Sella di Ariano

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Sella di Ariano
Ariano Irpino - SS90bis - Sella di Ariano.jpg
La sella di Ariano presso il km 42 della strada statale 90 bis delle Puglie; sulle alture a destra si erge il centro abitato di Ariano, in posizione dominante rispetto all'altipiano di valico.
StatoItalia Italia
Regione  Campania
Provincia  Avellino
Località collegateNapoli
Foggia
Altitudine594 m s.l.m.
Coordinate41°13′11″N 15°07′43″E / 41.219722°N 15.128611°E41.219722; 15.128611
Altri nomi e significatiCamporeale
Campo Reale
InfrastrutturaFerrovia Napoli-Foggia
Strade statali 90 / 90-bis delle Puglie
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sella di Ariano
Sella di Ariano

La sella di Ariano è un valico dell'Appennino campano ubicato in corrispondenza dell'altipiano di Camporeale (o Campo Reale)[1] nel territorio comunale di Ariano Irpino. Situata a un'altitudine di 594 m s.l.m.[2], la sella unisce il bacino del Miscano - Ufita (versante tirrenico) alla valle del Cervaro (versante adriatico).

Toponimomodifica | modifica wikitesto

Il termine sella è sinonimo di "passo", "valico", mentre Ariano era l'antica denominazione (ufficiale fino al XIX secolo) della città di Ariano Irpino.

Nonostante l'apparente sinonimia, la sella di Ariano non deve essere confusa con il passo di Ariano, ossia con il punto più elevato in altitudine della storica strada regia delle Puglie (poi divenuta strada nazionale della Campania e delle Puglie)[3]. A differenza della sella, il passo di Ariano (situato all'interno del centro abitato di Ariano Irpino, a 765 m s.l.m.[2]) è posto interamente sul versante tirrenico e, in epoca contemporanea, non è percorso da vie di grande comunicazione.

Storiamodifica | modifica wikitesto

Il valico era frequentato fin dal Paleolitico medio (120 000-40 000 anni or sono); all'epoca dell'uomo di Neandertal risalgono infatti le selci lavorate e scheggiate a patina bionda che si emergono in gran numero e in più punti dell'altipiano; esse consistono in strumenti riferibili all'industria litica musteriana alternate a nuclei e scarti di lavorazione[4].

La sella rimase poi in uso per tutto il Neolitico, come attestato dai resti sporadici dell'età del bronzo venuti alla luce sullo stesso altipiano di Camporeale nell'ambito di un recinto adibito a necropoli[5], ricollegabili ai coevi villaggi rupestri de La Starza (il più antico della Campania[6]) e de La Ferrara, ubicati a non molti chilometri di distanza.

All'epoca romana risalgono invece gli scarsi frammenti di ceramica figulina assai dilavati che pure emergono dall'altipiano[5]. A quel tempo la sella era infatti percorsa dalla via Aemilia, dalla via Minucia e dalla via Herculea; tali strade consolari convergevano nel vicus di Aequum Tuticum, situato a breve distanza dal valico (4,5 km in direzione nord-ovest).

Nel Medioevo il pianoro acquisì nuovamente rilevanza storica poiché vi si tennero le Assise di Ariano del 1140[7], ossia le prime assemblee costituenti del Regno di Sicilia convocate e presiedute da re Ruggero II d'Altavilla in persona; non è da escludersi che l'etimologia del toponimo "Campo reale" possa risalire a tale evento.

La sella ha costituito inoltre per lunghi secoli un cruciale punto di snodo per la transumanza, ossia per il movimento stagionale delle greggi tra Abruzzo e Puglia. Dal regio tratturo Pescasseroli-Candela (che attraversava l'intero altipiano) si diramavano infatti il tratturello Camporeale-Foggia e un diverticolo discendente lungo il greto del Cervaro; quest'ultimo tracciato si immetteva poi sul tratturello Ponte di Bovino-Cerignola[8].

A partire dal XVI secolo la sella di Ariano è percorsa dalla strada regia delle Puglie (la principale via di comunicazione tra Napoli, all'epoca capitale del Regno, e le province pugliesi), il cui punto di valico è posto lungo il margine meridionale dell'altipiano a un'altitudine di 665 m s.l.m.[2].

In epoca post-unitaria fu costruita anche la linea ferroviaria Napoli-Foggia, avente una quota massima effettiva di soli 549 m s.l.m.[2] poiché il valico è attraversato tramite un traforo a traiettoria curva (la cosiddetta galleria di Ariano o di Camporeale, lunga 3204 m[9]). La notte tra il 29 e il 30 settembre 1889 all'interno del traforo di valico si verificò l'incidente ferroviario di Pianerottolo che provocò diversi morti e feriti nonché una strage di animali a causa dello scontro frontale fra due treni, uno dei quali carico di bestiame.

In epoca fascista la vecchia strada regia delle Puglie fu dapprima ribattezzata strada nazionale 80 della Campania e delle Puglie (dal 1923), poi strada statale 90 delle Puglie (dal 1928). Nel corso dello stesso anno 1928 sull'altipiano fu attrezzato un campo di fortuna in erba naturale destinato all'eventuale atterraggio d'emergenza dei velivoli in transito nello spazio aereo sovrastante; a tale scopo il tracciato del regio tratturo, nonché quello dell'attigua linea telegrafica, furono leggermente deviati.[10]

Nel secondo dopoguerra fu costruita una diramazione della strada statale 90 delle Puglie diretta a Benevento, la cosiddetta strada statale 90 bis, il cui punto di valico è ubicato sull'orlo settentrionale del pianoro a 611 m s.l.m.[2].

Nei decenni successivi l'altipiano, situato in posizione baricentrica tra le due principali regioni dell'Italia meridionale, fu destinato a ospitare insediamenti produttivi, mentre al 2006 risale la fondazione dell'ente di ricerca BioGeM (Biológia e Genetica Molecolare) presso cui dal 2012 è operativa una stazione della rete sismica nazionale (sigla: BIOG) ubicata al centro del pianoro a un'altitudine di 623 m s.l.m. e posta al servizio dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).[11]

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Dizionario enciclopedico moderno illustrato, vol. 1, Sansoni, 1976, p. 175.
  2. ^ a b c d e Istituto Geografico Militare, Foglio 174 Ariano Irpino, in Carta topografica d'Italia, Firenze, 1962.
  3. ^ Luigi Mezzacapo e Carlo Mezzacapo, Studj topografici e strategici su l'Italia, F. Vallardi, 1860, p. 207.
  4. ^ Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Claude Albore Livadie, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995, pp. 13-28.
  5. ^ a b Claude Albore Livadie, La Starza di Ariano Irpino, in Storia illustrata di Avellino e dell'Irpinia, I, Pratola Serra, Sellino & Barra, 1996, pp. 17-32.
  6. ^ L'abitato neolitico de La Starza, su Archemail (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2015).
  7. ^ Centro europeo di studi normanni, Le Assise di Ariano 1140-1990, a cura di Ortensio Zecchino, Convegno internazionale di studi ad 850 anni dalla promulgazione, Ariano Irpino, 1994, pp. 70-76.
  8. ^ Natalino Paone, Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi, in La transumanza, immagini di una civiltà, Cosmo Iannone, giugno 1987, ISBN 88-516-0013-9..
  9. ^ Ferrovia Caserta-Foggia, su Stazioni del mondo. URL consultato il 2 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2016).
  10. ^ Decreto ministeriale 12 giugno 1928, concernente l'istituzione del campo di fortuna di Ariano di Puglia, in provincia di Avellino.
  11. ^ Stazione sismica BIOG – Camporeale (Ariano Irpino), su Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (archiviato il 17 ottobre 2021).

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto