Trigonometria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Funzioni trigonometriche rappresentate graficamente

La trigonometria (dal greco trígonon (τρίγωνον, triangolo) e métron (μέτρον, misura): risoluzione del triangolo) è la parte della matematica che studia i triangoli a partire dai loro angoli. Il compito principale della trigonometria, così come rivela l'etimologia del nome, consiste nel calcolare le misure che caratterizzano gli elementi di un triangolo (lati, angoli, mediane, etc.) partendo da altre misure già note (almeno tre, di cui almeno una lunghezza), per mezzo di speciali funzioni.

Tale compito è indicato come risoluzione del triangolo. È anche possibile servirsi di calcoli trigonometrici nella risoluzione di problemi correlati a figure geometriche più complesse, come poligoni o figure geometriche solide, ed in molti altri rami della matematica.

Le funzioni trigonometriche (le più importanti delle quali sono il seno e il coseno), introdotte in questo ambito, vengono anche usate in maniera indipendente dalla geometria, comparendo anche in altri campi della matematica e delle sue applicazioni, ad esempio in connessione con la funzione esponenziale o con le operazioni vettoriali.

Le originimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia delle funzioni trigonometriche.

Per molti secoli, la trigonometria dovette i suoi progressi quasi esclusivamente all'opera di grandi astronomi e geografi. Infatti, la fondazione di questa scienza si deve a Ipparco di Nicea e a Claudio Tolomeo, entrambi più astronomi e geografi che matematici. Contributi notevoli furono apportati a questa scienza dagli arabi, dal francese Levi ben Gershon e, successivamente, da Niccolò Copernico e Tycho Brahe, intenti a descrivere e a prevedere con sempre maggior precisione i fenomeni celesti, anche per un più esatto e comodo calcolo di longitudini e latitudini.

Funzioni trigonometrichemodifica | modifica wikitesto

Strumento indispensabile della trigonometria sono le funzioni trigonometriche. Sono queste funzioni che associano lunghezze ad angoli, e viceversa.

Le tabelle in questa sezione mostrano le funzioni trigonometriche insieme alle loro principali proprietà; per ulteriori caratteristiche, consultare la voce relativa alla particolare funzione.

Funzioni trigonometriche direttemodifica | modifica wikitesto

Sono dette funzioni trigonometriche dirette quelle che ad un angolo, solitamente espresso in radianti, associano una lunghezza o un rapporto fra lunghezze. A causa dell'equivalenza circolare degli angoli, tutte le funzioni trigonometriche dirette sono anche funzioni periodiche con periodo o .

Funzioni trigonometriche dirette
Funzione Notazione Dominio Immagine Radici Periodo Funzione inversa
seno sen, sin arcoseno
coseno cos arcocoseno
tangente tan, tg arcotangente
cotangente cot, cotg, ctg arcocotangente
secante sec nessuna arcosecante
cosecante csc, cosec nessuna arcocosecante

Funzioni trigonometriche inversemodifica | modifica wikitesto

Ad ogni funzione trigonometrica diretta è associata una funzione inversa. Il dominio di ciascuna funzione trigonometrica inversa corrisponde, com'è prevedibile, al codominio della rispettiva funzione diretta. Poiché le funzioni dirette sono, tuttavia, periodiche, e perciò non iniettive, per poterle invertire è necessario restringerne il dominio rendendole biiettive. La scelta della restrizione è teoricamente irrilevante e le possibilità sono infinite. La convenzione (rigida, in questo campo) vuole però che i domini vengano ristretti agli intervalli oppure , in cui le funzioni — e dunque anche le loro inverse — siano monotone. Anche le funzioni arcosecante ed arcocosecante vengono definite dall'inversione delle funzioni dirette ristrette ad uno di tali intervalli.

Funzioni trigonometriche inverse
Funzione Notazione Dominio Codominio Radici Andamento Funzione inversa
arcoseno arcsen, arcsin, asin,

sen−1[1]

0 seno
arcocoseno arccos, acos,

cos−1

1 coseno
arcotangente arctan, arctg, atan,

tan−1

0 tangente
arcocotangente arccot, arccotg, arcctg, acot,

cot−1

cotangente
arcosecante arcsec, asec,

sec−1

1 crescente, con una discontinuità in secante
arcocosecante arccsc, arccosec, acsc,

csc−1

decrescente, con una discontinuità in cosecante

Relazioni fondamentali della goniometriamodifica | modifica wikitesto

Prima relazione fondamentalemodifica | modifica wikitesto

Da questa si ricavano

Ricordare di valutare la posizione di per la scelta opportuna dei segni.

Seconda relazione fondamentalemodifica | modifica wikitesto

che vale solo per con .

Dalle definizione di e dalla prima relazione fondamentale si ricava che

che vale solo per con .

Da questa si ricava

Ricordare di valutare la posizione di per la scelta opportuna dei segni.

Terza relazione fondamentalemodifica | modifica wikitesto

che vale solo per con .

Quarta relazione fondamentalemodifica | modifica wikitesto

che vale solo per con .

Quinta relazione fondamentalemodifica | modifica wikitesto

che vale solo per con .

Formule degli angoli associatimodifica | modifica wikitesto

Nella circonferenza goniometrica chiamiamo angoli associati gli angoli , , e . Tali angoli hanno in valore assoluto stesso seno e stesso coseno.

Formule degli angoli associati del secondo quadrantemodifica | modifica wikitesto

Formule degli angoli associati del terzo quadrantemodifica | modifica wikitesto

Formule degli angoli associati al quarto quadrantemodifica | modifica wikitesto

Formule degli angoli oppostimodifica | modifica wikitesto

Si dice che è una funzione pari, mentre e sono dispari.

Formule degli angoli complementari (la loro somma è un angolo retto)modifica | modifica wikitesto

Formule degli angoli che differiscono di un angolo rettomodifica | modifica wikitesto

Formule goniometrichemodifica | modifica wikitesto

In trigonometria, le formule di addizione e sottrazione permettono di trasformare le funzioni trigonometriche della somma o differenza di due angoli in un'espressione composta da funzioni trigonometriche dei due angoli.

Formule di addizionemodifica | modifica wikitesto

La formula della tangente vale per con

La formula della cotangente vale per con

Formule di sottrazionemodifica | modifica wikitesto

La formula della tangente vale per con

La formula della cotangente vale per con

Formule di duplicazionemodifica | modifica wikitesto

L'ultima formula vale per e con

Formule di linearitàmodifica | modifica wikitesto

L'ultima formula vale per con

Formule di bisezionemodifica | modifica wikitesto

Attenzione: è necessario valutare in quale quadrante cade per poter scegliere i segni opportuni delle seguenti formule

L'ultima formula vale per .

Formule parametrichemodifica | modifica wikitesto

dove con .

Formule di prostaferesimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Formule di prostaferesi.

Le formule di prostaferesi trasformano somme di funzioni goniometriche in prodotti.

Formule di Werner (inverse delle formule di prostaferesi)modifica | modifica wikitesto

Le formule di Werner trasformano prodotti di funzioni goniometriche in somme.

Formule dell'angolo aggiuntomodifica | modifica wikitesto

La seguente uguaglianza è verificata sotto le seguenti condizioni

Fare attenzione al fatto che la tangente goniometrica è periodica di 180° e dunque bisogna valutare preventivamente la posizione di dunque

Risoluzione dei triangoli rettangolimodifica | modifica wikitesto

Convenzione per la nomenclatura degli elementi di un triangolo rettangolo

Nel gergo matematico risolvere un triangolo rettangolo significa calcolare le misure dei lati e degli angoli del triangolo. Per convenzione esiste una nomenclatura nei triangoli rettangoli che si può vedere in figura. Si ricorda che

  • e
  • un angolo è adiacente ad un cateto se il cateto risulta essere uno dei lati dell'angolo in questione.
  • un angolo è opposto ad un cateto se il cateto non è uno dei lati dell'angolo in questione.

Ad esempio è opposto al cateto e adiacente al cateto .

Sotto queste convenzioni in un triangolo rettangolo valgono i seguenti teoremi

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'ipotenusa con il seno dell'angolo opposto al cateto

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'ipotenusa con il coseno dell'angolo acuto adiacente al cateto.

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'altro cateto con la tangente dell'angolo opposto al cateto da calcolare.

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'altro cateto con la cotangente dell'angolo acuto adiacente al cateto da calcolare.

Tali teoremi si traducono nelle seguenti formule per la risoluzione dei triangoli rettangoli

 
 
 
 

Dimostrazionemodifica | modifica wikitesto

Si consideri un triangolo rettangolo con angolo retto di vertice . Detto l'asse , sul vertice si costruisce una circonferenza di raggio . Le coordinate del punto rappresentano il e il , e poiché è acuto indicano anche rispettivamente le lunghezze dei cateti e .

Dimostrazione formule triangolo rettangolo

.

Dalla figura si può osservare che i due triangoli rettangoli e sono simili in quanto hanno due angoli congruenti: in comune e gli angoli retti di vertice e . Quindi è possibile costruire la proporzione fra i lati omologhi dei due triangoli simili (lati opposti agli angoli congruenti):

Sostituendo le misure dei lati si ottiene

e quindi


da queste due si ricava anche


Questo ragionamento può essere chiaramente esteso anche al terzo angolo in modo da ottenere formule analoghe



Applicazioni notevoli dei triangoli rettangolimodifica | modifica wikitesto

Calcolo dell'altezza di una torremodifica | modifica wikitesto

Si consideri il seguente problema: calcolare l'altezza di una torre , potendo stare solo alla base (piano orizzontale) della stessa. Si distinguono due casi

Il piede A della torre è raggiungibilemodifica | modifica wikitesto

Calcolo altezza di una torre con piede A raggiungibile

In questo caso basta misurare il cateto (), e dal punto misurare l'angolo acuto () sotto cui si vede la sommità della torre (). Applicando opportunamente le formule si ottiene

Il piede A della torre non è raggiungibilemodifica | modifica wikitesto

Calcolo altezza di una torre con piede A non raggiungibile

In questo caso () è incognita (in quanto il piede non è raggiungibile). Si fa dunque una misura orizzontale () (quindi il cateto è ). Dal punto si misura l'angolo acuto () e da si misura l'angolo acuto () sotto cui si vede la sommità della torre (). Applicando opportunamente le formule si ottiene


Confrontando le due altezze si ottiene una equazione nell'incognita

questa equazione è facilmente risolvibile noti d, e

Trovato si ha e quindi si può calcolare

Calcolo dell'area di un triangolo qualsiasimodifica | modifica wikitesto

l'altezza h può essere vista come cateto del triangolo CHA

Per calcolare l'area del triangolo , di base , serve l'altezza . Nel triangolo rettangolo , di ipotenusa , l'altezza può essere vista come il cateto che si oppone all'angolo . Utilizzando in modo opportuno le formule dei triangoli rettangoli si ottiene

e quindi

Questa formula vale anche se è ottuso.

Formule di conversione da Coordinate polari a coordinate cartesiane e viceversamodifica | modifica wikitesto

Coordinate polari e coordinate cartesiane

Fissato su un piano un punto origine e una semiretta , dato un punto del piano esso è univocamente individuato da una coppia di numeri reali con la condizione e . La coppia di numeri reali rappresenta le coordinate polari di . Geometricamente rappresenta la distanza , mentre rappresenta l'angolo misurato in senso antiorario con primo lato .

È possibile trovare le relazioni esistenti tra le coordinate cartesiane e le coordinate polari del punto . Le seguenti considerazioni fatte per un punto sul primo quadrante valgono anche per gli altri quadranti.

Utilizzando le formule dei triangoli rettangoli si trovano le formule per la trasformazione in coordinate cartesiane

Elevando al quadrato e sommando si ottiene e quindi si possono ricavare le formule per la trasformazione in coordinate polari

Fare attenzione che la tangente goniometrica non esiste per ed è periodica di 180° e dunque bisogna valutare preventivamente la posizione di per calcolare correttamente

Teoremi trigonometricimodifica | modifica wikitesto

I teoremi trigonometrici permettono la risoluzione di problemi di varia natura legata alla figura di un triangolo qualsiasi, esprimendo rapporti tra i lati e gli angoli di questo.

Teorema della cordamodifica | modifica wikitesto

Teorema della corda in una circonferenza
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teorema della corda.

Data una circonferenza e una corda , il rapporto tra tale corda e il seno di un qualsiasi angolo alla circonferenza che insiste su di essa è uguale al diametro della circonferenza:

Teorema dei senimodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teorema dei seni.

Considerato un triangolo qualsiasi di lati , e , il rapporto tra i lati e i seni dei rispettivi angoli opposti è costante ed è uguale al diametro della circonferenza circoscritta:

Teorema del coseno o di Carnotmodifica | modifica wikitesto

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teorema del coseno.
Triangolo con vertici, altezza e un angolo.png

Il teorema del coseno (chiamato anche teorema di Carnot) afferma che in un qualsiasi triangolo, il quadrato di un lato è uguale alla differenza tra la somma dei quadrati degli altri due lati e il doppio prodotto di tali lati per il coseno dell'angolo compreso tra essi.

.

Ovvero, indicando con la lunghezza dei lati e gli angoli ad essi opposti, si ottiene

Può essere considerato una generalizzazione del Teorema di Pitagora.

Risoluzione dei triangoli qualsiasimodifica | modifica wikitesto

Convenzione per la nomenclatura degli elementi di un triangolo

Nel gergo matematico risolvere un triangolo significa calcolare le misure dei lati e degli angoli del triangolo.

Per risolvere un triangolo qualsiasi devono essere noti tre elementi dei quali almeno uno deve essere un lato. Si possono presentare quattro casi:

  1. sono noti un lato e due angoli
  2. sono noti tre lati
  3. sono noti due lati e l'angolo compreso
  4. sono noti due lati e uno dei due angoli opposti ai lati dati

La nomenclatura dei lati e degli angoli segue la convenzione in figura.

Risolvere un triangolo noti un lato (a) e due angoli modifica | modifica wikitesto

Il problema ha sempre una sola soluzione se sono rispettate le seguenti condizioni

in caso contrario il problema non ha soluzione.

La procedura per la risoluzione del triangolo è la seguentemodifica | modifica wikitesto

  1. Calcolare l'angolo mancante
  2. Calcolare il lato incognito utilizzando il teorema dei seni:
  3. Calcolare il lato incognito utilizzando il teorema dei seni:

Risolvere un triangolo noti i tre lati (a, b, c)modifica | modifica wikitesto

Il problema ha sempre una sola soluzione se sono rispettate le disuguaglianze triangolari in caso contrario il problema non ha soluzione.

La procedura per la risoluzione del triangolo è la seguentemodifica | modifica wikitesto

  1. calcolare l'angolo mediante il teorema del coseno:
  2. calcolare l'angolo mediante il teorema del coseno:
  3. calcolare l'angolo mancante

Risolvere un triangolo noti due lati (a e b) e l'angolo compreso modifica | modifica wikitesto

Il problema ha sempre una sola soluzione

La procedura per la risoluzione del triangolo è la seguentemodifica | modifica wikitesto

  1. calcolare il lato (opposto all'angolo ) mediante il teorema del coseno:
  2. calcolare l'angolo (opposto al lato a) mediante il teorema del coseno:
  3. calcolare l'angolo mancante

Risolvere un triangolo noti due lati (a e b) e l'angolo opposto al lato amodifica | modifica wikitesto

Il problema può avere nessuna soluzione, una soluzione o due soluzioni.

  1. Si calcola l'angolo incognito con il teorema dei seni
  2. Se è ottuso si otterrà un solo angolo acuto, altrimenti si trova anche .
  3. Si calcola ed eventualmente
  4. Si calcola e eventualmente utilizzando il teorema dei seni

Etimologia dei nomimodifica | modifica wikitesto

Come per il resto delle lingue europee, l'italiano eredita i nomi delle funzioni trigonometriche dalle corrispondenti voci latine. Il termine seno proviene dalla traduzione latina sinus della parola araba jaib (letteralmente baia, tradotto in latino sinus a causa di una lettura equivoca: dal momento che l'arabo non scrive le vocali, la sequenza jb, che stava per jiba ricalcando una parola sanscrita, è stata interpretata erroneamente come baia, in luogo del corretto corda) usata per indicare la metà della corda; in questo senso, il seno denota la corda piegata su se stessa. La parola tangente viene da latino tangens, letteralmente «che tocca», in riferimento alle proprietà geometriche del segmento utilizzato per la definizione grafica di questa funzione. Analogamente si spiega l'etimologia della secante, in latino secans, «che taglia». Le parole coseno, cotangente e cosecante derivano dalla contrazione delle rispettive voci latine complementi sinus, complementi tangens, complementi secans, vale a dire «seno dell'angolo complementare», «tangente dell'angolo complementare», «secante dell'angolo complementare».

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Le notazioni con esponente negativo usate per le funzioni sin−1, cos−1, etc. (usate spesso nelle calcolatrici scientifiche) non fanno riferimento alle potenze, ma indicano solo il fatto che esse sono le funzioni inverse delle rispettive funzioni trigonometriche. Pertanto, a meno che non sia esplicitamente indicato, risulta:

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 20799 · NDL (ENJA00570153
Matematica Portale Matematica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di matematica