Romanzo criminale (film)

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Romanzo criminale
Romanzocriminale.JPG
La scena del film nella quale nasce la banda
Paese di produzioneItalia
Anno2005
Durata153 min (versione cinematografica)
174 min (versione integrale)
Generedrammatico
RegiaMichele Placido
Soggettodall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo
SceneggiaturaGiancarlo De Cataldo, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Michele Placido
FotografiaLuca Bigazzi
MontaggioEsmeralda Calabria
Effetti specialiClaudio Napoli
MusichePaolo Buonvino
ScenografiaPaola Comencini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Romanzo criminale è un film del 2005 diretto da Michele Placido tratto dall'omonimo romanzo del 2002 scritto da Giancarlo De Cataldo ed edito dalla casa editrice Einaudi.

La storia è ispirata alle vicende della banda della Magliana, nome attribuito dal giornalismo italiano a quella che viene considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma e alla quale vennero attribuiti legami con Cosa nostra, Camorra e 'Ndrangheta ma anche con esponenti del mondo della politica e della massoneria, della loggia P2, dell'estrema destra eversiva, dei servizi segreti e del Vaticano.

Il film si è aggiudicato ben otto David di Donatello 2006 e cinque Nastri d'argento.

Tramamodifica | modifica wikitesto

«A metà degli anni settanta una banda di delinquenti di strada partì dalle periferie per conquistare Roma. Per inseguire il loro sogno ingenuo e terribile travolsero ogni ostacolo. Strinsero alleanze pericolose. Si credevano immortali. La nostra storia è ispirata a fatti reali. I personaggi sono frutto dell'immaginazione degli autori»

(Introduzione del film)

Roma, fine anni sessanta. Quattro ragazzini rubano un'auto e a un posto di blocco investono un agente; riescono comunque a scappare e a nascondersi nel loro rifugio, una roulotte vicino alla spiaggia, dove decidono i loro soprannomi: si chiameranno il Libanese, il Dandi, il Freddo e il Grana. Poco dopo arriva la polizia: Libano rimane ferito ad una gamba, Freddo viene fermato, Dandi scappa e Andrea, vero nome del Grana, muore per le ferite riportate durante la corsa con l'auto rubata.

Diventati adulti, Libano attende Freddo all'uscita del carcere e, insieme a Dandi, a Bufalo, ai fratelli Ciro e Aldo Buffoni e altri piccoli criminali della malavita romana organizzano un sequestro di persona: reclutato il Nero, uno spietato neonazista esperto in arti marziali, rapiscono il barone Rosellini, un ricco possidente, che uccidono ancor prima di aver ottenuto il riscatto.

Invece di sperperare la parte spettante ad ognuno, Libano propone di formare una banda e di investire gran parte del riscatto nel traffico dell'eroina mettendo in piedi una vera e propria organizzazione criminale che riesce in poco tempo ad assumere il controllo assoluto del traffico di droga a Roma estromettendo ed eliminando fisicamente i vecchi boss. Presto le loro mire si espandono verso altri campi, come quello della prostituzione e del gioco d'azzardo, e si alleano con Cosa Nostra tramite il boss Zio Carlo, oltre ad ottenere la protezione degli "uomini senza volto" a cui lo Stato, nella persona del misterioso dottor Carenza e de il Vecchio, affida lavori segreti e sporchi. Grazie all'approvazione di Zio Carlo, Freddo e Libano uccideranno il Terribile, il boss che controllava la droga a Roma e che li aveva denunciati per riprendersi il potere sulla capitale.

Nasce così la leggenda della banda della Magliana, le cui vicende si intrecceranno con gli avvenimenti più misteriosi della storia d'Italia per oltre venticinque anni tra cui l'omicidio di Aldo Moro e la strage di Bologna. L'unico a capire quanto la banda sia importante nell'oscuro scacchiere in cui si muove nonostante la diffidenza dei suoi superiori è il commissario Scialoja il quale, durante le indagini, inizia un'ambigua relazione con la prostituta d'alto bordo Patrizia, donna di Dandi.

Con il rafforzarsi della banda cresce anche l'ambizione di Libano, che osa sempre di più, ma contemporaneamente Freddo si innamora dell'innocente Roberta con la quale vorrebbe ritirarsi, disgustato dalla connivenza della banda con la mafia e i politici ma soprattutto per non essere ancora una volta pedina in occulti giochi di potere. Libano, tuttavia, viene accoltellato da Gemito, uno dei suoi scagnozzi, per un debito di gioco non onorato. Nonostante i tentativi di Freddo e Dandi, la scomparsa del Libanese segna comunque l'inizio della fine: grazie alle rivelazioni del Sorcio, assaggiatore di eroina per la banda e divenuto successivamente collaboratore di giustizia, tutta la banda viene arrestata e condannata ad eccezione di Dandi, protetto dalle alte amicizie, il quale troverà comunque la morte anni dopo per mano di Bufalo.

Freddo, pur di evadere e rivedere Roberta, si inietta del sangue infetto, fornito da un medico cocainomane nelle mani di Dandi, pur sapendo che lo avrebbe condotto alla morte nel giro di poco tempo: quando, infatti, si rende conto del progredire della malattia, Freddo abbandona la donna della sua vita per evitarle altro dolore. Spinto dalla morte di Roberta, uccisa da un'autobomba piazzata da Ciro Buffoni per vendicare l'uccisione del fratello (ammazzato da Freddo per aver spacciato all'insaputa della banda), Freddo decide di confessare tutto a Scialoja, che nel frattempo ha fatto carriera e continua a vedere Patrizia, ma viene assassinato dai servizi segreti subito dopo aver ucciso Ciro Buffoni.

Produzionemodifica | modifica wikitesto

Romanzo criminale è una coproduzione italiana, francese e britannica.

Castmodifica | modifica wikitesto

Il regista Michele Placido appare brevemente nel ruolo del padre di Freddo mentre l'autore del romanzo, Giancarlo De Cataldo, interpreta il giudice che legge la sentenza di condanna per i componenti della banda.

Placido propose inizialmente a Kim Rossi Stuart il ruolo del commissario Scialoja[senza fonte] che è poi andato a Stefano Accorsi.

Scene tagliatemodifica | modifica wikitesto

In sede di montaggio è stata tagliata circa mezz'ora di girato, che verrà successivamente pubblicata nella seconda edizione del DVD del film, uscito il 7 novembre 2007, tra cui due scene in particolare:

Nella versione integrale trasmessa in due parti su Canale 5 nella prima serata del 22 e 23 aprile 2008 mancano le scene in cui si fa riferimento a Berlusconi.

Distribuzionemodifica | modifica wikitesto

La pellicola è uscita nelle sale italiane il 30 settembre 2005, realizzando un incasso di 818.418 € nel primo weekend di proiezione.

Differenze tra il film e i reali fatti di cronacamodifica | modifica wikitesto

  • Non tutti i membri della banda si conoscevano da bambini: il Libanese Franco Giuseppucci era amico di Dandi (Enrico De Pedis) e solo in seguito fece conoscenza con il Freddo (nella realtà Maurizio Abbatino) in seguito al furto della sua automobile.
  • Il Barone Rosellini (nella realtà il duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere) venne rapito di notte e non di giorno. Ad ucciderlo non fu il Libanese (nella realtà Franco Giuseppucci) ma i membri di una banda di Montespaccato assente nel film.
  • Il Terribile (nella realtà Franco Nicolini detto "Franchino er Criminale") venne ucciso il 25 luglio 1978 a Tor di Valle e non a piazza di Spagna come nel film. Inoltre i suoi assassini utilizzarono delle armi da fuoco e non un coltello. A ucciderlo non fu Franco Giuseppucci, che comunque era presente.
  • La scena dell'assalto alla villa di Gemito ricalca l'agguato di via di Donna Olimpia del 16 marzo 1981, in cui Antonio Mancini e Marcello Colafigli uccisero Maurizio Proietti detto "Er pescetto". Nell'occasione i due assalitori vennero arrestati. Nella realtà tuttavia l'agguato avvenne in un condominio e non in una villa al mare come nel film.
  • Il personaggio del Nero, che nel romanzo ricalca la figura di Massimo Carminati, nel film di Placido sembra maggiormente ispirato a Danilo Abbruciati. Infatti, al pari del vero boss, muore mentre cerca di attentare alla vita del vice presidente del Banco Ambrosiano Roberto Rosone.
  • Il Freddo non fu ucciso ma divenne un collaboratore di giustizia. Allo stesso modo, la sua amante Roberta e uno dei fratelli Buffoni (nella realtà Vittorio Carnovale) sono tuttora in vita. A morire invece fu Edoardo Toscano (lo Scrocchiazeppi del romanzo e del film), ucciso dai killer testaccini di Enrico De Pedis il 16 marzo 1989.
  • A uccidere il Dandi non fu il Bufalo (nella realtà Marcello Colafigli) ma un killer toscano da questi incaricato. Inoltre fu ucciso con un solo colpo alle spalle e non con due colpi, di cui uno alla testa come si vede nel film.
  • Nel film non c'è nessun riferimento al bar dove i boss erano soliti riunirsi per pianificare i colpi e gli omicidi. Nel film si dà invece maggiore risalto al locale "Full 80", ma l'acquisto del night club è da porsi in un periodo successivo a quello narrato nella prima parte del film.
  • Franco Giuseppucci non aveva un problema alla gamba come mostrato nella pellicola, bensì un occhio di vetro a causa di un incidente.
  • A organizzare la fuga dalla clinica di Maurizio Abbatino non fu Enrico De Pedis: lo stesso Abbatino, che aveva troncato tutti i rapporti con gli ex sodali, grazie anche alla complicità del fratello, riuscì a eludere la sorveglianza ed a calarsi dalla finestra della stanza in cui era ricoverato la notte del 23 dicembre 1986. Successivamente si rifugiò in Sud America e non in Francia come mostrato dal film. La sua amante, a differenza di quanto si vede nel film, non lo seguì in questa ultima fuga.

Anacronismi ed errorimodifica | modifica wikitesto

  • In una delle scene finali, quella dove il Feddo uccide Ciro Buffoni davanti la chiesa, dopo i due spari si sente il rumore dei bossoli che cadono a terra. Questo non è possibile in quanto la pistola che viene utilizzata, essendo quet'ultima un revolver, non permette l'espulsione del bossolo esploso. Caratteristica, questa, tipica delle pistole semiautomatiche.
  • Nella scena in cui il Nero giunge alla stazione di Bologna, poco prima della strage, per prelevare l'uomo che avrebbe poi ucciso una volta giunti a Novellara, sullo sfondo si vede passare un taxi modello Mercedes-Benz W124. In realtà tale modello sarebbe entrato in produzione solamente quattro anni dopo, nel 1984.
  • Tra le immagini che si succedono in sequenza dopo la scena della morte del Nero (tra cui l'attentato al papa Giovanni Paolo II e la vittoria dell'Italia ai mondiali dell'82), ce n'è una in cui si intravede uno scorcio di Roma sotto la pioggia, con sullo sfondo un autobus dell'ATAC modello Iveco CityClass nell'attuale livrea grigio-rossa (cosa impossibile, dato che il CityClass sarebbe entrato in produzione solo nel 1997, e che all'epoca gli autobus erano di colore arancione).
  • Nella scena dello scoppio della bomba è inquadrata la parte destra della stazione mentre la bomba era situata nella sala d'aspetto dell'ala sinistra della stazione di Bologna.
  • Nella scena dello scoppio della bomba alla stazione di Bologna, il piazzale davanti alla stazione è quello che appare attualmente con i passaggi pedonali in sanpietrini. Il piazzale ha assunto questo aspetto solo alla fine degli anni 90.
  • Nella scena a casa del Freddo, quando la ragazza gli porta il dipinto che ritrae la parte delle mani dell'affresco "Creazione di Adamo" di Michelangelo, il Freddo nell'indicare l'appartenenza delle mani ai relativi soggetti dell'affresco, cioè Dio e Adamo, inverte questi ultimi, dicendo che la mano alla sinistra del dipinto appartiene a Dio e che quella alla destra del dipinto con l'indice teso appartiene ad Adamo. È invece vero il contrario.

Curiositàmodifica | modifica wikitesto

  • L'attore Roberto Infascelli ha recitato sia nel film che nella serie TV: nel film ha interpretato Gigio, il fratello del Freddo, mentre nella serie TV ha interpretato il Sorcio.
  • Nella scena dell'irruzione di Scialoja nella palazzina-bordello di Patrizia fa un cameo l'ex pornoattore Erminio Bianchi Fasani (l'anziano che fugge colto di sorpresa durante un rapporto sessuale) attivo in questo genere tra gli anni Settanta e Ottanta e autore di comparse in vari film dell'epoca e in fotoromanzi.

Colonna sonoramodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Romanzo criminale (colonna sonora).

La colonna sonora del film comprende numerose hit degli anni Settanta e Ottanta, tra cui una versione di I Heard It Through The Grapevine in una versione cantata da Giorgia.

Riconoscimentimodifica | modifica wikitesto

Serie televisivamodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Romanzo criminale - La serie.

Ispirata al film, l'omonima serie televisiva è stata preceduta, il 15 ottobre 2008, da una campagna di marketing che ha visto, per un giorno, protagonisti, quattro busti ritraenti i componenti della banda della Magliana.[1][2]

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ I busti della banda della Magliana - Quando la pubblicità fa scandalo, repubblica.it, 15 ottobre 2008. URL consultato il 23 novembre 2014.
  2. ^ Banda della Magliana, il blitz per lo spot all'Eur, repubblica.it, 15 ottobre 2008. URL consultato il 23 novembre 2014.

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

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