Vittorio Arrigoni

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«Restiamo Umani»

(Adagio con il quale Vittorio Arrigoni terminava ogni suo articolo, a volte ripetuto nella forma inglese Stay Human)
Rappresentazione artistica di Vittorio Arrigoni con Handala, in un disegno di Carlos Latuff

Vittorio Arrigoni detto Vik (Besana in Brianza, 4 febbraio 1975[1][2]Gaza, 15 aprile 2011) è stato un attivista, giornalista e scrittore italiano.

Sostenitore della soluzione binazionale come strumento di risoluzione del conflitto israeliano-palestinese[3], nonché pacifista[4][5], si era trasferito nella Striscia di Gaza per agire contro quella che definiva pulizia etnica dello Stato di Israele nei confronti della popolazione araba palestinese.[6]

Biografiamodifica | modifica wikitesto

Nacque a Besana in Brianza, figlio di Ettore Arrigoni e di Egidia Beretta, piccoli imprenditori, e fratello minore di Alessandra, assistente sociale.[7]. La madre fu sindaco di Bulciago dal 2004 al 2014; il padre morì nel dicembre del 2011 a seguito di una lunga malattia[8]. I nonni, antifascisti, avevano combattuto nella seconda guerra mondiale[9]. Dopo il diploma di ragioneria, lavorò inizialmente nell'azienda di famiglia, dedicandosi nel frattempo all'aiuto umanitario.[1]

Cooperazione umanitariamodifica | modifica wikitesto

Iniziò all'età di vent'anni[10] nell'Europa dell'est, in prevalenza con l'organizzazione non governativa IBO.[11] In Croazia, Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca ma anche Perù[10][11] e altri paesi, operò nella ristrutturazione di sanatori, nella manutenzione di alloggi per disabili o senzatetto e nell'edificazione di nuove abitazioni per profughi di guerra. Successivamente lavorò in Africa (Togo, Ghana e Tanzania) con una cooperativa impegnata contro il disboscamento delle foreste alle pendici del Kilimangiaro e con l'ong YAP, per la quale si occupò della creazione di centri di socialità e centri sanitari.[11]

Nel 2002 venne inviato con la ong IPYL a Gerusalemme Est, nella stessa esperienza che vide la morte di Angelo Frammartino.[11] A Nablus, nel 2003, collaborò con l'organizzazione del politico francese José Bové.[11] Da quell'anno entrò a far parte dell'ong International Solidarity Movement,[12][13] e s'interessò della causa palestinese, scrivendo le sue prime corrispondenze,[14] schierandosi contro il comportamento di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, criticando inoltre la politica autoritaria e teocratica di Hamas nell'amministrazione della Striscia e quella di al-Fath in Cisgiordania.[15]

Nel 2005 venne inserito a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Per questa ragione, il 26 marzo dello stesso anno, fu fermato in ingresso alla frontiera con la Giordania. Picchiato dai militari israeliani[16], venne poi abbandonato in territorio giordano e soccorso da militari giordani.[17] Dopo un'interrogazione parlamentare sulla vicenda da parte del senatore Sauro Turroni al Ministero degli Esteri italiano,[16] lo scrittore israeliano Amos Oz spiegò ad Arrigoni che la sua presenza a Gaza era, a suo parere, sgradita poiché avrebbe potuto testimoniare contro Israele per crimini di guerra alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia.[18]

Nell'estate del 2006 partecipò, come osservatore internazionale, alle prime elezioni libere nella Repubblica Democratica del Congo, accompagnato dal sottosegretario del Ministero degli Esteri italiano Patrizia Sentinelli e col supporto logistico-finanziario del II Governo Prodi.[11][19][20]

Nel settembre del 2007 partì in missione umanitaria in Libano. Presso il campo rifugiati di Beddawi lavorò all'ampliamento della clinica locale.[10]

Dopo la precedente espulsione tornò, passando via mare, a vivere a Gaza come attivista umanitario nell'agosto del 2008; al suo arrivo ricevette la cittadinanza onoraria palestinese.[21] Dalla Striscia diffuse informazioni sulle dure condizioni dei palestinesi gazawi. Nel novembre dello stesso anno fu ferito, incarcerato ed espulso dall'esercito israeliano per aver difeso quindici pescatori palestinesi che cercavano di pescare nelle proprie acque territoriali.[22][23] Rientrò definitivamente a Gaza il 21 dicembre, a bordo della nave Dignity del movimento Free Gaza.[24]

Reporter e scrittoremodifica | modifica wikitesto

Particolarmente attivo nella comunicazione via Internet, gestendo più canali di informazione su YouTube e alcuni blog, tra i quali anche uno personale di critica e poesia,[25] Arrigoni era reporter per il quotidiano Il manifesto, per PeaceReporter,[26] per Radio 2 (più precisamente per il programma Caterpillar), per Radio Popolare[27] e per l'agenzia stampa InfoPal[28], nonché commentatore per numerose altre testate italiane e internazionali. Con ManifestoLibri, pubblicò nel 2009 il libro Gaza Restiamo umani, raccolta dei propri reportage da Gaza, tradotto in inglese, spagnolo, francese e tedesco e arabo, con l'aggiunta di una postfazione dello storico israeliano Ilan Pappé.[29][30][31][32]

Durante l'Operazione Piombo fuso, il suo blog Guerrilla Radio, nato nel luglio del 2004,[33] e i suoi reportage ottennero notorietà internazionale in quanto egli era l'unico cronista sul campo all'inizio dell'operazione.[34] Il sito di Arrigoni, durante il corso dell'operazione, divenne il blog più visitato in Italia.[35].

In quel periodo fu anche oggetto, con altri membri dell'International Solidarity Movement (ISM), di esplicite minacce di morte da parte di un sito web (StopTheISM), vicino ad ambienti dell'estrema destra filoisraeliana, e indicato come primo bersaglio.[15][36][37]

Nel 2010, dopo aver dichiarato stima nei confronti dello scrittore Roberto Saviano e del giornalista Marco Travaglio, al quale aveva dedicato anche un canale YouTube nel 2008,[38] critica duramente alcune forti affermazioni pro-israeliane di entrambi.[39] Agli inizi del 2011 fu querelato per diffamazione, assieme al parroco Giorgio De Capitani, dalla giornalista del TG1 Grazia Graziadei, a causa di un commento sulla giornalista scritto da Arrigoni nel giugno del 2010, inerente un servizio da lei prodotto su Marcello Dell'Utri.[40][41][42]

Il 4 gennaio del 2011 ripubblicò sul proprio blog il manifesto dei giovani di Gaza Gaza Youth Breaks Out, come segno di protesta e di rivendicazione di libertà e democrazia sia dall'occupazione israeliana sia dall'oppressivo regime di Hamas.[43] Nelle ultime settimane della sua vita prese posizione a favore della cosiddetta Primavera Araba, con l'auspicio di giungere a maggiore libertà e istituzioni democratiche per le popolazioni musulmane coinvolte.[44]

Rapimento e mortemodifica | modifica wikitesto

La sera del 14 aprile 2011 venne rapito da un gruppo terrorista dichiaratosi afferente all'area jihādista salafita[45][46][47], anche se tre di loro smentirono in seguito l'appartenenza al gruppo[48] all'uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi.[49] In un video immediatamente pubblicato su YouTube, in cui Arrigoni viene mostrato bendato e legato, i rapitori accusano l'Italia di essere uno "stato infedele" e l'attivista di essere entrato a Gaza "per diffondere la corruzione". Viene inoltre lanciato un ultimatum, minacciando l'uccisione di Arrigoni entro il pomeriggio del giorno successivo, e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione del loro leader, Hisham al-Saedni, più noto come sceicco Abu al Walid al Maqdisi, e di alcuni militanti jihādisti detenuti nelle carceri palestinesi.[45][50][51][52]

Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni fu rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam nel corso di un blitz in un'abitazione di Gaza;[52][53] secondo le forze di sicurezza di Hamas, la morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile per strangolamento.[54] L'autopsia svolta successivamente all'Istituto di medicina legale dell'Università Sapienza di Roma confermò i rilievi palestinesi.[55]

Indagini e processomodifica | modifica wikitesto

Nei giorni seguenti, le indagini delle forze di sicurezza di Hamas condussero all'individuazione dei presunti responsabili del rapimento; il 19 aprile 2011 le forze armate di Gaza penetrarono nel campo profughi di Nuseirat per eseguire gli arresti. Due terroristi - tra cui il capo, il giordano Abdel Rahman Breizat[56] - rimasero uccisi in un conflitto a fuoco, mentre un terzo venne fermato.[57] Fonti dell'organizzazione salafita dichiararono successivamente che la responsabilità del rapimento sarebbe stata da attribuirsi a un gruppo illegale "impazzito".[58][59]

Il processo per omicidio iniziò a Gaza l'8 settembre 2011[60] a carico di quattro soggetti (Abu Ghoul, 25 anni, Khader Jram, 26 anni, Mohammed Salfi, 23 anni, e Hasanah Tarek)[61] e si concluse il 17 settembre 2012 con due condanne all'ergastolo per omicidio (ridimensionate a 15 anni di reclusione) e altre due a 10 anni e 1 anno di carcere rispettivamente per rapimento e favoreggiamento.[62][63] La famiglia Arrigoni in quell'occasione si era dichiarata contraria alla pena di morte per gli assassini.[64]

Reazioni internazionali e funeralimodifica | modifica wikitesto

L'omicidio di Arrigoni suscitò sdegno e proteste in tutto il mondo e fu condannato in modo unanime dalle Nazioni Unite e da vari capi di stato. Le autorità della striscia di Gaza tributarono un "saluto solenne" con centinaia di partecipanti alla salma di Arrigoni prima del suo trasferimento verso l'Italia.[65]

Per rispettare le volontà di Arrigoni, la famiglia dispose che la salma tornasse in Italia passando dall'Egitto e dal valico palestinese di Rafah anziché dal territorio di Israele.[66] I funerali, svoltisi a Bulciago e celebrati da Monsignor Hilarion Capucci, videro la partecipazione di migliaia di persone giunte da tutta Europa.[67] L'assenza di rappresentanti del governo italiano e di un riconoscimento pubblico in memoria di Arrigoni hanno causarono forti polemiche.[67][68]

Tra le molte manifestazioni di affetto vi fu anche quella di Moni Ovadia, che definì Arrigoni "un essere umano che conosceva il significato di questa parola".[69]

Premimodifica | modifica wikitesto

Vittorio Arrigoni nell'artemodifica | modifica wikitesto

Canzonimodifica | modifica wikitesto

Arte graficamodifica | modifica wikitesto

Intitolazionimodifica | modifica wikitesto

Operemodifica | modifica wikitesto

Filmmodifica | modifica wikitesto

Notemodifica | modifica wikitesto

  1. ^ a b (EN) Staying Human, Al Jazeera, World, 29 giugno 2011
  2. ^ Arrigoni, l'attivista-giornalista, Corriere della Sera, Esteri, 14 aprile 2011
  3. ^ Gli industriali dell'olocausto. Guerrilla radio, Vittorio Arrigoni, 27 gennaio 2010.
  4. ^ Gaza, trovato il corpo di Arrigoni, il pacifista ucciso prima dell'ultimatum, Repubblica, Esteri, 15 aprile 2011.
  5. ^ (EN) The Palestine peace process: unlearned lessons of history. History and policy, by Ilan Pappe, may 2005.
  6. ^ (EN) The Ethnic Cleansing of Palestine. Ilan-Pappe, United Kingdom, 7 settembre 2007.
  7. ^ [1]
  8. ^ Morto il padre di Ettore Arrigoni, Corriere della Sera. Cronache e politica. 2 dicembre 2012.
  9. ^ Vittorio Arrigoni, Peacelink. Donne e uomini per la pace. 15 aprile 2011.
  10. ^ a b c Libano: il racconto di Vittorio Arrigoni, La voce di Nomas, Estero, Intervista a cura di Marco Besana e Ilaria Brusadelli, 15 gennaio 2011.
  11. ^ a b c d e f Who is Guerrilla radio???, Vittorio Arrigoni in Palestina, 13 gennaio 2007
  12. ^ (DE) Rainer Sinz, Obamas Seiltanz/Friedens-kontra Kriegskultur-Ein lyrisch-prosaischer Appell an die Vernunft im historischen Abriss seit dem Serbien-Kosovo-Krieg, Berlin, Pro Business, 2010, ISBN 978-3-86805-714-0, p.193.
  13. ^ (EN) Vittorio Arrigoni: pacifist supporter of the Palestinian cause, The Guardian, World, John Hooper, 2011 april 15.
  14. ^ Lettere dalla Palestina
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  17. ^ Picchiato da cinque soldati israeliani, Giornale di Merate, Micaela Crippa, aprile 2005 (ripubblicato dall'autore nel suo blog, il 5 maggio 2005)
  18. ^ Vittorio Arrigoni, noi testimoni scomodi di crimini di guerra, Savona News, Mario Molinari, 16 aprile 2011.
  19. ^ Kabila ha vinto il secondo turno, Guerrillaradio su Raitre, Vittorio Arrigoni, 16 novembre 2006
  20. ^ Comunicato stampa 27 luglio 2006, Peacelink, Pax Christi, 27 luglio 2006.
  21. ^ Il mio sbarco a Gaza[collegamento interrotto], Vita, Mondo, Emergenze, Pacifismo, Daniele Biella, 7 agosto 2008.
  22. ^ Rapito in acque palestinesi, Il Manifesto, Vittorio Arrigoni, 29 novembre 2008 (ripubblicato dall'autore nel suo blog il 2 dicembre 2008)
  23. ^ Gaza, dalla prigione parla il pacifista italiano agli arresti Archiviato l'8 dicembre 2015 in Internet Archive., L'Unità, Rachele Gonnelli, 22 novembre 2008
  24. ^ Gaza. Un italiano sotto le bombe[collegamento interrotto], Vita, Mondo. Emergenze. Daniele Biella, 30 dicembre 2008.
  25. ^ Simposio delle Crudeltà. Estranged World, Vittorio Arrigoni, 20 agosto 2006.
  26. ^ Vittorio, parole contro l'occupazione, Peace Reporter, articoli di Vittorio Arrigoni], 15 aprile 2011.
  27. ^ Il nostro ricordo per Vittorio Arrigoni, Radio Popolare, Archivio comunicati, Gaza, 17 aprile 2011.
  28. ^ Search Results for: Vittorio Arrigoni, Info Pal, Palestinian-Italian News, Archivio contributi, dal 23 luglio 2008 al 4 ottobre 2012.
  29. ^ (EN) Gaza, Stay Human, Vittorio Arrigoni, The Book review. juni 5, 2011[collegamento interrotto]
  30. ^ Gaza, Stay Human. Vittorio Arrigoni, Kube Publishing Ltd, 8 Jan 2010, ISBN 1-84774-019-7 ISBN 978-1-84774-019-9.
  31. ^ Restiamo umani, Guerrilla radio, Vittorio Arrigoni, 17 gennaio 2010.
  32. ^ Restiamo Umani. Vittorio Arrigoni. International Solidarity Movement. 21 aprile 2011.[collegamento interrotto]
  33. ^ Nascita di Guerrilla Radio, Guerrilla radio, Vittorio Arrigoni, 23 luglio 2004.
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  36. ^ Gennaro Carotenuto, Uccidete Vittorio Arrigoni, 2009
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  40. ^ Giorgio De Capitani, Il procedimento penale nei miei riguardi è stato trasferito da Roma al Tribunale di Lecco, 7 marzo 2013
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  43. ^ Gybo dei giovani di Gaza, Guerrilla radio, Vittorio Arrigoni, 4 gennaio 2011.
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  54. ^ (EN) Vittorio Arrigoni, Kidnapped Italian Activist, Found Dead In Gaza, Huffington Post, 15 aprile 2001. URL consultato il 16 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2011).
  55. ^ Arrigoni è morto per strangolamento. Nessun segno di pestaggio sul corpo. Repubblica. Esteri. 21 aprile 2011.
  56. ^ La corte temporeggia e riaggiorna. Seduta-farsa per ViK[collegamento interrotto], Il Manifesto, Michele Giorgio, 6 gennaio 2012
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  58. ^ Abbas: Murder of Italian activist is treason. Ma'an News Agency. 16 April 2011.
  59. ^ Arrigoni, presi i killer: avrebbero confessato I salafiti: "Ad ucciderlo una cellula impazzita" Repubblica, Esteri, 16 aprile 2011.
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  62. ^ Omicidio Arrigoni, due condanne all'ergastolo, Rai News 24, 17 settembre 2012.
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  64. ^ Gaza, condannati all'ergastolo (ridimensionato poi a una reclusione di 15 anni) gli assassini di Arrigoni. La Repubblica, Esteri. 17 settembre 2012.
  65. ^ Arrigoni, l'ultimo saluto di Gaza. Hamas diffonde le foto dei ricercati. La Repubblica. Esteri, 18 aprile 2011]
  66. ^ Arrigoni, caccia al mandante Hamas: è un giordano. Corriere della Sera, Esteri, 17 aprile 2011]
  67. ^ a b In 2.000 ai funerali di Arrigoni, Corriere della Sera, Claudio del Frate, Cronache, 24 aprile 2011
  68. ^ «Nessun rappresentante del governo per Vittorio Arrigoni», Corriere della Sera, Giovanni de Faveri, Video, 24 aprile 2011
  69. ^ Vittorio, uno di noi Archiviato il 13 settembre 2011 in Internet Archive., L'unità, Moni Ovadia,15 aprile 2011.
  70. ^ Premio Città di Sasso Marconi, Comune di Bologna, 16 maggio 2009
  71. ^ Testimone di Pace: Gaza in “presa diretta” durante la serata di premiazione[collegamento interrotto], Articolo 21, Notizia, 2010
  72. ^ Premio Letterario “Firenze per le Culture di Pace dedicato a Tiziano Terzani”, Comune di Firenze, 2 dicembre 2011.
  73. ^ Bulciago: consegnato a Egidia Beretta il premio Borsellino alla memoria del figlio Vittorio, CasateOnline, Roberto Bonacina, 31 ottobre 2011.
  74. ^ A «Vik» Arrigoni il Premio Borsellino, Corriere della Sera, Archivio storico, 8 ottobre 2011
  75. ^ Darg team, da Gaza in Italia nel nome di vittorio | Global Project
  76. ^ Vittorio Arrigoni , Onadekom (Calling You) - DARG Team (Official Video) - YouTube
  77. ^ ‘Spazio Musica’ e il murales dedicato a Vittorio Arrigoni, in Il Sannio Quotidiano, 27 agosto 2014. URL consultato il 6 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2014).
  78. ^ http://www.museotorino.it/view/s/e26a452c53394c8da91b80b048bc1b2a
  79. ^ Fantasmi che chiedono giustizia Archiviato l'8 giugno 2012 in Internet Archive.. ANPI. Vittorio Arrigoni. 17 aprile 2012.
  80. ^ Anpi, Sezione di Aprilia
  81. ^ Intitolazione sezione ANPI di Aprilia a Vittorio Arrigoni
  82. ^ "Intitolazione sezione ARCI di Enna".
  83. ^ "Restiamo umani Sezione ARCI Enna"
  84. ^ Piacenza, riapre il Circolo Arci Vik di via Campagna
  85. ^ Antisraele Militante, Vittorio Arrigoni ULTIMA INTERVISTA, 28 maggio 2011. URL consultato il 13 ottobre 2016.

Bibliografiamodifica | modifica wikitesto

  • Sabina Antonelli, Il bambino che non voleva essere un lupo, Segni e parole - ISBN 788890849480
  • Egidia Beretta, Il Viaggio di Vittorio, Baldini&Castoldi - ISBN 788868520229

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