Silverio Corvisieri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Silverio Corvisieri

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VII, VIII, IX
Collegio Torino (VII Leg.)
Milano (VIII Leg.)
Roma (IX Leg.)
Incarichi parlamentari
  • Componente della Commissione Affari Costituzionali (VII Leg.)
  • Componente della Commissione Interni (VII Leg.)
  • Componente della Commissione Trasporti (VII Leg.)
  • Componente della Commissione Vigilanza Servizi Radiotelevisivi (VII Leg.)
  • Componente della Commissione Interni (VIII Leg.)
  • Componente della Commissione Esteri (IX Leg.)
  • Componente della Commissione Difesa (VIII-IX Leg.)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Proletaria (VII Leg.)
Partito Comunista Italiano (VIII-IX Leg.)
Professione giornalista

Silverio Corvisieri (Ponza, 15 agosto 1938) è un giornalista, storico e politico italiano.

Biografiamodifica | modifica wikitesto

È stato militante del PCI e della IV Internazionale, cofondatore e dirigente di Avanguardia Operaia, deputato per tre legislature (dal 1976 al 1987) e consigliere comunale a Roma. È stato tra i promotori della campagna antifascista e antiterroristica facendo parte del  “Comitato contro la strage di stato” nei mesi successivi all'attentato di piazza Fontana (12 dicembre 1969). Con la sua attività parlamentare e i suoi articoli su è stato per anni in prima fila nella lotta contro il terrorismo di ogni colore senza lasciarsi intimorire dalle minacce delle Brigate Rosse e di altre organizzazioni. Sul cadavere di Riccardo Palma, consigliere di Cassazione “giustiziato” a Roma il 14 febbraio 1978, le Brigate Rosse lasciarono una copia ciclostilata del comunicato rivendicativo dell’assassinio; in tale comunicato – rilanciato dalla agenzia ANSA (flash ZCZC, n.11/1 del 15-02-1978) e ripreso da tutti i quotidiani, Silverio Corvisieri veniva minacciosamente diffidato dal proseguire la sua attività politica. Corvisieri replicò su (16-02-1978) con un articolo dal titolo “Le vostre pistole mi fanno orrore”, nel quale, tra l’altro, rievocò la precedente minaccia epistolare (nella busta anche un proiettile) dei fascisti “Giustizieri d’Italia”. Il mese successivo (19 marzo 1978) l’”Associazione Familiari Detenuti Comunisti” inviò a La Repubblica una lettera che intimava a Silverio Corvisieri di non scrivere “insinuazioni pesanti” se non voleva essere considerato un appartenente all'ala “più retriva del potere”, Corvisieri continuò a pubblicare articoli contro il terrorismo.

È stato - accanto a Marco Pannella e Loris Fortuna (come documenta il libro curato da Maria Adele Teodori “MLD-Partito Radicale Contro l'aborto di classe, Savelli, Roma, 1975)  - uno dei quattro oratori dell'assemblea che con il pubblico arresto di Adele Faccio segnò un momento memorabile  della campagna a favore della legalizzazione dell’aborto (Roma, cinema Adriano, 26 gennaio 1975).

Come giornalista è stato redattore de L'Unità dal 1960 al 1967, condirettore del settimanale La Sinistra (1968), fondatore e direttore del Quotidiano dei lavoratori (1974-1976). È stato inoltre collaboratore dei quotidiani , Paese Sera, Il manifesto, Secolo XIX e di riviste come L’Astrolabio e Linus ; è stato anche collaboratore del periodico politico-ideologico Avanguardia Operaia. La varietà dei suoi interessi e un'adesione gramsciana al marxismo-leninismo lo hanno indotto ad affrontare tematiche ritenute eretiche o comunque “bizzarre” dentro e fuori il movimento operaio[senza fonte]. L’argomento suscitò l’interesse di Sebastiano Timpanaro nel saggio “Il piacere e la morte di Epicuro” inserito nel volume Il verde e il Rosso (Odradek, Roma, 2001, pp. 83-98).  

Nel 1975 sul Quotidiano dei lavoratori Corvisieri pubblicò un saggio dal titolo “Gioia di vivere e lotta di classe” in polemica con la concezione austera e punitiva della militanza politica. Timpanaro, filologo classico e studioso della cultura latina, scrisse che Corvisieri con il suo “Gioia di vivere e lotta di classe” aveva “affrontato efficacemente il problema di quello che [Jean] Fallot chiama “l’edonismo proletario” e aveva polemizzato contro l’interpretazione ‘ascetica’ del socialismo”. Nel 1976 (anno 12, n.2, febbraio) su Linus con l'articolo “Lenin e l'amore” ha trattato l’argomento del complesso e contraddittorio  intreccio tra la militanza rivoluzionaria e una concezione incoerente delle relazioni amorose e del rapporto uomo-donna, la stessa rivista ha ristampato quell'articolo 41 anni dopo, nel febbraio del 2017, nello scritto si evidenzia la contraddizione interiore di quello che allora era ritenuto un “mostro sacro” della rivoluzione sul modo di vivere la sua lunga relazione extraconiugale con la bolscevica Ines Armand.

Tra i suoi articoli quello dedicato nel 1978 a Goldrake suscitò vaste e vivaci polemiche  sorprendentemente durate per alcuni decenni e tuttora (2017) non sopite. Nel ginepraio degli interventi su tale questione, consultabile in rete cliccando la voce “Silverio Corvisieri”, i diversi punti di vista emergono con particolare chiarezza in Mario Verger “Silverio Corvisieri e l’affaire Goldrake”,  Rapporto Confidenziale, n. 36 ottobre-novembre 2012, pp. 2-27 e nel dibattito radiofonico (Radio Tre, 17 aprile 1998) “Lampi di pimavera” curato da Loredana Lipperini. Il suo fu un invito ai “creativi” di sinistra a produrre cartoons che, a differenza di Goldrake, non considerassero ogni “diverso” (nel caso gli extraterrestri) come una minaccia mortale, tale da indurre ad affidarsi al supereroe (anziché mobilitarsi collettivamente in caso di necessità). Tale auspicio dai suoi avversari fu trasformato in una inesistente interrogazione parlamentare rivolta a imporre al governo un provvedimento censorio sulla Rai. Tale tesi è stata sostenuta, ad esempio, da Luca Raffaelli, noto esperto di cartoons,  in “ Il compagno Corvisieri”, De Press, Kappa Magazine, n. 72, 1999 e ancora nel 2008 (intervista a Pirati del 5 giugno dedicata ai “Trent'anni di Goldrake”).

Come storico e scrittore ha riportato alla luce il ruolo ch'ebbe nella Resistenza romana il Movimento Comunista d'Italia, più noto come Bandiera Rossa; più in generale ha valorizzato l’importante contributo dato alla Resistenza da gruppi e movimenti dissidenti da quelli organizzati nel Comitato di Liberazione Nazionale. In tre dei suoi libri (“Bandiera Rossa nella Resistenza romana”, “Il re, Togliatti e il gobbo” e  “Il mago dei generali. Poteri occulti nella crisi del fascismo e della monarchia”) ha fornito la sua ricostruzione delle azioni che fin dal 1944 furono messe in atto per ostacolare e bloccare il rinnovamento politico e sociale in Italia.. In particolare avrebbe chiarito l’attività e l’uccisione di Giuseppe Albano, noto come il “gobbo del Quarticciolo”, la cui figura in precedenza era diversamente tratteggiata in un film di Carlo Lizzani del 1960 (tra gli interpreti figurò anche Pier Paolo Pasolini).

Alla fine degli anni Novanta si è dedicato alla ricostruzione della vita della danzatrice Marietta Baderna che - partita dall'Italia dopo la repressione del moti del 1848 - si stabilì a Rio de Janeiro diventando protagonista e simbolo del movimento romantico e trasgressivo del Brasile. Tradotto e pubblicato in Brasile col titolo “Marietta Baderna”; l’opera ha suscitato in quel paese un vasto interesse, seminari e corsi universitari, dibattiti infuocati. Pagine intere furono dedicate al libro dai maggiori quotidiani brasiliani (Araujo Netto “ A bailarina liberal que criou a baderna “, Jornal do Brasil, seixta-feira, 18 de dezembro de 1998; Karla Dunder “A bailarina liberal que istituiu a baderna” O Estado de S.Paulo, domingo 2 de setembro de 2001; Katia Calsavara “Marietta Baderna vais das dicionàrios à biographia”, Jornal do Brasil, 31 de julho de 2001; Adriana Pavlova “Uma certa Maria que tambén era Baderna”, O Globo, 06/07; Luìs Antônio Giron “Uma febre chamada Baderna”, Gazeta Mercantil, 24/08).

Nel 2004 ha scritto la prima storia completa del confino di polizia durante il regime fascista, rigettando le ricostruzioni storiografiche giudicate revisioniste che di quell'istituto avrebbero la stessa interpretazione della propaganda mussoliniana.

Operemodifica | modifica wikitesto

  • Bandiera rossa nella Resistenza romana, Roma, 1968 (e poi 2005)
  • Trotskij e il comunismo italiano, Roma, 1969
  • Resistenza e democrazia, Milano, 1976
  • I senzamao, Roma, 1976
  • Il mio viaggio nella sinistra, Roma, 1979
  • All’isola di Ponza, Roma, 1985
  • Il Re Togliatti e il gobbo, Roma, 1998
  • Badernão. La ballerina dei due mondi, Roma, 1998
  • Il mago dei generali, Roma, 2000
  • Zi’ Baldone, Minturno, 2003
  • La villeggiatura di Mussolini, Milano, 2004
Controllo di autoritàVIAF (EN34586607 · ISNI (EN0000 0000 2102 5734 · LCCN (ENn79077295 · BNF (FRcb12848631h (data)