Villa Emma (Nonantola)

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Villa Emma
Villa Emma (Nonantola).jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàNonantola
Indirizzovia Mavora, 39
Coordinate44°40′30.56″N 11°02′05.19″E / 44.675155°N 11.034775°E44.675155; 11.034775Coordinate: 44°40′30.56″N 11°02′05.19″E / 44.675155°N 11.034775°E44.675155; 11.034775
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1890
Stileeclettismo
Realizzazione
ArchitettoVincenzo Maestri
CommittenteCarlo Sacerdoti

Villa Emma è una costruzione situata alla periferia di Nonantola, in provincia di Modena, il cui nome è strettamente legato a quello del sacerdote don Arrigo Beccari e del medico Giuseppe Moreali, che durante la seconda guerra mondiale sostennero l'opera di salvataggio di un gruppo di una settantina di giovani ebrei provenienti dall'est europeo, sottraendoli alle persecuzioni nazifasciste e ai campi di concentramento fino alla salvezza in territorio svizzero.

Storiamodifica | modifica wikitesto

L'edificio venne costruito verso il 1890 dall'ingegnere Vincenzo Maestri, su commissione del commendatore ebreo Carlo Sacerdoti e sua moglie Emma Coen.

La villa è caratterizzata da una facciata con corpo mediano avanzante fra due ali laterali, traforato nel settore centrale da un porticato e da una soprastante loggia, a tre arcate. Sui lati sono presenti altri porticati, con terrazze superiori. Gli esterni sono decorati in stile eclettico da cornici marcapiano e i rilievi in cotto che richiamano elementi rinascimentali. L'interno è finito con un pavimento di battuto alla veneziana, mentre i soffitti sono decorati con affreschi allegorici realizzati da Ferdinando Manzini (scenografo del Teatro comunale di Modena) e Andrea Becchi (massimo esponente della scuola di decorazione carpigiana). Nel parco della villa venne realizzata anche una grandiosa serrala casa del giardiniere all'ingresso del parco, caratterizzata dalla torretta d'impianto quadrato, con belvedere, orologio e meridiana.[1]

I ragazzi di Villa Emmamodifica | modifica wikitesto

Villa Emma, Nonantola, 1945
Alcuni dei "ragazzi di Villa Emma"

La vicenda storica di quelli che sono conosciuti come "i ragazzi di Villa Emma" ha inizio nel 1942 quando l'organizzazione ebraica di assistenza ai rifugiati DELASEM riesce ad ottenere il permesso perché un gruppo di una cinquantina di ragazzi ebrei rifugiatisi in Slovenia possa essere accolto in Italia.

Il delegato bolognese Mario Finzi aveva preso in affitto un'imponente villa di campagna, Villa Emma, a Nonantola per dare una sistemazione al gruppo. I fuggiaschi arrivarono a Nonantola il 17 luglio 1942 in un edificio da anni abbandonato, privi di tutto. Don Beccari, con l'aiuto dell'amico medico Giuseppe Moreali e di don Ennio Tardini, si prende cura delle loro necessità, dalle brandine prelevate dai locali del seminario ai libri per la scuola.

Un altro gruppo di una trentina di ragazzi orfani giunge dalla Croazia nell'aprile del 1943. Per un anno i ragazzi poterono condurre a Nonantola un'esistenza relativamente tranquilla con il sostegno solidale della popolazione locale, dedicandosi alla cura della casa, a lavori agricoli, di falegnameria e di cucito e alle lezioni scolastiche, impartite dai loro accompagnatori, tra i quali Armando Moreno, Josef Indig, Marco Shoky e il pianista Boris Jochvedson.

Con l'8 settembre e l'occupazione nazista, la prima preoccupazione è di porre in salvo i ragazzi di Villa Emma. In meno di 36 ore, don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali li affidano a famiglie locali o li nascondono nei locali del seminario.

Ricorda don Beccari:

«La situazione era molto pericolosa. I ragazzi non potevano restare alla villa. Pensammo di accoglierne una parte, circa 30, in seminario. Il rettore, mons. Ottaviano Pelati, ed io chiamammo i seminaristi maggiorenni e chiedemmo se erano d'accordo ad ospitare i ragazzi della villa su all'ultimo piano, che era vuoto. Parlammo anche del rischio che si correva, ma loro non esitarono e ci dissero di sì. Allo stesso modo risposero anche le famiglie di Nonantola presso cui si rifugiarono altri ragazzi e ragazze. Alcuni furono accolti anche nell'asilo delle suore. Rimasero nascosti una decina di giorni, vestiti da seminaristi.»

In tutto, le famiglie che accolsero i ragazzi furono circa trenta, oltre ai sacerdoti del seminario e alle suore ospedaliere.

Si provvide quindi a fornire ai ragazzi documenti falsi per l'espatrio in Svizzera che con l'aiuto della DELASEM avvenne a piccoli gruppi tra il 6 e il 17 ottobre 1943, guadando di notte il fiume Tresa. Uno soltanto tra i piccoli ospiti di Villa Emma, Salomon Papo, che malato dovette essere affidato a un ospedale, perirà ad Auschwitz. Salvi anche tutti gli accompagnatori, con l'eccezione di Goffredo Pacifici, il bidello di Villa Emma, che sarà arrestato e deportato una settimana dopo mentre portava in Svizzera altri ebrei. Dalla Svizzera i ragazzi nel dopoguerra raggiungeranno per la maggior parte Israele.

Nel frattempo la parrocchia di Rubbiara è divenuta una centrale importante della Resistenza emiliana: si stampano nel solaio documenti falsi e materiale di propaganda antifascista, e si dà rifugio a partigiani ed ebrei perseguitati, ebrei ferraresi e modenesi che furono sistemati nelle campagne circostanti, ma anche ebrei mandati da don Leto Casini e dalla curia fiorentina.

Arrestato il 16 settembre 1944 per una delazione assieme a don Ennio Tardini, don Beccari fu interrogato ma non confessò mai la sua attività. Rimase sette mesi nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte fino alla Liberazione.

Onorificenzemodifica | modifica wikitesto

Nel dopoguerra Beccari ha continuato la sua attività di parroco e Moreali quella di medico. Il 18 febbraio 1964 lo Stato d'Israele li ha inseriti tra i giusti tra le nazioni a Yad Vashem a Gerusalemme.

Dagli anni novanta i "ragazzi di Villa Emma" si ritrovano periodicamente a Nonantola, e il 9 settembre 2001 a Haifa in Israele hanno dedicato un parco, Gan Nonantola, con un monumento creato da Tilla Offenberger, un'artista tra i "ragazzi di Villa Emma", con un'iscrizione in ebraico e italiano a ricordo di don Arrigo Beccari, Giuseppe Moreali e di coloro che li hanno protetti e salvati.

Villa Emma oggimodifica | modifica wikitesto

Villa Emma, che per anni ha versato in uno stato di abbandono, oggi, riportata agli antichi splendori, è proprietà privata.

A Nonantola, nel marzo 2004 è stata costituita la "Fondazione Villa Emma - Ragazzi ebrei salvati", che ha tra i soci fondatori il Comune di Nonantola e la Provincia di Modena.

Filmografiamodifica | modifica wikitesto

Ai ragazzi di Villa Emma la RAI ha dedicato nel 2004 la miniserie televisiva La fuga degli innocenti e il film-documentario con testimonianze degli ex ragazzi di Villa Emma I ragazzi di Villa Emma. Giovani ebrei in fuga, prodotto da Rai Educational e La storia siamo noi. Già prima era stato prodotto I giorni di Villa Emma. Una mini-troupe di ragazzi e i loro genitori realizzano un film sulla Resistenza. Anno scolastico 1977-78, Classe 3 D, Classe 4 A Scuola elementare, Editore Poligrafico Artioli, Nonantola 1978, ora su DVD.

Die Kinder der Villa Emma, film tedesco uscito nel 2016[2] e uscito in francese su M6 in novembre 2016.

Canzoni su Villa Emmamodifica | modifica wikitesto

Nel 2005 è stata composta una canzone su Villa Emma[3] dalla band Gasparazzo; il brano omonimo viene pubblicato nel cd "Rosso Albero" (progetto ideato e prodotto dal Comune di Nonantola e dall'associazione "Materiale Resistente" di Correggio), ed è contenuto anche nel cd dei Gasparazzo "Esiste chi resiste"[4] del 2014.

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ Villa Emma, su Portale turismo, Provincia di Modena. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  2. ^ http://www.imdb.com/title/tt5579600
  3. ^ Il brano "Villa Emma" dei Gasparazzo
  4. ^ Cd "Esiste chi resiste" dei Gasparazzo

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Josef Indig Ithai, Anni di fuga. I ragazzi di Villa Emma a Nonantola, a cura di Klaus Vogt, Giunti, Firenze 2004
  • Klaus Voigt, Villa Emma: Ragazzi ebrei in fuga, 1940-1945, La Nuova Italia, Firenze 2002
  • Dalla parte giusta. Lettere dal carcere di don Arrigo Beccari, a cura di Enrico Ferri, Giuntina, Firenze 2007
  • Enrico Ferri, La vita libera: Biografia di don Arrigo Beccari, Mucchi, Modena 1997
  • Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 Mondadori, Milano 2006, pp. 40–43.
  • Maria Laura Marescalchi, Anna Maria Ori, Nonantola e i salvati di Villa Emma. Luglio 1942 - Ottobre 1943. Una guida per la scuola e per i visitatori, Fondazione Villa Emma, Nonantola 2007
  • Villa Emma. I luoghi e le persone, a cura dell'Amministrazione Comunale e del Comitato per le celebrazioni del 50. della guerra di liberazione, Nonantola 1993
  • Ilva Vaccari, Villa Emma. Un episodio agli albori della Resistenza modenese nel quadro delle persecuzioni razziali, Istituto storico della Resistenza, Modena 1960
  • Tutti salvi. La vicenda dei ragazzi ebrei di Villa Emma. Nonantola, 1942-1943, Monica Debbia, Marzia Luppi, Artestampa, Modena 2002
  • I ragazzi di Villa Emma. Giovani ebrei in fuga. Strumenti per l'approfondimento, a cura di Maria Laura Marescalchi e Anna Maria Ori, Fondazione Villa Emma, Modena 2009
  • Ragazzi ebrei a Villa Emma. Nonantola 1942-1943. Una storia di solidarieta, [S. l. : s. n., dopo il 2005]
  • Nonantola e i salvati di Villa Emma. Una guida per la scuola e per i visitatori, a cura di Maria Laura Marescalchi e Anna Maria Ori, Quid, Nonantola 2007
  • Mirella Serri, Bambini in fuga.I giovanissimi ebrei braccati da nazisti e fondamentalisti islamici e gli eroi italiani che li salvarono, Milano, Longanesi, 2017
  • Sonja Borus, Diario di Sonja. Fuga e aliyah di un'adolescente berlinese, 1941-1946, Bologna, Il Mulino, 2018

Mostra fotografica - Cataloghimodifica | modifica wikitesto

  • I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola. Fotografie di una mostra, a cura di Ombretta Piccinini, Klaus Voigt, traduzioni Annette Antignac et al., Nonantola : Comune, Archivio storico - Izieu : Maison d'Izieu, [2004]
  • I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola. Milano, Museo di storia contemporanea. 29 gennaio-13 marzo 2005. Mostra fotografica, a cura di Ombretta Piccinini, Klaus Voigt, Comune, Archivio storico, Nonantola 2005
  • Voigt, Klaus, Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga 1940-1945, trad. di Loredana Melissari, La nuova Italia, Scandicci 2002
  • I ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola. Fotografie di una mostra, a cura di Ombretta Piccinini, Klaus Voigt; trad.: Loredana Melissari, Comune di Nonantola, Archivio storico, Nonantola 2002

Narrativamodifica | modifica wikitesto

Voci correlatemodifica | modifica wikitesto

Altri progettimodifica | modifica wikitesto

Collegamenti esternimodifica | modifica wikitesto