Ritratto di Isabella d'Este (Tiziano)

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Ritratto di Isabella d'Este
Tizian 056.jpg
AutoreTiziano
Data1534-1536
TecnicaOlio su tela
Dimensioni102×64 cm
UbicazioneKunsthistorisches Museum, Vienna

Il Ritratto di Isabella d'Este (o Isabella in nero) è un dipinto a olio su tela (102x64 cm) di Tiziano, databile al 1534-1536 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Secondo il Cavalcaselle, da identificare nel dipinto eseguito da Tiziano su commissione dell'anziana Isabella d'Este, in base a un suo giovanile ritratto (1511) eseguito da Francesco Francia. Il 4 marzo 1534 Isabella desiderava aver di ritorno il quadro del Francia, e due anni dopo, nel 1536, Tiziano inviò la tela. A questa identificazione, basata sulla chiara iscrizione d'una stampa del Paul Vorstermann tratta da una copia del Pieter Paul Rubens da l'originale del Tiziano, si oppongono Wilhelm Suida e Leandro Ozzola. La datazione entro i termini del 1534 e del 1536 è invece accolta da quasi tutta la critica.[1]

Secondo Ozzola, Isabella è da identificare col soggetto del dipinto 'La Bella' nella Galleria Palatina di Firenze, essendo la modella molto somigliante a Isabella d'Este come appare nel ritratto di Tiziano.[2]

Il dipinto, tagliato a destra e a sinistra probabilmente per adattarsi a una cornice in una quadreria, fu venduta dall'ultimo Gonzaga all'arciduca Leopoldo Guglielmo, con l'identificazione con la regina di Cipro.

Descrizione e stilemodifica | modifica wikitesto

Come in altri ritratti eseguiti per procura, l'artista si concentrò sugli elementi che certificassero lo status sociale dell'effigiata, attingendo a un repertorio di generici valori psicologici da trasmettere.

Ritratti di Isabella d'Este: disomogeneità nei colori degli occhi e dei capelli, e nei lineamenti

La marchesa è ritratta a mezza figura su sfondo scuro (vi si intravede solo una tenda scostata), ruotante leggermente verso sinistra. Indossa il copricapo voluminoso a ciambella che essa aveva reso popolare in tutto in nord-Italia (il "balzo"), qui descritto con nastri e fili dorati e un grande diadema fatto di oro, perle e una pietra preziosa centrale. La veste è ricchissima, con maniche estraibili, sbuffi e ricami dorati; una pelliccia pende con eleganza dalla spalla sinistra.

Isabella d'Este era famosa come collezionista e come donna alla moda, tanto che le nobildonne chiedevano di potersi abbigliare come lei e la regina di Francia stessa le richiese di predisporre un manichino abbigliato esattamente come lei stessa.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Cagli, Corrado: L'opera completa di Tiziano. Rizzoli (Milano) 1969
  2. ^ Leandro Ozzola: Isabella d'Este e Tiziano. In: Bolletino d'Arte del Ministero della pubblica istruzione. Rom 1931 Nr. 11, S. 491-494; Download: http://www.bollettinodarte.beniculturali.it/opencms/multimedia/BollettinoArteIt/documents/1407155929929_06_-_Ozzola_491.pdf

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Cecilia Gibellini (a cura di), Tiziano, I Classici dell'arte, Milano, Rizzoli, 2003.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto