerea entrando nel Servizio Aeronautico del Regio Esercito. Il 17 novembre 1910 iniziò a frequentare un corso di pilotaggio presso il battaglione specialisti del genio di Roma-Centocelle. A causa del sopraggiungere dell'inverno il corso fu interrotto, per riprendere sul campo della Malpensa nella primavera successiva. Il 30 maggio 1911 ottenne il brevetto di pilota di aeroplano, ed il 1º agosto quello di pilota militare. Nello stesso mese, ai comandi di un monoplano Nieuport, partecipò alle grandi manovre tenutesi nel Monferrato. Successivamente, a partire dal settembre 1912, partecipò alle azioni belliche durante la Guerra di Libia. Durante una delle missioni di ricognizione aerea effettuate nel corso del conflitto venne fatto prigioniero dalle truppe dell'Esercito ottomano venendo rilasciato solo al termine delle ostilità. Rimpatriato in condizioni fisiche debilitate riprese servizio nel novembre 1913, presso il 2º Reggimento artiglieria terrestre "Vicenza".

Nel corso della prima guerra mondiale prestò servizio sia presso il Comando generale che al fronte. Tra il 24 ottobre 1917 ed il 1º aprile 1918 da Colonnello fu Capo ufficio servizi aeronautici presso il Comando supremo militare italiano volando spesso come osservatore nel mese di novembre 1917 con la 1ª Squadriglia[non chiaro]. Dal 1º aprile diventa Capo di Stato Maggiore della 15ª Divisione fanteria "Bergamo", dove il 27 ottobre rimase ferito in battaglia. Rientra in servizio nell'agosto 1919 nell'8ª Armata (Regio Esercito) di Udine.

Terminato il conflitto fu promosso al grado di generale, alternando servizio fra l'esercito e, dopo l'istituzione della nuova forza armata, nella Regia Aeronautica. Tra il maggio 1923 ed il 21 ottobre dello stesso anno fu Comandante generale dell'Aeronautica,[1] sostituito poi da Aldo Finzi.[2] Rientrato nell'esercito come Colonnello dal febbraio 1924 comanda il 6º reggimento di artiglieria pesante campale e da novembre 1926 il 3°.

Generale di Divisione dal novembre 1932 diventa prima Comandante della 6ª Divisione Militare Territoriale di Milano che diventa nel febbraio 1934 58ª Divisione fanteria "Legnano" e poi dal mese di settembre della 1ª Divisione celere "Eugenio di Savoia". Comandante generale del Corpo dei Carabinieri Reali (30 novembre 1935-27 agosto 1940),[1] l'11 gennaio 1937 venne elevato al rango di Generale di corpo d'armata.[1] Per sopraggiunti limiti d'età nel 1939 fu poi collocato a riposo a disposizione del Comando e nominato senatore. Sposato dall'agosto 1916 con la contessa Angelina Lovaria, ebbe due figli, Fabio e Gilda.

Il 12 agosto 1943 fu nominato Alto Commissario della Provincia di Lubiana dal nuovo Governo Badoglio, ma il precipitare degli eventi non gli diede tempo di esercitare i suoi poteri: l'8 settembre la città slovena fu occupata dai tedeschi che lo misero agli arresti domiciliari ove rimase fino al 10 ottobre[3], prima della destituzione formale confermata dalla Repubblica Sociale il 1º ottobre.[4] Ottenuta la possibilità di rientrare in Italia si trasferì a Camogli ove rimase fino al febbraio 1944 quando seppe di essere oggetto di indagine si trasferì a Saliceto che era il suo paese natale[3]. Arrestata la moglie il 1º marzo decise di costituirsi. Fu processato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato della RSI con l'accusa di aver favorito lo sbandamento delle truppe italiane nella provincia di Lubiana ma fu prosciolto dalle accuse e il 6 ottobre 1944 riottenne la libertà[3]. Finita la guerra fu nuovamene posto sotto accusa a Roma dall'Alta corte di giustizia contro i crimini del fascismo, ma fu nuovamente prosciolto dalla Cassazione nel 1947, quando si ritirò a vita privata. Si spense a Roma il 27 febbraio 1962.

Onorificenzemodifica | modifica wikitesto

Onorificenze italianemodifica | modifica wikitesto

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 12 novembre 1911
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 29 gennaio 1922
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 14 ottobre 1923
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 9 maggio 1935
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— 18 ottobre 1938
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 13 settembre 1917
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 15 gennaio 1931
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 14 gennaio 1937
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
— 16 luglio 1936
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 16 marzo 1913
Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni)
Croce di Guerra al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Guerra al Merito
Medaglia d'Argento al Valor Militare (2) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare (2)

Onorificenze esteremodifica | modifica wikitesto

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona del Belgio - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona del Belgio
— 24 gennaio 1931

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b c Alegy 2005, p. 133.
  2. ^ Garello 2004, p. 71.
  3. ^ a b c Riccardo Moizo in Dizionario Biografico – Treccani.
  4. ^ Per quanto riguarda il legittimo governo italiano di Vittorio Emanuele III, l'incarico cessò il giorno stesso dell'armistizio sulla base della clausole di resa; la stessa data valse peraltro per quanto riguarda il comando militare tedesco d'occupazione, che attribuì tutti i poteri d'emergenza al governatore della Carinzia, Friedrich Rainer.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Massimo Ferrari (a cura di), Gregory Alegy, Le ali del ventennio: l'aviazione italiana dal 1923 al 1945 : bilanci storiografici e prospettive di giudizio, Milano, Franco Angeli s.r.l., 2005.
  • Paolo Ferrari (a cura di), Giancarlo Garello, L'aeronautica italiana: una storia del Novecento, Milano, Franco Angeli Storia s.r.l., 2004.

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto